Rilevanza e interesse pubblico
L’accesso agli atti delle commissioni d’inchiesta costituisce uno strumento cardine per comprendere i meccanismi istituzionali e l’evoluzione dell’ordinamento repubblicano di fronte ai fenomeni eversivi. L’organismo bicamerale istituito alla fine degli anni Ottanta ha rappresentato il più prolungato tentativo parlamentare di verificare le cause della mancata individuazione dei responsabili degli eccidi che hanno segnato il Paese.
La sedimentazione delle relazioni, dei resoconti stenografici e delle carte processuali riversate nell’Archivio storico del Senato rende disponibile un patrimonio documentario che copre un arco temporale dal 1942 al 2001. Analizzare la genesi e le trasformazioni normative di questo apparato d’indagine consente di valutare il perimetro di intervento che il potere legislativo ha esercitato nell’accertamento storico-politico.
Contesto istituzionale e cronologia delle legislature
L’origine della «Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi» si colloca nella X legislatura con l’approvazione della legge 17 maggio 1988, n. 172, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 30 maggio 1988. L’iniziativa scaturì dal disegno di legge n. 556 presentato dal deputato Zangheri e altri, transitato in Senato come atto n. 498 e approvato in via definitiva dalla Camera come atto n. 556-B l’11 maggio 1988.
La costituzione formale avvenne il 28 luglio 1988 con l’elezione dell’Ufficio di Presidenza, a seguito dell’annuncio della nomina dei componenti e del Presidente, il senatore Libero Gualtieri, comunicata ai due rami del Parlamento il 13 luglio 1988. Sebbene l’articolo 2 della legge istitutiva imponesse il completamento dei lavori entro diciotto mesi dall’insediamento, l’ampiezza e la complessità dei filoni d’indagine resero indispensabili plurimi interventi legislativi di differimento del termine originario.
Nel corso della X legislatura vennero varate tre proroghe: la legge 31 gennaio 1990, n. 12, la legge 28 giugno 1991, n. 215 e la legge 13 dicembre 1991, n. 327, che fissò il termine ultimo al 2 luglio 1992 in coincidenza con la scadenza della legislatura. L’organismo licenziò le relazioni conclusive (Doc. XXIII, nn. 49, 50, 51 e 52), formalmente trasmesse alle Presidenze di Camera e Senato il 22 aprile 1992, segnando il primo ciclo di documentazione organica.
Con l’avvio della XI legislatura, l’inchiesta fu rinnovata tramite la legge 23 dicembre 1992, n. 499, mantenendo inalterati i poteri e le finalità della legge del 1988 e stabilendo un termine di tre anni. La presidenza fu riaffidata al senatore Libero Gualtieri, con annuncio dell’8 giugno 1993 ed elezione dell’ufficio di presidenza il 9 giugno 1993, ma lo scioglimento anticipato delle Camere bloccò le attività, non prima che la Commissione approvasse il 23 febbraio 1994 tre relazioni (Doc. XXIII, n. 13), comunicate alle Presidenze il 28 febbraio 1994.
Nella XII legislatura i Presidenti di Senato e Camera nominarono il 5 agosto 1994 il senatore Giovanni Pellegrino alla presidenza dell’organismo. La composizione plenaria fu annunciata alla Camera l’8 settembre 1994 e al Senato il 13 settembre 1994; la prima riunione fu convocata per il 20 settembre e la costituzione formale fu perfezionata il 27 settembre 1994 con l’elezione dell’Ufficio di Presidenza. Con la legge 19 dicembre 1995, n. 538 il termine fu nuovamente prorogato, subendo un’ulteriore battuta d’arresto per la conclusione anticipata della legislatura.
La XIII legislatura vide la prosecuzione dei lavori con l’attività svolta dal 9 ottobre 1996 al 29 maggio 2001. Il Parlamento approvò dapprima la legge 20 dicembre 1996, n. 646, prorogando il termine al 31 ottobre 1997, e successivamente la legge 25 luglio 1997, n. 243, che estese le attribuzioni e la durata dell’organismo sino alla conclusione naturale della legislatura, preservando finalità e poteri originari.
Durante questo quinquennio vennero pubblicati molteplici documenti d’inchiesta catalogati nella serie parlamentare (Doc. XXIII, n. 2, n. 4, n. 8, n. 20, n. 30, n. 33, n. 37, n. 45 della XIII legislatura). Nella seduta conclusiva del 22 marzo 2001 la Commissione deliberò l’affidamento all’ufficio-stralcio della pubblicazione a stampa di tre volumi suddivisi in 12 tomi, contenenti gli elaborati dei commissari e i resoconti stenografici completi delle sedute plenarie e dell’Ufficio di Presidenza.
Soggetti istituzionali e attori coinvolti
Il coordinamento e l’indirizzo delle inchieste sono stati guidati da figure parlamentari designate d’intesa dai vertici dei due rami legislativi, riflettendo i passaggi politici succedutisi nell’arco di quattro legislature repubblicane:
- Senatore Libero Gualtieri (Libero Gualtieri): Presidente della Commissione nella X legislatura (dal 13 luglio 1988 al 22 aprile 1992) e nella XI legislatura (dall’8 giugno 1993 al febbraio 1994), relatore delle prime serie organiche di relazioni parlamentari (Doc. XXIII, nn. 49-52 e Doc. XXIII, n. 13).
- Senatore Giovanni Pellegrino (Giovanni Pellegrino): Nominato Presidente il 5 agosto 1994 dai Presidenti delle Camere per la XII legislatura, rimasto alla guida dell’organismo parlamentare anche nel corso della XIII legislatura fino alla chiusura dei lavori nel 2001.
- Deputato Renato Zangheri (Renato Zangheri): Primo firmatario del disegno di legge n. 556 presentato alla Camera dei deputati, da cui è scaturita la legge istitutiva 17 maggio 1988, n. 172.
- Senato della Repubblica (Senato della Repubblica) e Camera dei deputati (Camera dei deputati): Istituzioni titolari del potere bicamerale d’inchiesta, preposte alla costituzione degli Uffici di Presidenza e alla ricezione delle relazioni ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione.
Analisi critica delle evidenze e limiti della documentazione
L’esame dell’iter legislativo evidenzia come il compito originario assegnato dalla legge n. 172/1988 – circoscritto formalmente a diciotto mesi – sia stato progressivamente esteso attraverso sei distinti provvedimenti di proroga e rinnovazione legislativa (leggi n. 12/1990, n. 215/1991, n. 327/1991, n. 499/1992, n. 538/1995, n. 646/1996 e n. 243/1997). Questa dinamica dimostra lo scarto tra la programmazione temporale dell’organo inquirente e la mole dei filoni d’indagine affrontati.
«In base all’articolo 2 della legge istitutiva, la Commissione avrebbe dovuto ultimare i suoi lavori entro diciotto mesi dall’insediamento. Fin da principio, tuttavia, tale organismo fu gravato di una pluralità di filoni di indagine, di ampiezza e respiro tali che si resero necessarie tre successive proroghe legislative»
I documenti prodotti rivelano una struttura frammentata dalle ripetute interruzioni anticipate delle legislature (XI e XII legislatura), che hanno costretto l’organo a licenziare relazioni di sintesi parziali, come avvenuto con il Doc. XXIII n. 13 del febbraio 1994. Tale condizione ha reso necessaria una costante ricostituzione dell’assetto dei poteri e dell’ufficio di presidenza ad ogni cambio di composizione parlamentare.
Ciò che i registri archivistici testimoniano in modo inequivocabile è l’imponente consistenza quantitativa del materiale acquisito, culminata nei 3 volumi in 12 tomi dati alle stampe dall’ufficio-stralcio nel 2001. Tuttavia, la presenza di elaborati individuali e relazioni separate all’interno dei documenti parlamentari segnala l’assenza di un’interpretazione unanime da parte dei componenti della Commissione sulle singole vicende esaminate.
Restano aperte le valutazioni sull’effettiva esaustività delle risultanze rispetto all’obiettivo primario fissato dalla legge istitutiva, ovvero l’accertamento definitivo delle cause che hanno impedito l’individuazione dei responsabili materiali e morali delle stragi. I dati documentano l’impalcatura formale e gli esiti dei resoconti stenografici, ma lasciano all’analisi storiografica il confronto tra le ipotesi d’inchiesta e gli esiti giudiziari definitivi.
Trasparenza, archiviazione e base giuridica
L’intero corpus documentale prodotto dall’organismo bicamerale tra la X e la XIII legislatura è custodito e consultabile presso il Patrimonio dell’Archivio storico del Senato della Repubblica, nella sezione dedicata agli archivi delle commissioni parlamentari d’inchiesta.
La consultazione degli atti risponde ai criteri di trasparenza previsti per i documenti parlamentari e legislativi dello Stato italiano. Ai sensi dell’articolo 5 della Legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d’autore, i testi ufficiali degli atti dello Stato e delle pubbliche amministrazioni, compresi i resoconti delle assemblee e delle commissioni d’inchiesta, sono in regime di pubblico dominio.
Fonte di riferimento: Archivio Storico del Senato della Repubblica – Patrimonio, repertorio delle commissioni parlamentari d’inchiesta: Terrorismo e stragi (X-XIII leg.) 1942 - 2001, consultabile all’indirizzo istituzionale: https://patrimonio.archivio.senato.it/inventario/archivi-commissioni-parlamentari-inchiesta/terrorismo-e-stragi-x-xiii-leg.

