Giornalismo d'Inchiesta
Unclessify — Rivista di Investigazione e Declassificazione, Fondata da Graziano Costantino
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La ragnatela dei fusti tossici tra Roma e il Mezzogiorno: anatomia di un sistema d’interposizione
Atto Acquisito: documenti.camera.it

La ragnatela dei fusti tossici tra Roma e il Mezzogiorno: anatomia di un sistema d’interposizione

documenti.camera.itItalia1997public
#rifiuti speciali#inchiesta parlamentare#sequestro pontinia#bonifiche ambientali#tracciabilità logistica

Fonte di Approfondimento Investigativo Validata: documenti.camera.it — Italia

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Clausola di Trasparenza & Diritto di Cronaca

Dossier e analisi redatti dalla redazione di Unclessify a partire da atti pubblici, registri ufficiali e documentazione declassificata rilasciati da documenti.camera.it. La contestualizzazione storico-giudiziaria, la sintesi analitica e il commento critico sono a cura di Unclessify nel rispetto dell'art. 21 della Costituzione (diritto di informazione) e della dottrina del Fair Use / Pubblico Interesse.

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Documentazione & Atti Ufficiali

Rilevanza pubblica e dinamiche attuali della gestione dei rifiuti industriali

L’analisi della gestione dei rifiuti tossici e speciali in Italia trova nei grandi sequestri documentali e giudiziari un punto di osservazione fondamentale per comprendere i meccanismi di elusione e frammentazione societaria. Quando migliaia di fusti contenenti sostanze pericolose vengono accumulati al di fuori dei perimetri operativi autorizzati, il rischio ambientale e sanitario si salda a precise strategie industriali di abbattimento illecito dei costi di smaltimento.

La ricostruzione dei flussi e delle responsabilità dirette consente di svelare come impianti formalmente abilitati e ditte di trasporto operassero all’interno di una rete societaria complessa, distribuita strategicamente tra diverse regioni del Centro e del Sud Italia. Questo modello operativo, fondato sull’interposizione di veicoli aziendali a basso capitale e continui passaggi di quote, continua a rappresentare uno schema classico nelle criticità del settore ecologico.

Comprendere la reale configurazione di queste filiere permette di valutare l’efficacia dei sistemi di controllo amministrativo, monitorando il divario cronologico tra l’avvio materiale delle attività sul territorio e l’inoltro delle comunicazioni formali agli enti preposti, nonché le anomalie logistiche nei tempi di percorrenza delle merci tracciate.

Contesto storico e quadro sistemico del ciclo dei rifiuti

Sul finire degli anni Novanta, il monitoraggio condotto dall’organo parlamentare d’inchiesta sui traffici illeciti connessi al ciclo dei rifiuti ha messo in luce una profonda asimmetria tra la regolamentazione normativa e la prassi operativa delle imprese concessionarie e private. L’approfondimento istituzionale ha integrato i dati raccolti dall’ANPA relativi al mercato complessivo della raccolta e del trasporto dei rifiuti su scala comunale e nazionale nel corso del 1998.

In questo scenario, il polo logistico e di stoccaggio situato nel territorio di Pontinia è divenuto l’epicentro di un’attività investigativa autonoma avviata ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera d) della legge istitutiva della Commissione, guidata dal presidente Scalia. L’intervento di sequestro eseguito presso il sito ha fatto emergere una concentrazione quantitativa senza precedenti: oltre 11.600 fusti stoccati unitamente a due cisterne colme di rifiuti liquidi classificati come pericolosi.

Le verifiche hanno accertato che la ditta responsabile della conduzione dell’impianto era la SIR Srl di Roma. L’azienda aveva avviato l’utilizzo effettivo dell’area già nel febbraio del 1997, procedendo tuttavia alla formale comunicazione di inizio attività alla Regione Lazio soltanto nel luglio del 1997, accumulando così cinque mesi di esercizio privo del dovuto riscontro preventivo da parte delle autorità regionali di vigilanza.

Le anomalie documentali non si limitavano ai soli titoli autorizzativi dell’insediamento di Pontinia, ma riguardavano anche le singole tratte di movimentazione dei materiali industriali. Tra i casi documentati figura la spedizione di un carico di 9 tonnellate di residui di polipropilene: partito da Avezzano il 9 settembre 1997, il mezzo pesante ha raggiunto la sede romana della SIR solo il 24 settembre, impiegando quindici giorni per completare un tragitto di poche decine di chilometri.

Attori e mappa delle partecipazioni incrociate

Al vertice operativo dell’assetto esaminato si colloca la Società Imprese Riunite Srl (SIR Srl), costituita il 9 settembre 1982 con sede legale a Roma in via Buccari 3, immobile condotto in locazione da Vittorio Ugolini e Vincenzo Fiorillo sin dal novembre 1977. La società, con un capitale sociale di 20 milioni di lire suddiviso pariteticamente al 50 per cento tra Ugolini e Fiorillo, ha come oggetto sociale la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti urbani, speciali e tossico-nocivi.

L’organigramma della SIR evidenzia una precisa rotazione delle cariche interne: dal 12 settembre 1996 la carica di amministratore unico è stata assunta da Nicodemo Spatari, subentrato a Vittorio Ugolini, il quale a sua volta il 4 luglio 1995 aveva rilevato il ruolo precedentemente occupato da Luigi Ugolini. A partire dal febbraio 1996 Gennaro Compagnucci ha ricoperto la funzione di procuratore della società, mentre Vittorio Ugolini ha assunto il ruolo di direttore tecnico dal gennaio 1999.

Oltre alla sede di via Buccari, la SIR disponeva di un laboratorio, deposito automezzi e autofficina a Roma in via di Valleranello 281, oltre a due unità locali dislocate a Caserta. Proprio in Campania, all’indirizzo di via Amendola 8 a Caserta, figuravano le sedi della DES - Dasty Ecological Service Srl, costituita nel marzo 1988 con capitale di 20 milioni di lire (detenuto al 44,50 per cento da ciascun socio promotore), e della Ecodasty Srl, costituita nel luglio 1994 con capitale di 20 milioni di lire partecipato per il 25 per cento dalla SIR e per il 75 per cento dalla medesima DES.

Il plesso romano di via di Valleranello 281 ospitava altresì la Sateco - Servizi Applicazioni Tecnico-Ecologiche Srl, costituita nell’aprile 1988 con capitale di 20 milioni di lire interamente versato, detenuto per l’80 per cento dalla SIR e per il restante 20 per cento dalla Progetto Ecologia di Lascala Antonino e Albano Alessandro Snc. L’oggetto sociale della Sateco includeva la raccolta e il trasporto a smaltimento di rifiuti speciali, tossico-nocivi e radioattivi.

La Sateco presenta un articolato percorso geografico e societario: trasferita a Policoro, in provincia di Matera, nell’ottobre 1993, è stata posta in liquidazione nel novembre 1995 con riposizionamento della sede a Roma in via di Valleranello 281. I soci di minoranza Alessandro Albano e Antonino Lascala figuravano contestualmente come soci amministratori della Progetto Ecologia Snc, costituita a Policoro nel settembre 1990 per attività di stoccaggio e smaltimento rifiuti.

Completano l’intreccio partecipativo ulteriori realtà collegate, come la società consortile Scrl costituita nel maggio 1990 e posta in liquidazione volontaria nell’ottobre 1996, il cui capitale di 20 milioni di lire è risultato controllato fino all’aprile 1998 per il 50 per cento dalla Nuova Spra Ambiente Spa. In tale compagine Edoardo D’Alessio ha assunto la carica di liquidatore nel marzo 1998, già amministratore unico della Cetan Srl e socio della Ines Sud Srl, mentre Vincenzo Fiorillo della SIR aveva rivestito la carica di consigliere sino all’agosto del 1990.

Analisi critica delle evidenze documentali e nodi aperti

I riscontri documentali acquisiti dagli atti parlamentari evidenziano tre livelli di criticità strutturale che vanno oltre la singola violazione amministrativa. Il primo livello riguarda la discrepanza temporale nella conduzione dell’impianto di Pontinia: lo scarto di cinque mesi tra l’avvio materiale delle attività (febbraio 1997) e la comunicazione ufficiale alla Regione Lazio (luglio 1997) ha consentito l’accumulo indisturbato di oltre 11.600 fusti e di due cisterne di rifiuti pericolosi.

«Le operazioni di sequestro consentirono di accertare la presenza in quel sito di oltre 11.600 fusti e di due cisterne colme di liquido da classificarsi come rifiuto pericoloso.»

Il secondo elemento critico è costituito dalle tempistiche di trasporto. Un viaggio di 9 tonnellate di residui plastici da Avezzano a Roma durato quindici giorni interi (dal 9 al 24 settembre 1997) rappresenta un’anomalia logistica non spiegabile con le ordinarie esigenze di circolazione stradale. Questo dato documentale apre interrogativi precisi: dove ha sostato il carico durante quelle due settimane, e se il mezzo abbia effettuato soste intermedie o trasbordi non registrati.

Il terzo fattore è l’architettura societaria a raggiera. La convergenza di più ditte operative (SIR, Sateco, DES, Ecodasty, Progetto Ecologia) con capitali sociali fissati quasi uniformemente alla soglia di 20 milioni di lire, incroci di quote di minoranza e sedi condivise tra Roma, Caserta e Policoro, dimostra un assetto orientato alla parcellizzazione del rischio d’impresa e delle responsabilità giuridiche lungo l’asse tirrenico e lucano.

Gli atti ufficiali descrivono con precisione le partecipazioni e i movimenti, ma lasciano aperte questioni investigative cruciali circa l’origine industriale dei reflui contenuti nelle due cisterne e nei fusti di Pontinia, nonché la destinazione finale programmata per le sostanze tossiche stoccate nel sito prima dell’intervento di blocco.

Trasparenza e base giuridica della documentazione

Le informazioni, le quote societarie e i dati operativi analizzati nel presente dossier provengono dagli atti ufficiali approvati dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (Doc. XXIII n. 40), redatti nell’ambito della XIII Legislatura della Repubblica Italiana sotto la presidenza del deputato Scalia.

La documentazione è accessibile al pubblico attraverso l’archivio parlamentare e i canali istituzionali dello Stato. Ai sensi dell’articolo 5 della Legge 22 aprile 1941 n. 633, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle pubbliche amministrazioni non sono coperti da diritto d’autore e appartengono al pubblico dominio, garantendo il diritto di cronaca, di ricerca storica e di controllo civico sulla gestione dei rifiuti speciali in Italia.

Su cosa si regge questo pezzo

Il testo è stato verificato contro i fatti elencati, estratti dall'atto qui sopra. Non ha ancora una corroborazione da fonti indipendenti.

I 20 fatti verificati nel testo
  1. XXIII N. 40 COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA ` SUL CICLO DEI RIFIUTI E SULLE ATTIVITA ILLECITE AD ESSO CONNESSE (composta dai deputati: Scalia, Presidente;
  2. Le operazioni di sequestro consentirono di accertare la presenza in quel sito di oltre 11.600 fusti e di due cisterne colme di liquido da classificarsi come rifiuto pericoloso.
  3. La ditta responsabile dell’impianto e` stata individuata nella SIR SRL di Roma che aveva iniziato ad utilizzare l’area sin dal febbraio 1997, dando la comunicazione di inizio attivita` alla regione Lazio solo nel luglio 1997.
  4. Dalla lettura dei documenti presenti nell’area emersero ulteriori episodi singolari, come ad esempio il trasporto effettuato nel settembre 1997 di 9 tonnellate di residui di polipropilene; partito da Avezzano il 9 settembre, il camion giunse a Roma (presso la sede della SIR) dopo quindici giorni, il 24 settembre.
  5. Poiche´ il sequestro di Pontinia e` stato (in termini quantitativi) il piu` rilevante del genere mai effettuato in Italia, esso e` stato lo spunto per un’attivita` di indagine autonoma della Commissione, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera d) della legge istitutiva, per accertare – anzitutto – collegamenti con altri episodi illeciti avvenuti in altre (1) Dell’operazione la Commissione ha gia` riferito nel Doc.
  6. Per quanto riguarda invece il quadro di riferimento, sono state raccolte informazioni presso l’ANPA in merito al mercato complessivo del sistema di raccolta e trasporto dei rifiuti e alla gestione di tale sistema nei comuni italiani per l’anno 1998. 2.
  7. Partendo dalla SIR si da` qui conto del lavoro di ricostruzione svolto (v. la tavola n. 1).
  8. La SIR (Societa` Imprese Riunite Srl), costituita il 9 settembre 1982 e con sede in Roma (2), ha come oggetto sociale « la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti urbani, speciali e tossico-nocivi » e quant’altro abbia attinenza con il ciclo dei rifiuti.
  9. Il capitale – che Vittorio Ugolini e Vincenzo Fiorillo detengono ciascuno al 50 per cento – e` di lire 20.000.000 (interamente versati) ed amministratore unico, dal 12 settembre 1996, e` Nicodemo Spatari, subentrato a Vittorio Ugolini che, a sua volta, il 4 luglio 1995 aveva sostituito Luigi Ugolini.
  10. Procuratore della societa` e`, dal febbraio 1996, Gennaro Compagnucci, mentre Vittorio Ugolini, dal gennaio 1999, ha assunto la carica di direttore tecnico.
  11. La SIR stessa ha anche un laboratorio (deposito automezzi ed autofficina per la riparazione degli stessi) in via di Valleranello n. 281 – ove risultano avere sede altre societa` di cui si dira` in seguito – e due unita` locali, una a Caserta, in via G.
  12. A Caserta, in via Amendola n. 8, oltre alla citata ECODASTY srl ha sede un’altra societa` operante nella raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti: la DES - Dasty Ecological Service Srl.
  13. Tale azienda e` stata costituita a Caserta nel marzo del 1988 ed ha un capitale sociale di lire 20 milioni, detenuto per il 44,50 per cento ciascuno dall’am- (2) La sede e` in via Buccari 3 (i locali sono stati presi in locazione da Vittorio Ugolini e Vincenzo Fiorillo nel novembre 1977).
  14. La Ecodasty Srl, costituita nel luglio del 1994, ha un capitale sociale di lire 20 milioni, versato, come detto, per il 25 per cento dalla SIR e per il restante 75 per cento dalla citata Des.
  15. Scrl, costituita nel maggio del 1990 e posta in liquidazione volontaria nell’ottobre del 1996: sino all’aprile del 1998 il capitale sociale, di lire 20 milioni, risulta controllato, per l’altro 50 per cento, dalla Nuova Spra Ambiente Spa.
  16. Da marzo del 1998, liquidatore della societa` e` Edoardo D’Alessio, amministratore unico della Cetan Srl sino al marzo del 1998 e socio della Ines Sud Srl – societa` appartenenti al novero di quelle menzionate nella presente relazione – mentre Vincenzo Fiorillo della SIR ha rivestito, sino all’agosto del 1990, la carica di consigliere.
  17. In via di Valleranello 281, a Roma, e` registrata anche la Sateco - Servizi Applicazioni Tecnico-Ecologiche Srl, una societa` costituita nell’aprile del 1988 e con sede a Roma (6).
  18. L’oggetto sociale concerne la « raccolta ed il trasporto a smaltimento di rifiuti urbani, speciali e tossico nocivi, nonche´ la raccolta ed il trasporto dei rifiuti radioattivi » ed il capitale sociale, di lire 20 milioni interamente versato, e` detenuto per l’80 per cento dalla Sir e per il restante 20 per cento dalla Progetto Ecologia di Lascala Antonino e Albano Alessandro Snc.
  19. La Sateco e` stata, nell’ottobre del 1993, trasferita a Policoro (MT) e, nel novembre 1995, posta in liquidazione e trasferita nuovamente a Roma in via di Valleranello 281.
  20. Lo stesso Alessandro Albano e` anche socio amministratore, unitamente ad Antonino Lascala, della citata Progetto Ecologia, societa` costituita nel settembre 1990 ed operante nella « raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti », la cui sede sociale e` a Policoro (MT) (7).
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