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Unclessify — Rivista di Investigazione e Declassificazione, Fondata da Graziano Costantino
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Procure toscane e controllo dell’azione penale tra sommerso, reati tributari e sfruttamento del lavoro
Atto Acquisito: pg-firenze.giustizia.it

Procure toscane e controllo dell’azione penale tra sommerso, reati tributari e sfruttamento del lavoro

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Fonte di Approfondimento Investigativo Validata: pg-firenze.giustizia.it — Italia

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Clausola di Trasparenza & Diritto di Cronaca

Dossier e analisi redatti dalla redazione di Unclessify a partire da atti pubblici, registri ufficiali e documentazione declassificata rilasciati da pg-firenze.giustizia.it. La contestualizzazione storico-giudiziaria, la sintesi analitica e il commento critico sono a cura di Unclessify nel rispetto dell'art. 21 della Costituzione (diritto di informazione) e della dottrina del Fair Use / Pubblico Interesse.

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Documentazione & Atti Ufficiali

Interesse pubblico e coordinamento dell’azione giudiziaria

La definizione delle priorità dell’azione penale e l’uniformità d’intervento sul territorio rappresentano un elemento cardine per la tenuta del principio di legalità e per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Quando le linee organizzative della magistratura requirente stabiliscono dove concentrare le risorse investigative, determinano direttamente quali fenomeni criminali riceveranno una risposta tempestiva e quali rischiano invece di rimanere confinati nell’inerzia procedurale.

L’omogeneità dei criteri di esercizio dell’azione giudiziaria nel distretto toscano risponde all’esigenza di evitare asimmetrie territoriali nell’applicazione della legge penale. Il controllo sui flussi dei procedimenti e sui tempi di definizione delle indagini preliminari costituisce una garanzia democratica essenziale, volta ad assicurare che l’apparato giudiziario risponda con efficienza alle violazioni più gravi del tessuto economico e sociale, a partire dalla tutela delle fasce vulnerabili fino alla difesa delle basi contributive dello Stato.

Comprendere i meccanismi con cui vengono regolate la vigilanza gerarchica, le procedure di avocazione dei fascicoli e la cooperazione tra gli uffici di primo e secondo grado consente di valutare la reale capacità del sistema giudiziario di incidere sulle emergenze criminali contemporanee, superando la frammentazione locale e rendendo trasparente l’indirizzo delle politiche di repressione del crimine.

Contesto normativo ed evoluzione del modello organizzativo

L’assetto degli uffici requirenti italiani ha subito una profonda trasformazione a partire dal decreto legislativo numero 106 del 2006, il quale ha ridisegnato i rapporti gerarchici interni e i doveri di vigilanza del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello nei confronti delle procure circondariali. Tale disciplina ha inteso superare i rischi di personalizzazione dell’azione penale, vincolando i singoli uffici a parametri organizzativi formalizzati e verificabili.

Il quadro regolamentare è stato progressivamente integrato dagli interventi del Consiglio Superiore della Magistratura, in particolare con la circolare del 16 novembre 2017 e la successiva delibera consiliare del 16 dicembre 2020, che hanno imposto la redazione di articolati progetti organizzativi triennali per disciplinare l’impiego delle risorse umane, la gestione dei carichi di lavoro e l’esercizio dei poteri di avocazione previsti dal codice di procedura penale.

L’adozione del documento programmatico per il distretto di Firenze ha seguito una precisa scansione procedurale avviata all’inizio del 2021. In data 8 e 9 marzo 2021, la presidenza della Corte d’Appello ha formalizzato l’assenza di osservazioni o proposte di modifica rispetto alla bozza elaborata. Successivamente, con apposita nota del 16 marzo 2021, è stata convocata l’Assemblea generale dell’ufficio per il 1° aprile 2021, sede in cui l’intero impianto organizzativo è stato approvato all’unanimità dai magistrati requirenti distrettuali.

Questo percorso ha recepito anche i principi espressi nella delibera del Plenum del CSM del 16 marzo 2016 in tema di coordinamento investigativo, puntando a superare le rigidità tra gradi di giudizio e stabilendo un raccordo sistematico per la circolazione delle informazioni giudiziarie rilevanti tra gli uffici del distretto e le istituzioni territoriali.

Soggetti ed enti istituzionali coinvolti

Il perimetro istituzionale dell’azione giudiziaria coinvolge una pluralità di organi di vertice della magistratura ordinaria e delle amministrazioni pubbliche:

La Corte d’Appello di Firenze costituisce il fulcro giurisdizionale del distretto toscano, entro cui opera la Procura Generale, titolare dei compiti di vigilanza ex articolo 6 del decreto legislativo 106/2006 e del potere di avocazione delle indagini preliminari ai sensi dell’articolo 412 del codice di procedura penale.

Il Consiglio Superiore della Magistratura esercita la funzione di indirizzo generale e controllo sull’organizzazione degli uffici requirenti attraverso l’emanazione di circolari vincolanti e delibere plenarie che disciplinano l’esercizio dell’azione penale.

La Corte Suprema di Cassazione, attraverso il proprio Procuratore Generale, riceve periodicamente, e comunque con cadenza almeno annuale, le relazioni trasmesse dal Procuratore Generale distrettuale circa l’esito dei controlli e l’andamento della giustizia penale sul territorio di competenza.

Le singole articolazioni territoriali della Procura della Repubblica dislocate nelle varie province toscane agiscono come organi requirenti di primo grado, tenute a raccordarsi con il vertice distrettuale e a convocazioni periodiche per l’esame congiunto delle materie di comune interesse.

La Regione Toscana partecipa ai tavoli interistituzionali, come testimoniato dall’incontro del 2 marzo 2017 finalizzato alla definizione di percorsi integrati di tutela e assistenza per le vittime vulnerabili di violenza e discriminazione.

Analisi critica delle evidenze e dinamiche criminali

La divaricazione tra dati statistici e reati sommersi

L’analisi dei flussi giudiziari evidenzia tendenze fortemente disomogenee a seconda delle tipologie delittuose esaminate. Sul fronte dei reati connessi alla circolazione stradale si registra un calo costante delle iscrizioni per omicidio colposo ai sensi dell’articolo 589 del codice penale, accompagnato da una corrispondente flessione dei procedimenti relativi alle lesioni colpose gravi e gravissime da incidente stradale. Tale contrazione riflette l’efficacia delle misure preventive e l’inasprimento del quadro sanzionatorio di settore.

Una dinamica diametralmente opposta caratterizza invece l’ambito delle violenze di genere e domestiche. L’evidenza giudiziaria sottolinea come i reati sessuali e i maltrattamenti contro familiari e conviventi ex articolo 572 del codice penale presentino dimensioni reali nettamente superiori rispetto al dato statistico formale, con una vasta area di sommerso che non raggiunge la cognizione dell’autorità giudiziaria per reticenza, timore di ritorsioni o assenza di reti di supporto economico.

«È fondato, invece, argomentare nel senso che il fenomeno dei reati sessuali e quello dei maltrattamenti contro familiari e conviventi di cui all’art. 572 cod. pen., sia di dimensioni ed ampiezza ben maggiori rispetto a quanto possa emergere dai dati statistici rilevati, e che una larga parte di esso rimanga sommerso.»

Per arginare tale fenomeno, le direttive distrettuali impongono l’applicazione rigorosa dei protocolli di accoglienza e protezione, in conformità al Percorso Donna delineato dal DPCM del 24 novembre 2017 e alle tutele per i crimini d’odio introdotte nell’ordinamento in attuazione della direttiva 2012/29/UE.

Sfruttamento lavorativo e distorsioni del tessuto economico

Il monitoraggio del territorio evidenzia una marcata incidenza del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, previsto dall’articolo 603-bis del codice penale. La Toscana si colloca tra le aree regionali a più alta concentrazione di manodopera straniera sottoposta a condizioni degradanti di impiego, con criticità particolarmente accentuate nelle province di Livorno, Arezzo, Siena e Grosseto, dove le filiere produttive e agroalimentari assorbono lavoratori in stato di grave vulnerabilità.

Accanto allo sfruttamento del lavoro, la sottrazione di risorse pubbliche emerge come un elemento destabilizzante per la tenuta democratica. La violazione del principio costituzionale di eguaglianza contributiva sancito dall’articolo 53 della Costituzione è alimentata congiuntamente dalla corruzione, dai condizionamenti della criminalità organizzata e dalla diffusione sistematica dell’evasione fiscale e contributiva, fenomeni che alterano la leale concorrenza tra imprese e comprimono il finanziamento dei servizi essenziali.

Coordinamento, vigilanza e poteri di avocazione

Per prevenire interpretazioni divergenti e superare le disomogeneità territoriali, il Procuratore Generale esercita un potere di vigilanza attivo attraverso conferenze periodiche con i Procuratori del distretto e l’istituzione del registro di protocollo dedicato alle informative di cui all’articolo 118-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale.

Un istituto centrale per garantire l’efficacia del procedimento è rappresentato dall’avocazione delle indagini preliminari ex articolo 412, comma 1, del codice di procedura penale, attivabile in presenza di inerzia del pubblico ministero di primo grado o per mancato rispetto dei termini di legge. A questo si affianca la possibilità, prevista dall’articolo 570, comma 3, del codice di rito, di delegare la trattazione del giudizio di appello al medesimo sostituto procuratore che ha sostenuto l’accusa in primo grado, valorizzando la specifica conoscenza del fascicolo nelle vicende processuali di elevata complessità.

Trasparenza e base giuridica

Gli elementi informativi e i dati organizzativi posti alla base del presente dossier sono tratti dal Progetto Organizzativo per il triennio 2020-2022 adottato dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze, approvato a seguito dell’adunanza assembleare del 1° aprile 2021.

Il documento integrale è pubblicato e consultabile telematicamente sul portale istituzionale della Procura Generale di Firenze. Ai sensi dell’articolo 5 della legge 22 aprile 1941, n. 633, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche sono esclusi dalla tutela del diritto d’autore e appartengono al pubblico dominio, garantendo la piena accessibilità e verificabilità delle informazioni di rilevanza civica e giudiziaria.

Su cosa si regge questo pezzo

Il testo è stato verificato contro i fatti elencati, estratti dall'atto qui sopra. Non ha ancora una corroborazione da fonti indipendenti.

I 20 fatti verificati nel testo
  1. L’art. 6 del d.lgs. n° 106/2006 e la verifica degli esiti delle azioni penali prevista dall’art. 3 della Circolare del CSM sulle Procure pag. 59 E.
  2. L’avocazione delle indagini preliminari pag. 69 a) Presupposti e criteri di esercizio del potere di avocazione ai sensi dell’art. 412 co. 1 cod. proc. pen. pag. 76 b) Misure organizzative e procedure di gestione ed esercizio del potere di avocazione pag. 82 H.
  3. IL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DEL PROGETTO ORGANIZZATIVO Il presente Progetto Organizzativo, come previsto dall’art. 8 della Circolare del 16 novembre 2017, così come modificata con la succitata Delibera di Plenum in data 16 dicembre 2020, è stato redatto attraverso un progressivo procedimento di elaborazione che ha costantemente visto la partecipazione dei magistrati dell ’Ufficio.
  4. In data 8/9 marzo 2021 il Presidente della Corte ha comunicato “ di non avere segnalazioni o suggerimenti da evidenziare in relazione alla predisposizione del nuovo progetto organizzativo della Procura Generale ”.
  5. Con nota del 16 marzo 2021, di convocazione dell’Assemblea generale dell’Ufficio, fissata per il giorno 1° aprile 2021 , la proposta di Progetto Organizzativo redatta in esito a siffatto articolato procedimento è stata comunicata ai magistrati dell’Ufficio.
  6. Come risulta dal verbale di Assemblea generale dell’Ufficio svoltasi in data 1° aprile 2021, allegato in copia, i criteri e le statuizioni sopra meglio specificate sono stati adottati all’unanimità.
  7. Nell’esercizio delle competenze di cui al comma 1, il Procuratore Generale presso la Corte d’appello, riferisce al Procuratore gen erale presso la Corte di cassazione sull’esito delle attività ex art. 6 d.lgs. n. 106/2006 svolte nel Distretto e gli trasmette una relazione con cadenza almeno annuale. 3.
  8. Per l’esercizio dei suindicati poteri di vigilanza ex art. 6 d.lgs. n° 106/2006, il Procuratore Generale convoca co n cadenza periodica, e comunque ogni qualvolta se ne ravvisi la necess ità, i Procuratori del Distretto per l’esame congiunto e la trattazione di temi di comune interesse.
  9. Mentre, per quanto riguarda i reati connessi alla circolazione stradale, si registra un costante calo delle iscrizioni per omicidio colposo ex art. 589 cod. pen. . ed analoga tendenza è stata rilevata in ordine alle iscrizioni per le ipotesi di lesioni colpose gravi e gravissime da incidente stradale .
  10. È fondato, invece, argomentare nel senso che il fenomeno dei reati sessuali e quello dei maltrattamenti contro familiari e conviventi di cui all’art. 572 cod. pen., sia di dimensioni ed ampiezza ben maggiori rispetto a quanto possa emergere dai dati statistici ri levati, e che una larga parte di esso rimanga sommerso.
  11. L’attuazione del principio dell’eguaglianza contributiva sancito dalla Costituzione - secondo cui, come è noto, « Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva » (art. 53) - è pesantemente condizionato, oltre che dalla corruzione e dalla criminalità organizzata, anche dalla evasione fiscale e contributiva.
  12. Per quanto attiene al reato di “caporalato” di cui all’art. 603 -bis cod. pen ., la Toscana è una delle regioni in cui si registra rilevante pr esenza di lavoratori stranieri in condizione di grave sfruttamento, con maggior presenza in provincia di Livorno , di Arezzo, di Siena e di Grosseto.
  13. L’ATTUAZIONE NEL DISTRETTO DI FIRENZE DEI PRINCIPI FISSATI DALL’ART. 6 DEL D.LGS.
  14. Coordinamento in vestigativo.” - Delibera di Plenum in data 16 marzo 2016).
  15. Nel Distretto toscano è comune intendimento di tutti gli Uffici requirenti far sì che le già avviate iniziative di collaborazione e di coord inamento possano andare anche oltre le esigenze riconducibili a l citato art. 6 e spingersi verso un rafforzamento della efficacia del la complessiva azione requirente tanto nel giudizio di primo grado quanto in quello di secondo grado.
  16. Il rischio di possibili frammen tazioni di competenze e di valutazioni in relazione alle diverse artic olazioni territoriali è compensato dalla attività di vigilanza e di analisi da parte del Procuratore Generale (e dell’Avvoc ato Generale), nell’esercizio dei compiti a lui affidati ai sen si dell’art. 6 cit. .
  17. Viene a volta disposta, ai sensi dell’art. 570 c o. 3 cod. proc. pen., in quanto utile ed opportuna, la partecipazione al grado di appello dei sostituti procuratore che hanno svolto in primo grado le funzioni di p.m. e hanno presentato le conclusioni, avendo i medesimi acquisito una approfondita conoscenza della complessa vicenda processuale.
  18. Risulta formalmente istituito ai suddetti fini il relativo registro di protocollo “Informative ai sensi dell’art. 118 -bis disp. att. c.p.p.”.
  19. A tal fine lo scrivente ha partecipato alla riunione svoltasi presso la Regione Toscana in data 2 marzo 2017.
  20. Percorso Donna) - in linea con le Linee guida nazionali (DPCM del 24.11.2017) - e delle vittime di violenza causata da vulnerabilità o discriminazione (Percorso per le vittime di crimini d’odio - implementazione della direttiva 2012/29/EU sugli standard minimi di diritti, supporto e protezione delle vittim e di crimini d’odio).
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