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Transizione monetaria e vigilanza sui mercati digitali: i dati su contante, euro digitale e cripto-attività in Italia
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Transizione monetaria e vigilanza sui mercati digitali: i dati su contante, euro digitale e cripto-attività in Italia

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Fonte di Approfondimento Investigativo Validata: bancaditalia.itItalia

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Clausola di Trasparenza & Diritto di Cronaca

Dossier e analisi redatti dalla redazione di Unclessify a partire da atti pubblici, registri ufficiali e documentazione declassificata rilasciati da bancaditalia.it. La contestualizzazione storico-giudiziaria, la sintesi analitica e il commento critico sono a cura di Unclessify nel rispetto dell'art. 21 della Costituzione (diritto di informazione) e della dottrina del Fair Use / Pubblico Interesse.

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Documentazione & Atti Ufficiali

Rilevanza per l’interesse pubblico

L’infrastruttura dei pagamenti quotidiani e la gestione del risparmio stanno attraversando una trasformazione strutturale che tocca direttamente i diritti economici e la sicurezza finanziaria della collettività. Il progressivo ridimensionamento dell’uso del contante a favore degli strumenti elettronici ridefinisce le abitudini commerciali e impone una ricalibrazione delle garanzie di accessibilità e sovranità monetaria nell’Eurosistema.

Al contempo, la rapida diffusione di attività digitali non bancarie e la crescita delle transazioni speculative richiedono presidi stringenti a contrasto dell’opacità e dell’illegalità finanziaria. Definire il quadro normativo dell’euro digitale e regolamentare i nuovi intermediari crittografici non è una questione puramente tecnica, ma un passaggio essenziale per tutelare l’integrità del sistema economico nazionale.

Contesto storico e geopolitico

Nel corso dell’ultimo decennio, i comportamenti dei consumatori nell’area dell’euro hanno mostrato un allontanamento marcato dalla moneta fisica. Se nel 2016 il contante rappresentava il 79 per cento del totale delle transazioni registrate presso i punti vendita fisici europei, la rilevazione del 2024 ha registrato una contrazione al 52 per cento, delineando un trend uniforme e strutturale.

In Italia, storicamente caratterizzata da una marcata preferenza per il contante, la dinamica è risultata persino più pronunciata. La quota di operazioni fisiche regolate in banconote è scesa dall’86 per cento del 2016 al 61 per cento nel 2024; a partire dal 2022, per la prima volta, i pagamenti alternativi al contante hanno raggiunto il 51 per cento del valore complessivo transato, superando la moneta fisica ferma al 49 per cento.

Parallelamente, il commercio elettronico ha accelerato l’integrazione delle tecnologie digitali nei canali di acquisto. Tra il 2019 e il 2024, la quota dei pagamenti online in Europa è passata dal 18 al 36 per cento in termini di valore e dal 7 al 21 per cento per numero di operazioni; sul mercato italiano l’incidenza dell’e-commerce è cresciuta rispettivamente dal 16 al 38 per cento in valore e dal 6 al 24 per cento in volume.

Di fronte a questa mutazione, l’Eurosistema ha intrapreso un percorso di innovazione istituzionale avviando nel 2021 la fase di investigazione sulle caratteristiche e la distribuzione dell’euro digitale. Il 1° novembre 2023 il Consiglio direttivo della BCE ha autorizzato l’avvio della fase preparatoria, finalizzata a definire l’architettura tecnica, regolamentare e di mercato fino al termine del 2025.

A livello legislativo sovranazionale, nel giugno 2023 la Commissione europea ha presentato la proposta di Regolamento per l’euro digitale all’interno del Pacchetto moneta unica, affiancata da misure volte a tutelare l’accettazione e l’accesso al contante. L’agenda istituzionale ha trovato ulteriore impulso l’8 luglio durante la riunione dell’ECOFIN, con l’impegno dei Paesi membri a supportare la Presidenza danese per un accordo entro fine 2025.

Sul piano interno, all’inizio del 2025 è stato istituito un Tavolo dedicato all’euro digitale che riprende il modello operativo del Comitato Pagamenti Italia. Questo organismo di coordinamento affianca i canali di dialogo attivati fin dal 2017, come il Canale Fintech e le indagini periodiche sugli intermediari vigilati, a cui si aggiunge la revisione della Sandbox Regolamentare istituita con DM 100/2021 per agevolare l’accesso alla sperimentazione.

Attori istituzionali e operatori

Il riassetto del sistema dei pagamenti e dei mercati tecnologici coinvolge una pluralità di istituzioni comunitarie, autorità di vigilanza nazionali e soggetti privati regolamentati:

  • [[Banca Centrale Europea|Q8901]] (BCE): responsabile della stabilità monetaria nell’area dell’euro, ha guidato le indagini SPACE e autorizzato le fasi di sviluppo dell’euro digitale. Come dichiarato nel 2023 da [[Fabio Panetta|Q3737798]] dinanzi alla Commissione ECON del Parlamento europeo:
    «Plasmare il futuro digitale dell’Europa: il percorso verso un euro digitale»
    rappresenta un tassello strategico per la sovranità monetaria continentale.
  • [[Commissione europea|Q8880]] e Consiglio ECOFIN: organi titolari dell’iniziativa legislativa e del coordinamento economico, impegnati nella definizione del quadro giuridico del Pacchetto moneta unica.
  • [[Banca d’Italia|Q386424]]: autorità di vigilanza bancaria e finanziaria, designata dal decreto legislativo 129 del 5 settembre 2024 e dal decreto legislativo 204/2024 per la supervisione sui CASP, sui presidi antiriciclaggio e sul monitoraggio dell’evoluzione fintech.
  • [[Commissione Nazionale per le Società e la Borsa|Q1115865]] (Consob): autorità competente designata per l’applicazione della disciplina MiCAR per gli aspetti di propria competenza e per la trasparenza verso gli investitori.
  • [[Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia|Q4006129]] (UIF): struttura antiriciclaggio deputata all’analisi dei flussi anomali e alla raccolta delle segnalazioni di operazioni sospette nel comparto dei beni virtuali.
  • [[Organismo Agenti e Mediatori|Q115802283]] (OAM): ente gestore del Registro speciale cui sono tenuti a iscriversi i fornitori di servizi per le attività in valuta virtuale.
  • [[Senato della Repubblica|Q639944]]: sede istituzionale del controllo parlamentare, intervenuto tramite la Commissione Finanze e tesoro il 1° agosto 2024 nel percorso di recepimento della normativa europea.
  • Virtual Asset Service Provider (VASP) e Crypto-Asset Service Provider (CASP): categoria eterogenea di 166 operatori iscritti che gestiscono l’intermediazione e la custodia di cripto-attività per una vasta platea di utenti residenti.

Analisi critica delle evidenze

I dati quantitativi raccolti mostrano una polarizzazione crescente tra la diminuzione della moneta cartacea e l’espansione del mercato delle cripto-attività in Italia. Al 31 dicembre 2024, i 166 operatori VASP registrati presso l’OAM detenevano un controvalore superiore a 2,6 miliardi di euro in cripto-attività, incluse le stablecoin, riconducibili a circa 1,6 milioni di clienti sul territorio nazionale.

Questo consistente volume patrimoniale si accompagna a un incremento delle criticità rilevate dagli apparati di contrasto al crimine finanziario. Nel corso del 2024 la UIF ha registrato 6.255 segnalazioni di operazioni sospette riconducibili al comparto crittografico, segnando un aumento del 25 per cento rispetto al 2023, con una tendenza al rialzo proseguita nel primo trimestre del 2025.

L’adeguamento normativo formalizzato con il D.lgs. 129/2024 (adeguamento al regolamento europeo MiCAR) e con il D.lgs. 204/2024 (attuazione del regolamento UE 2023/1113 sul tracciamento dei trasferimenti) attribuisce alla Banca d’Italia e alla Consob poteri di vigilanza continuativa e verifiche antiriciclaggio dirette sui CASP. L’efficacia concreta di tale impianto dipenderà tuttavia dalla capacità di monitorare gli scambi decentralizzati e transfrontalieri.

I dati lasciano aperti interrogativi rilevanti sul piano macroeconomico e comportamentale. Non è documentata l’effettiva incidenza delle transazioni regolate in stablecoin per acquisti di beni e servizi reali rispetto alla mera detenzione speculativa, né emerge con certezza se la futura introduzione dell’euro digitale riuscirà a drenare i flussi attualmente intercettati dai circuiti privati e dalle piattaforme estere non conformi.

Trasparenza e base giuridica

La documentazione primaria su cui si fonda questo dossier è costituita dall’intervento istituzionale della Banca d’Italia intitolato Euro digitale, cripto-attività e finanza digitale, pubblicato ufficialmente nella sezione dedicata agli interventi del Direttorio.

Il testo è consultabile integralmente sul portale dell’istituto all’indirizzo istituzionale bancaditalia.it. La diffusione e l’elaborazione dei dati avvengono nel rispetto della Legge 22 aprile 1941 n. 633, articolo 5, la quale stabilisce che i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche non sono soggetti a diritto d’autore e appartengono al pubblico dominio.

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