1. GENERALITÀ (2)
In questo contesto si inserisce anche il rapido diffondersi di episodi violenti connessi con il fenomeno delle baby gang. L'Ufficio scolastico regionale per la Campania ha elaborato per l'anno 2021/2022 un'analisi dalla quale emerge un allarmante abbandono scolastico nel passaggio tra il primo ed il secondo ciclo di istruzione. Nell'ottobre 2022 sono state presentate presso la Prefettura di Napoli le Linee Guida elaborate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni e dall'Ufficio Scolastico Regionale che prevedono le modalità per la segnalazione degli alunni inadempienti all'obbligo di istruzione (fonte: Prefettura di Napoli- dicembre 2022).
Arresto eseguito all'aeroporto romano di Ciampino in esecuzione dell'ordine di Carcerazione 616/2017 SIEP, 1412/2011 RGNR, 2245/15 RGGIP emesso dalla Procura Generale presso il Tribunale di Catania il 1° agosto 2017.
2° semestre 1. Generalità
flussi finanziari riconducibili a due soggetti, un pugliese ed un'albanese, indagati nell'ambito dell'operazione "Levante" (ex "Magic Work") conclusa nel febbraio 202254 dalla DIA e dalla Guardia di finanza di Bari. Della c.d. mafia lucana, descritta nel capitolo 6, si rinvengono tracce nel territorio di Matera, a seguito dello storico insediamento nella fascia jonica di gruppi criminali tarantini collegati a suo tempo a clan 'ndranghetisti, sia nell'entroterra potentino con locali gruppi criminali in rapporti con strutturati sodalizi campani e calabresi. Le menzionate influenze campane permangono nel territorio di Lagonegro (PZ), cittadina confinante con la Provincia di Salerno. I sodalizi lucani, quindi, in virtù delle pressioni subite da parte della più strutturata criminalità delle Regioni vicine e in seguito al contrasto da parte delle Forze dell'Ordine, si presentano particolarmente inclini a rigenerarsi con attività di proselitismo, di diversificazione delle attività criminali, nonché di atteggiamenti d'apertura a nuove alleanze o forme di cooperazione soprattutto nel settore degli stupefacenti, il cui approvvigionamento viene garantito dalle consorterie calabresi, campane, pugliesi e da quelle albanesi, anch'esse attive in quell'area. Nel capitolo 7, attinente alle "Proiezioni della criminalità organizzata nel territorio nazionale", sono riportate le attività criminali poste in essere dalle mafie al di fuori delle Regioni d'origine ove, talvolta, sono state insediate vere e proprie "succursali" delle più strutturate consorterie mafiose e in cui talvolta si registra una funzionale ripartizione di ruoli tra appartenenti a gruppi malavitosi di diversa matrice, comprese quelle straniere, per il raggiungimento di specifici obiettivi criminali. L'approfondimento delle dinamiche che interessano le specificità provinciali sono illustrate su supporto informatico nel capitolo 15.b. Le organizzazioni criminali straniere in Italia sono descritte al capitolo 8 in cui si illustrano le strutture e i modus operandi dei sodalizi, descrivendo le relative attività di contrasto. Le diverse organizzazioni criminali etniche agiscono ormai in tutto il territorio nazionale ma presentano connotazioni differenti per origine, composizione e modalità d'azione. Inoltre, l'attività di analisi ha indicato un maggior livello d'indipendenza e di autonomia delle aggregazioni straniere sia nelle Regioni del nord della penisola, sia in quelle meridionali, ove le più recenti attività di polizia giudiziaria mostrano un graduale e costante rafforzamento di tali gruppi stranieri che tenderebbero gradualmente ad acquisire maggiore autonomia. È emerso anche che rapporti qualificati intercorrono tra le mafie italiane e la criminalità organizzata albanese e magrebina, per gli approvvigionamenti di marijuana dall'est Europa e dal nord Africa, nonché con i maggiori cartelli colombiani e messicani per la cocaina. Narcotraffico, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e del lavoro irregolare, rappresentano le principali attività criminali d'interesse;
L'operazione, conclusa dal Centro Operativo DIA di Bari e dalla Guardia di finanza, aveva permesso di disarticolare un'organizzazione criminale di tipo mafioso attiva nel narcotraffico e dedita anche alla commissione di più reati di riciclaggio e autoriciclaggio di proventi illeciti, traffico di armi, frodi fiscali, contrabbando internazionale di prodotti petroliferi ed indebito utilizzo di carte elettroniche.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO in altri casi, rapine e reati predatori. Infine, risulta ormai acclarato che i taluni sodalizi stranieri costituiscano l'avamposto di più articolate organizzazioni radicate nei territori di origine, quali l'Africa, l'est Europa, la Cina e anche il sud-America Il capitolo 9, Criminalità organizzata italiana all'estero e relazioni internazionali, descrive le modalità con le quali i sodalizi italiani operano al di fuori dei confini del nostro Paese, evidenziando come, nel loro incessante processo di adattamento ai variegati contesti, abbiano implementato le loro capacità relazionali e privilegiato gli ambiti affaristico-imprenditoriali, in virtù della ingente disponibilità di capitali illecitamente accumulati da riciclare, utilizzando a tale scopo tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie anche riguardo alla riservatezza delle comunicazioni. Risulta necessario, quindi, innovare anche gli strumenti a disposizione delle agenzie di sicurezza e delle forze di polizia chiamate a fronteggiare le nuove sfide nel contrasto alla criminalità organizzata, accrescendone anche le capacità d'intercettazione delle comunicazioni criptate e, più in generale, dell'esplorazione del web (dark web, metaverso, ecc..), nonché di altri ambienti dell'universo digitale meno conosciuti. In tale ambito e nell'ormai maturata consapevolezza che le sfide future avverranno soprattutto nello scenario digitale appare irrinunciabile predisporre un intervento normativo sovranazionale che definisca compiutamente l'attività dei fornitori di servizi online (OSP - Online Service Providers), rendendo fruibili prioritariamente alle forze di polizia i servizi criptati offerti a tantissimi altri utenti. La tematica attinente agli Appalti pubblici viene trattata nel capitolo 10, dedicato alle attività eseguite dalla DIA in un settore considerato da tempo estremamente nevralgico per l'economia nazionale. Viene descritta, in particolare, l'attività di monitoraggio delle imprese interessate all'aggiudicazione di appalti pubblici, nella consapevolezza della costante ricerca da parte delle mafie di orientare a proprio favore le connesse procedure fin dalla stesura del relativo bando. A tal fine, la raccolta e l'elaborazione degli elementi informativi acquisiti viene effettuata dalla DIA mediante l'Osservatorio Centrale Appalti Pubblici (O.C.A.P.) e le sue articolazioni periferiche. Gli accertamenti sono riferiti sia all'esecuzione delle opere, sia alle molteplici attività connesse e dirette, ad esempio, all'accertamento di eventuali anomalie riguardanti la manodopera, i subappalti e le forniture di materiali. Il capitolo 11 si sofferma sulla prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, settore di fondamentale importanza per arginare l'espansione economicofinanziaria delle mafie e caratterizzato dalla valorizzazione soprattutto delle informazioni finanziarie contenute nelle Segnalazioni di Operazioni Sospette (S.O.S.) caratterizzate, negli ultimi anni, da una progressiva crescita esponenziale che trova conferma anche nel semestre in esame. La disponibilità del sistema "EL.I.O.S. - Elaborazioni Investigative Operazioni Sospette, permette alla DIA di processare in tempi ristretti i copiosi volumi di segnalazioni ricevuti dall'Unità d'informazione finanziaria per l'Italia (U.I.F.), allo scopo di eseguire una preliminare e immediata selezione dei casi connotati da profili di potenziale attinenza alla criminalità organizzata suscettibili, ex lege, di dovuta informazione al Procuratore Nazionale antimafia e antiterrorismo (PNA).
2° semestre 1. Generalità
Il successivo capitolo 12 illustra sinteticamente l'attività svolta dalla DIA in seno alle istruttorie volte ai rinnovi e alle prime applicazioni del regime carcerario speciale ex art. 41bis dell'Ordinamento Penitenziario. Il capitolo 13 è riservato alle Conclusioni, muovendo dalle evidenze analitiche che hanno caratterizzato il semestre e dalle manifestazioni economico-criminali che caratterizzano le diverse organizzazioni. Il capitolo 14 contiene un focus di approfondimento sulle piattaforme di comunicazione criptate, in considerazione del sempre più diffuso ricorso a questa tecnologia da parte dei sodalizi criminali. Il capitolo 15 contiene un ulteriore focus sulla criminalità albanese all'estero che, tradizionalmente dedita al traffico di sostanze stupefacenti "leggere", nel tempo ha assunto un'autonoma capacità d'azione rispetto alle organizzazioni criminali autoctone riuscendo a movimentare, in totale autonomia, anche ingenti quantitativi di eroina e cocaina. Infine, nel capitolo 16.a vengono sintetizzate le principali attività di prevenzione e di contrasto concluse dalla DIA nel primo semestre 2022.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

