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2. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CALABRESE
Direzione Investigativa Antimafia

2. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CALABRESE

Direzione Investigativa AntimafiaIT2026declassified04/08/2026
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Fonte Proprietaria: Direzione Investigativa AntimafiaIT

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Nota Legale

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2. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CALABRESE a. Analisi del fenomeno e profili evolutivi Nel secondo semestre del 2022 la situazione della criminalità organizzata in Calabria permarrebbe sostanzialmente immutata rispetto al precedente periodo dell'anno.

2. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CALABRESE

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2. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CALABRESE a. Analisi del fenomeno e profili evolutivi Nel secondo semestre del 2022 la situazione della criminalità organizzata in Calabria permarrebbe sostanzialmente immutata rispetto al precedente periodo dell'anno. Tuttavia, gli elementi emersi dalle inchieste concluse nel periodo in esame, meglio descritte nei paragrafi successivi, hanno mostrato taluni aspetti d'interesse che, da un'attenta analisi, potrebbero rivelare possibili evoluzioni dei gruppi 'ndranghetisti avvenute nei vari contesti di riferimento. Nel mandamento centro di Reggio Calabria, la cosca ALVARO di Sinopoli ha evidenziato il suo tentativo d'espansione anche sulle cosche contermini quali quella dei NASONE-GAIETTI di Scilla, in seno alla quale sono stati registrati una serie di contrasti. Sempre nella provincia di Reggio Calabria e, segnatamente, nel mandamento tirrenico si è assistito al cambio di reggenza della cosca BELLOCCO di Rosarno a seguito del decesso, per cause naturali, del vertice storico con una successione - come da tradizione - in linea familiare. Inoltre, sempre con riferimento alla predetta consorteria, sarebbero emersi inediti rapporti con esponenti del clan SPADA, egemone a Ostia (RM) e lungo il litorale laziale, maturati all'interno del carcere durante il periodo di detenzione dei rispettivi vertici (operazione "Blu Notte"). La cosca BELLOCCO ha poi ulteriormente confermato la sua vocazione a infiltrare i settori economico-imprenditoriali anche nelle province del nord Italia (operazione "Ritorno"). Invariata, infatti, la tendenza ad infiltrare gli ambiti della pubblica amministrazione grazie al coinvolgimento di infedeli funzionari e locali amministratori pubblici (operazioni "Tre CrociCavalieri di Gioia" e "Nuova Linea). Nel settore degli stupefacenti, le cosche di 'ndrangheta hanno comprovato la loro peculiare capacità di stringere rapporti funzionali con organizzazioni italiane (cosa nostra e camorra) e straniere (in primis albanesi) come documentato dagli esiti delle operazioni "Magma 2" della DDA di Reggio Calabria e "Acheron" coordinata da quella di Palermo. Nell'area del mandamento jonico, all'interno della cosca CORDÌ di Locri si è rilevato un rinnovamento della sua leadership in ragione delle continue, incisive attività di contrasto, che ha portato all'affermazione di talune giovani leve del medesimo casato mafioso (operazione "New Generation-Riscatto 2"). In conseguenza delle misure cautelari conseguenti alle inchieste che hanno colpito i livelli più qualificati dei clan di 'ndrangheta, nel semestre in esame si è assistito all'affermazione, seppur non costituisca un elemento di novità, di figure femminili ai vertici di taluni sodalizi, come accaduto alla cosca BELLOCCO, in cui una donna è risultata affidataria della "cassa comune" istituita per il mantenimento dei detenuti e dei loro affiliati (operazione "Blu Notte"). E ancora, per la cosca ROSMINI-SERRAINO al cui vertice del sodalizio ancora una donna garantiva stabilità e continuità ai delicati equilibri del clan (operazione "Revolvo"). Le inchieste concluse nel semestre in disamina, nell'ambito del distretto della Corte d'Appello di Catanzaro, hanno consentito di individuare poi una variante strutturale della 'ndrangheta

2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese

nella provincia di Cosenza, articolata secondo un modello confederativo composto da 7 gruppi criminali. Fuori dalla regione d'origine, le cosche calabresi, oltre ad infiltrare significativamente i principali settori economici e produttivi, replicano i modelli mafiosi basati sui tradizionali valori identitari, con "proiezioni" che fanno sempre riferimento al Crimine, quale organo unitario di vertice, che adotta ed impone le principali strategie, dirime le controversie e stabilisce la soppressione ovvero la costituzione di nuove locali. Le inchieste ad oggi concluse hanno, infatti, permesso di individuare nel Nord Italia 46 locali, di cui 25 in Lombardia, 16 in Piemonte, 3 in Liguria, 1 in Veneto, 1 in Valle d'Aosta ed 1 in Trentino Alto Adige1. Più di recente, anche in Emilia Romagna le attività d'indagine hanno gradualmente disvelato una ragguardevole incisività della 'ndrangheta e, segnatamente, del clan GRANDE ARACRI di Cutro (KR). Di rilievo anche i risultati ottenuti sul fronte della ricerca e della cattura dei latitanti: nel semestre in trattazione, infatti, sono stati assicurati alla giustizia diversi esponenti delle cosche calabresi che, ormai da tempo, si sottraevano all'esecuzione dei provvedimenti restrittivi emessi a loro carico2. Tra gli altri, si evidenzia la cattura in Turchia di un latitante3 appartenente alla cosca PELLE di San Luca eseguita, l'11 novembre 2022, grazie agli elementi acquisiti dalla DIA, nell'ambito di alcune investigazioni, condivise con la Polizia di Stato di Reggio Calabria e con l'Unità I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale. Per quanto riguarda l'attività di prevenzione antimafia eseguita dai Prefetti sia nella Regione d'origine, sia in quelle di proiezione, ancora una volta è stata documentata la spiccata propensione delle 'ndrine ad infiltrare gli organi amministrativi e le compagini elettorali degli enti locali4 al fine di acquisire il controllo delle risorse pubbliche e dei flussi finanziari, statali e comunitari, funzionali anche ad accrescere il proprio prestigio e consenso sociale.

La raffigurazione grafica, che segue il posizionamento su mappa delle componenti di 'ndrangheta, è da considerarsi meramente indicativa.

Il 6 luglio 2022, giungeva all'aeroporto di Roma-Fiumicino, estradato dal Brasile, un narcotrafficante internazionale arrestato il 25 maggio 2021, durante un'operazione congiunta dei Carabinieri di Reggio Calabria con le Autorità Federali brasiliane, poiché colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura generale di Reggio Calabria. L'uomo, inserito nell'elenco dei latitanti di massima pericolosità del "Programma speciale di ricerca" del Ministero dell'Interno, dovrà scontare una pena definitiva di 30 anni di reclusione. L'11 ottobre 2022, a Malaga (Spagna), nell'ambito del progetto I-CAN, la polizia spagnola, in collaborazione con la Guardia di finanza, il Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia e la Polizia di Stato di Firenze e Livorno, traeva in arresto un trafficante internazionale di cocaina, originario di Melito Porto Salvo (RC), da tempo trapiantato in Toscana. L'uomo, latitante dal 2021 poiché sottrattosi alla cattura nell'ambito dell'operazione "Molo 13" coordinata dalla DDA di Catanzaro, era legato alla cosca GALLACE di Guardavalle (CZ), condannato alla pena di 14 anni e 4 mesi di reclusione, nonché destinatario di due mandati d'arresto europeo per associazione per delinquere finalizzata all'importazione di sostanze stupefacenti proveniente dal Sud America.

Irreperibile dal 5 dicembre 2018 poiché sfuggito all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione "Pollino-European 'ndrangheta Connection", coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia reggina.

Nel semestre in esame in Calabria sono stati prorogati (ex art. 143 T.U.E.L.) con i provvedimenti del 29 dicembre 2022 i Comuni di Rosarno (RC), Nocera Terinese (CZ) e Simeri Crichi (CZ), mentre con decreto del 23 novembre 2022 è stato sciolto il Comune di Cosoleto (RC). Nel Lazio, con i decreti del 23 novembre 2022, sono stati sciolti i Consigli comunali di Anzio e Nettuno (RM).

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

Relazione Semestrale Al Parlamento

2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese

Quello degli stupefacenti permane il settore criminale di primaria importanza per la 'ndrangheta. Nell'ambito del narcotraffico globale le 'ndrine calabresi occupano ormai da tempo un riconosciuto ruolo di universale livello poiché affidabili sul piano criminale, solvibili su quello finanziario e capaci di gestire una complessa e affidabile catena logistica per il trasporto transoceanico, dai Paesi sudamericani verso l'Europa, dei carichi di droga. Negli ultimi anni, anche alcune aree dell'Africa occidentale e, in particolare, la Costa d'Avorio, la Guinea-Bissau e il Ghana, sono divenute per le cosche di 'ndrangheta uno snodo logistico sempre più strategico per i traffici di stupefacenti. In tale quadro, il porto di Gioia Tauro permane un centro nevralgico per l'approvvigionamento della droga e non soltanto per le cosche di 'ndrangheta ma, come emerso nell'operazione "Tre Croci-Cavalli di Gioia"5, anche per le altre matrici criminali italiane e straniere. Rimane alta l'attenzione della criminalità organizzata calabrese anche nella gestione del traffico illecito dei rifiuti. Infatti, oltre a quanto già emerso nell'operazione "Mala Pigna" dell'ottobre 2021 che ha riguardato la sola cosca PIROMALLI, il 3 ottobre 2022 i Carabinieri hanno disarticolato un'altra associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti operante nella provincia di Crotone (operazione "Black Wood"). Immutato risulta anche l'interesse della 'ndrangheta nell'usura e nel racket delle estorsioni, come sostenuto dal Prefetto di Reggio Calabria, precisando6 altresì che "il fenomeno estorsivo risulta una costante in danno degli operatori economici del territorio. Tra gli aspetti positivi si registra una maggiore tendenza alla denuncia di tali fatti delittuosi [..]". Come rilevabile negli esiti delle investigazioni concluse nel semestre in esame, risulta confermata l'attenzione delle cosche verso la gestione dei lidi balneari7, attuata prevalentemente tramite variegate modalità di condizionamento delle procedure d'assegnazione delle concessioni demaniali. Considerevole e ampiamente documentata la presenza della 'ndrangheta nell'ambito dell'edilizia e del comparto immobiliare, come rilevabile dalle operazioni "Blu Notte" e "Ritorno" e nell'inchiesta "Planning" condotta dalla DIA e dalla Guardia di finanza. Inalterata anche l'operatività delle cosche calabresi nel controllo e nella gestione del patrimonio boschivo e della guardiania, tramite l'imposizione del pizzo anche sulla compravendita dei terreni, guardiania peraltro abusiva ed attività illecita già emersa in pregresse indagini, nonché molto diffusa tra tutti i sodalizi di 'ndrangheta attivi nella piana di Gioia Tauro8.

Per i dettagli si rimanda al paragrafo sul Mandamento Tirrenico.

Nel corso dell'intervista rilasciata al Centro Operativo della DIA.

All'esito delle operazioni "Nuova Linea" del presente semestre e "Lampetra" del secondo semestre 2021, sono emersi importanti interessi anche da parte della cosca NASONE-GAIETTI, attiva a Scilla (RC).

Si richiamano gli esiti dell'operazioni "Vecchia Guardia" del 2014 e "Quieto vivere" del 2018, contro la cosca CIANCIMAIO-HONOMANN di San Matino di Taurianova (RC) e nel semestre in esame le operazioni "Blu Notte" e "Ritorno" a carico della cosca BELLOCCO.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Gli interessi verso il settore edile sono documentati nell'ambito della citata operazione "Planning"9, conclusa dalla DIA e dalla Guardia di finanza, con cui sarebbe stata individuata un'associazione per delinquere composta anche da imprenditori attivi nel settore edile e della grande distribuzione alimentare - taluni già coinvolti in indagini o colpiti da misure di prevenzione - che avrebbero stretto una pluralità di accordi con famiglie di 'ndrangheta, agevolando l'infiltrazione delle consorterie in quei settori tramite la compartecipazione occulta di loro esponenti alle iniziative economiche, gestite ed organizzate per il tramite di imprese fittiziamente intestate a terzi ovvero mediante l'affidamento di numerosi servizi e forniture ad altri imprenditori espressione diretta dell'associazione criminale. All'estero le cosche calabresi, oltre a dimostrare di aver saputo approfittare delle disarmonie tra i diversi ordinamenti giuridici reinvestendo i capitali illecitamente accumulati nei Paesi in cui risulta assente o più difficile la collaborazione tra le Autorità Giudiziarie, si mostrano particolarmente inclini al narcotraffico, alle attività estorsive e al riciclaggio. Il 19 dicembre 2022, infatti, la DDA di Catanzaro ha concluso un'operazione antidroga, avviata su input del Federal Bureau of Investigation, in ordine a taluni episodi estorsivi commessi nell'area di Manhattan e che avrebbe documentato il coinvolgimento della cosca CORIGLIANO-COMITO di Rocca di Neto (KR).

N. 4670/2019 RGNR DDA n. 3266/2020 RGIP DDA e n. 52/2021 R OCC DDA emessa dal Tribunale di Reggio Calabria il 6 luglio 2022.

2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese

Nell'ambito del narcotraffico, il 12 luglio 2022, è stata portata a termine un'indagine antidroga della DDA di Torino10, avviata a seguito della dichiarazione di latitanza di un esponente di un gruppo 'ndranghetista, attivo nel capoluogo piemontese, che si era rifugiato in territorio iberico. Questo, localizzato a Barcellona e tratto in arresto il 22 giugno 2022 per associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, risultava a capo di un'associazione dedita all'importazione di ingenti carichi di narcotici sull'asse Spagna-Italia. Il 6 settembre 2022, l'operazione "Metropoli-Hidden Economy" della DDA di Milano11 ha documentato come alcuni affiliati a una consorteria 'ndranghetista, radicata nel contesto lombardo, avessero pianificato l'importazione dal territorio iberico di un carico di 140 kg. di hashish, poi sequestrato al confine tra la Spagna e la Francia. Le analogie, in entrambi i provvedimenti emessi dalle Autorità Giudiziarie di Torino e Milano, hanno riguardato la programmata importazione e consegna di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente proveniente dalla Spagna e le relative modalità di pagamento che sarebbe stato effettuato, da cittadini cinesi, tramite il noto circuito cd. "hawala"12.

OCC. n. 17923/20 RGRN e n. 12599120 RGGIP emessa dal Tribunale di Torino.

Fermo di indiziato di delitto n. 16976/2022 RGNR disposto il 30 agosto 2022 dalla DDA di Milano, eseguito il 6 settembre 2022. Il GIP di Milano il 9 settembre 2022 ha emesso il provvedimento di non convalida del decreto di fermo sopracitato (non ravvisando l'invocato presupposto del pericolo di fuga) disponendo, però, la contestuale applicazione di misura cautelare personale (OCC n. 16976/22 RGNR – 14915/22 RG GIP) per tutte le ipotesi di incolpazione dell'originario provvedimento della DDA.

Questo meccanismo è una sorta di rete bancaria sommersa, basata su rapporti fiduciari tra gli affiliati, ed è spesso usato da gruppi etnici per trasferire somme di denaro, anche ingenti, nei loro Paesi di origine (Africa, Asia e Medio Oriente) senza utilizzare i canali ufficiali (intermediari finanziari e/o agenzie di money transfer) che lasciano traccia del movimento. In sintesi, con il sistema "hawala", un soggetto che opera in Europa (cosiddetto broker-hawala a cui viene consegnato il contante da un potenziale cliente) dà indicazioni ad un suo omologo (residente nel Paese estero ove il denaro va trasferito) affinché recapiti la stessa somma di denaro (decurtata della sua provvigione) al destinatario.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

Relazione Semestrale Al Parlamento

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