2. MATRICI MAFIOSE
2. MATRICI MAFIOSE a. Analisi del fenomeno criminale della 'ndrangheta La 'ndrangheta, nata come ordine malavitoso di tipo rituale essenzialmente ed esclusivamente calabrese, da tempo ha oltrepassato i confini regionali, diventando un network criminale capace di agire con grande disinvoltura nei contesti più diversificati, con un'accentuata vocazione verso i comparti economici, finanziari ed imprenditoriali. La crescita esponenziale della delittuosità di tipo transnazionale, che trova nel narcotraffico l'espressione più immediata di guadagno illegale, ha dato un valore aggiunto macrocriminale alle cosche e ai locali presenti in Italia e all'estero. Una delle realtà più significative del secondo dopoguerra calabrese è stata la delinquenza di matrice plurisoggettiva che, nonostante il sottosviluppo sociale, è riuscita ad assicurarsi potere e risorse grazie anche allo sfruttamento clientelare dei cospicui finanziamenti pubblici di sostegno territoriale. La 'ndrangheta nel passato ha potuto trarre vantaggio da una sistematica sottovalutazione come fenomeno che le ha consentito di organizzarsi e svilupparsi in maniera così potente. Per un organismo vissuto fino a quel momento d'intermediazione, la seconda metà del secolo passato ha portato cambiamenti epocali, giacché dalla consolidata mediazione si è rivolta verso la ricerca e l'accumulazione sfrenata di ricchezze e capitali. È stata quella, in definitiva, l'epoca in cui le compagini criminali calabresi hanno conquistato spazi economici nuovi, gestendo i ricavi in svariate forme di attività legali e non, oltre a dare il via alla commistione affaristica impresa-politica-istituzioni-agenzie occulte, mentre il latifondo agrario veniva abbandonato, dopo aver costituito la maggiore risorsa delle famiglie mafiose calabresi. La 'ndrangheta è gerarchicamente organizzata e al vertice si pone la "provincia" o il "crimine", sovraordinato, nella provincia di Reggio Calabria, a quelli che vengono indicati come "mandamenti", che insistono sulle tre macroaree geograficamente individuabili nella fascia "ionica", "tirrenica" e area "centro" all'interno delle quali operano i c.d. "locali" e le "'ndrine", come nelle restanti province della Calabria e nelle regioni di proiezione. Una mafia la cui struttura trova il suo punto di forza nella fedeltà alle origini, alla tradizione, all'assetto di tipo familistico che ne ha impedito la trasformazione in un'asettica multinazionale del crimine. Ma al contempo un'organizzazione improntata alla massima flessibilità, elevata capacità operativa con un notevole intuito finanziario ed affaristico, divenendo nel tempo, una realtà globalizzata per la capacità competitiva espressa anche nei mercati internazionali dell'illecito. Una struttura di tipo unitario con un organo di vertice che appare nel contempo moderna e arcaica, poiché fa delle regole antiche, dei gradi, delle prassi, delle formule, dei giuramenti, dei santini bruciati ed intrisi di sangue, un elemento di solida coesione, in cui ogni sodale si riconosce e che percepisce come unicum. Recenti operazioni di polizia hanno inoltre confermato il ruolo di potere assunto anche da figure femminili nella gestione degli affari, in assenza di mariti e padri in stato di carcerazione (operazione "Hybris"1, operazione "Blu Notte"2, operazione "Revolvo"3).
Proc. pen. 4194/2020 RGNR – 2586/2021 RG GIP DDA – 21/2022 ROCC DDA.
Proc. pen. 3302/2019 RGNR – 2848/21 RG GIP – 1/2022 ROCC DDA.
Proc. pen. 6754/2013 RGNR – 4424/2014 RG GIP – 34/2021 ROCC DDA.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO La 'ndrangheta oggi si propone, con ritmi incalzanti, particolarmente minacciosa per l'ordine economico e democratico, come un sistema attrezzatissimo, moderno, polivalente e policentrico, capace di cogliere, ovvero di creare, qualsiasi impulso economico e/o finanziario in grado di agevolare le operazioni di money laundering (riciclaggio di denaro) e di reimpiego di beni ed altre utilità di provenienza illecita. La disponibilità di ingenti capitali derivanti dal ruolo rilevante della 'ndrangheta nel narcotraffico internazionale, unita ad una spiccata capacità di gestione dei diversi segmenti e snodi del traffico, hanno permesso alla stessa di consolidare rapporti con le più importanti reti criminali internazionali. L'importanza che riveste il porto di Gioia Tauro (RC), nell'ambito delle dinamiche che interessano il settore degli stupefacenti ed il conseguente interesse nutrito dalle cosche verso questo scalo portuale per le enormi potenzialità di arricchimento che ne derivano, fanno della 'ndrangheta un partner di solida affidabilità per le organizzazioni criminali omologhe del Centro e del Sud America, fornitrici della sostanza stupefacente, così come dimostrato dall'esito di numerose indagini, anche recentissime. Negli ultimi anni anche l'Africa occidentale è diventata per le cosche di 'ndrangheta, una tappa sempre più importante per i propri traffici. In particolare, la Costa d'Avorio, la Guinea-Bissau e il Ghana sono stati i primi Paesi a finire nel mirino delle mafie, diventando cruciali basi logistiche per i narcos. A questi Paesi si aggiunge di recente anche la Libia4. Analoghe considerazioni valgono per gli Stati Uniti ed il Canada5, ove l'infiltrazione criminale della 'ndrangheta appare oramai compiuta, così come dimostrato, in materia di traffico internazionale di stupefacenti da operazioni di polizia condotte negli ultimi anni. La capacità di relazione della 'ndrangheta continua a emergere dai processi tuttora in corso. A tal proposito si segnalano gli esiti del processo "'Ndrangheta stragista", in grado d'appello, al termine del quale, il 25 marzo 2023, la Corte d'Assise d'appello di Reggio Calabria, ha emesso sentenza con la quale è stata confermata la pronuncia di primo grado contro due imputati, già condannati all'ergastolo per l'omicidio di due carabinieri e per i tentati omicidi consumati tra la fine del 1993 e l'inizio del 1994 nel capoluogo reggino, nell'ottica di adesione, da parte della 'ndrangheta, al progetto stragista continentale elaborato da cosa nostra.
In ordine all'importanza del porto di Gioia Tauro (RC) nello scacchiere del Mediterraneo, dalla Relazione della DCSA 2023 – dati 2022, si legge: In questa ricostruzione dello scenario operativo, riveste un ruolo di assoluta centralità il porto nazionale di Gioia Tauro, nel quale si concentra l'80, 35% dei sequestri di cocaina effettuati alla frontiera marittima, con un'incidenza del 61, 73% sul totale nazionale. In questo complesso scenario, si rafforza il ruolo egemone della 'ndrangheta calabrese, che continua a rappresentare l'organizzazione mafiosa italiana più insidiosa e pervasiva, caratterizzata da una pronunciata tendenza all'espansione sia su scala nazionale che internazionale ed una delle più potenti e pericolose organizzazioni criminali al mondo. Grazie alla presenza di propri esponenti e broker operativi, stabilitisi nei luoghi di produzione e nelle aree di stoccaggio temporaneo delle droghe, non solo sul territorio nazionale, ma anche a livello europeo, rappresenta l'organizzazione più influente nel traffico della cocaina proveniente dal Sud America. La disponibilità di ingenti capitali di provenienza illecita ed una spiccata capacità di gestione dei diversi segmenti e snodi del traffico le hanno permesso, nel tempo, di consolidare un ruolo rilevante nel narcotraffico internazionale, a cui altre reti criminali fanno riferimento per l'approvvigionamento dello stupefacente da destinare ai mercati di consumo". La Relazione della DCSA mette, inoltre, in evidenza il ruolo assunto dai Paesi nordafricani negli ultimi anni, tra cui la Libia e la rotta verso Gioia Tauro: "In Libia, negli ultimi 5 anni, sono stati centinaia i sequestri di sostanze stupefacenti, in particolare hashish, cocaina, eroina e soprattutto droghe sintetiche e psicofarmaci (nello specifico proprio il tramadolo). La grande maggioranza delle droghe sequestrate era destinata ai porti ed aeroporti europei, in particolare italiani, come quello di Gioia Tauro, ritenuto dai gruppi criminali dediti al narcotraffico, la "porta d'entrata" verso l'Europa."
La presenza delle consorterie locali in Canada ha trovato ulteriore conferma in seguito all'operazione "Canadian 'Ndrangheta Connection", condotta il 18 luglio 2019, nei confronti di appartenenti alla 'ndrina MUIÀ-FIGLIOMENI, legata alla cosca COMMISSO di Siderno (RC), che ha fornito importanti elementi di riscontro circa la struttura e l'operatività di tale sodalizio nel Paese nordamericano.
2. Matrici Mafiose L'unitarietà della strategia criminale 'ndranghetista viene poi riproposta efficacemente, su qualsiasi proiezione territoriale, tramite le più raffinate metodologie illegali tese principalmente al reinvestimento dei capitali illecitamente acquisiti. È la conferma della sua vocazione ad infiltrarsi in attività imprenditoriali sempre più elevate, invero un tempo neanche minimamente accostabili ad una mafia a lungo ritenuta rozza e fortemente limitata. La forza della 'ndrangheta risiede, quindi, nella capacità di coniugare il vecchio e il nuovo, come testimoniano gli atti di violenza ed intimidazione comunque perpetrati, anche se solo come extrema ratio e sicuramente successivi alle altre strategie di convincimento. La capacità di adattamento delle cosche ai luoghi e ai tempi (e quindi ai contesti socio-economici differenti da quello d'origine), rende la 'ndrangheta competitiva nei mercati esterni ai confini regionali, ove nei contesti illegali vanta "autorevolezza e affidabilità", riuscendo peraltro ad espandersi in quelli legali grazie ad una fitta rete collusiva. Allo stesso tempo, l'organizzazione manifesta un'alta capacità rigenerativa delle proprie fila, producendo periodicamente una nuova generazione criminale in grado sicuramente di raccogliere il testimone per una più evoluta concezione dell'imprenditoria mafiosa. Le evidenze info-investigative raccolte consentono di profilare, per il breve-medio periodo, una strategia di espansione della criminalità calabrese, che pur rimanendo protagonista di assoluto rilievo del narcotraffico internazionale, potrebbe ulteriormente moltiplicare i propri interessi criminali, così come già avvenuto in passato, sfruttando tutta una serie di ambiti a forte impatto sociale, ivi compreso il terzo settore, che risultano vitali per l'economia e la gestione amministrativa e finanziaria del Paese, quali ad esempio, per citare quelli storicamente più esposti: · le procedure di gestione dei fondi strutturali e le assegnazioni di finanziamenti pubblici, anche mediante acquisizione di sovvenzioni a soggetti senza reale titolo; · i piani di rilancio industriale e programmazione negoziata per finalità pubbliche (contratti d'area e patti territoriali); · i piani unitari attuativi di lottizzazioni per le realizzazioni edilizie, rivolti anche alla residenza turistica, i processi di riqualificazione dei centri urbani calabresi e delle zone industriali dismesse, ivi comprese le azioni di bonifica e risanamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e speciali; · le immissioni di capitali in società commerciali, anche con il ricorso alle procedure di finanziamento dei soci; · il comparto agricolo e quello connesso alla filiera alimentare, fortemente esposto al rischio di falsificazioni e sofisticazioni; · il controllo dei beni confiscati, anche mediante possibili tentativi di intromissione nella gestione amministrativa; · le procedure concorsuali; · le energie rinnovabili (green-economy); · la sanità pubblica e privata; · le associazione di tipo sportivo e la gestione di congegni elettronici da intrattenimento e scommesse on line (c.d. gaming). Elementi contigui alle famiglie 'ndranghetiste se non ad esse organici, si ritiene possano essere pienamente in grado di inserirsi con capitali occulti (come più volte emerso dalle indagini) in società finanziarie attive nel mercato nazionale ed internazionale per pianificare progettualità che richiedono l'impiego di fondi di rilevante consistenza. Quanto detto si lega, dunque, al fatto che nel Nord ma anche nel Centro Italia la 'ndrangheta cerca di insinuarsi sempre più nel mondo dell'economia e della finanza.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Territori dove la 'ndrangheta è riuscita a costituire un riferimento anche per il mondo dell'economia e dell'impresa, facilitando di fatto uno stallo dell'economia legale rispetto allo sviluppo dell'economia delle cosche. Infatti, sempre più frequente è l'emersione, tramite l'attività di contrasto di Forze di polizia e Magistratura, di fenomeni in cui gli imprenditori, che avevano ricevuto inizialmente «protezione», sono stati fagocitati dalle dinamiche criminali. Le numerose segnalazioni di operazioni sospette sono il sintomo di questa trasformazione e il riflesso di una modalità operativa che punta a riciclare e reimpiegare rilevanti quantità di denaro nelle aree più produttive del Paese. Si tratta delle zone economicamente più floride d'Italia che pertanto meglio soddisfano le esigenze di riciclaggio e reinvestimento dalle mafie. Del resto, negli ultimi tempi le indagini hanno permesso di constatare come i flussi di denaro contante derivanti dalle attività criminali primarie, come il traffico di stupefacenti, le estorsioni e l'usura, vengano riciclati e reimpiegati con sempre maggior frequenza in determinate aree dell'Italia centrale e settentrionale (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, etc). La capacità di condizionamento nei confronti delle Istituzioni non è più solo un problema a carattere locale, ma è una criticità ormai rivolta anche al Nord Italia, come testimoniato, negli ultimi anni, dallo scioglimento di diversi consigli comunali6. Scioglimenti che in Calabria si concretizzano con elevata frequenza e che danno la misura della vulnerabilità delle Istituzioni locali che, all'esito di investigazioni giudiziarie, rivelano spesso il coinvolgimento degli organismi elettivi o comunque di gestione dell'Ente, dimostrando la loro permeabilità alla pressione criminale. Già da tempo la 'ndrangheta ha dimostrato di saper intercettare opportunità e di approfittare delle criticità ambientali per trarne vantaggio, perseguendo una logica di massimizzazione dei profitti e orientando gli investimenti verso ambiti economici in forte sofferenza finanziaria. Nell'attuale fase di ripresa economica, la soglia di attenzione delle Istituzioni tutte è particolarmente concentrata sul rischio di accaparramento da parte della 'ndrangheta (e non solo) di fondi pubblici stanziati per il perfezionamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Particolare attenzione meritano anche i prossimi Giochi olimpici e paralimpici di Milano - Cortina del 2026 che, se da un lato costituiscono un ulteriore occasione di rilancio economico per il territorio, dall'altro rappresentano sicuramente un'attrattiva per le organizzazioni criminali, proprio sul territorio lombardo, dove più estesa e preoccupante è la presenza delle mafie italiane tradizionali e dove la 'ndrangheta è presente da anni, tramite numerosi "locali", con accentuato carattere imprenditoriale e con spiccate capacità di intercettare gli ingenti stanziamenti. Ulteriore attrattiva per la 'ndrangheta è costituita dai fondi destinati al Giubileo 2025. Gli ingenti stanziamenti di denaro pubblico previsti per l'Anno Santo rendono concreto il pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese, la cui presenza nell'area della Capitale e zone limitrofe è stata confermata anche da recenti operazioni di polizia che hanno disvelato l'operatività nel Lazio delle cosche GALLICO, MOLÈ, PIROMALLI, MORABITO, ALVARO e NIRTA-ROMEO originarie della provincia di Reggio Calabria e i MANCUSO, BONAVOTA della provincia di Vibo Valentia. Nel corso degli anni le attività di polizia giudiziaria e di polizia di prevenzione hanno dimostrato come nel territorio della Capitale fosse già presente, oltre quella "militare", un'espressione imprenditoriale della 'ndrangheta che da tempo ha investito i propri
Ai sensi dell'art 143 del D.Lgs. 267/2000.
2. Matrici Mafiose proventi illeciti nell'acquisizione di attività commerciali, prevalentemente nei settori turistico-alberghieri e della ristorazione. In ultimo, non bisogna sottovalutare gli interessi diretti delle organizzazioni criminali, in primis quella di origine calabrese, verso i lavori per la realizzazione del ponte di Messina.
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Relazione Semestrale Al Parlamento
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