Unclessify
Unclessify
Lingua
3. PRESENZE DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SUL TERRITORIO NAZIONALE ED ESTERO E ATTIVITÀ DI CONTRASTO ANTIMAFIA
Direzione Investigativa Antimafia

3. PRESENZE DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SUL TERRITORIO NAZIONALE ED ESTERO E ATTIVITÀ DI CONTRASTO ANTIMAFIA

Direzione Investigativa AntimafiaIT2023declassified06/08/2026
#ndrangheta#estorsione#corruzione#concussione#peculato#riciclaggio#tribunale#ricorso#operazione#carcere#narcotraffico#narcotics#organized-crime#corruption#investigation#official-document

Fonte Proprietaria: Direzione Investigativa AntimafiaIT

Condividi:

Nota Legale

Questo contenuto e stato pubblicato da Direzione Investigativa Antimafia. Tutti i diritti, responsabilita e accuratezza delle informazioni sono di esclusiva competenza di Direzione Investigativa Antimafia. Unclessify si limita a indicizzare e rendere accessibile il contenuto declassificato.

Leggi il Disclaimer Completo →

Articolo Completo

3. PRESENZE DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SUL TERRITORIO NAZIONALE ED ESTERO E ATTIVITÀ DI CONTRASTO ANTIMAFIA a. Territorio nazionale ABRUZZO L'Abruzzo rientra tra i territori in cui non risultano fenomeni mafiosi autoctoni.

3. PRESENZE DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SUL TERRITORIO NAZIONALE ED ESTERO E ATTIVITÀ DI CONTRASTO ANTIMAFIA

Fonte: Direzione Investigativa AntimafiaVai alla fonte originale →

3. PRESENZE DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SUL TERRITORIO NAZIONALE ED ESTERO E ATTIVITÀ DI CONTRASTO ANTIMAFIA a. Territorio nazionale ABRUZZO L'Abruzzo rientra tra i territori in cui non risultano fenomeni mafiosi autoctoni. La peculiare posizione geografica, tuttavia, lo espone all'influenza criminale di organizzazioni provenienti dalle Regioni limitrofe, in particolare dalla Campania e dalla Puglia, alle quali si aggiungono, secondo recenti evidenze investigative, organizzazioni criminali di origine calabrese. Le attività investigative degli ultimi anni avrebbero altresì documentato la presenza di gruppi criminali composti principalmente da albanesi e magrebini, nonché da soggetti di etnia rom. Questi ultimi, in particolare, sono rappresentati da nuclei familiari divenuti stanziali nel tempo sia lungo la fascia costiera, sia nell'entroterra e risultano oggetto di pregresse indagini in materia di stupefacenti, usura, etc. Si tratta dell'unico fenomeno delinquenziale locale potenzialmente in grado di evolvere in forme di criminalità organizzata più complesse. Per meglio analizzare i fenomeni criminali presenti in Abruzzo, risulta utile ripartire il territorio in due macroaree: la prima individuabile nella fascia costiera, ove risulterebbe documentata la presenza di esponenti della criminalità pugliese, calabrese, campana, di etnia rom e anche stranieri, in particolare albanesi; la seconda ricomprende l'area appenninica interna, più esposta a fenomeni d'infiltrazione nel tessuto economico da parte di proiezioni criminali laziali e campane1. Nelle aree interne dell'Abruzzo risulterebbero, inoltre, presenti criminali di origine nordafricana e, anche qui, di etnia rom, i primi dediti prevalentemente allo spaccio di stupefacenti, i secondi maggiormente orientati a pratiche usurarie. In tutto il territorio abruzzese resta alta l'attenzione istituzionale, anche in termini di vigilanza e di verifica preventiva da parte delle Prefetture mediante l'impegno dei Gruppi Provinciali Interforze per il monitoraggio delle imprese interessate all'affidamento e all'esecuzione degli appalti (in considerazione dei fondi stanziati per le opere di ricostruzione pubbliche e private in seguito agli eventi sismici avvenuti nel 2009 e nel 2016/2017), nonché all'erogazione di fondi pubblici in altri settori altrettanto remunerativi, come quello della zootecnia e del turismo, particolarmente importanti per la Regione. Provincia di L'Aquila Nella provincia di L'Aquila, con particolare riferimento ad alcune aree della Marsica, risulterebbe presente un significativo numero di soggetti di origine nordafricana dediti in maniera particolare allo spaccio di stupefacenti.

I gruppi campani, in particolare quelli dell'area casalese, nel tempo hanno manifestato la loro operatività oltre che nel traffico di stupefacenti, anche nell'infiltrazione degli appalti pubblici, settore particolarmente sensibile in virtù della ricostruzione post sisma, e in attività di riciclaggio.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia Nel capoluogo abruzzese prosegue l'opera di vigilanza e di verifica preventiva della Prefettura sulle imprese interessate ai lavori di ricostruzione post sisma con l'adozione, all'occorrenza, di provvedimenti amministrativi di natura preventiva a carico di società a rischio d'infiltrazione mafiosa. La citata attività è estesa anche ad altri settori quali l'agricoltura e la zootecnia, già in passato oggetto di prassi fraudolente e speculative tese all'indebito ottenimento di fondi e finanziamenti pubblici. A tale riguardo, nel semestre in esame la Prefettura aquilana ha emesso 7 "misure amministrative di prevenzione collaborativa", ai sensi dell'art. 94-bis del codice antimafia, a carico di altrettante società con sede legale nella provincia e interessate alle concessioni di terreni demaniali destinati all'uso agricolo ovvero all'alpeggio del bestiame2, "per l'esistenza - sulla base di un quadro indiziario complessivo - di idonei e specifici elementi, obiettivamente sintomatici di concrete connessioni con la criminalità organizzata tali da condizionarne le scelte e gli indirizzi". Provincia di Chieti A Chieti, un'attività investigativa conclusa agli inizi del 2022 avrebbe acclarato una significativa presenza di gruppi criminali composti da individui di nazionalità albanese3 particolarmente attivi nel settore degli stupefacenti4. La provincia resterebbe esposta a tentativi di infiltrazione da parte di organizzazioni criminali foggiane, in particolare garganiche e di San Severo (FG). Al riguardo, nel semestre in esame la locale Prefettura ha emesso un provvedimento interdittivo a carico di una ditta individuale del settore agricolo interessata alla concessione di terreni demaniali per l'ottenimento di contributi europei, il cui titolare, originario della provincia di Foggia, è ritenuto contiguo alla famiglia CURSIO operante in area garganica. Provincia di Pescara Nella città di Pescara, l'operazione "Planning"5, conclusa nel luglio 2022 dalla DIA e dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria, avrebbe acclarato la presenza, in particolare nella parte costiera, di un'associazione criminale di origini calabresi che avrebbe infiltrato i settori edile e della grande distribuzione organizzata ai fini di riciclaggio. L'indagine avrebbe tra l'altro documentato il ruolo di alcuni imprenditori reggini contigui alla cosca DE STEFANO che, mediante accordi, avrebbero permesso l'inserimento occulto della 'ndrangheta in importanti iniziative economiche sviluppate nel pescarese.

Settori particolarmente esposti a ingerenze criminali, soprattutto nelle realtà territoriali a forte vocazione agro-pastorale. I destinatari delle concessioni possono fruire di finanziamenti pubblici e contributi, nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune.

Spesso con contatti con la comunità sinti presente sulla costa.

Si rammenta l'operazione portata a termine lo scorso semestre dall'Arma dei carabinieri e dalla Guardia di finanza che avrebbe appurato la presenza nel territorio di Vasto (CH) di un'organizzazione criminale composta prevalentemente da albanesi, dedita al traffico di droga e ad attività estorsive condotte anche con l'uso della violenza e delle armi. Il sodalizio sarebbe risultato impegnato nello smercio di ingenti quantitativi di cocaina ed eroina laddove i "canali privilegiati di approvvigionamento della sostanza stupefacente sono risultati essere quelli calabresi tramite accertati rapporti con esponenti delle 'ndrine operanti nell'area di Vibo Valentia, nonché l'Emilia-Romagna, Puglia e Abruzzo" (OCCC n. 2177/2019 DDA e 1797/2020 RG GIP emessa dal Tribunale di L'Aquila il 7 gennaio 2022 quale prosieguo dell'operazione "Evelin" del 2018).

OCC n. 4670/2019 RGNR-3266/2020 RG GIP e 52/2021 ROCC emessa il 6 luglio 2022 dal Tribunale di Reggio Calabria.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Anche a Pescara, infine, si conferma la presenza di sodalizi albanesi e di etnia rom6 i cui principali interessi illeciti sono rivolti al settore degli stupefacenti. I gruppi criminali di etnia rom, durante il semestre in esame, sono stati oggetto di una complessa attività investigativa antidroga che ha consentito di contestare agli indagati l'associazione di tipo mafioso. Al riguardo, il 13 aprile 2023, i Carabinieri hanno concluso l'operazione "Kirvò" con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare7 a carico di 20 appartenenti, o comunque soggetti "vicini", alla comunità rom del quartiere popolare Rancitelli. Le indagini hanno mostrato come il sodalizio, avvalendosi della forza d'intimidazione e dell'omertà che ne deriva, aveva assunto il controllo del quartiere costituendo una sorta di cartello per lo spaccio di stupefacenti con base operativa nel c.d. "ferro di cavallo"8. Un'altra operazione di polizia conclusa nel medesimo semestre avrebbe inoltre acclarato interessi illeciti nella città di Pescara da parte della criminalità organizzata foggiana. In particolare, il 14 marzo 2023, la Guardia di finanza ha eseguito un'ordinanza di misura cautelare9 a carico di 11 persone riconducibili al sodalizio mafioso MORETTI-PELLEGRINO-LANZA, accusate di trasferimento fraudolento di valori, estorsione, usura, rapina, ricettazione e lesioni, aggravati dal metodo mafioso e dall'uso delle armi. L'indagine ha disvelato l'operatività nel territorio pescarese di esponenti della mafia foggiana che, servendosi dei metodi e della fama mafiosa dell'associazione di riferimento, erogavano prestiti monetari a tassi usurari, talvolta seguiti da attività estorsive, in danno di imprenditori locali operanti nel settore della ristorazione e del commercio di autovetture di lusso. Provincia di Teramo In provincia di Teramo, pregresse attività investigative avrebbero rilevato la presenza di esponenti della criminalità campana e calabrese. Il territorio, con particolare riferimento alla fascia costiera, sarebbe interessato dal fenomeno dello spaccio di stupefacenti in prevalenza riconducibile a gruppi criminali, per lo più albanesi e di etnia rom. Questi ultimi sarebbero maggiormente presenti a Silvi Marina (TE), Giulianova (TE), Alba Adriatica (TE), Martinsicuro (TE) e Roseto degli Abruzzi (TE), mentre Sant'Egidio alla Vibrata (TE) risulterebbe appannaggio di gruppi criminali albanesi e, più di recente, di quelli di origine nordafricana.

Si richiama, al riguardo, l'esecuzione nel 1° semestre 2022 dell'ordinanza di custodia cautelare n. 2678/20 RGNR e n. 1814/21 RG GIP emessa il 1° marzo 2022 dal Tribunale di Pescara a carico di 10 persone, per la maggior parte di etnia rom, accusate di concorso in spaccio di stupefacenti del tipo eroina e cocaina. Le indagini hanno disvelato un giro d'affari di decine di migliaia di euro con consistenti quantitativi di droga destinati alle piazze di spaccio dei quartieri Rancitelli e Fontanelle di Pescara, notoriamente frequentate da numerosi assuntori provenienti da varie località dell'Abruzzo.

N. 703/2020 RGNR e n. 700/2021 RG GIP emessa il 20 marzo 2023 dal Tribunale di L'Aquila.

Con riferimento al complesso edilizio teatro dell'attività criminosa, la cui forma richiama sul piano architettonico un ferro di cavallo.

N. 1599/2020 RGNR e n. 69/2022 RMC emessa il 6 marzo 2023 dal Tribunale di L'Aquila.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia BASILICATA1 La criminalità organizzata lucana è storicamente influenzata dalle matrici mafiose radicate nelle regioni confinanti. Nella provincia di Matera vi è la presenza di clan legati ad organizzazioni di matrice calabrese, pugliese e albanese interessate al controllo del territorio, quale presupposto indispensabile per il traffico degli stupefacenti gestito tra la Puglia e la Calabria. Nella provincia di Potenza sono invece operativi clan autoctoni anch'essi strettamente collegati a cosche criminali calabresi e campane. Provincia di Potenza In provincia di Potenza, la DIA di Potenza, unitamente alla Polizia di Stato di Matera, il 24 gennaio 2023, ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere2 nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile, in concorso con altri ancora in corso di individuazione, di estorsione, incendio, minaccia a pubblico ufficiale, tutti aggravati dal metodo mafioso. L'indagato, con modalità proprie del metodo mafioso, incendiava 2 strutture balneari, un ricovero agricolo per attrezzi nonché un opificio. Provincia di Matera La Guardia di finanza di Policoro (MT), il 21 marzo 2023, ha eseguito un provvedimento restrittivo3 nei confronti di 9 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di peculato, trasferimento fraudolento di valori, furto aggravato, riciclaggio, autoriciclaggio, associazione per delinquere e proceduto al sequestro preventivo di un intero compendio aziendale operante nel settore ortofrutticolo. I fatti venivano commessi al fine di assicurarsi il prodotto ed il profitto dei reati di riciclaggio, traffico di stupefacenti, reimpiego di capitali illeciti ed allo scopo di agevolare un sodalizio criminale locale. Il 21 marzo 2023, i Carabinieri di Matera hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare4 nei confronti di 5 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di concussione, corruzione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. Le indagini avrebbero riguardato alcune imprese operanti nel settore delle cave beneficiarie di autorizzazioni amministrative a proprio vantaggio ottenute mediante atti ideologicamente falsi, nonché di aver commesso sistematiche omissioni concernenti, in particolare, il recupero ambientale e la sistemazione finale delle cave medesime, a scapito della tutela dell'ambiente.

Il posizionamento su mappa e la raffigurazione grafica delle principali componenti malavitose lucane, derivanti dall'analisi delle recenti attività di indagine, sono da considerarsi meramente indicativi.

Proc. pen. 4132/2022 – RGNR 21 DDA e 3551/2022 RG GIP – 2/2023 RMC.

N. 3451/22 RGNR Mod. 21 DDA - 3232/2022 RG GIP - 27/2023 Reg. Mis. GIP del Tribunale di Potenza.

Proc. pen. 4627/2021 RGNR - OCC n. 1774/2022 RG GIP - RMC 35/23 del Tribunale di Potenza.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

Relazione Semestrale Al Parlamento

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia Il 31 maggio 2023, la Guardia di Finanza di Policoro (MT) e di Potenza hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto5 nei confronti di 15 indagati, di cui 11 di nazionalità albanese, poiché ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dalla transnazionalità, lungo la fascia metapontina (tra i comuni di Scanzano e Nova Siri) e con collegamenti di diversi sodali stanziati in altri comuni del territorio nazionale e transazionale (Albania). L'organizzazione criminale, attiva sin dal 2019, era in grado di rifornire varie piazze di spaccio di diverse regioni italiane. Dalla base operativa di Scanzano Jonico, i presunti capi albanesi mantenevano stringenti rapporti "commerciali" con la madrepatria da cui si rifornivano di ingenti quantitativi di stupefacente (eroina, cocaina, marijuana e hashish) che stoccavano nei depositi di Scanzano Jonico e Grottaglie (TA) per poi riversarli in quote, tramite corrieri, a vari hub di distribuzione collocati nelle province di Bari, Taranto e Lecce. Due soggetti albanesi si sarebbero occupati del reimpiego dei proventi illeciti del narcotraffico mediante broker inseriti in canali di riciclaggio internazionale che facevano ricorso all'utilizzo di criptofonini mediante la piattaforma "SKYECC". Significativi risultati sono stati conseguiti, anche in materia di misure di prevenzione patrimoniali. Il 7 aprile 2023, la DIA di Milano ha eseguito il sequestro preventivo per equivalente6 del profitto dei reati ascritti, per un importo di circa 250mila Euro, a carico di un amministratore di fatto di una società operante nel settore dei trasporti, indagato7 per il reato di traffico illecito di rifiuti perpetrato nel territorio lucano. Dagli accertamenti sarebbe emerso il fine di agevolare l'associazione camorristica dei CASALESI, tanto che la società in argomento sarebbe stata riferibile sin dalle origini, direttamente o indirettamente, al gruppo SCHIAVONE-ZAGARIA. Per quanto concerne l'aspetto della prevenzione amministrativa, anche sulla scorta delle attività di informazione svolte dalla DIA di Potenza, sono stati emessi 13 provvedimenti interdittivi antimafia dalla Prefettura di Potenza e 4 dalla Prefettura di Matera.

Proc. pen n. 4064/2020 RGNR Mod. 21 del Tribunale di Potenza.

Emesso il 3 aprile 2023 dal Tribunale di Potenza.

Nell'ambito del proc. pen. 2589/19 RGNR Mod. 21.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

Relazione Semestrale Al Parlamento

Contenuti correlati

Commenti (0)