b. Presenza criminale in Campania (2)
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO attivo nelle aree dell'hinterland settentrionale di Napoli (Afragola, Casoria, Crispano, Caivano, Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito ed Arzano) e che, nel tempo, è divenuto una sorta di confederazione composta da diversi gruppi con una propria autonomia e competenza territoriale. Nel 2018, l'operazione "Leviathan" conclusa dal Centro operativo DIA di Napoli, con l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare77 a carico di 45 affiliati al citato clan, ha permesso anche di svelare la struttura "piramidale" dell'organizzazione. Nel provvedimento, il GIP descrive l'associazione "come aggregato di plurimi gruppi criminali locali, ciascuno dei quali guidato da un "senatore", ossia un esponente storico del clan, preposto al controllo di uno o più entità territoriali sottoposte al potere egemonico del clan (Afragola, Casoria, Arzano, Cardito, Caivano, Crispano, Frattamaggiore e Frattaminore) e dotato di una certa autonomia gestionale. I rapporti con la base del gruppo sono curati da "luogotenenti", legati al "senatore" da un vincolo fiduciario. I "senatori" sono tenuti a rendere conto del proprio operato ad un superiore, che funge da "coordinatore delle diverse articolazioni territoriali del clan", nominato direttamente dalla famiglia Moccia e loro referente diretto, il quale pianifica strategie operative comuni alle cellule territoriali, dirime eventuali contrasti interni, rappresenta l'organizzazione "all'esterno...". Il comando dell'intera organizzazione è nelle mani dei componenti della famiglia Moccia i quali, pur mantenendo una posizione defilata allo scopo di ridurre al minimo il rischio di eventuali coinvolgimenti in attività investigative, continuano a dirigere "a distanza" il sodalizio tramite il coordinatore, al quale veicolano riservatamente le decisioni sulle questioni di maggiore importanza associativa"78. Tale assetto ha consentito alla compagine criminale di superare, come accennato, le criticità derivanti dalle numerose inchieste giudiziarie e di conservare una considerevole capacità operativa che la colloca ancora oggi tra le più insidiose organizzazioni camorristiche nel panorama nazionale. Nonostante il radicamento territoriale a nord della provincia napoletana, la famiglia MOCCIA, infatti, è riuscita ad estendere la sua sfera d'influenza ben oltre il territorio di origine come documentato da talune indagini che hanno messo in evidenza le loro solide e funzionali relazioni con altri gruppi, anche non camorristici, consentendogli di effettuare numerosi investimenti patrimoniali finanche nella Capitale d'Italia. L'enorme disponibilità finanziaria ha consentito al clan di diversificare gli investimenti in molteplici settori dell'economia, grazie anche alla spiccata attitudine a stringere relazioni con qualificati soggetti gravitanti negli ambienti imprenditoriali e della politica.
Il 23 gennaio 2018, il Centro Operativo DIA di Napoli, la Polizia di Stato, l'Arma dei carabinieri e la Guardia di finanza, nell'ambito dell'operazione "Leviathan", hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare n. 30350/13 RGNR, n. 18835/16 RGGIP e n. 5/18 RMC, emessa il 5 gennaio 2018 dal GIP del Tribunale di Napoli a carico di 45 persone, accusate di associazione mafiosa, detenzione illegale di armi comuni e da guerra, estorsione e riciclaggio, con l'aggravante delle modalità e delle finalità mafiose. L'indagine ha interessato diversi esponenti apicali e affiliati dell'organizzazione camorristica denominata clan MOCCIA, operante ad Afragola, in altri Comuni dell'hinteland settentrionale di Napoli e con proiezioni nella Capitale, permettendo di ricostruirne la struttura organizzativa di tipo piramidale, nonché i principali ambiti illeciti.
Stralcio del provvedimento (pagg. 28 e 29) n. 30350/13 RGNR, n. 18835/16 RGGIP e n. 5/18 RMC, emesso il 5 gennaio 2018 dal Tribunale di Napoli.
2° semestre 4. Criminalità organizzata campana
Il 19 ottobre 2022, l'Arma dei carabinieri e la Polizia di Stato hanno eseguito un Decreto di fermo di indiziato di delitto79 emesso a carico di 6 sodali al clan MOCCIA accusati di associazione mafiosa, nonché di porto e detenzione illegale di armi da guerra e comuni con relativo munizionamento. Il citato provvedimento restrittivo ha colpito un'articolazione del clan MOCCIA, operante nel rione "Salicelle" di Afragola, al cui interno, dal mese di ottobre 2020, si sono registrate forti frizioni tra i livelli più bassi della manovalanza sfuggiti al controllo del quadro direttivo e continue minacce di scontri e di propositi omicidiari80. Alla base dei dissidi, risulterebbe il venir meno dei livelli intermedi in ragione delle numerose azioni repressive che hanno colpito il clan e che fungevano da snodo comunicativo tra il vertice ed i livelli più bassi. Le tensioni avrebbero raggiunto il loro momento più critico in occasione di un summit, organizzato a Cardito (NA) nel luglio 2022, durante il quale sarebbe emerso il proposito di avviare uno scontro armato per monopolizzare le attività del clan (piazze di spaccio, estorsioni, ecc...). Nel medesimo contesto sarebbe verosimilmente maturato anche l'omicidio di un pregiudicato, dedito allo spaccio di stupefacenti, poi consumato ad Afragola il 31 dicembre 202281. Riguardo agli interessi illeciti del sodalizio, l'operazione "Morfeo"82 del 20 aprile 2022 ha messo in luce la componente imprenditoriale del clan costituita da impresari considerati "fiduciari" dei fratelli MOCCIA e tramite i quali sono stati eseguiti investimenti in settori quali la fornitura di materiali edili, il commercio di olii minerali, la compravendita di auto e la raccolta di olii esausti di origine alimentare. Sono state accertate, inoltre, manovre distorsive di talune procedure di gara finalizzate all'aggiudicazione di appalti pubblici, connessi con la realizzazione di infrastrutture ferroviarie, alle quali avrebbero partecipato anche componenti del clan in qualità di soci occulti. Nel Comune di Caivano, il sodalizio SAUTTO/CICCARELLI gestirebbe in via esclusiva tutte le attività illecite e, in particolare, le numerose piazze di spaccio del complesso popolare denominato "Parco Verde" (considerato uno dei principali mercati di stupefacenti a cielo aperto dell'Europa occidentale). L'operatività del gruppo è stata da ultimo documenta dall'ordinanza di custodia cautelare83 eseguita, lo scorso 14 dicembre 2022 dall'Arma dei carabinieri, a carico di numerosi presunti affiliati alla predetta compagine criminale. Nel provvedimento, il
N. 17266/2020 RGNR, emesso il 12 ottobre 2022 dalla Procura Distrettuale di Napoli.
Gli episodi verificatisi in quel territorio, dal dicembre 2018 e fino a pochi mesi prima dell'esecuzione del citato provvedimento di fermo, ripropongono un'allarmante dimostrazione di pax mafiosa in temporanea difficoltà a seguito e in ragione degli interventi repressivi sui sodali di livello medio e medio-alto.
Il 31 dicembre 2022, all'esterno di un supermercato di Afragola, due soggetti armati a bordo di una moto compivano un agguato mortale in danno di un giovane afragolese pregiudicato per spaccio di stupefacenti.
Il 20 aprile 2022, l'Arma e la Guardia di finanza hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare n. 30350/13 RGNR, n. 30385/21 RGGIP e n. 135/22 OCC, emessa il 9 aprile 2022 dal Tribunale di Napoli (confermata dal riesame), a carico di 57 soggetti, tra capi e gregari, del clan MOCCIA accusati di associazione mafiosa, estorsione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, intestazione fittizia di beni, corruzione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, ricettazione e altro. Al provvedimento restrittivo ha fatto seguito il Decreto Urgente del PM di sequestro preventivo, n. 30350/2013, che ha riguardato beni mobili e immobili riconducibili all'organizzazione, per un valore di circa 150 milioni di euro.
N. 30152/2016 RGNR - 5392/2018 RGGIP - 391/2022 OCC emessa il 14 novembre 2022 dal Tribunale di Napoli.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO GIP, richiamando pregresse ordinanze cautelari84, definisce il sodalizio come un "complesso, articolato ed imponente sistema camorristico che (nella sua attuale configurazione, quantomeno a far data dagli ultimi mesi del 2014) ha egemonizzato le attività criminali (ed in particolare i traffici di sostanze stupefacenti) nell'ambito del territorio del Comune di Caivano (ed in particolare dei "rioni" di edilizia pubblica residenziale siti alla via Circumvallazione Ovest, il c.d. "Parco Verde", ed alla via Atellana, il c.d. "rione IACP", anche noto come "Bronx", già definiti uno dei più grandi mercati di droga a cielo aperto dell'Europa occidentale), e che, nel corso degli anni, è divenuto, come si vedrà, un riferimento assoluto e primario per larga parte delle organizzazioni criminali campane (e non solo) attive nei traffici di droga"85. Nel documento emerge come il clan SAUTTO-CICCARELLI abbia adottato nel territorio di influenza singolari modalità organizzative prevedendo, oltre alle piazze di spaccio gestite direttamente dal sodalizio, la suddivisione di altre zone "assegnate" a singoli affiliati (o anche a soggetti esterni, ancorché contigui all'associazione) e gestite autonomamente, originando una sorta di sub-organizzazioni criminali. Tali formazioni, seppur con margini di autonomia, mantenevano rapporti di interdipendenza economico-funzionale con il clan SAUTTO-CICCARELLI, dovendosi rifornire da quest'ultimo in via esclusiva e alle condizioni economiche pattuite. Il consistente volume d'affari nel narcotraffico e la dimensione ultraregionale del clan SAUTTOCICCARELLI sono documentati altresì nell'ordinanza di custodia cautelare86 eseguita, il 29 novembre 2022 dalla Polizia di Stato di Catania (operazione "Zeus"), a carico di 24 imputati di associazione mafiosa, spaccio di stupefacenti, estorsione, detenzione illegale di armi, ricettazione e altro, aggravati dalla finalità di agevolare l'associazione mafiosa di appartenenza. La misura ha interessato, oltre a numerosi esponenti dei clan catanesi CURSOTI-MILANESI e CAPPELLO-BONACCORSI, anche 2 componenti del sodalizio SAUTTO-CICCARELLI che avrebbero approvvigionato anche alcune piazze di spaccio catanesi grazie ai consolidati rapporti con i sodalizi attivi nell'area etnea. Nei Comuni di Frattamaggiore, Frattaminore e Cardito le attività illecite sono storicamente gestite dagli affiliati al clan PEZZELLA sebbene una serie di atti intimidatori87, registrati nel semestre in esame e in particolare a Cardito, potrebbero celare un riassetto degli equilibri criminali nella zona. Nel Comune di Crispano eserciterebbe ancora la sua influenza il clan CENNAMO, quale referente del clan MOCCIA in quel territorio. Il sodalizio avrebbe però subito un significativo ridimensionamento in ragione del decesso per cause naturali del suo capo storico, avvenuta
Si fa riferimento alle ordinanze di custodia cautelare n. 450/19 RGNR del 23 settembre 2019 e n. 89/21 RGNR del 26 marzo 2021 emesse dal Tribunale di Napoli a carico di esponenti del clan camorristico SAUTTO-CICCARELLI.
Stralcio del provvedimento (pag. 37) n. 30152/2016 RGNR, n. 5392/2018 RGGIP e n. 391/2022 OCC emesso il 14 novembre 2022 dal Tribunale di Napoli.
OCC n. 13645/2018 RGNR e n. 9913/2019 RGGIP, emessa il 18 novembre 2022 dal Tribunale di Catania.
La notte del 17 agosto 2022, a Cardito (NA), ignoti hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro l'abitazione di una donna pregiudicata per stupefacenti ed altro. Verosimilmente nell'ambito delle stesse dinamiche, il 25 dicembre 2022 a Cardito (NA), la Polizia di Stato è intervenuta a seguito dell'incendio doloso di un appartamento di proprietà del figlio della predetta donna. Il 26 dicembre 2022, a Cardito (NA), ignoti hanno esploso numerosi colpi di arma da fuoco contro l'abitazione di un referente di spicco del clan PEZZELLA.
2° semestre 4. Criminalità organizzata campana
nel 2017, nonché dei provvedimenti restrittivi che hanno colpito taluni affiliati. Tra questi, la misura cautelare88 eseguita il 7 luglio 2022 dall'Arma dei carabinieri a carico di 2 esponenti del clan, uno dei quali nipote del defunto boss, accusati di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso in danno di un locale imprenditore edile. Nel Comune di Giugliano in Campania risulta consolidata la presenza del clan MALLARDO che eserciterebbe, in via esclusiva, il controllo delle locali attività criminali in ragione dello storico legame, anche familiare, intrattenuto con i clan CONTINI-BOSTI e LICCIARDI ed assieme ai quali costituisce il noto cartello criminale denominato ALLEANZA DI SECONDIGLIANO. Sarebbero anche confermati i rapporti intrattenuti dal clan MALLARDO sia con i clan di Villaricca, sia con le consorterie camorristiche che controllano alcuni territori della provincia di Caserta e, in particolare, con la fazione BIDOGNETTI del cartello dei CASALESI. In ragione degli esiti investigativi confluiti nell'operazione "Babele", conclusa dalla DIA di Napoli lo scorso 7 giugno 202289, il clan MALLARDO risulterebbe strutturato nel Comune di Giugliano in Campania in diverse articolazioni facenti capo al medesimo vertice e rappresentate dai gruppi SELCIONE, SAN NICOLA, CUMANA e VARCATURO/LAGO PATRIA (dal nome delle aree geografiche di derivazione). Tale assunto risulta poi confermato dal sequestro preventivo di beni90 per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro eseguito, il 6 ottobre 2022 dalla DIA di Napoli, a carico di 7 esponenti del citato sodalizio91 indagati per intestazione fittizia di un'impresa edile. Nel Comune di Villaricca si conferma l'operatività del clan FERRARA-CACCIAPUOTI il cui presunto esponente di vertice è attualmente in libertà ed avrebbe consolidato la sua influenza criminale in ragione delle relazioni intrattenute con i clan NUVOLETTA, POLVERINO e MALLARDO. Nel Comune di Arzano permane operativo il gruppo camorristico denominato QUELLI DELLA 167 DI ARZANO dedito, prioritariamente, alle estorsioni consumate con modalità mafiose in danno di imprenditori locali e che, nel marzo 2022, è stato interessato dalla scarcerazione di un suo esponente di spicco. Il sodalizio farebbe capo al clan AMATO-PAGANO (c.d. SCISSIONISTI) e sarebbe subentrato al clan MOCCIA nel controllo di quel territorio dopo l'omicidio92 del referente di quest'ultima organizzazione consumato sempre ad Arzano. Il clan AMATOPAGANO eserciterebbe la sua influenza anche nei Comuni di Mugnano e di Melito di Napoli ove manterrebbe i suoi tradizionali interessi nel narcotraffico, nelle estorsioni e nell'infiltrazione
OCC n. 9860/2022 RGNR, n. 9158/2022 RGGIP e n. 227/2022 RMC, emessa il 28 giugno 2022 dal Tribunale di Napoli.
Ordinanza di custodia cautelare n. 34242/2016 RGNR, n. 19525/2017/RGGIP e n. 112/2022 OCC (operazione "Babele") emessa, il 24 marzo 2022 dal Tribunale di Napoli, a carico di 25 esponenti del clan MALLARDO accusati di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, fittizia intestazione di beni, autoriciclaggio e altro.
Decreto di sequestro preventivo n. 34242/2016 RGNR e n. 19525/2017 RGGIP emesso il 30 settembre 2022 dal Tribunale di Napoli.
Tra le persone indagate figurano anche giovani leve della famiglia MALLARDO.
Avvenuto ad Arzano nel febbraio del 2014.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO nella pubblica amministrazione. Conferme nel senso si rinvengono nell'operazione "Playmaker" conclusa, dal Centro DIA di Napoli il 18 aprile 2023, con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare93 a carico di 18 persone tra cui solidali del clan AMATO-PAGANO ed esponenti della compagine elettiva del Comune di Melito di Napoli. I soggetti colpiti sarebbero accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, attentati ai diritti politici del cittadino, corruzione, concorso esterno in associazione mafiosa e tentata estorsione. Dalle indagini sarebbero emersi gravi indizi in ordine all'ingerenza di taluni esponenti del clan AMATO-PAGANO nelle locali consultazioni elettorali dell'ottobre 2021, tramite la promessa di voti ai candidati in cambio di denaro e altre utilità per l'organizzazione camorristica, nonché sarebbero state accertate diverse estorsioni in danno di imprenditori edili impegnati nella realizzazione di lavori a Melito di Napoli. Il 9 maggio 2023, il Prefetto di Napoli, su delega del Ministro dell'Interno, ha pertanto nominato la Commissione di indagine e un Nucleo di supporto alla stessa (ex art. 143 TUEL), composta da rappresentanti delle Forze di polizia tra cui un funzionario della DIA, al fine di verificare la sussistenza di tentativi d'infiltrazione e di collegamenti della criminalità mafiosa nel menzionato Comune. A Marano di Napoli, i più recenti esiti investigativi hanno comprovato l'ormai storica permanenza dei clan NUVOLETTA, POLVERINO e ORLANDO i cui interessi illeciti permangono orientati al traffico internazionale di droga e al reimpiego dei relativi proventi in attività imprenditoriali. Al riguardo, si precisa come il Comune di Marano di Napoli sia già stato sciolto con D.P.R del 18 giugno 2021 per infiltrazione mafiosa, con proroga di ulteriori 6 mesi a decorrere dal 12 ottobre 2022. Provincia Orientale (Nola, Saviano, Piazzolla di Nola, Marigliano, Scisciano, Liveri, Palma Campania, San Gennaro Vesuviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, San Paolo Belsito, Brusciano San Vitaliano, Cimitile, Mariglianella, Castello di Cisterna, Pomigliano d'Arco, Cicciano, Roccarainola, Somma Vesuviana, Cercola, Massa di Somma, San Sebastiano al Vesuvio, Sant'Anastasia, Pollena Trocchia). Lo scenario criminale dei Comuni della provincia orientale di Napoli si caratterizza, come in altre aree della Campania, per la presenza di storici sodalizi a forte connotazione familistica, il cui principale fattore identitario è rappresentato dal territorio di origine. La peculiare posizione geografica favorisce, inoltre, proiezioni o, più spesso, relazioni crimino-affaristiche con i clan camorristici provenienti da Napoli o dalle limitrofe province di Avellino e Salerno. I principali interessi criminali permangono il narcotraffico e le estorsioni, nonché l'infiltrazione negli appalti pubblici. Infatti, anche nel semestre in esame non sono mancate conferme di pratiche corruttive e di ingerenze nella pubblica amministrazione volte a condizionarne i processi decisionali. Con specifico riferimento all'area nolana, si segnala l'inchiesta conclusa dalla DIA e dall'Arma dei carabinieri, il 3 novembre 2022, con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia
N. 13850/21 RGNR, n. 7239/22 RGGIP e n. 98/23 ROCC emessa il 27 marzo 2023 dal Tribunale di Napoli.
2° semestre 4. Criminalità organizzata campana
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO cautelare94 a carico di 25 soggetti riconducibili al clan SANGERMANO operante nell'agronolano. Il sodalizio sarebbe indagato di associazione mafiosa, estorsione, autoriciclaggio e altri reati, con operatività nei Comuni di San Paolo Belsito, Marzano di Nola, Liveri, Saviano, San Vitaliano e Nola. Secondo l'ipotesi accusatoria, il clan sarebbe riuscito ad infiltrarsi nel settore dell'edilizia imponendo agli imprenditori la fornitura di materiali da parte di un'azienda ad esso direttamente riconducibile. Con la complicità di taluni funzionari comunali, inoltre, sarebbe riuscito a condizionare l'affidamento di alcuni appalti pubblici, orientando le risorse ad alcune imprese di riferimento oppure riuscendo, in un secondo momento, ad acquisire i relativi sub-appalti95. Tra le condotte illecite contestate figurano il riciclaggio, l'esercizio abusivo della professione creditizia e la concorrenza illecita esercitata ricorrendo alla forza di intimidazione. A carico dei destinatari della misura restrittiva è stato contestualmente eseguito un sequestro preventivo96 di numerosi rapporti finanziari e beni immobili, alcuni dei quali ubicati in provincia di Salerno, per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro. Il tentativo di ingerenza nella pubblica amministrazione da parte delle associazioni criminali al fine di condizionarne i processi decisionali sarebbe verosimilmente anche alla base di alcuni atti intimidatori verificatisi, nell'ultimo periodo nell'area nolana, in danno di amministratori locali97. Le contese tra sodalizi contrapposti per il controllo delle attività illecite nel territorio in esame, segnatamente estorsioni e piazze di spaccio, invece, sarebbe all'origine di alcuni episodi di violenza registrati nel semestre, tra i quali la "stesa" eseguita il 7 settembre 202298 a Somma Vesuviana (NA) e, il 19 novembre 2022, l'esplosione di una bomba carta99 a Pollena Trocchia (NA) in danno di un'impresa edile. Nel medesimo scenario sarebbe inquadrabile il ferimento100 di un pregiudicato avvenuto a Brusciano (NA) il 7 novembre 2022. Nei Comuni di San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, San Gennaro Vesuviano e Terzigno, le pregresse attività investigative hanno confermato la storica presenza del clan FABBROCINO, ormai significativamente ridimensionato dalle attività di contrasto, da ultimo, con il
OCC n. 25158/14 RGNR, n. 15796/19 RGGIP e n. 306/22 OCC emessa, il 6 novembre 2022 dal Tribunale di Napoli, a carico di 25 soggetti accusati di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza, usura, autoriciclaggio e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo, reati aggravati dalle finalità e modalità mafiose.
L'indagine ha documentato, tra l'altro, la capacità dell'organizzazione criminale di ottenere, durante una processione religiosa organizzata il 5 giugno 2016 in un Comune del nolano, il c.d. "inchino mafioso" del fercolo.
Decreto di sequestro preventivo n. 25158/2014 RGNR e n. 15796/2019 RGGIP, emesso il 19 ottobre 2022 dal Tribunale di Napoli.
Il 16 ottobre 2022 in un piccolo Comune del nolano ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile l'autovettura di un amministratore locale nel tentativo di incendiarla. Il 27 ottobre 2022, in un altro Comune vicino è stato recapitato un plico indirizzato ad un rappresentante comunale e contenente un proiettile.
Il 7 settembre 2022, a Somma Vesuviana (NA), ignoti hanno esploso numerosi colpi d'arma da fuoco contro una palazzina ubicata all'interno della piazza di spaccio "Parco del Sole".
Lanciata da un'autovettura nei pressi di un'impresa edile.
La sera del 7 novembre 2022, a Brusciano (NA), tre sconosciuti a bordo di un'autovettura hanno attinto a colpi d'arma da fuoco un pregiudicato del posto.
2° semestre 4. Criminalità organizzata campana
provvedimento restrittivo101 che ha colpito anche i vertici dell'organizzazione. Il sodalizio si caratterizza per la sua spiccata vocazione imprenditoriale ed è particolarmente incline ad infiltrare il tessuto economico legale e la pubblica amministrazione. Nel senso, si segnala lo scioglimento102 del Consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano per infiltrazione mafiosa, adottato con D.P.R. del 10 giugno 2022, in cui risulta tuttora insediata la Commissione straordinaria ai sensi dell'art. 143 del D. Lgs. 267/2000. Nel Comune di Poggiomarino il clan GIUGLIANO eserciterebbe la propria influenza tramite i rapporti intrattenuti anche con i clan salernitani dell'Agro nocerino-sarnese, come evidenziato nell'ordinanza di custodia cautelare103 del Tribunale di Salerno eseguita, il 2 dicembre 2022 dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dalla Guardia di finanza, a carico di 25 soggetti - tra capi e gregari delle due federate organizzazioni camorristiche GIUGLIANO e FEZZADE VIVO attive, rispettivamente, in alcuni Comuni della provincia orientale di Napoli e nell'Agro nocerino-sarnese in provincia di Salerno - tutti accusati di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, reati in materia di armi e altro, aggravati dalle finalità mafiose. Con il provvedimento sono stati anche sequestrati, ai fini della confisca, rapporti finanziari, veicoli, attività commerciali ed immobili, riconducibili ai due sodalizi. L'ordinanza avrebbe anche documentato come il boss del clan GIUGLIANO, stabilitosi a Pagani (SA), abbia assunto il ruolo di principale "consigliere" degli esponenti di vertice del sodalizio FEZZA-DE VIVO avvalendosi dell'autorevolezza derivante dall'esperienza maturata in seno alla c.d. NUOVA FAMIGLIA all'epoca della contrapposizione con la NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA di Raffaele Cutolo. Nei restanti territori non sono stati registrati mutamenti di rilievo rispetto allo scorso semestre. Provincia Meridionale (San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Pompei, Castellammare di Stabia, Sant'Antonio Abate, Pimonte, Agerola, Penisola Sorrentina, Casola di Napoli, Lettere). Nei Comuni della fascia territoriale che si estende dalla città di Napoli fino alla penisola sorrentina le dinamiche criminali risultano sostanzialmente immutate rispetto al semestre precedente. A San Giorgio a Cremano e a Portici permane l'influenza del clan MAZZARELLA il quale avrebbe ulteriormente consolidato la propria leadership in ragione delle numerose attività di contrasto che hanno colpito i contrapposti sodalizi autoctoni ATTANASIO-TROIA e VOLLARO,
Ordinanza di custodia cautelare n. 5072/17 RGNR, n. 8737/17 RGGIP e n. 130/18 ROCC, emessa il 16 marzo 2018 dal Tribunale di Napoli a carico di 14 soggetti riconducibili al clan camorristico FABBROCINO, accusati di associazione mafiosa, reati in materia di armi e stupefacenti, ricettazione, estorsione e altro ancora, aggravati dalla finalità e dalle modalità mafiose.
Il Comune di San Giuseppe Vesuviano (NA) è già stato oggetto di analoghi provvedimenti di scioglimento adottati, rispettivamente, con D.P.R. del 4 giugno 1993 e D.P.R. del 9 dicembre 2009.
OCC n. 2968/2019 RGNR, n. 3214/2020 RGGIP e n. 138/2022 OCC, emessa il 24 novembre 2022 dal Tribunale di Salerno.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO entrambi riconducibili all'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO. Una serie di atti intimidatori registrati nei citati Comuni nel semestre in esame sembrerebbe riconducibile ad attività estorsive: tra queste, le esplosioni di due ordigni artigianali il primo dei quali collocato, il 13 novembre 2022, davanti ad un'attività commerciale di Portici (NA) e l'altro posizionato sotto l'autovettura dell'amministratore di una società di consulenza informatica, il 24 novembre successivo, a San Giorgio a Cremano (NA)104. Di verosimile matrice camorristica risulterebbe anche l'esplosione di numerosi colpi d'arma da fuoco compiuta il 30 novembre 2022, a Portici (NA), nei pressi dell'abitazione di un esponente di spicco del clan VOLLARO105. Le dinamiche espansionistiche del clan MAZZARELLA nella provincia meridionale di Napoli sono ulteriormente suffragate nell'ordinanza di custodia cautelare106 notificata, il 25 ottobre 2022 dalla Polizia di Stato, a 7 persone accusate di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra gli indagati, figurano il presunto referente del clan MAZZARELLA nel territorio di Portici (NA) e un nuovo affiliato al citato sodalizio, già organico al clan VOLLARO. Ad Ercolano sarebbe confermata la storica presenza del clan ASCIONE-PAPALE che avrebbe esteso la sua influenza nel confinante Comune di Torre del Greco, territorio dello storico sodalizio dei FALANGA e ove, nel periodo considerato, è stato registrato un solo episodio di intimidazione compiuto in danno di una locale azienda107. Nel Comune di Torre Annunziata, i recenti esiti investigativi confermerebbero la presenza dei gruppi camorristici GIONTA, GALLO-CAVALIERI, GALLO-Pisielli e QUARTO SISTEMA, quest'ultimo frangia del clan GALLO-Pisielli attivo nel locale Parco Penniniello. Gli interessi illeciti dei citati sodalizi, che si contendono il controllo del territorio anche ricorrendo alla violenza, riguardano principalmente le estorsioni e i reati in materia di stupefacenti, come confermato nell'ordinanza di custodia cautelare108 eseguita, il 6 ottobre 2022 dai Carabinieri, a carico di 4 soggetti riconducibili al clan GIONTA, accusate di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose. Tale provvedimento scaturisce, infatti, dalle investigazioni avviate sul racket delle estorsioni perpetrate dal sodalizio, in particolare, in danno di una società calcistica e di locali attività commerciali. L'operatività dei clan contrapposti, GALLO-CAVALIERI e QUARTO SISTEMA, è invece comprovata dalla misura cautelare109 eseguita dalla Polizia di Stato il 30 giugno 2022 a carico di 12 persone riconducibili ad entrambe le compagini criminali ed accusate di numerosi reati aggravati dal metodo mafioso, tra cui detenzione e porto illegale di armi, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e di tentato omicidio, in danno di un affiliato al clan
La vittima aveva già subito altre richieste estorsive da parte di esponenti del clan ATTANASIO-TROIA.
Attualmente sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.
OCC n. 24339/20 RGNR, n. 23048/22 RGGIP e n. 326/22 ROCC, emessa il 19 ottobre 2022 dal Tribunale di Napoli.
Il 17 novembre 2022, ignoti hanno esploso alcuni colpi d'arma da fuoco contro un'autovettura e un container presenti all'interno del piazzale della società.
OCC n. 7775/20 RGNR, n. 1995/22 RGGIP e n. 324/22 RMC, emessa il 27 settembre 2022 dal Tribunale di Napoli. Tra i destinatari del provvedimento figurano 2 esponenti apicali del clan GIONTA, entrambi già scampati a due diversi agguati di camorra ad opera del gruppo camorristico contrapposto QUARTO SISTEMA.
OCC n. 22496/20 RGNR, n. 23484/21 RGGIP e n. 218/22 OCC, emessa il 20 giugno 2022 dal Tribunale di Napoli.
2° semestre 4. Criminalità organizzata campana
GALLO-CAVALIERI, compiuto a Torre Annunziata il 26 agosto 2020. Più di recente, il sodalizio QUARTO SISTEMA è stato colpito, unitamente ad altri gruppi criminali, da un'altra misura cautelare110 eseguita il 13 dicembre 2022 dai Carabinieri a carico di 33 persone che, tra il 2020 e il 2021, avrebbero gestito e rifornito di droga numerose piazze di spaccio dell'area meridionale della provincia di Napoli, tra cui il menzionato Parco Penniniello di Torre Annunziata111. A conferma della capacità pervasiva dei clan attivi nel territorio oplontino e con riferimento all'infiltrazione nella pubblica amministrazione e nell'economia legale, si segnala l'attuale commissariamento del Comune, già sciolto per infiltrazione mafiosa il 6 maggio 2022112. A Boscoreale e Boscotrecase sarebbe confermata l'operatività del clan GALLO-LIMELLI-VANGONE attivo, prevalentemente, nel narcotraffico e nel controllo delle piazze di spaccio nel complesso popolare "Piano Napoli" di Boscoreale. Il citato provvedimento cautelare del 13 dicembre 2022 ha riguardato anche affiliati alle locali consorterie criminali che gestivano lo spaccio di sostanze stupefacenti proprio in quell'area. La precarietà degli equilibri criminali nel suddetto quartiere popolare sarebbe testimoniata dalle modalità particolarmente violente con cui agiscono i gruppi delinquenziali; nel senso, si cita la "stesa" eseguita l'8 luglio 2022 con l'esplosione in una pubblica via di numerosi colpi d'arma da fuoco cal.9 da parte di giovani ignoti. Il 5 luglio 2022, il clan GALLO-LIMELLI-VANGONE è stato colpito da un provvedimento per la confisca di beni già oggetto di sequestro113, scaturito dalla proposta per l'applicazione della misura di prevenzione patrimoniale formulata dalla DIA nel dicembre 2010 a carico di un esponente di spicco del citato sodalizio e con un ruolo di rilievo nel narcotraffico. La misura ablativa ha riguardato 7 immobili e numerosi oggetti preziosi per un valore complessivo di oltre 1, 2 milioni di euro. Nel Comune di Sant'Antonio Abate, una recente operazione dei Carabinieri ha confermato l'operatività dello storico gruppo camorristico FONTANELLA, dedito, tra l'altro, alle estorsioni avvalendosi del metodo mafioso. Il 28 luglio 2022, infatti, è stata eseguita una misura cautelare114 a carico di 13 affiliati al citato sodalizio, attivo anche nel confinante Comune salernitano di Angri, accusati di associazione mafiosa o di estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiose. Tra i destinatari del provvedimento figura anche un soggetto di vertice dell'organizzazione, scarcerato nel 2018 dopo un lungo periodo di detenzione. Nel territorio di Sant'Antonio Abate agirebbe anche la famiglia VERDOLIVA, contrapposta ai FONTANELLA e ai quali avrebbe tentato di subentrare nel controllo esclusivo delle attività illecite. La contrapposizione tra i due sodalizi è
OCC n. 5041/20 RGNR, n. 4664/21 RGGIP e n. 122/22 RMC, emessa il 15 novembre 2022 dal Tribunale di Torre Annunziata.
Gli altri Comuni partenopei interessati sono Boscoreale, Castellammare di Stabia, Gragnano e Vico Equense.
Il 6 maggio 2022 la gestione del Comune di Torre Annunziata è stata affidata ad una Commissione Straordinaria per la durata di 18 mesi poiché, a seguito di alcune inchieste coordinate dalla DDA di Napoli nei confronti della compagine elettiva del Comune, il 22 febbraio 2022 diversi Consiglieri Comunali si erano dimessi. La successiva attività ispettiva disposta all'interno dell'Ente locale dal Prefetto di Napoli avrebbe fatto emergere l'influenza diretta della criminalità organizzata sugli organi amministrativi locali.
Decreto di sequestro n. 14/19, n. 21/19, n. 22/19 e n. 15/11 RGMP emesso l'11 ottobre 2019 dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli.
OCC n. 28742/19 RGNR, n. 20487/20 RGGIP e n. 268/22 RMC, emessa il 25 luglio 2022 dal Tribunale di Napoli.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO stata, da ultimo, documentata dalla misura restrittiva115 eseguita il 13 ottobre 2022 dai Carabinieri a carico di 2 persone, una delle quali ritenuta l'esponente apicale della famiglia VERDOLIVA, accusati di concorso in plurime condotte estorsive, aggravate dalle modalità mafiose. A Castellammare di Stabia (NA) risulterebbe ancora operativo il clan D'ALESSANDRO nonostante la detenzione di gran parte degli affiliati116. Nel territorio stabiese e, in particolare nella zona di Ponte Persica, risulta attivo anche il clan CESARANO117 con influenza a Pompei (NA) e nel limitrofo Comune salernitano di Scafati (SA). Il Comune di Castellammare di Stabia, si ricorda, è stato sciolto per infiltrazione mafiosa con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 febbraio 2022 e la relativa gestione, proseguita per tutto il secondo semestre 2022, è stata affidata ad una Commissione Straordinaria ex art. 143 TUEL, a riprova dell'incisiva influenza esercitata dai clan dell'area stabiese sui locali organismi amministrativi. Nei Comuni di Gragnano (NA), Pimonte (NA) e Agerola (NA), recenti risultanze giudiziarie confermerebbero l'operatività dello storico sodalizio AFELTRA-DI MARTINO, connotato da elevata capacità militare, documentata dal sequestro di numerose armi eseguito durante l'esecuzione delle citate misure118, nonché tradizionalmente dedito alla coltivazione e alla cessione di sostanze stupefacenti. Si soggiunge, infine, che l'11 dicembre 2022, a Lettere (NA), 2 soggetti, di cui uno pregiudicato, sono stati feriti da un giovane incensurato con un fucile da caccia, episodio sintomatico di possibili tensioni in atto in quel territorio.

