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d. Analisi del fenomeno criminale delle mafie pugliesi e lucane
Direzione Investigativa Antimafia

d. Analisi del fenomeno criminale delle mafie pugliesi e lucane

Direzione Investigativa AntimafiaIT2023declassified06/08/2026
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Fonte Proprietaria: Direzione Investigativa AntimafiaIT

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d. Analisi del fenomeno criminale delle mafie pugliesi e lucane Lo scenario mafioso pugliese è costituito da una pluralità di organizzazioni criminali, per lo più autonome, caratterizzate da un accentuato dinamismo conseguente agli altalenanti rapporti di conflittualità ed alleanze interni.

d. Analisi del fenomeno criminale delle mafie pugliesi e lucane

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d. Analisi del fenomeno criminale delle mafie pugliesi e lucane Lo scenario mafioso pugliese è costituito da una pluralità di organizzazioni criminali, per lo più autonome, caratterizzate da un accentuato dinamismo conseguente agli altalenanti rapporti di conflittualità ed alleanze interni. Il contesto criminale pugliese viene tradizionalmente distinto in tre fattispecie mafiose: camorra barese, mafie foggiane e sacra corona unita19, che tuttavia all'occorrenza realizzano tra loro, in maniera sinergica, forme di strategica collaborazione funzionali al soddisfacimento di remunerativi e comuni interessi illeciti. In uno scenario mafioso in continua evoluzione, fortemente caratterizzato da continue fibrillazioni interne o tra gruppi criminali contrapposti, la camorra barese è contraddistinta da una pluralità di clan che, come nel modello camorristico napoletano, non prevede designazioni di vertice con funzioni di coordinamento ma rapporti di tipo orizzontale. Ciò consente agli stessi di operare in completa autonomia sebbene, laddove sussistano interessi divergenti, si assiste a violenti conflitti volti ad affermare la supremazia di un determinato sodalizio. Anche nel semestre di riferimento, il traffico di stupefacenti si conferma il principale interesse delle consorterie del capoluogo barese che in molti casi, nell'ottica di controllo del territorio, gestiscono direttamente anche sino alle attività di spaccio.

Tale aspetto è confermato anche nei dati contenuti nelle Relazioni sull'Amministrazione della Giustizia presentate in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2023, presso le Corti di Appello di Bari e Lecce.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Nelle dinamiche criminali baresi non mancano episodi di prevaricazione mediante il ricorso all'intimidazione e alla violenza cui i clan ricorrono per esprimere il loro potere di assoggettamento sul territorio20. La criminalità organizzata del capoluogo, dedita anche al contrabbando, alle estorsioni, all'usura ed alle scommesse illecite, tramite forme sempre più complesse di riciclaggio si dimostra capace di insinuarsi nel tessuto economico sano, anche avvalendosi di compiacenti professionisti e talvolta infiltrando gli apparati istituzionali locali. La provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) va rapidamente configurandosi come crocevia strategico tra le province confinanti sia sul piano economico-produttivo e commerciale, sia in ambito criminale, rappresentando un territorio di proiezione delle principali consorterie baresi e foggiane. Nel traffico internazionale di droga, le organizzazioni criminali della provincia BAT sono state favorite dai consolidati rapporti con i sodalizi albanesi instaurati lungo la rotta adriatica che hanno consentito loro di accrescere il proprio profilo criminale e instaurare stabili alleanze anche con le mafie garganica e cerignolana. Coerentemente a quanto accade anche in altre aree della Regione, la mafia autoctona si caratterizza per essere meno chiusa e verticistica, frammentata in una molteplicità di sodalizi che convivono, laddove possibile, con le organizzazioni mafiose dei territori limitrofi, ricorrendo all'uso della violenza ogni qualvolta sia necessario affermare la propria supremazia. La criminalità organizzata foggiana continua a presentarsi come un fenomeno storicamente radicato sul territorio in modo eterogeneo, interessando quadranti territoriali diversi (Foggia ed il suo hinterland, macroarea del Gargano, alto e basso Tavoliere). La cosiddetta quarta mafia, la cui definizione unitaria cela una pluralità di identità mafiose distinte (la società foggiana, la mafia garganica, la mafia dell'Alto Tavoliere e la malavita cerignolana) è stata capace, nel tempo, di creare un vero e proprio modello operativo nel quale convogliare interessi criminali e strategie senza necessariamente condividere una struttura di vertice comune. Si tratta di una mafia "ibrida", geneticamente derivante dalla camorra e dalla 'ndrangheta, costituita da manifestazioni criminali la cui efferatezza e pervasività è in funzione del tessuto sociale, politico-amministrativo, economico e culturale dello specifico territorio di riferimento21. I clan più strutturati annoverano nella propria orbita gruppi minori, talvolta composti da pochi elementi, caratterizzati da profili soggettivi di marcata pericolosità, i quali evidenziano nelle loro azioni (talvolta slegate dalle principali strategie operative dei sodalizi) i canoni mafiosi della violenza e della prevaricazione. Sintomatiche in tal senso sono i sequestri di numerose armi eseguiti a Foggia ed a San Severo nel semestre in esame, che ha visto protagonisti anche giovani criminali22. Rilevante è, altresì, il ruolo centrale assunto dalle mafie foggiane nel settore del narcotraffico (anche grazie a collegamenti extraregionali con la criminalità campana e calabrese, nonché con gruppi di nazionalità albanese) che favorisce proiezioni anche fuori regione, specie

Da non sottovalutare, tuttavia, sono anche gli episodi di minaccia nei confronti degli amministratori locali o dei commercianti, anche in questo semestre registrati nel territorio barese.

È in questo senso che vanno letti i molteplici scioglimenti di enti locali che si registrano negli ultimi anni (Orta Nova, Monte Sant'Angelo, Mattinata, Cerignola, Manfredonia e Foggia).

Di cui si avvalgono le consorterie per affidargli compiti operativi (custodia di droga, armi, collocazione di ordigni esplosivi, intestazione fittizia di beni di provenienza illecita, etc.).

2. Matrici Mafiose in Molise (litoranea ed entroterra di Campobasso) e in Abruzzo. Da ultimo, ma non meno importante, occorre rilevare come la zona dell'Alto Tavoliere funge da crocevia tra i diversi fenomeni mafiosi della provincia come la società foggiana e i gruppi criminali del promontorio garganico. La sacra corona unita affonda le sue radici nella penisola salentina, tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto. Il nome stesso richiama aspetti e connotazioni tipici dell'identità mafiosa: dai riti di affiliazione con richiami diretti a simboli religiosi fino ai caratteri di coesione interna e di legame tra gli affiliati, da cui discende la forza criminale dell'associazione. I gruppi mafiosi continuano ad esprimere una capacità criminale in nome e per conto dei capi della sacra corona unita reclusi che, come confermato anche dalle evidenze investigative, dal carcere dettano le regole per il mantenimento dell'ordine mafioso, avvalendosi di parenti e luogotenenti per la gestione delle attività illecite. L'attuale operatività dell'organizzazione si basa su modalità consolidate di controllo del territorio e di approvvigionamento delle risorse, principalmente mediante il mercato degli stupefacenti ed il perdurante, ancorché sommerso, fenomeno delle estorsioni. Per quanto attiene alla Regione Basilicata, essa è caratterizzata da un territorio che presenta 2 macroaree: l'entroterra potentino, caratterizzato da realtà urbane meno sviluppate demograficamente ed economicamente e l'area costiera materana, al confine con Puglia e Calabria, a forte vocazione agricola e turistica. L'evoluzione del fenomeno mafioso si sostanzia in maniera differente tra le province di Potenza e di Matera. La criminalità dell'entroterra potentino, per quanto soggetta ad una primigenia influenza della camorra campana, ha ottenuto nel tempo il riconoscimento criminale della 'ndrangheta, operante nel settore degli stupefacenti, delle estorsioni, delle rapine e dell'usura. L'area costiera della provincia di Matera ha subito nel tempo l'influenza criminale dei gruppi tarantini che, lungo la fascia ionica, hanno costituito un asse criminale con gruppi autoctoni e i clan calabresi. Gli interessi criminali prevalenti in questa fascia sono quelli del traffico di stupefacenti, anche con la partecipazione di sodalizi albanesi, delle estorsioni e del riciclaggio soprattutto nelle attività commerciali del settore turistico-alberghiero.

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