Mandamento centro
Mandamento centro Nella città di Reggio Calabria sarebbe confermata l'egemonia delle cosche DE STEFANO, CONDELLO, LIBRI e TEGANO, come documentato dalle indagini concluse negli ultimi anni, tra le quali emerge l'operazione "Meta"16, nonché dalle motivazioni contenute nella sentenza di condanna emessa, il 29 luglio 2022 dal Tribunale di Reggio Calabria, all'esito del processo con rito abbreviato "Epicentro" celebrato a carico di 53 esponenti delle cosche DE STEFANOTEGANO-MOLINETTI, LIBRI, CONDELLO, BARRECA, RUGOLINO, FICARA, LATELLA e ZITO-BERTUCA, imputati di associazione mafiosa, estorsione e danneggiamento. Ancora sotto il profilo processuale, rileva la conferma della condanna a 30 anni di reclusione, emessa l'11 novembre 2022 dalla Corte di Cassazione, a carico di un esponente della cosca DE STEFANO, responsabile di un omicidio consumato nel 1988. Altra importante pronuncia emessa nel semestre in argomento ha riguardato la cosca TEGANO. Il 12 dicembre 2022, la Corte d'appello di Reggio Calabria, nell'ambito del processo "Giù La Testa", ha condannato 4 esponenti della cosca TEGANO comminando, rispettivamente, 2 ergastoli e pene di 30 e 15 anni reclusione per l'omicidio di un tabaccaio consumato nel maggio del 2017, per estorsione e per illecita concorrenza con minaccia. Sul fronte della prevenzione, il 9 settembre 2022 la Guardia di finanza ha eseguito a Roma un decreto di confisca per equivalente17 di beni18, per uno stimato valore complessivo di circa 1, 8 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di un imprenditore attivo nel settore dei giochi e delle scommesse on-line. Quest'ultimo era già stato indagato nell'inchiesta "Galassia", condotta dalla Guardia di finanza con il contributo della DIA, in quanto ideatore di un sistema finalizzato all'illecita raccolta di denaro nelle scommesse on-line tramite importanti bookmakers aventi sede in Austria e a Malta. Tale sistema finanziario era strumentale anche a manovre di riciclaggio in favore delle cosche TEGANO e FRANCO, quest'ultima espressione dei DE STEFANO, PIROMALLI, PESCE e BELLOCCO.
Proc. pen. n. 2701/21 RGNR - 1961/21 RGGIP - 35/21 ROCC.
Proc. n. 206/20 RGMP, n. 34/21 Provv. Sequ e n. 101/22 Provv. Sequ.
Già sottoposti a sequestro nel giugno 2021.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
Relazione Semestrale Al Parlamento
2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese
Il successivo 22 novembre 2022, a Reggio Calabria, la Guardia di finanza e i Carabinieri hanno dato esecuzione ad un decreto di confisca beni19 emesso, dal locale Tribunale, a carico di 3 imprenditori operanti nel settore dell'edilizia, in quello immobiliare, alberghiero, dei servizi e ludico-ricreativi, applicando contestualmente anche la sorveglianza speciale di p.s.. I tre imprenditori erano stati colpiti nel 2018 da una misura restrittiva, eseguita a seguito dell'operazione "Monopoli" condotta dai Carabinieri di Reggio Calabria, poiché, dalla fine degli anni '80 al 2017, avrebbero consolidato la loro posizione imprenditoriale con il sostegno della famiglia TEGANO. Condannati tutti in primo grado per trasferimento fraudolento di valori, solo a due di essi è stata riconosciuta l'associazione mafiosa. Con la misura ablativa, è stato poi sottoposto a confisca un complesso di beni con valore stimato di circa 40 milioni di euro. La cosca SERRAINO permarrebbe attiva nel Comune di Cardeto (RC), nel quartiere San Sperato e nelle frazioni di Cataforio, Mosorrofa e Sala di Mosorrofa20. Il 4 novembre 2022, il GUP di Reggio Calabria, all'esito del processo con rito abbreviato "Pedegree", ha emesso una sentenza di condanna a carico di 2 esponenti della predetta cosca, comminando 15 anni di reclusione complessivi. Il 15 dicembre 2022, la Guardia di finanza di Reggio Calabria, nell'ambito dell'operazione "Revolvo"21 (prosecuzione dell'inchiesta "Araba Fenice" del 2013), ha dato esecuzione ad un'OCC emessa dal GIP del locale Tribunale a carico di 4 soggetti, di cui 3 imprenditori, per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e turbata libertà degli incanti, aggravati dalla finalità mafiosa. Le indagini avrebbero documentato l'operatività di un gruppo di imprenditori contigui ai ROSMINI-SERRAINO che, negli anni antecedenti al 2015 e con il supporto di alcuni funzionari degli enti locali, sarebbero riusciti ad aggiudicarsi numerose commesse di edilizia pubblica, subappaltando i lavori a ditte compiacenti. Nel contesto, sarebbe emerso anche il ruolo svolto da una donna che avrebbe assunto la direzione della cosca ROSMINISERRAINO, garantendone stabilità e continuità anche a seguito dell'arresto dei suoi vertici. In fase di esecuzione, è stato eseguito anche il sequestro preventivo di 11 imprese attive nel settore edile per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro. Il 12 luglio 2022, il GUP di Reggio Calabria, all'esito del processo con rito abbreviato "La Fabbrica dei Cornetti", ha condannato 2 imputati, uno dei quali esponente di spicco della cosca FICARALATELLA operante nell'area sud del capoluogo, per tentata estorsione e danneggiamento a mezzo incendio.
Proc. n. 69/2019 RGMP – 63/2019 Provv. Sequ. – 146/2022 Provv.
Il sodalizio è stato duramente colpito dagli esiti del processo "Epilogo", nel corso del quale, il 11 novembre 2013, il Tribunale di Reggio Calabria, ha condannato 7 esponenti della cosca, tra cui le figure di vertice del sodalizio, per un totale di oltre 100 anni di reclusione, avvalorando l'impianto accusatorio dell'Ufficio di Procura. Il 6 luglio 2016, nel processo "Epilogo", in grado d'appello, è stata pronunciata sentenza di condanna a carico di 7 appartenenti alla cosca, per un totale di oltre 80 anni di reclusione.
Proc. pen. n. 6754/2013 RGNR DDA – 4424/2014 RGGIP – 34/2021 ROCC
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2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese
Il 26 luglio 2022, la DIA e la Guardia di finanza, a conclusione dell'operazione "Planning", hanno eseguito a Reggio Calabria, Pescara, Roma, Pavia, Alessandria e Frosinone un'OCC22 emessa dal GIP del Tribunale reggino a carico di 12 indiziati, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno, associazione per delinquere, impiego di denaro di provenienza illecita, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Contestualmente, in Lombardia, Abruzzo, Lazio e Calabria, è stato eseguito il sequestro preventivo di beni per equivalente, finalizzato alla confisca, di 28 imprese, due delle quali con sede legale in Slovenia e una in Romania, nonché 27 unità immobiliari, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 32 milioni di euro. L'operazione, anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, ha consentito di ricostruire le cointeressenze economiche esistenti, nel periodo compreso tra il 2011 ed il 2021, tra alcuni imprenditori e le cosche di 'ndrangheta della città di Reggio Calabria, i clan DE STEFANO, LABATE e FICARA. Nel dettaglio, taluni imprenditori attivi nel settore edile e della grande distribuzione alimentare, alcuni dei quali già coinvolti in precedenti indagini o destinatari di misure di prevenzione, avrebbero stretto accordi con queste famiglie agevolandone l'infiltrazione mediante imprese fittiziamente intestate a terzi ovvero tramite l'affidamento di servizi e forniture a imprenditori espressione delle cosche. I profitti illeciti sarebbero stati poi dissimulati con operazioni commerciali e rapporti giuridici fittizi al fine di eludere l'applicazione di misure di prevenzione. Le cosche, ricorrendo alla propria forza d'intimidazione, avrebbero agevolato così l'espansione delle proprie iniziative imprenditoriali nel territorio alterando la libera concorrenza. In particolare, sarebbero emerse ipotesi di riciclaggio nell'ambito di operazioni di investimento finalizzate all'avviamento e alla gestione di due supermercati in provincia di Pescara. L'11 agosto 2022, a Reggio Calabria, la Guardia di finanza, i Carabinieri e la DIA hanno dato esecuzione al decreto di confisca beni23 emesso dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di un imprenditore edile, contestualmente sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni, il quale, dalla metà degli anni '80 e sino al 2017, avrebbe avviato e consolidato nel territorio reggino il proprio ruolo di imprenditore nel settore edile facendo leva, dapprima, sul sostegno della cosca LATELLA e, successivamente (dagli anni 2000 in poi), su quella dei DE STEFANO. Tali evidenze sarebbero emerse nell'ambito delle operazioni "Monopoli" e "Martingala". Le indagini patrimoniali hanno poi consentito di documentare una sproporzione del patrimonio accumulato nel tempo rispetto alla capacità reddituale dell'imprenditore. Il menzionato provvedimento di confisca, emesso a conferma del decreto di sequestro eseguito nell'ottobre 2019, ha riguardato l'intero compendio aziendale composto da 7 società edili ed immobiliari, 99 immobili, 16 veicoli, quote di partecipazione al capitale di 2 società attive nei settori edile e turistico, 234 terreni
OCC n. 4670/2019 RGNR DDA - 3266/2020 RGGIP DDA – 52/2021 ROCC DDA emessa il 6 luglio 2022 dal Tribunale di Reggio Calabria.
Proc. n. 160/19RGMP - 89/2019 Provv. Seq. - 45/2022 del 20 aprile 2022 del Tribunale di Reggio Calabria - Sez. MP.
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RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO e fabbricati, beni mobili, nonché disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato in oltre 161 milioni di euro. Nel quartiere di Santa Caterina sarebbe ancora attiva la cosca LO GIUDICE, con prevalenti interessi nel locale mercato ortofrutticolo e che, nel tempo, è stata colpita da importanti operazioni di polizia. Nel medesimo quartiere opererebbe la cosca FRANCO, federata con i DE STEFANO, emersa, da ultimo, nell'operazione "Sistema Reggio" del 2016. Le cosche BORGHETTO-CARIDI-ZINDATO e ROSMINI opererebbero invece nei rioni Modena e Ciccarello e sono state già interessate dalle operazioni24 "Alta Tensione" 25 del 2011 e "Cartaruga"26 dell'ottobre 2012. Il 5 agosto 2022, a Reggio Calabria, la Guardia di finanza ha dato esecuzione a un decreto di sequestro beni27, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, a carico di un indagato dell'operazione "Andrea Doria" (filone d'indagine della DDA reggina, nell'ambito della più ampia operazione "Petrolmafie Spa" del 2021). L'indagine aveva documentato l'esistenza di una organizzazione criminale dedita al commercio fraudolento di prodotti petroliferi previa sistematica evasione delle imposte mediante il collaudato meccanismo delle c.d. "dichiarazioni di intenti". Nel dettaglio, il sodalizio controllava tutte le fasi della distribuzione del prodotto petrolifero (dal deposito fiscale sino ai distributori stradali) sotto la direzione strategica di un commercialista campano e con la compiacenza di taluni esercenti di depositi fiscali e commerciali in Calabria e Puglia. In tale ambito, il destinatario del provvedimento ablativo è stato rinviato a giudizio poiché responsabile di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio, nonché per trasferimento fraudolento di valori, aggravato dalla finalità di agevolare la 'ndrangheta ed, in particolare, la cosca LABATE attiva nel quartiere Gebbione del capoluogo calabrese. Le indagini patrimoniali, oltre ad aver delineato il profilo di pericolosità sociale generica e qualificata del proposto, hanno documentato la sproporzione tra la sua capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi ed i beni posseduti. Con la misura ablativa è stato, dunque, disposto il sequestro dell'intero compendio aziendale di 3 società di capitali, quote societarie, 1 fabbricato, 2 terreni, beni mobili, denaro contante pari a circa 2 milioni di euro, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità, per un valore complessivo stimato in circa 3, 5 milioni di euro. La storica cosca ARANITI sarebbe attiva nella zona di Sambatello e Gallico. Nel quartiere Vito e i limitrofi Santa Caterina e San Brunello sarebbe operativa la cosca STILLITTANO, federata con la cosca CONDELLO, emersa da ultimo nell'ambito delle operazioni "Sistema Reggio" del 2016 ed "Eracle" del 2017.
Proc. pen. n. 259/06 RGNR DDA - 5702/09 RG DDA del Tribunale di Reggio Calabria.
Proc. pen. n. 259/2006 RGNR DDA - 5702/2009 RGGIP DDA. Il 14 aprile 2014, 32 appartenenti alla cosca sono stati condannati per un totale di oltre 300 anni di reclusione. Inoltre, il 22 ottobre 2016 nel corso del processo "Alta Tensione", con rito ordinario, sono state emesse 18 condanne e 9 assoluzioni per un totale di oltre 150 anni di reclusione ed il 22 novembre 2016, "Alta Tensione 2" in appello, sono state comminate 11 condanne e 3 assoluzioni per oltre 100 anni di reclusione.
Proc. pen. n. 458/11 RGNR DDA - n. 4879/2011 RGGIP della DDA di Reggio Calabria.
Proc. n. 80/2022 RGMP - 42/2022 Provv. Sequ.
2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese
Nella frazione cittadina di Trunca opererebbe la cosca ALAMPI28, federata la compagine mafiosa dei sopra citati LIBRI. La cosca NASONE-GAIETTI, attiva nel Comune di Scilla (RC), l'8 settembre 2022 è stata colpita dall'operazione "Nuova Linea" 29, conclusa dai Carabinieri anche nelle province di Verona e di La Spezia con l'arresto di 24 indagati, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni in concorso, rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, turbata libertà degli incanti, detenzione e porto di armi da fuoco, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori, tutte fattispecie aggravate dall'agevolazione mafiosa. L'inchiesta, avviata nel 2021, ha permesso di ricostruire la persistente operatività della 'ndrangheta nei territori di Scilla, Villa San Giovanni e Bagnara Calabra (RC), nonché di attualizzare l'operatività della cosca NASONE-GAIETTI proprio a Scilla. Le indagini avrebbero anche documentato come un indagato di rilievo avesse assunto un ruolo direttivo in seno al sodalizio scillese, ricevendo la consacrazione della cosca ALVARO di Sinopoli e dando vita a una nuova "linea" di 'ndrangheta che, non gradita dai cc.dd. "quelli della piazza", avrebbe generato contrasti interni. Le condotte criminali della cosca si sarebbero concretizzate nell'imposizione a locali ristoratori della fornitura di prodotti ittici a cura di un'impresa associata e in mirate manovre estorsive in danno di imprenditori aggiudicataria di lavori edili, pubblici e privati. Dall'indagine, che ha consentito di documentare l'ingerenza della 'ndrangheta nella vita politica del Comune di Scilla (RC), è emerso, altresì, come il sodalizio avesse disponibilità di armi e operasse in costante contatto con le articolazioni 'ndranghetiste di Villa San Giovanni e di Bagnara Calabra. Contestualmente al provvedimento restrittivo è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni a carico di 6 società attive nel settore turistico balneare, nel commercio di prodotti ittici, bevande ed altri prodotti alimentari, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro. Proprio a seguito dell'operazione "Nuova Linea", con DPR del 3 novembre 2022 il Consiglio Comunale di Scilla (RC) è stato sciolto, ex art. 141 D.Lgs. 267/2000, a seguito delle dimissioni rassegnate del Sindaco e, con DPR dell'11 aprile 2023, sottoposto ad affidamento per la durata di 18 mesi, ex art. 143 D. Lgs. 267/2000 (infiltrazioni mafiose). La cosca ZITO-BERTUCA-IMERTI sarebbe attiva a Villa San Giovanni ove opera anche la famiglia BUDA, federata con gli IMERTI-CONDELLO. In merito all'attuale operatività della cosca BUDA, rileva il decreto di confisca dei beni30 eseguito, il 27 settembre 2022 dalla DIA a Villa San Giovanni (RC), a carico di un soggetto contestualmente sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata di 3 anni e 6 mesi. Il provvedimento ablativo scaturisce dagli accertamenti patrimoniali
La cosca ALAMPI il 7 luglio 2016 è stata attinta dagli esiti del processo "Rifiuti Spa 2", rito abbreviato, nel corso del quale sono state pronunciate 14 condanne per un totale di oltre 125 anni di reclusione.
OCC n. 848/21 RGNR DDA – 215/2022 RGGIP DDA – 17/2022 ROCC DDA emessa il 31 agosto 2022 dal Tribunale di Reggio Calabria.
N. 306/2021 RGMP - stralcio del n. 202/2020 RGMP, n. 1/2021 Provv. Seq. e n. 139/2022 Provv. del 6 luglio 2022 Tribunale di Reggio Calabria Sezione Misure di Prevenzione.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO sviluppati sugli esiti dell'operazione "Scilla e Cariddi" del 2021 che avevano fatto emergere la permeabilità di una società navigazione nello Stretto alle infiltrazioni delle locali cosche di 'ndrangheta. Il destinatario del provvedimento, organico alla cosca BUDA, avrebbe esercitato il condizionamento occulto su diverse attività della società marittima pur essendo un "semplice dipendente". Con il provvedimento di confisca, nel cui ambito è stata anche disposta quella, per equivalente, della somma di 110 mila euro percepiti dal coniuge del proposto, è stato attinto un complesso di beni, già oggetto di sequestro il 3 febbraio 2021, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro. A Bagnara Calabra sarebbero presenti gli ALVARO e LAURENDI, questi ultimi in posizione più marginale. L'area di Melito Porto Salvo ricadrebbe invece sotto l'influenza criminale della famiglia IAMONTE. Nei Comuni di Roghudi e Roccaforte del Greco risulterebbero attive le storiche consorterie dei PANGALLO-MAESANO-FAVASULI e ZAVETTIERI, federate dopo la sanguinosa faida di Roghudi. Nel comprensorio di S. Lorenzo, Bagaladi e Condofuri si confermerebbe il controllo criminale della cosca PAVIGLIANITI31 che vanta forti legami con le famiglie FLACHI, TROVATO, SERGI e PAPALIA, con significative proiezioni lombarde e consolidati rapporti con le cosche reggine dei LATELLA e dei TEGANO, nonché con i TRIMBOLI di Platì e gli IAMONTE di Melito Porto Salvo. Nel territorio di Condofuri sarebbero presenti i PAVIGLIANITI, i NUCERA e i RODÀ-CASILE. Infine, nell'area insisterebbe anche l'articolazione territoriale della 'ndrangheta denominata locale di Gallicianò come acclarato dagli esiti dell'operazione "El Dorado"32.

