Mandamento tirrenico
Mandamento tirrenico Nella Piana di Gioia Tauro, come in passato, risulterebbe confermata la consolidata posizione egemonica della ormai storica cosca PIROMALLI. Riguardo alla predetta cosca, a conclusione dell'operazione "Radici" coordinata dalla DDA di Bologna, il 26 ottobre 2022 la Guardia di finanza ha eseguito, a Bologna e in altre province, un'ordinanza cautelare33 emessa a carico di 23 soggetti considerati appartenenti ai PIROMALLI e alla cosca MANCUSO di Limbadi (VV) e responsabili di bancarotta fraudolenta, estorsione, violenza e minacce, documentando, mediante l'acquisizione di imprese locali, l'avvenuta infiltrazione del tessuto economico della costa romagnola durante il periodo della pandemia Covid-19. Il 18 novembre 2022, a Reggio Calabria, la Guardia di finanza ha dato esecuzione ad un decreto di confisca beni34 emesso, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, a carico di un professionista, già funzionario dell'ANAS. La sua figura era già emersa nelle operazioni "Cumbertazione" del 2017 e "Watefront" del 2020, concluse dalla Guardia di
Il 30 novembre 2016, la cosca PAVIGLIANITI, nel corso del processo "Ultima Spiaggia", con rito abbreviato, è stata pesantemente colpita da una sentenza di condanna che ha riguardato 49 suoi affiliati (solo 3 le assoluzioni), per un totale di quasi 6 secoli di reclusione.
Proc. pen. n. 5584/09 RGNR DDA – 4156/10 RGGIP.
OCC n.6527/19 RGGIP.
Proc. n. 9/2021 RGMP - 3/2021 Provv. Seq. - 149/2022 Provv. del 13 luglio 2022 del Tribunale di Reggio Calabria.
2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO finanza di Reggio Calabria e nel cui ambito risulta imputato, tra gli altri, di corruzione anche con l'aggravante dalla finalità di agevolare la citata cosca PIROMALLI. Gli approfondimenti patrimoniali eseguiti hanno rilevato come il valore del patrimonio nella disponibilità del proposto fosse sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata e, con la misura ablativa, gli sono stati confiscati beni per un valore stimato di oltre 600 mila euro. Nella Piana di Gioia Tauro si annovera poi la presenza della cosca MOLÈ, un tempo federata ai PIROMALLI35, la quale avrebbe spostato il baricentro dei propri interessi nei territori del centro (Roma, Civitavecchia e Umbria)36 e del nord Italia. Il 19 dicembre 2022 il GUP di Milano, all'esito del processo avviato contro taluni affiliati al locale di Fino Mornasco (CO), ha condannato 34 imputati, collegati alle cosche MOLÈ e PIROMALLI di Gioia Tauro, comminando circa 200 anni di reclusione. L'area della Piana è inevitabilmente caratterizzata dalla attività connesse con il porto di Gioia Tauro in ordine alle quali le diverse consorterie eserciterebbero la loro incisiva influenza. Il 6 ottobre 2022, a Gioia Tauro (RC) e nelle province di Vibo Valentia, Bari, Napoli, Roma, Terni, Vicenza, Milano e Novara, personale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, nell'ambito dell'operazione "Tre Croci-Cavalli di Gioia"37, ha dato esecuzione ad un'OCC emessa, dal GIP del Tribunale reggino, a carico di 36 persone coinvolte in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, aggravato dalla finalità di agevolare la 'ndrangheta. Le indagini hanno disvelato un fraudolento sistema di gestione dei container, contenenti la droga proveniente dal sud America, ad opera di un gruppo di operatori portuali che li trasferiva fuori dal porto calabrese eludendo i controlli doganali mediante l'apposizione di sigilli contraffatti. Il prezzo che le principali cosche di 'ndrangheta del reggino38 pagavano per avvalersi di questo servizio corrispondeva ad una percentuale oscillante tra il 7 e il 20% del valore del carico. In tale ambito, è stato anche accertato il coinvolgimento di 14 operai portuali i quali avrebbero ricevuto, complessivamente, somme per oltre 7 milioni di euro. Nello sviluppo delle investigazioni, sono state sequestrate 4 tonnellate di cocaina e, tra i soggetti coinvolti, figura un anche un funzionario infedele oltre a 4 narcotrafficanti, uno dei quali esponente di vertice della criminalità organizzata campana. Contestualmente alla misura cautelare, veniva eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente e fino alla concorrenza di oltre 7 milioni di euro, nonché dell'intero patrimonio aziendale di 2 imprese attive nel settore dei trasporti. Nel comprensorio di Rosarno-San Ferdinando opererebbero le cosche PESCE e BELLOCCO che esercitano il controllo criminale sulle attività portuali, gestiscono il traffico di stupefacenti ed armi e risultano dediti anche alle estorsioni e all'usura.
Sino all'omicidio di un esponente di spicco della cosca MOLÈ, consumato nel febbraio 2008.
Esiti emersi nell'operazione "Mediterraneo" - proc. pen. 1151/2010 RGNR DDA - 807/2011 RGGIP DDA conclusa dai Carabinieri nel 2014.
OCC n. 978/22 RGNR DDA - 607/22 RGGIP DDA - 11/22 ROCC DDA e 23/22 ROCC DDA emessa il 24 settembre 2022 dal Tribunale di Reggio Calabria.
Gli operai coinvolti erano al servizio delle cosche della fascia jonica reggina nonché dei PIROMALLI, dei CREA, degli ALVARO, dei GALLICO, dei LADINI e dei PEDULLÀ.
2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese
Nel semestre in esame il dinamismo e l'operatività delle predette cosche sono documentati sia dalle indagini che hanno interessato direttamente i sodalizi, sia dagli esiti di alcuni importanti processi. Il 13 luglio 2022, la Corte d'appello di Reggio Calabria, all'esito del processo "Bilboa" celebrato con rito abbreviato, ha condannato 4 esponenti della cosca BELLOCCO a complessivi 40 anni di reclusione39. Ancora il 17 ottobre 2022, a Reggio Calabria, al termine del rito abbreviato relativo al processo "Handover-Pecunia Olet", il GUP condannato 33 affiliati e vertici della cosca PESCE, irrogando loro pene per oltre 3 secoli di reclusione. Sempre in merito alla famiglia PESCE si segnala che il 17 novembre 2022, la Cassazione ha annullato con rinvio la condanna inflitta dalla Corte d'appello di Reggio Calabria, nell'ambito del processo "Recherche", a 6 esponenti dei PESCE di Rosarno (RC), imputati di associazione mafiosa, favoreggiamento personale, traffico di stupefacenti ed altro ancora, che venivano contestualmente scarcerati. Il 27 ottobre 2022, nelle province di Reggio Calabria, Catania, Messina, Vibo Valentia, Salerno, Milano e Pavia, la Guardia di finanza, nell'ambito dell'operazione "Magma 2", ha eseguito un'OCC40, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di 24 soggetti coinvolti in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L'attività, ulteriore sviluppo della "Magma" che nel novembre del 2019 aveva già consentito l'arresto di 45 esponenti della cosca BELLOCCO di Rosarno (RC), ha documentato l'esistenza di un gruppo criminale attivo nel narcotraffico, guidato dal reggente della predetta cosca e dotato di ingenti disponibilità finanziarie, ad ulteriore conferma della predominanza, su scala nazionale e internazionale, dei clan calabresi nel peculiare ambito illecito. Infatti, la cosca, in virtù dei rapporti con qualificate organizzazioni straniere, era capace di far giungere dal Brasile ingenti carichi di cocaina, prima stoccati in Svizzera e poi trasferiti in Lombardia per essere successivamente ceduti ad acquirenti appartenenti, tra gli altri, alla criminalità albanese. La consorteria criminale, peraltro, era anche in grado di produrre in proprio ingenti quantitativi di cannabis indica, curandone tutte le fasi di lavorazione. Nel semestre in trattazione altre due importanti operazioni di polizia, di seguito descritte, hanno colpito la cosca BELLOCCO: una nel territorio d'origine, l'altra, eseguita contestualmente, ha riguardato invece le sue proiezioni in Lombardia. Il 13 dicembre 2022, a Rosarno (RC) e in altre province anche fuori Regione, i Carabinieri, nell'ambito dell'operazione denominata "Blu Notte"41, hanno dato esecuzione ad un'OCC emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria a carico di 65 soggetti per associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, porto e detenzione di armi, estorsioni, usura e danneggiamenti aggravati dalle finalità mafiose, riciclaggio, autoriciclaggio e traffico di stupefacenti. L'indagine, avviata nel settembre 2019 nei confronti di elementi di spicco della cosca BELLOCCO al vertice della società di Rosarno, ha documentato anche la delicata fase di transizione nella direzione del sodalizio. Il nuovo capo, condannato nel 2014 con sentenza definitiva per associazione mafiosa, esercitava, benché
In parziale riforma e diminuendo la condanna comminata dal GUP nell'aprile del 2021.
Proc. pen. n. 1174/22 RGNR DDA - 926-22 RGGIP DDA - 16-22 ROCC.
OCC n. 3302/2019 RGNR DDA – 2848/2021 RGGIP – 01/2022 ROCC DDA.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO detenuto, il controllo e la gestione degli interessi illeciti della cosca nel territorio nazionale ed estero. In tale ambito emergeva l'alleanza, conclusa all'interno della casa circondariale di Lanciano (PE), tra il capo dei BELLOCCO ed esponenti del clan SPADA di Ostia (RM) in ordine ai traffici di cocaina tra la Calabria e il litorale romano e alla risoluzione delle conflittualità tra il clan romano e alcuni titolari calabresi di attività commerciali nelle aree urbane di Ostia e di Anzio (RM). Per converso, tra i settori economici di particolare interesse della cosca BELLOCCO è emerso quello relativo allo sfruttamento delle risorse boschive calabresi oggetto di contrasto con le cosche LAROSA e LAMARI. Nell'area, la cosca BELLOCCO avrebbe esercitato un controllo diffuso delle aree agricole rosarnesi e quelle limitrofe tramite l'imposizione della "guardiania" ed esigendo pagamenti dagli imprenditori agricoli per l'impiego di persone incaricate di "farsi vedere". Imposizione di una percentuale praticata anche sulle compravendite di terreni per le quali veniva anche "raccomandato" il nuovo acquirente. Nel corso delle indagini è emersa la figura di una donna alla quale era stato affidato l'importante ruolo di gestire la "cassa comune" del sodalizio il sostentamento delle famiglie dei detenuti e per garantire l'attuazione dei programmi criminali. Contestualmente alla misura cautelare è stata data esecuzione al sequestro preventivo di 1 impresa, attiva nel settore dello sfruttamento delle risorse boschive, utilizzata per agevolare le attività criminali della cosca BELLOCCO, il cui valore complessivo è stato stimato in 700 mila euro. Contemporaneamente all'esecuzione del provvedimento cautelare emesso dal GIP di Reggio Calabria, nella provincia di Brescia i Carabinieri, coadiuvati dalla Guardia di finanza, hanno dato esecuzione, cd. operazione "Ritorno"42, ad un'OCC emessa dal GIP di Brescia a carico di 16 esponenti della cosca BELLOCCO per associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, rapina, intestazione fittizia di beni, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione di imposte, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa. Le indagini, avviate nel 2018 dalle risultanze della precedente inchiesta "'Nduja" (2005), hanno disvelato la presenza e l'operatività della cosca BELLOCCO anche nelle province di Brescia e di Bergamo, delineandone assetti organizzativi, collegamenti con le omologhe strutture presenti in Calabria e, soprattutto, individuando le attività delittuose tese all'infiltrazione dell'economia legale in Lombardia. Sono stati così identificati i terminali calabresi stanziali a Rosarno e quelli della associazione lombarda che concorrevano alle molteplici attività economiche d'interesse del sodalizio e realizzate prevalentemente tramite un imprenditore, attivo a Brescia e Bergamo, nei settori edile ed immobiliare. Nel medesimo contesto, è stato eseguito il sequestro preventivo di imprese, beni immobili e quote societarie per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro. Nel rosarnese sarebbero operativi, inoltre, i CACCIOLA-GRASSO, gruppo nato dalla scissione della originaria cosca CACCIOLA tuttora attiva e a questo contrapposta, nonché la cosca PISANO ("i diavoli di Rosarno"), particolarmente attiva nel traffico di stupefacenti. Il 7 ottobre 2022, la Corte d'appello di Reggio Calabria, all'esito del processo con rito abbreviato "Ares",
OCC n. 3899/2018 RGNR - 6952/29021 RGGIP emessa dal Tribunale di Brescia.
2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese
ha condannato 46 esponenti della menzionata cosca CACCIOLA-GRASSO per associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, estorsione, tentato omicidio, danneggiamento e detenzione di armi. Nel Comune di Seminara (RC) risulterebbero attive le cosche SANTAITI, GIOFFRÈ (cc.dd. 'Ndoli- Siberia-Geniazzi) e CAIA-LAGANÀ-GIOFFRÈ (cc.dd. 'Ngrisi): i contrasti irrisolti tra le famiglie GIOFFRÈ e CAIA non fanno registrare, dal 13 agosto 2009, data dell'ultimo episodio riconducibile alla storica faida, ulteriori vittime, benché il dato non sarebbe particolarmente significativo in quanto i protagonisti dello scontro sono tuttora reclusi. Nel Comune di Palmi (RC) permarrebbero le cosche GALLICO e PARRELLO-BRUZZISE, dal 2010 entrambe colpite da incisive inchieste43, nonché dai successivi esiti processuali44. La famiglia mafiosa dei CREA sarebbe stanziale nell'area di Rizziconi (RC), con diramazioni anche nelle Regioni del Centro e del Nord Italia. Il 9 novembre 2022, la Corte di Cassazione, rigettando i ricorsi dei difensori, ha confermato la pena a 22 anni e 8 mesi di reclusione già emessa dalla Corte d'appello di Reggio Calabria a carico di un esponente della cosca di Rizziconi per associazione mafiosa ed estorsione in danno di un imprenditore. Nel territorio di Castellace di Oppido Mamertina (RC) opererebbe la consorteria criminale RUGOLO-MAMMOLITI. Nell'area di Oppido Mamertina sarebbero attive anche le cosche POLIMENI-MAZZAGATTI-BONARRIGO e FERRARO-RACCOSTA.45 Il comprensorio dei Comuni di Sinopoli, Sant'Eufemia d'Aspromonte e Cosoleto (RC) parrebbe rimanere sotto l'influenza della storica famiglia degli ALVARO, colpita nel semestre precedente dagli esiti dell'operazione, convenzionalmente denominata "Propaggine", conclusa dalla DIA anche in danno delle sue articolazioni extra regionali. Peraltro, il 9 novembre 2022 la DIA, nell'ambito dell'operazione "Propaggine 2", ha eseguito a Roma un'OCC46 a carico di 26 esponenti del locale ivi attivo, facente capo alla famiglia ALVARO da tempo radicata anche nella Capitale. L'indagine, che costituisce lo sviluppo della precedente "Propaggine" conclusa tra Roma e Reggio Calabria nel maggio 2022, ha fatto emergere le infiltrazioni della cosca nel tessuto economico-commerciale della Capitale realizzate tramite l'acquisizione di attività di ristorazione, del settore ittico e del riciclo di pellami e oli esausti. Gli accertamenti patrimoniali, sempre sviluppati dalla DIA, hanno consentito di sequestrare contestualmente 25 diverse società, per un valore complessivo di 100 milioni di euro. A carico delle storiche famiglie FACCHINERI e ALBANESE-RASO-GULLACE, operative nel Comune di Cittanova (RC), il 2 agosto 2002 sono stati confiscati47 4 immobili a Vibo Valentia
I sodalizi attivi a Palmi, tra il 2010 ed il 2011 sono stati colpiti dagli esiti delle operazioni "Cosa mia", "Cosa mia 2" e "Cosa mia 3", condotte dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria e dagli sviluppi di queste che hanno portato ad ulteriori arresti nel corso del 2013 e nel 2014 all'esito dell'operazione "Orso".
In particolare, il 27 luglio 2015 all'esito del processo Cosa mia, 33 esponenti di tali sodalizi sono stati condannati ad oltre 300 anni di reclusione e 5 ergastoli.
Tale comprensorio, è stato teatro negli anni '80 di una sanguinosa faida tra le famiglie BONARRIGO e ZUMBO.
OCC n. 4114/16 RGNR n. 1994/17 RGGIP emessa il 27 ottobre 2022 dal Tribunale ordinario di Roma.
Decr. n. 117/22 Provv. - n. 38/21 Provv. Seq. - n. 88/21 RG MP del 27 aprile 2022, depositato in cancelleria il 26 luglio 2022 - Tribunale di Reggio Calabria.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO del valore complessivo di 200 mila euro nella disponibilità di un esponente dei citati RASOGULLACE-ALBANESE. Il provvedimento, che consolida specularmente il sequestro48 operato nel luglio del 2021, ha altresì disposto l'applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata di 3 anni a carico del destinatario della misura ablatoria. Le famiglie AVIGNONE-ZAGARI-VIOLA-FAZZALARI sarebbero operative nel territorio di Taurianova (RC) alle quali si aggiungono i sodalizi SPOSATO-TALLARIDA49, LONGOVERSACE di Polistena (RC), POLIMENI-GUGLIOTTA di Oppido Mamertina (RC), PETULLÀIERACE-AUDDINO, LADINI e FORIGLIO-TIGANI di Cinquefrondi (RC). Nel Comune di Giffone (RC) sarebbe attiva la cosca LAROSA mentre nel Comune di Laureana di Borrello (RC) sarebbero risulterebbero i sodalizi FERRENTINO-CHINDAMO e LAMARI50. Nella frazione San Martino del Comune di Taurianova presenti anche le cosche ZAPPIA e CIANCI-MAIOHANOMAN. L'operatività di quest'ultima sarebbe stata acclarata all'esito dell'operazione "Tutto in Famiglia"51 del 2011, confermata anche dalle successive inchieste "Vecchia Guardia" del 2014 e "Quieto Vivere" del 2018.

