PREMESSA
PREMESSA L'analisi degli elementi info-investigativi estratti dal patrimonio informativo della DIA riferito al primo semestre del 2023 restituisce uno scenario della criminalità organizzata italiana che conferma come le organizzazioni mafiose, da tempo avviate ad un processo di adattamento alla mutevolezza dei contesti socio-economici ed alla vantaggiosa penetrazione dei settori imprenditoriali, abbiano implementato le capacità relazionali sostituendo l'uso della violenza, sempre più residuale ma mai ripudiato, con strategie di silenziosa infiltrazione e con azioni corruttive. Lo dimostrano, da un lato, le numerose indagini di contrasto condotte nell'ambito dell'accaparramento da parte dei sodalizi mafiosi di appalti e servizi pubblici e, dall'altro, gli omicidi commessi in contesti di mafia, soprattutto nel territorio campano1 e pugliese2, e i sequestri di armi effettuati anche in questo semestre. Oggi, le mafie preferiscono rivolgere le proprie attenzioni ad ambiti affaristico-imprenditoriali, approfittando della disponibilità di ingenti capitali accumulati con le tradizionali attività illecite. I gruppi criminali, inoltre, dimostrano una spiccata sensibilità nel cogliere talune indicazioni provenienti dal territorio, segnali che essi riscontrano e soddisfano dimostrando, sebbene in modo distorto e funzionale solo ai propri interessi, empatia e prossimità verso la comunità di cui fanno parte. In questo contesto, con il liberarsi dal modello di una mafia di vecchia generazione, aderendo piuttosto alla nuova ed accattivante immagine imprenditoriale, l'uso della tecnologia assume un ruolo determinante per l'attività illecita delle organizzazioni criminali, che con sempre maggiore frequenza utilizzano i sistemi di comunicazione crittografata, le molteplici applicazioni di messaggistica istantanea e i social. Aspetti che vengono efficacemente posti in risalto dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni MELILLO, che in occasione dell'audizione del 21 giugno 2023 innanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali anche straniere ha affermato come "molti pensano che le mafie siano espressione di... tessuto economico debole e arretrato, una sorta di riflesso della povertà di quelle realtà. La realtà dimostra invece che le organizzazioni criminali sono espressione e strumento di accumulazione della ricchezza economica e di raffinati processi di espansione speculativa... Da questo punto di vista, la cattura di Matteo Messina Denaro e il dissolvimento di una rete di protezione affidata ai pizzini chiude simbolicamente un'epoca... sono ancora sistemi raffinati e profondi che, peraltro accanto ai pizzini, hanno imparato a governare i mercati che si reggono sulle reti digitali". Sono infatti le tecnologie digitali, precisa ancora il Procuratore, "... il cardine organizzativo delle reti criminali, non solo delle reti mafiose...". Esse, infatti, rappresentano "... un moltiplicatore della capacità operativa delle reti criminali... In generale le organizzazioni criminali mafiose vivono nel cyberspace... lo piegano a fini più diversi". Dagli esiti delle indagini concluse nel semestre emerge come la principale fonte di redditività dei cartelli criminali, a livello transnazionale, continui ad essere il traffico di sostanze stupefacenti, a volte gestito mediante nuovi modelli organizzativi capaci di sfruttare il web soprattutto nella fase dello smercio. Questo aspetto di "internazionalizzazione" si manifesta a tutti i livelli, anche nell'attività di
In particolare, nel semestre in esame si sono registrati numerosi omicidi e ferimenti, riconducibili a dinamiche mafiose, soprattutto in provincia di Napoli.
Si tratta di omicidi e tentati omicidi di esponenti di vertice delle consorterie, occorsi nel semestre di riferimento, in particolare nelle province di Bari, Foggia e Lecce.
cessione al minuto, in qualche caso demandata a manovalanza straniera per compiti meramente "esecutivi". A livello strategico, questa propensione internazionale dei sodalizi si manifesta con la capacità di stringere rapporti con i maggiori narcotrafficanti stranieri per attivare nuovi canali di approvvigionamento dei carichi di stupefacenti. Peraltro, l'attenzione delle consorterie criminali si rivolge anche alla illecita realizzazione di altri affari criminali, tra cui si segnala la commercializzazione di prodotti petroliferi. Significativi, come detto, anche i segnali dell'inserimento delle consorterie nella gestione degli enti pubblici che altera il buon andamento della pubblica Amministrazione. Al riguardo, non sono mancati, sebbene limitati a precise aree del meridione, anche nel semestre i provvedimenti di scioglimento e di proroga per infiltrazione mafiosa di 3 amministrazioni comunali in Sicilia, 2 in Calabria e in Campania e 1 in Puglia, a dimostrazione di come sia ancora il contesto territoriale del meridione ad essere maggiormente permeabile3. Come di consueto e con la usuale attenzione alle evoluzioni ed alle trasformazioni delle organizzazioni mafiose, la presente Relazione propone, secondo una struttura parzialmente innovata rispetto al passato, la descrizione del quadro criminale anche con l'ausilio di alcune mappe illustrative4. Nel dettaglio, precisando che a fattor comune per tutte le matrici mafiose non si sono registrate, in linea di massima, significative mutazioni del quadro generale relativo all'architettura delle consorterie, la relazione relativa al 1° semestre 2023 si apre con alcune considerazioni generali sulla minaccia mafiosa, riferite soprattutto ai profili di rischio connessi alle capacità della criminalità organizzata di infiltrare il settore economico, finanziario, degli appalti e della pubblica Amministrazione. A seguire, il secondo capitolo si sofferma sulle singole matrici mafiose ('ndrangheta, cosa nostra, camorra, mafie pugliesi, altre mafie italiane e mafie straniere), descrivendone la struttura, le articolazioni territoriali, gli equilibri interni, i collegamenti internazionali, gli obiettivi e le modalità operative, nonché ogni altro aspetto di interesse. L'incidenza del fenomeno mafioso sul territorio e la rispettiva azione di contrasto è declinata nel terzo capitolo, con riferimento alle Regioni, in ordine alfabetico, e con un dettaglio provinciale, nonché le proiezioni all'estero. Il quarto capitolo illustra le attività di cooperazione internazionale per il contrasto alle mafie a cui la DIA riserva grande attenzione in quanto rappresenta un imprescindibile strumento di contrasto ai moderni sodalizi rivolti sempre più oltreconfine. Un approfondimento doveroso si riscontra nel capitolo quinto che descrive l'azione di monitoraggio degli appalti pubblici svolta dalla DIA nell'ambito di un complesso sistema di prevenzione che, peraltro, di recente è stato oggetto di un potenziamento adottato in vista dell'immissione di risorse pubbliche connesse non solo al PNRR, ma anche ad altre importanti progettualità nazionali. Ancora, sotto il profilo della protezione del sistema finanziario ed economico, il modello dell'antiriciclaggio della DIA, istituita con questa specifica vocazione, viene sviluppato nel sesto capitolo: un impegno che questa Direzione svolge anche a livello di impulso normativo e di coordinamento con le altre Autorità competenti.
Nel primo semestre del 2023 sono stati sciolti ex art. 143 TUEL i Comuni di Mojo Alcantara (ME) con DPR 3 febbraio 2023, Scilla (RC) con DPR 11 aprile 2023, Castiglione di Sicilia (CT) con DPR 25 maggio 2023 e Rende (CS) con DPR 28 giugno 2023; lo scioglimento è inoltre stato prorogato per Calatabiano (CT) con DPR 21 febbraio 2023, per Trinitapoli (BAT) con DPR 18 luglio 2023 e più di recente in Campania per il Comune di San Giuseppe Vesuviano (NA) con DPR 9 agosto 2023 e per Castellammare di Stabia (NA) con DPR 28 giugno 2023. Peraltro è interessante osservare come negli ultimi giorni del 2022 era stato prorogato con DPR 2 dicembre lo scioglimento del Comune di Foggia (FG), con DPR 23 dicembre lo scioglimento del Comune di Simeri Crichi (CZ) e il 29 dicembre quello di Nocera Terinese (CZ), nonché quello di Rosarno (RC).
Le mappe sono meramente indicative circa la presenza dei principali sodalizi, desunta sulla base delle inchieste concluse dalla DIA e dalle Forze di Polizia.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO A margine della Relazione si ritrova una scheda riassuntiva dei risultati e delle attività di prevenzione e investigative concluse nel semestre dalla DIA. Questa nuova struttura della Relazione si propone di offrire una migliore fruibilità del documento, senza sacrificare il dettaglio dei contenuti, che potrà essere consultato con diversi livelli di approfondimento, territoriale ovvero per argomento. Al riguardo, oltre alla stesura completa della Relazione, in questa edizione viene proposta anche una versione sintetica, denominata "in breve", contenente comunque tutti gli elementi salienti.
1. Considerazioni Generali

