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Provincia di Agrigento
Direzione Investigativa Antimafia

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Direzione Investigativa AntimafiaIT2026declassified04/08/2026
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Fonte Proprietaria: Direzione Investigativa AntimafiaIT

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Nota Legale

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Articolo Completo

Provincia di Agrigento Nel territorio della provincia di Agrigento coesistono due distinte organizzazioni criminali: cosa nostra e stidda74. Dagli esiti dell'indagine "Xydy" 75, conclusa nel 2021, è emerso, infatti,

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Provincia di Agrigento Nel territorio della provincia di Agrigento coesistono due distinte organizzazioni criminali: cosa nostra e stidda74. Dagli esiti dell'indagine "Xydy" 75, conclusa nel 2021, è emerso, infatti, come cosa nostra e stidda abbiamo sancito un reciproco accordo di "pace" con cui avrebbero instaurato anche rapporti finalizzati alla risoluzione di problematiche ed alla individuazione e spartizione delle rispettive attività criminali76. L'inchiesta ha altresì documentato numerosi summit, tra i rappresentanti delle due compagini criminali, nello studio legale77 di una "...nota penalista agrigentina impegnata nell'intero Distretto di Palermo in numerosi processi alle cosche mafiose nonché compagna dell'uomo d'onore già condannato per partecipazione all'associazione mafiosa...", la quale "aveva deciso di dismettere la toga ed indossare i panni della sodale mafiosa, assurgendo pian piano addirittura al ruolo di vera e propria organizzatrice del mandamento mafioso di Canicattì."78.

OCC n. 4675/2020 RGNR e n. 3184/2020 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo il 27 giugno 2022.

8 tunisini (dei quali 2 irreperibili) e 2 siciliani.

Nata inizialmente in contrapposizione alla consorteria "madre", ne condivide ormai da tempo alcuni interessi criminali. La stidda, molto più circoscritta geograficamente e numericamente, continua a rivestire un ruolo di rilievo in alcune aree della provincia soprattutto nei territori di Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Naro, Favara, Canicattì, Campobello di Licata, Camastra, Bivona e Racalmuto.

Fermo di indiziati di delitto emesso il 30 gennaio 2021 dalla DDA di Palermo Proc. Pen. 10760/18 RGNR.

L'indagine, avviata nei confronti di appartenenti sia a cosa nostra, sia alla stidda, ha evidenziato come quest'ultima risulti "...essersi ricostituita e ricompattata intorno alle figure degli ergastolani semiliberi..." e proiettata in una competizione con cosa nostra, allo stato pacifica, soprattutto nelle redditizie mediazioni dei mercati ortofrutticoli.

"...Lo studio legale era stato tra l'altro selezionato...in ragione delle preclusioni investigative determinate dalle garanzie previste dall'art 103 c.p.p...".

Stralcio del provvedimento inerente la citata operazione "Xydy".

2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Tuttavia, nonostante la presenza nel territorio della stidda e di alcuni gruppi criminali su base familiare79, denominati famigghiedde80 e paracchi81, ancora oggi la principale consorteria mafiosa resta sempre cosa nostra, articolata in 7 mandamenti (Agrigento, Burgio, del Belice, Santa Elisabetta, Cianciana, Canicattì e Palma di Montechiaro) nel cui ambito opererebbero 42 famiglie82. La mafia agrigentina, sebbene ancorata alle tradizioni, cerca di mutare strategia preferendo le pratiche corruttive all'uso della violenza, benché tra alcune articolazioni nel tempo si siano registrati contrasti interni che hanno generato azioni violente83. In tale quadro, si evidenzia che il 31 ottobre 2022 nell'agro del Comune di Palma di Montechiaro è stato rinvenuto il cadavere di un pregiudicato attinto da diversi colpi di arma da fuoco. La vittima era stata tratta in arresto nel 202084 nell'ambito di una inchiesta che aveva permesso di far luce su due omicidi consumati nello stesso territorio e riconducibili ad una faida tra due gruppi familiari contrapposti, dediti a reati contro la persona ed il patrimonio. Il 6 dicembre 2022 si rileva anche l'omicidio tentato nei confronti di un pregiudicato per reati concernenti gli stupefacenti, verosimilmente maturato nell'ambito di dinamiche riconducibili alla criminalità comune. Negli ultimi anni, si sta assistendo anche al peculiare fenomeno dell'emigrazione criminale, basato sulla determinazione dell'organizzazione agrigentina di trasferire i propri interessi illeciti al di fuori dei tradizionali confini provinciali. Molteplici, infatti, sono le risultanze investigative che hanno comprovato l'operatività di criminali agrigentini in altri contesti territoriali italiani ed esteri, indipendenti dalle dinamiche della provincia85. Nel

Al riguardo, si richiama l'operazione "Oro bianco" del 2021 (OCC n. 15354/2017 RGNR e n. 12734/2017 RGGIP della DDA di Palermo, emessa il 4 gennaio 2021) che ha documentato l'operatività del paracco di Palma di Montechiaro.

Attive a Favara (AG).

I paracchi sono articolazioni di tipo mafioso operanti nell'area di Palma di Montechiaro (AG) e organizzate gerarchicamente ma meno strutturate di quelle di cosa nostra.

Sebbene articolata sulla storica suddivisione mandamentale, la citata indagine "Xydy" ha messo in evidenza alcune variazioni dell'organizzazione territoriale di cosa nostra agrigentina, documentando il "transito" della famiglia mafiosa di LICATA (AG) dal mandamento di PALMA DI MONTECHIARO a quello di CANICATTÌ.

Come documentano gli esiti dell'operazione "Mosaico" conclusa, nel 2020 (OCC n. 5281/2017 RGGIP emessa dal Tribunale di Palermo il 2 settembre 2020) dalla Polizia di Stato e dalla Polizia belga, con l'arresto di 8 persone per un tentato duplice omicidio eseguito, nel maggio 2017 a Favara, verosimilmente nell'ambito di una faida sviluppatasi, tra il 2015 e il 2018, in seno ad un gruppo criminale dedito al traffico di armi e di droga sull'asse "Favara-Belgio". Le investigazioni hanno anche ricostruito l'evoluzione della consorteria inizialmente coesa e successivamente divisa in due gruppi contrapposti. Il 30 giugno 2022, nell'ambito degli sviluppi investigativi "Mosaico 2" (OCC n. 4516/2020 RGNR e n. 2599/2021 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Agrigento il 27 giugno 2022), la Polizia di Stato ha eseguito nella provincia girgentina e a Piacenza un provvedimento cautelare a carico di 4 soggetti responsabili, a vario titolo, di porto abusivo di armi comuni da sparo, detenzione di armi da guerra e munizioni, nonché di coltivazione di cannabis.

OCCC n. 579/16 RGNR e n. 1672/20 RGGIP emessa dalla Procura della Repubblica di Agrigento il 17 luglio 2020, a carico di 9 soggetti, responsabili, di omicidio, ricettazione, danneggiamento seguito da incendio e porto abusivo di armi.

Al riguardo, si rammenta l'operazione "Nautilus" (OCC n. 1021/2018 RGNR e n. 4091/2021 RGGIP Tribunale di Salerno) dello scorso semestre, nell'ambito della quale ad Agrigento, Salerno e in altre zone del territorio nazionale, i Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza cautelare nei confronti di un sodalizio criminale composto da soggetti indagati per associazione di tipo mafioso ed attivo "...in materia di giochi e scommesse illegali..." tra i quali un agrigentino che "...operava mediante la gestione della rete clandestina...omissis, distribuita prevalentemente in Sicilia e in Calabria, associata alla più ampia piattaforma di gaming on-line del...omissis...". Si richiamano, inoltre, le pregresse operazioni "Leonessa" del settembre 2019 e "Jackpot" del febbraio 2020 a Roma.

2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana

periodo di riferimento, si richiamano gli esiti dell'inchiesta "Propaggine 2"86, conclusa dalla DIA il 9 novembre 2022 che, sebbene incentrata sulle dinamiche di una locale di 'ndrangheta attiva nella Capitale, ha anche evidenziato il coinvolgimento di un agrigentino, indagato per associazione di tipo mafioso "...con l'aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa 'ndrangheta...", al quale è stata fittiziamente attribuita "...la titolarità dell'intero capitale della società...omissis... con sede a Roma...mediante la quale dal 7.05.2019 veniva gestito il Bar...omissis..." di fatto controllato dall'articolazione 'ndranghetista operante nella Capitale. Nel semestre di riferimento sono stati registrati alcuni tentativi di estorsione in danno di attività imprenditoriali, a conferma che le mafie agrigentine non rinunciano al racket quale valido strumento per "rimpinguare" le "casse" dell'organizzazione e per continuare a esercitare forme pervasive di controllo del territorio. In proposito, il 15 ottobre 2022 la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un'ordinanza cautelare87 a carico di 3 soggetti ritenuti responsabili di tentata estorsione in danno di tre imprese, operanti nei settori delle costruzioni e dei rifiuti88. Talune inchieste hanno poi consentito di riscontrare nel medesimo territorio l'operatività di altre organizzazioni criminali attive sia nel traffico di sostanze stupefacenti, nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e nel settore dei giochi e delle scommesse, sia nelle interferenze illecite nel settore assistenziale e nei tentativi di penetrazione nella pubblica amministrazione per l'ottenimento di commesse ed autorizzazioni tramite taluni imprenditori. Per ciò che attiene al traffico di sostanze di stupefacenti, nel periodo di riferimento rileva l'operazione "Fish and Drug"89 a conclusione della quale, il 24 ottobre 2022, la Polizia di Stato ha tratto in arresto 17 persone ritenute responsabili di detenzione di stupefacenti e tentata estorsione, disvelando nel mercato empedoclino le fonti di approvvigionamento della droga e documentando come, tramite i moto pescherecci, venivano trasbordate ingenti quantità di hashish successivamente immesse nella provincia agrigentina. Nel semestre è stata riscontrata, inoltre, la presenza di alcune compagini criminali di matrice straniera dedite al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, come documentato dall'operazione "Charon"90, eseguita, il 6 luglio 2022 dalla Guardia di finanza di Agrigento coadiuvata da quella di Trapani, Caltanissetta, Messina e Siena, con l'arresto di 10 soggetti91. Anche ad Agrigento figurano episodi di corruttela che vedono coinvolti imprenditori, politici e mafiosi nel costante tentativo di infiltrare e condizionare gli apparati burocraticoamministrativi. Nel senso, si segnala l'operazione92 eseguita, il 18 novembre 2022 dalla Guardia di finanza in provincia di Palermo e di Agrigento, nei confronti di 2 soggetti: un funzionario

OCC n. 4114/2016 RGNR e n. 1994/2017 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Roma.

OCC n. 5586/2022 RGNR e n. 8678/2022, emessa dal Tribunale di Palermo l'11 ottobre 2022.

Due titolari delle società risultano iscritti ad un'associazione antiracket della provincia di Agrigento ("Libero e Futuro").

OCC n. 2662/2019 RGNR e n.1012/2021 RGGIP, emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento il 15 ottobre 2022.

OCC n. 4675/2020 RGNR e n. 3184/2020 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo il 27 giugno 2022.

8 tunisini (dei quali 2 irreperibili) e 2 siciliani. L'indagine è ben illustrata nel paragrafo di Trapani.

OCC n. 7915/2020 e n. 2910/2020 RGGIP, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo l'11 novembre 2022.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO della Regione Siciliana ed un imprenditore agrigentino attivo nel settore ambientale e della gestione dei rifiuti. L'indagine ha fatto luce, tra l'altro, sui rapporti intrattenuti dal pubblico ufficiale con altri imprenditori interessati, a vario titolo, al favorevole esito di vari procedimenti amministrativi incardinati al Dipartimento Rifiuti Regionale93. L'azione di contrasto delle locali organizzazioni criminali è perseguita anche mediante i sequestri e le confische di prevenzione operati a carico di soggetti collusi con cosa nostra. Il 3 agosto 2022 la DIA ha confiscato94, nel Comune di Favara (AG), 5 immobili, 1 azienda operante nel settore di lavori di genio civile, 1 quota societaria, 11 disponibilità finanziarie ed 1 cavallo di razza, per un valore complessivo di 500 mila euro, a carico di due imprenditori attivi nel settore edile e del movimento terra, ritenuti organici alla locale famiglia mafiosa e incaricati del supporto, anche logistico, ad un latitante ospitato all'interno di una loro proprietà ed il cui spessore criminale ben emerge nell'ambito dell'operazione "Montagna"95. La menzionata misura ablativa ha consolidato specularmente il sequestro96 operato nel settembre del 2020 e ha altresì disposto, per entrambi, l'applicazione della misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata, rispettivamente, di 3 anni e 3 anni e 6 mesi. Il 21 settembre 2022, sempre la DIA ha eseguito un "Decreto di sequestro preventivo emesso dal Pubblico Ministero in caso di urgenza"97 di beni, per un valore complessivo di circa 750 mila euro, a carico di una imprenditrice agrigentina. Il 7 ottobre successivo la citata Direzione ha proceduto alla confisca98, nei confronti di un imprenditore del settore "giochi e scommesse", di beni per un valore complessivo di circa 500 mila euro. Essa, eseguita nell'agrigentino e in territorio austriaco, ha riguardato 2 veicoli di notevole pregio, 12 rapporti finanziari e 2 quote societarie nella disponibilità dell'imprenditore. Il provvedimento, che ha consolidato i sequestri operati nell'ottobre del 202099 e nel gennaio del 2021100, ha contestualmente disposto l'applicazione della misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata di 2 anni. Da ultimo, il 25 novembre 2022 è stato operato, nei confronti di un imprenditore agrigentino101

L'indagine costituisce la prosecuzione dell'operazione "Megawatt", eseguita dalla DIA di Trapani nel 2019 (OCC e decreto di sequestro preventivo n. 8465/2017 RGGIP emessi dal GIP del Tribunale di Palermo il 6 giugno 2019), che ha individuato una holding operante nel settore delle energie rinnovabili. All'epoca, tra i presunti responsabili figurava un imprenditore pregiudicato di Alcamo, noto come il "re dell'eolico" e ritenuto "vicino" all'entourage di MESSINA DENARO, già sorvegliato speciale di p.s..

Decreto n. 249/19 RMP del 26 luglio 2022 – Tribunale di Palermo.

Procedimento penale n. 23602/12 RGNR DDA Palermo

Decreto n. 249/19 RMP del 14.7.2020 – Tribunale di Palermo

Art.321 c.3 bis c.p.p. e 104 D.Lgs 271/89, avente n. 1161/2022 RGNR- mod.21, emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Agrigento il 16 settembre 2022.

Provvedimento n. 30/2020 RMP emesso il 14 luglio 2022 e il 22 settembre 2022 Tribunale di Palermo.

Decreto n. 30/20 RMP del 25.9.2020 – Tribunale di Palermo.

Decreto n. 30/20 RMP del 21.12.2020 – Tribunale di Palermo.

Nel giugno del 2021, lo stesso è stato tratto in arresto, unitamente ad altri, in esecuzione di un "decreto di fermo di indiziato di delitto" emesso dalla locale Procura della Repubblica per associazione per delinquere finalizzata alla perpetrazione di delitti contro la pubblica amministrazione, frode in pubbliche forniture, furto, ricettazione, reati tributari, societari, in materia ambientale e truffa ai danni di privati.

2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana

attivo in diversificati settori economici e nel recente passato anche ai vertici della governance di una società di gestione della rete idrica della provincia, il sequestro102 di 9 immobili, 2 società e numerosi rapporti finanziari, per uno stimato valore complessivo di 21 milioni di euro. Anche nel semestre in esame sono stati registrati taluni atti intimidatori nei confronti di amministratori locali103. Il 1° settembre 2022 presso la Prefettura di Agrigento è stato firmato il Patto per la Sicurezza Urbana "Canicattì Sicura", sottoscritto dal Prefetto e dal Sindaco di Canicattì al fine di contrastare, tra l'altro, il fenomeno della dispersione scolastica e di promuovere un maggior coinvolgimento dei cittadini ed un effettivo miglioramento della sicurezza pubblica. Il Patto mira, inoltre, a realizzare una "cabina di regia" della quale faranno parte i rappresentanti delle Forze di polizia, della Curia Arcivescovile dell'Ufficio Scolastico provinciale104. L'attività di contrasto alla criminalità organizzata del medesimo periodo si è sviluppata anche sul fronte della prevenzione amministrativa con l'emissione di 3 provvedimenti interdittivi antimafia emessi, dal Prefetto di Agrigento, a carico di società nei cui confronti erano stati rilevati elementi sintomatici di un condizionamento mafioso.

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