Provincia di Enna
Provincia di Enna La principale organizzazione mafiosa attiva nel territorio ennese permane cosa nostra, naturale propagazione delle limitrofe espressioni criminali nissene, messinesi e, soprattutto, catanesi. Queste ultime hanno portato avanti un processo di progressiva espansione, soprattutto nella zona nord-est dell'ennese, stringendo rapporti di collaborazione con la criminalità locale e approfittando delle affievolite capacità dei sodalizi ennesi notevolmente ridimensionati dai numerosi arresti. Le articolazioni mafiose non risulterebbero variate rispetto al passato e il territorio provinciale appare suddiviso in 5 storiche famiglie che agiscono tra Enna,
Il 24 agosto 2022, ignoti applicavano fuoco all'autovettura del padre di un consigliere comunale del Comune di Gela; il 5 ottobre 2022 due soggetti sono stati tratti in arresto poiché ritenuti responsabili dell'incendio doloso di 2 autovetture e 1 ciclomotore, commesso a Gela il 12 giugno 2022, uno dei quali era sottoposto alla Sorveglianza Speciale. L'8 ottobre 2022 un responsabile del Coordinamento Regione Sicilia dell'Associazione Antiracket ed Usura "Rete per la Legalità" denunciava che, il 29 settembre 2022, era stato minacciato da un pregiudicato locale. Il 27 dicembre 2022 nel territorio di Gela, in contrada Arancio, ignoti incendiavano un immobile rurale di proprietà di un appartenente alle FF.PP..
Decreto n. 05/2020 RD del Tribunale di Caltanissetta, emesso l'11 dicembre 2019, irrevocabile dal 4 maggio 2022.
Decreto n. 76/2020 RMP, emesso dal Tribunale di Caltanissetta il 18 luglio 2022 e integrato il 21 settembre 2022.
Decreto n. 15/2021 RD, emesso dal Tribunale di Caltanissetta il 27 gennaio 2021, irrevocabile il 27 settembre 2022.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
Relazione Semestrale Al Parlamento
2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana
Barrafranca, Pietraperzia, Villarosa e Calascibetta. Alle predette risultano collegati alcuni gruppi attivi a Piazza Armerina, Aidone, Agira, Valguarnera Caropepe, Leonforte, Centuripe, Regalbuto, Troina e Catenanuova. La costante azione repressiva ha consentito, nel tempo, di giungere a significativi risultati processuali. Nel senso, si richiama la recente sentenza della Cassazione che ha confermato le condanne emesse nei confronti di personaggi storici di cosa nostra ennese; in particolare, il supremo organo ha reso definitivi i 26 anni di reclusione inflitti in primo grado nell'ambito del processo "Goodfellas" (2017) al capo della famiglia mafiosa ennese, supportata dalla famiglia di cosa nostra catanese, LA ROCCA e attiva nel versante Calatino- Sud Simeto che avrebbe, negli anni, svolto un'importante funzione di "cerniera" tra i clan catanesi e quelli ennesi. Notevole importanza, per le dinamiche interne a cosa nostra ennese, riveste anche l'arresto, eseguito dall'Arma il 26 ottobre 2022123, di un soggetto ritenuto il capo di Calascibetta (EN). Nel periodo in esame, sono state emesse ulteriori sentenze di condanna che hanno decimato alcuni clan della mafia ennese. Tra queste, quella emessa il 21 luglio 2022124 nei confronti dei 18 imputati nel procedimento "Caput Silente" scaturito dall'omonima indagine, conclusa nell'aprile 2021, che documentò l'operatività della famiglia mafiosa di LEONFORTE nelle estorsioni e nel traffico di stupefacenti. Altra condanna di rilievo è quella comminata il 7 settembre 2022125 a carico di altri 18 appartenenti al clan di Barrafranca già colpito, nel luglio 2020, dall'esecuzione di numerose ordinanze cautelari nell'ambito dell'operazione "Ultra". Le indagini concluse nel semestre hanno altresì permesso di ricostruire l'operatività di organizzazioni dedite alla c.d. mafia agricola e protese all'illecita acquisizione di contributi pubblici destinati all'agricoltura tramite false dichiarazioni ma impegnate anche nella capillare azione estorsiva, in danno di commercianti e imprenditori agricoli, spesso attuata con la classica e sistematica richiesta di somme di denaro ovvero di servizi gratuiti e, in alcuni casi, con l'imposizione di assunzioni di lavoratori ritenuti vicini ai sodalizi. A conferma, si cita l'inchiesta denominata "Coda di Volpe" conclusa, dalla Guardia di finanza il 15 settembre 2022, con l'esecuzione di un sequestro preventivo126 di beni, per un valore complessivo di circa 700 mila euro, a carico di 12 imprenditori indagati per riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. L'indagine ha disvelato un sistema fraudolento, adottato da agricoltori contigui ad ambienti criminali, per l'acquisizione illecita di risorse statali e dell'Unione Europea elargite a favore dello sviluppo rurale. Un'ulteriore operazione che ha confermato l'interesse della criminalità mafiosa alle erogazioni pubbliche della
In ottemperanza all'Ordine di Esecuzione per la carcerazione n. 244/2022 SIEP, emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Caltanissetta il 26 ottobre 2022.
Emessa dal GUP del Tribunale di Caltanissetta nell'ambito del procedimento "Caput Silente".
Emessa dal GUP del Tribunale di Enna nell'ambito del procedimento "Ultra".
Decreto n. 15/21 RGNR e n. 107/21 RGGIP, emesso dal GIP del Tribunale di Caltagirone (CT) l'11 giugno 2021 e n. 239/20 RGNR e n. 2125/20 RGGIP, emesso dal GIP del Tribunale di Enna il 7 luglio 2022.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Comunità Europea è quella eseguita, il 21 settembre 2022, dalla Guardia di finanza127 a carico di 13 soggetti ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. L'attività investigativa "...ha riguardato, in particolare, la sistematica infiltrazione nel settore dei contributi erogati a sostegno all'agricoltura e dell'allevamento, eseguita mediante aziende riconducibili a prestanome, da parte di soggetti riconducibili a due famiglie mafiose di cosa nostra catanese in particolare quella dei...omissis... (originaria di Biancavilla) e quella dei...omissis... (originaria di Tortorici)", impossibilitati a conseguirli in quanto colpiti da una pregressa interdittiva antimafia. Le indagini hanno messo in luce anche il modus operandi per l'ottenimento di detti contributi, documentando "... a) la capacità di dette famiglie mafiose di aggiudicarsi, mediante compiacenti funzionari pubblici, numerosi lotti di terreno di proprietà della azienda...omissis... mediante i quali poi presentare istanze per ottenere contributi europei; b) l'esistenza di propaggini delle menzionate famiglie mafiose operanti in territorio delle province di Enna, tra Troina e Centuripe, sulla scorta delle direttive impartite da soggetti di rilievo della organizzazione mafiosa in atto detenuti...". Anche gli esiti dell'operazione denominata "Full Control"128, conclusa dalla Guardia di finanza il 22 novembre 2022, hanno documentato, oltre alla commissione di numerosi reati economico-finanziari, un vasto giro di estorsioni e usura. In particolare, due fratelli erano dediti ad elargire denaro ad imprenditori locali in grave crisi con tassi di gran lunga superiori al limite massimo fissato dalla legge tramite "...un consolidato modus operandi adoperato dagli indagati, i quali, una volta concesso il prestito ed obbligata la vittima al pagamento mensile di interessi sempre superiori ai tassi-soglia, dinanzi alle prime difficoltà manifestate da quest'ultima circa la regolarità e la tempestività dei pagamenti, la costringono a cedere, a titolo di garanzia, quote della sua attività economica ora in modo occulto ora... mediante la sua formale acquisizione per il tramite di pagamenti fittizi". Contestualmente, sono stati eseguiti 13 sequestri preventivi di denaro contante, beni o di altre utilità, tutti riconducibili ai due fratelli a capo dell'organizzazione. Immutato, nel semestre, anche l'interesse della criminalità ennese riguardo al traffico e allo spaccio di stupefacenti129, come documentato, il 7 novembre 2022, dalla Polizia di
C.d. "Carta bianca", OCC n. 375/2018 RGNR-DDA e n. 1330/2022 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Caltanissetta il 1° settembre 2022.
OCC e decreto di sequestro preventivo n. 2147/2021 RGNR e n. 1808/2021 RGGIP, emessi dal GIP del Tribunale di Enna l'11 novembre 2022.
Si rammentano, al riguardo, le indagini "Icaro" (OCC n. 284/2017 RGNR e n. 179/2018 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Caltanissetta il 30 dicembre 2021) e "Lepus" (OCC n. 1203/2018 RGNR n. 705/2019 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Caltanissetta il 24 gennaio 2022), dello scorso semestre, incentrate su due gruppi criminali che avrebbero gestito una fiorente attività di spaccio nei territori di Agira e di Leonforte mediante reciproci accordi per garantirsi il monopolio del traffico di stupefacenti. Le indagini hanno altresì documentato come il sodalizio capeggiato da un soggetto ritenuto "vicino" ad ambienti mafiosi catanesi e, in particolare, alla cosca etnea dei Carrateddi "...si fosse riorganizzato e risultasse pienamente operante nel traffico di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina; in aggiunta a ciò, si aveva modo di documentare come i vertici dell'organizzazione stessero tentando di imporre la propria egemonia sul territorio sul quale operavano, ivi compreso quello di Leonforte, mal tollerando l'ingerenza di altri soggetti che, spacciando in autonomia, condizionavano il mercato locale.".
2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana
Stato con l'esecuzione, nell'ambito dell'operazione "Brother"130 avviata nell'estate del 2021, di un'ordinanza cautelare a carico di 9 soggetti ritenuti responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti con la quale è stata disarticolata una fitta rete di spaccio riconducibile ad un'organizzazione criminale operante tra Enna, Castel di Iudica (CT) e Catania. Anche ad Enna nel semestre in esame si sono verificati atti intimidatori nei confronti di imprenditori, commercianti e di rappresentanti delle Istituzioni131. Nell'ambito dell'azione preventiva finalizzata a impedire le infiltrazioni mafiose negli apparati, si segnala che il Prefetto di Enna, nel semestre in esame, ha emesso 9 provvedimenti interdittivi nei confronti di altrettante aziende per le quali "...è stato ritenuto concreto ed attuale, e non occasionale, il rischio di infiltrazione mafiosa".

