Provincia di Messina
Provincia di Messina Sul piano criminale, la provincia di Messina è caratterizzata da un crocevia di traffici illeciti in cui si registrano alleanze tra diverse matrici mafiose. La mafia messinese, infatti, si confronta con cosa nostra palermitana, con quella catanese e con le cosche 'ndranghetiste assumendo, di fatto, caratteristiche mutevoli in base ai differenti territori della provincia in cui agisce. Nell'area nord-ovest, risultano presenti articolazioni mafiose con peculiarità e modus operandi assimilabili a cosa nostra palermitana209, mentre nel capoluogo, nella fascia ionica e in quella a sud della provincia sino ai confini con quella di Catania, risente dell'influenza dei gruppi criminali etnei210. In tali contesti, si manifestano gli effetti sia dei tradizionali reati di criminalità mafiosa211, sia dell'ingerenza nei settori nevralgici dell'economia212 e della finanza grazie, anche, a taluni comportamenti collusivi di imprenditori, professionisti e locali funzionari pubblici.
Il 12 gennaio 2022, la Polizia di Stato ha eseguito un fermo d'indiziato di delitto, nell'ambito del p.p. 495/19 RGNR mod. 21, a carico di 9 persone indagate per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione ha messo in luce un diffuso traffico di cocaina, marijuana e hashish gestito da numerosi italiani e albanesi. La droga, acquistata da fornitori catanesi e albanesi, era infatti destinata ad alimentare le piazze di spaccio di Vittoria e di altre località del territorio ragusano. Il 16 febbraio 2022, a Ragusa (RG) e Vittoria (RG), i Carabinieri, nell'ambito dell'operazione "Indomitus", hanno eseguito un'OCC (n. 3752/20 RGNR e n. 2934/21 RGGIP emessa dal GIP del Tribunale di Ragusa il 3 maggio 2022) nei confronti di 23 indagati, a vario titolo, di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita percezione del reddito di cittadinanza. All'origine dell'inchiesta un giovane ragusano che aveva stabilito numerosi contatti in Italia e all'estero per l'approvvigionamento di marijuana e hashish da Roma, dall'Olanda e dalla Spagna, tramite corrieri postali. La droga veniva poi ceduta a giovani pusher ragusani con garanzia di anonimato grazie all'utilizzo di un'applicazione di messaggistica istantanea per concordarne i quantitativi e il prezzo. La rete di spacciatori operava all'interno di un complesso di case popolari alla periferia di Ragusa, un vero e proprio "fortino" vigilato dalla continua presenza di "vedette" nei relativi punti di accesso.
Con riferimento al mandamento palermitano di San Mauro Castelverde nell'ambito del quale rivestono ruoli di rilievo anche soggetti di origine messinese, come confermato dai numerosi provvedimenti restrittivi emessi a carico di altrettanti affiliati nell'ambito dell'operazione "Alastra" (2020).
Come documentato dagli esiti di pregresse attività investigative ("Beta" del 2017 e "Beta 2" del 2018, "Isola bella" del 2019, "Dinastia" del 2020, "Cesare" del novembre 2020, "Red Drug" del 2021).
Estorsioni, usura, traffico e spaccio di stupefacenti che continuano a rappresentare la fonte primaria di sostentamento economico dei clan nonché importante strumento per il controllo del territorio.
Nel senso, gli esiti dell'operazione "Apate" conclusa nel 2021 dalla DIA di Catania e che, sebbene incentrata sulla provincia etnea, ha consentito di individuare una vasta rete di agenzie di scommesse e giochi - ubicate a Catania, a Messina e in altre province siciliane - riconducibili, direttamente o per interposta persona, a esponenti mafiosi. Nella circostanza, sono state sequestrate 38 agenzie, per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro.
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Relazione Semestrale Al Parlamento
2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana
In tale quadro, una inchiesta213 conclusa nello scorso semestre dalla Guardia di finanza a Moio Alcantara (ME) e Malvagna (ME) ha documentato la "mala gestio" dell'attività amministrativa di quegli Enti locali, all'esito della quale, il 6 giugno 2022, il Prefetto di Messina ha poi disposto l'accesso ispettivo al fine di verificare la sussistenza di condizionamenti di tipo mafioso sul regolare andamento delle amministrazioni locali interessate214. Costanti nel territorio messinese risultano, inoltre, le convergenze criminali con le confinanti 'ndrine calabresi, principale riferimento per l'approvvigionamento di stupefacenti215. Invariata risulterebbe la ripartizione delle aree d'influenza dei gruppi messinesi. Nella parte settentrionale della provincia continuerebbe ad operare la famiglia BARCELLONESE216 che include i gruppi dei BARCELLONESI stessi, dei MAZZARROTI, di MILAZZO e di TERME VIGLIATORE. Si tratta di sodalizi fortemente radicati che hanno evidenziato nel tempo una marcata capacità di riorganizzazione protesa a costituire un'unica regia per la gestione delle redditizie attività delittuose nel territorio217. La predetta compagine barcellonese, lo scorso semestre, è stata interessata anche da 2 significative misure ablative eseguite nei confronti di
Con l'arresto di 7 persone (OCC n. 4941/19 RGNR e n. 3961/20 RG GIP emessa dal Tribunale di Messina il 12 maggio 2022) indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità, con il coinvolgimento di alcuni amministratori locali. Le indagini avrebbero documentato come un esponente del clan catanese CINTORINO (riconducibile a cosa nostra catanese ma con area d'influenza lungo la fascia ionica messinese), dal luogo di detenzione e tramite i propri congiunti, fosse riuscito a far pervenire "inequivoche sollecitazioni" a taluni esponenti dei Comuni di Moio Alcantara (ME) e Malvagna (ME) per l'assegnazione di commesse pubbliche ad imprese vicine al predetto clan.
Con decreto del Prefetto di Messina, ai sensi dell'art. 143 comma 2 TUEL, il 26 agosto 2022 è stata disposta la proroga di 3 mesi per i lavori delle due Commissioni d'indagine. Sebbene al di fuori del periodo di riferimento, si rappresenta che il 3 febbraio 2023 con DPR è stato disposto lo scioglimento del solo Comune di Mojo Alcantara (ME).
Come documentato dall'operazione "Aquaris", conclusa il 29 marzo 2022 con l'esecuzione dell'OCC n. 3053/19 19 RGNR e n.5340/19 RG GIP, emessa dal Tribunale di Messina l'8 febbraio 2022, nei confronti di 22 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, cessione illecita di stupefacenti, ricettazione e detenzione illegale di armi da fuoco.
Colpita nel recente passato dall'operazione "Gotha" e giunta, nel 2018, alla settima fase esecutiva, che ha evidenziato come l'organizzazione barcellonese abbia raggiunto un grado di strutturazione e metodi operativi assimilabili a quelli di cosa nostra palermitana. L'indagine "Dinastia" (2020) ha poi documentato come, a seguito dello stato detentivo dei leader storici del sodalizio, il controllo della famiglia sia stato assunto da taluni congiunti degli esponenti di vertice.
Come confermato nello scorso semestre dagli esiti di 3 convergenti indagini concluse dai Carabinieri con l'esecuzione di complessive 86 misure cautelari personali e reali: il 22 febbraio 2022, nella province di Messina, Reggio Calabria, Siracusa, Modena e Reggio Emilia, i Carabinieri hanno dato esecuzione all'OCC n. 341/2020 RGNR e n. 546/21 RG GIP emessa dal Tribunale di Messina il 31 gennaio 2022 (operazione "Alleanza"), OCC n. 2806/18 RGNR e n. 2182/18 RG GIP emessa il 7 febbraio 2022 (operazione "Furia"), OCC n.7486/16 RGNR e n. 5031/17 RG GIP emessa l'8 febbraio 2022 (operazione "Montanari"). I soggetti colpiti dai 3 provvedimenti cautelari sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, scambio elettorale politico-mafioso, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto illegale di armi, incendio, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione, con l'aggravante del metodo mafioso.
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RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO altrettanti soggetti organici alla famiglia218 e da un provvedimento cautelare219 emesso a carico di altri 2 esponenti ritenuti responsabili dell'omicidio, consumato nell'aprile del 1990, di un elemento già appartenente al gruppo contrapposto. La consorteria barcellonese continua ad essere articolata in una scrupolosa ripartizione di competenze tra famiglie, il cui obiettivo resta sempre quello del raggiungimento del pieno controllo territoriale attuato mediante la gestione dello spaccio di stupefacenti o l'imposizione delle estorsioni, ovvero tramite l'infiltrazione dell'economia legale con il coinvolgimento di imprenditori compiacenti o talvolta inseriti a pieno titolo nella compagine associativa. In tal senso, il 2 dicembre 2022 i Carabinieri hanno eseguito un decreto220 di sequestro a carico di un imprenditore, affiliato a cosa nostra barcellonese dal 2002 al 2013, condannato in via definitiva per associazione mafiosa nell'ambito del procedimento penale relativo all'indagine "Gotha 4"221 del 2013. L'operatività del gruppo criminale è ulteriormente confermata dagli esiti di un'indagine222 conclusa, il 16 dicembre 2022 dalla Polizia di Stato di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), con l'arresto di 4 persone responsabili di concorso in estorsione e usura al fine di avvantaggiare una frangia dei BARCELLONESI. L'inchiesta ha disvelato come i predetti, tra il 2018 ed il 2021, avessero costretto professionisti e imprenditori locali a corrispondere ingenti somme di denaro asseritamente necessarie per il sostentamento dei detenuti. È stato appurato, inoltre, come le pretese estorsive avessero a oggetto anche debiti, contratti con gli esponenti del clan nell'ambito di scommesse online effettuate su piattaforme illegali, ai quali venivano applicati elevati interessi usurari. Gli indagati avrebbero assunto, tra l'altro, il controllo del mercato ortofrutticolo barcellonese, con l'imposizione ai commercianti sia dei prezzi, sia delle merci da acquistare. Contestualmente, è stato disposto il sequestro preventivo di beni immobili, prodotti finanziari e denaro contante per un valore complessivo di circa 500 mila euro.
Il 12 aprile 2022, la Guardia di finanza di Messina ha dato esecuzione al Dec. Sequestro n. 2/22 Seq. emesso dal Tribunale di Messina – Sez. MP il 24 febbraio 2022, nei confronti di un ex appartenente alla Polizia Penitenziaria ritenuto affiliato al gruppo mafioso dei "Barcellonesi", a seguito delle risultanze dell'operazione "Dinastia" (2020) nel cui ambito erano già state arrestate 59 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, violenza e minaccia, con l'aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento ablativo ha riguardato beni per un valore di circa 1 milione di euro. Il 17 maggio 2022, la Polizia di Stato ha eseguito il Dec. Sequestro n. 3/22 Seq. emesso dal Tribunale di Messina-Sez. MP il 6 maggio 2022 a carico di un soggetto condannato nel processo "Gotha 7" (2018) e nel citato processo "Dinastia" per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sono stati sottoposti a vincolo reale immobili per un valore di circa 1 milione di euro.
OCC n. 6008/2019 RGNR e n. 4883720 RG GIP del 2 marzo 2022 eseguita dai Carabinieri il 9 marzo 2022. Si tratta di un caso di "lupara bianca" consumato nell'aprile del 1990.
Decr. n. 64/20 RGMP - 6/22 Seq. emesso dal Tribunale di Messina il 24 novembre 2022.
OCC n. 3666/11 RGNR-2119/12 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina.
OCC n. 1008/2018 RGNR DDA - 353/2019 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina
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RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Nella zona nebroidea223 risulterebbero radicati i sodalizi dei TORTORICIANI, dei BATANESI, dei BRONTESI224 e la famiglia di MISTRETTA225. I TORTORICIANI e i BATANESI continuerebbero a manifestare interesse verso l'illecito accaparramento dei finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo agropastorale, come confermato dalla recente sentenza di condanna226 emessa il 31 ottobre 2022 nell'ambito del procedimento "Nebrodi"227. Il dispositivo indicherebbe, tra l'altro, il clan dei BATANESI quale attuale sodalizio preminente nella zona di Tortorici (ME). Sebbene indebolite dagli esiti della citata indagine, le consorterie continuerebbero a permeare anche altri settori, come si rileva dall'operazione conclusa il 19 luglio 2022 dai Carabinieri di Messina228 che ha fatto luce su un lucroso traffico di stupefacenti. L'inchiesta, scaturita dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, ha permesso di individuare una strutturata associazione composta da 18 affiliati, operante principalmente nella zona sud di Messina e a Tortorici (ME), dediti al traffico di cocaina approvvigionata a San Luca (RC), tramite un referente calabrese della 'ndrina NIRTA, per la successiva immissione nelle piazze di spaccio di Messina e di Tortorici (ME). Da ultimo, si evidenzia come i patrimoni illecitamente accumulati nel tempo dal clan siano stati colpiti da diversi provvedimenti ablativi. Tra questi, la confisca229 eseguita il 26 maggio 2022 dalla DIA a Messina che, il 28 settembre 2022, la Corte di Cassazione230 ha reso definitiva relativamente ai beni, già sequestrati e stimati in oltre 6, 8 milioni di euro, riconducibile a un imprenditore di Naso (ME) già condannato per usura nel 2005 e in rapporti con taluni esponenti di spicco dei TORTORICIANI.
Territorio piuttosto ampio che comprende i Monti Nebrodi fino al confine con le province di Palermo, Catania ed Enna.
Gruppo operante nell'area di Cesarò (ME) e di Bronte (CT), legato alla famiglia etnea dei SANTAPAOLAERCOLANO.
Ritenuta legata al mandamento palermitano di San Mauro Castelverde, influenzerebbe l'area confinante con la provincia di Palermo ed Enna.
Emessa dal Tribunale di Patti (ME), a conclusione del primo grado di giudizio del citato procedimento, nei confronti di 91 dei 101 imputati, disponendo nel contempo la confisca di beni per circa 4 milioni di euro.
Operazione "Nebrodi" (proc. pen. n. 890/16 RGNR) che ha fatto emergere come, dopo una fase fortemente conflittuale tra l'inizio e la metà degli anni novanta, le consorterie dei tortoriciani e dei batanesi fino al gennaio 2020 hanno posto in essere la spartizione sistematica dei finanziamenti UE destinati allo sviluppo agropastorale di quel territorio. Inoltre, un sostanziale accordo tra le organizzazioni criminali tortoriciane ha determinato l'ulteriore consolidamento nel territorio accompagnato anche dalla capacità di incidere sul regolare andamento dell'amministrazione locale che, come noto, ha poi portato allo scioglimento per mafia del Comune di Tortorici (ME) con DPR del 23 dicembre 2020. Infatti, l'iniziale commissariamento disposto per un periodo di 18 mesi è stato prorogato per altri 6 mesi con DPR del 14 aprile 2022 "al fine di completare le attività in corso volte a scongiurare condizionamenti e forme di ostruzionismo da parte della criminalità organizzata e di perseguire una maggiore qualità ed efficacia dell'azione amministrativa". Il 13 novembre 2022 si sono svolte le elezioni comunali, con conseguente cessazione del Commissariamento.
OCC n. 1810/21 RGNR - 4754/21 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina il 12 luglio 2022.
Dec. confisca n. 87/19 RG MP e n. 44/22 emesso dal Tribunale di Messina il 30 marzo 2022. Il provvedimento eseguito dalla DIA di Messina, dopo il sequestro dei beni del 2020, ha riguardato un immobile di pregio di circa 500 mila euro relativo a un soggetto già condannato nel processo "Mare Nostrum" (p.p. 606/93 RGNR) poichè affiliato ai tortoriciani.
Con sentenza R.G. 06075/2022, l'organo Supremo ha rigettato il ricorso al decreto di confisca n. 11/2021 RGMP - APP. emesso dalla Corte di Appello di Messina il 29 ottobre 2021.
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La fascia jonica costituisce invece e da sempre un'area d'influenza delle organizzazioni mafiose etnee attive, soprattutto, nel traffico di droga231 e nel riciclaggio di capitali illecitamente tratti da attività turistiche. Tale assunto trova conferma, nel semestre, dagli esiti di due distinte indagini. L'operazione "Pitagora"232, conclusa il 5 ottobre 2022 dalla Guardia di finanza di Messina ed avviata sulla scorta delle propalazioni rese da un collaboratore di giustizia, i cui esiti hanno disvelato l'esistenza di un sodalizio criminale233, attivo nelle province di Catania e di Messina, dedito all'approvvigionamento e alla commercializzazione di considerevoli quantità di stupefacente e con a capo un pluripregiudicato234 di Giardini Naxos. Le indagini hanno riconfermato come il business degli stupefacenti favorisca forme di sinergica collaborazione criminale in grado di superare anche storiche rivalità interclaniche. Invece, l'operazione "Tuppetturu"235, conclusa dalla Guardia di finanza di Catania il 16 novembre 2022, sebbene incentrata sui clan catanesi BRUNETTO di Giarre (CT) e CINTORINO di Calatabiano (CT), ha confermato l'influenza dei sodalizi etnei nel messinese e, in particolare, a Taormina. Da ultimo, si segnala l'operazione "Capitale Umano"236 conclusa il 12 ottobre 2022 sempre dalla Guardia di finanza con la disarticolazione di un'associazione per delinquere, non di stampo mafioso, finalizzata all'estorsione, all'intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro in danno del personale impiegato in due distinte residenze assistenziali per anziani (RSA) con sede a Gaggi (ME). Nel capoluogo peloritano opererebbe una "cellula" di cosa nostra catanese, riconducibile ai ROMEO-SANTAPAOLA237, sovraordinata ai gruppi autoctoni, la cui operatività sembrerebbe caratterizzata dalla divisione dei quartieri con una sola eccezione registrata nel rione "Giostra"
Nel senso, si richiamano pregresse attività investigative tra le quali "Good Easter", "Fiori di Pesco" e "Isola Bella". Nell'ambito dell'operazione Alcantara" del 2021, i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare a carico di 26 responsabili di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio ed estorsione. Le risultanze investigative hanno fatto emergere una fiorente rete di spaccio nei luoghi della movida, tra Giardini Naxos (ME) e Taormina (ME), sostenuto dai clan Brunetto e Cintorino, con l'impiego anche di giovanissimi. Al rifornimento della droga provvedevano invece i clan etnei di Giarre, Fiumefreddo e Calatabiano.
OCC n. 5698/19 RGNR-DDA-4562/2020 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina il 30 settembre 2022.
Contiguo ai clan mafiosi catanesi CINTORINO, LAUDANI e CAPPELLO.
Riconducibile al clan CINTORINO.
OCC n. 2704/19 RGNR e n. 1453/2020 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Catania il 31 ottobre 2022, già ampiamente descritta nel paragrafo dedicato alla provincia di Catania.
OCC n. 4323/20 RGNR-975/21 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina il 3 ottobre 2022.
La sentenza, pronunciata il 22 dicembre 2020 a conclusione del primo grado di giudizio inerente le indagini "Beta" e "Beta 2", rispettivamente del 2017 e del 2018, attesta come tale associazione, "esistente a Messina sin dagli anni 90", per quanto originariamente collegata al clan "Santapaola-Ercolano" di Catania, fosse comunque "dotata di una propria organizzazione costituita da molti sodali, operanti in vari settori dell'economia nei quali reinvestiva i capitali provento di attività illecita", nonché capace "di infiltrarsi ai vari livelli del tessuto sociale, grazie alle cointeressenze coltivate con imprenditori, professionisti e funzionari pubblici" con "settore privilegiato...quello dei giochi e delle scommesse". Il 29 maggio 2022 è stata pronunciata la sentenza di appello che ha ridimensionato le pene inflitte in primo grado dal Tribunale di Messina: 8 condanne a fronte delle 21 emesse nel primo grado di giudizio.
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RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Tale contesto territoriale238 a nord della città, connotato da una presenza criminale in continua evoluzione239, sarebbe storicamente appannaggio del clan GALLI-TIBIA solitamente dedito all'organizzazione di corse clandestine di cavalli240, al narcotraffico in collaborazione con consorterie catanesi e calabresi241, alle scommesse illegali, nonché alla gestione di attività commerciali. Nel territorio continuano a manifestarsi fenomeni criminali legati a reati predatori e al traffico di stupefacenti come confermato dall'indagine242, conclusa il 20 luglio 2022 dalla Guardia di finanza di Messina, i cui esiti hanno documentato l'esistenza di un gruppo dedito a furti, estorsioni e ricettazione commessi anche mediante il ricorso alla pratica del c.d. "cavallo di ritorno". L'indagine "Smart"243, conclusa il 19 ottobre 2022 dai Carabinieri di Messina, ha invece disarticolato un sodalizio dedito allo spaccio di marijuana nella zona nord di Messina documentando, tra l'altro, l'impiego di minorenni per l'occultamento della droga. Ulteriore conferma dell'interesse mafioso nello specifico settore emerge dagli esiti dell'operazione "Impasse"244, conclusa dalla Guardia di finanza di Messina il 13 dicembre 2022, che ha fatto emergere, grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, una strutturata organizzazione che smerciava ingenti quantitativi di droga, approvvigionata da taluni catanesi del quartiere etneo di San Cristoforo e da canali calabresi, avvalendosi per il trasporto dello stupefacente anche di mezzi di soccorso sanitario. La zona centrale del capoluogo, invece, rimarrebbe appannaggio di diverse entità criminali. Più precisamente, nel quartiere "Provinciale" operano gruppi "...stanziati in diverse parti centrali della città che cooperano tra loro, invece di fronteggiarsi, secondo un patto tacito di pace reciproca...".
Caratterizzato in passato anche da violenti atti delittuosi: due tentati omicidi, avvenuti il 26 luglio 2018 e il successivo 25 agosto 2018, nei confronti di soggetti storicamente appartenenti al clan in argomento, poi ricondotti a controversie maturate nell'ambito della consorteria mafiosa facente capo ai GALLI-TIBIA.
Infatti, l'indagine "Predominio" del dicembre 2019 (OCCC n. 7952/17 RGNR - DDA e n. 5114/18 RG GIP emessa il 16 dicembre 2019 dal Tribunale di Messina) aveva messo in luce, tra l'altro, la nascita di un nuovo clan mafioso facente capo a due ex collaboratori di giustizia interessati al controllo di attività economiche e in contrapposizione con lo storico clan GALLI. I due, come documentano gli esiti dell'operazione "Plaza" del febbraio 2021 (OCCC n. 829/2020 RGNR e n. 402/2021 RG GIP, emessa dal Tribunale di Messina il 17 febbraio 2021), eludendo le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, avrebbero attribuito fittiziamente la titolarità di un esercizio pubblico, di fatto nella loro disponibilità, ad un compiacente prestanome. L'inchiesta, oltre ad aver evidenziato il controllo territoriale mediante la commissione di reati quali le estorsioni e lo spaccio di droga, aveva disvelato la gestione o comunque il controllo di attività economiche specie nel settore delle sale giochi.
Assunto confermato dall'operazione "Cesare" (OCC 8885/15 e 5559/16 RG GIP del Tribunale di Messina) che, nel novembre 2020, ha comprovato l'importanza di tale settore criminale per il finanziamento del sodalizio. L'indagine, che ha permesso di sequestrare due società gestite "di fatto" da uno degli indagati, ha documentato i rapporti tra il gruppo GALLI e alcuni affiliati alla famiglia dei SANTAPAOLA finalizzati all'organizzazione di gare ippiche tra scuderie messinesi e catanesi. L'indagine, inoltre, ha evidenziato il ruolo apicale di un soggetto che nella cui rivendita di ortofrutta avvenivano gli incontri per l'organizzazione di competizioni clandestine.
Si richiamano le operazioni "Festa in maschera" e "Scipione" di febbraio e marzo 2020. Nell'indagine "Scipione" è emerso che gli abituali fornitori erano elementi riconducibili alla cosca di 'ndrangheta MORABITO-BRUZZANITIPALAMARA di Africo Nuovo (RC).
OCC n. 4811/21 RGNR- 1824/22 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina il 12 luglio 2022.
OCC n. 764/20 RGNR DDA-3962/20 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina il 17 ottobre 2022.
OCC n. 6611/19 RGNR-2365/21 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina il 7 novembre 2022.
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Gli esiti dell'operazione "Provinciale" del 2021245 avrebbero, infatti, documentato forme di collaborazione tra tre distinti gruppi criminali per la spartizione dei proventi derivanti dal traffico di droga246, dalle estorsioni e dal controllo delle attività economiche247. L'indiscussa egemonia del clan LO DUCA, invero, sarebbe stata affiancata dall'operatività di una consorteria attiva nel rione "Maregrosso" e di un'altra operante nella zona denominata "Fondo Pugliatti". Nel quartiere "Camaro-Bisconte", in cui si sono registrati nel tempo diversi fatti sangue248, notevolmente ridimensionata risulterebbe l'operatività del clan VENTURA-FERRANTE già indebolito dagli esiti dell'indagine "Matassa"249 eseguita nel 2016 con l'arresto dei rispettivi capi. Nel rione "Mangialupi" risulterebbe attivo l'omonimo clan rappresentato dalle ormai storiche famiglie250 e dedito al traffico di stupefacenti251, alle scommesse clandestine e al gioco d'azzardo252. Il rione "Gravitelli", adiacente al centro città, sarebbe appannaggio del clan MANCUSO che, nel semestre in esame, si sarebbe interessato anche della gestione illecita dei rifiuti come documentato dagli esiti dell'operazione "Montagna Fantasma"253 conclusa il 14 ottobre 2022 dalla Guardia di finanza peloritana. L'indagine, avviata nel 2019 dopo il sequestro di un'area adibita a discarica abusiva in località "Gravitelli", ha consentito di disvelare una strutturata organizzazione criminale capeggiata da soggetti contigui al clan MANCUSO i quali, nonostante le precedenti iniziative dell'Autorità Giudiziaria, continuavano a operare nel traffico e nella gestione illecita dei rifiuti speciali. Le investigazioni hanno evidenziato, altresì, come tra i "clienti abituali" degli indagati vi fosse anche una nutrita cerchia di imprenditori edili messinesi colpiti, nell'ambito dello stesso procedimento, da misure interdittive. Con il medesimo provvedimento è stato anche disposto il sequestro di mezzi e complessi aziendali per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.
OCCC n. 4892/17 RGNR e n. 3374/18 RG GIP emessa dal Tribunale di Messina il 30 marzo 2021 ed eseguita il 9 aprile 2021 dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dalla Guardia di finanza di Messina.
Spesso approvvigionato tramite canali calabresi.
Soprattutto nel settore dei giochi e scommesse e della ristorazione. Nel corso dell'indagine, infatti, sono stati riscontrati consolidati rapporti tra la consorteria e alcuni dirigenti maltesi di noti brand dei giochi e delle scommesse e gli sviluppi investigativi hanno portato, anche, al sequestro di due attività di ristorazione ubicate nel centro cittadino, formalmente intestate a prestanomi ma di fatto gestite dal capo clan.
Tra questi, il duplice omicidio consumato in danno di due pregiudicati, il 2 gennaio 2022, e il cui autore è stato tratto in arresto il 29 aprile 2022 dalla Polizia di Stato di Rosarno (RC) in esecuzione dell'OCC 9/22 RGNR – 41/22 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina l'8 gennaio 2022.
OCC n. 7220/2011 RGNR. L'indagine documentò, tra l'altro, "accordi elettorali", nel corso delle consultazioni del 2013 per l'elezione del Sindaco di Messina, tra un politico locale ed esponenti dei clan Spartà e Ventura, volti a procurare voti in suo favore e di altri candidati al Parlamento.
Ci si riferisce alle famiglie mafiose ASPRI, TROVATO, TRISCHITTA e CUTÈ.
Approvvigionati da canali calabresi, olandesi e dell'area balcanica. Si ricordano, a titolo di esempio, le indagini "Doppia Sponda" del 2017, "Tunnel" e "Fortino" del 2019.
Nel senso si ricordano le indagini "Dominio" del 2017 e "Last Bet" del 2019.
OCC n. 72/19 RGNR - 3148/19 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina il 5 ottobre 2022.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Nel versante sud del capoluogo e, in particolare, nel quartiere "Santa Lucia sopra Contesse", si conferma l'operatività del clan SPARTÀ254 in grado di interagire, come emerso da recenti attività investigative, con sodalizi calabresi soprattutto nel settore del traffico di stupefacenti255. Nel senso, l'operazione "Aquaris"256, conclusa lo scorso semestre dalla Polizia di Stato, che ha colpito un sodalizio dedito a ingenti traffici di cocaina, hashish ed eroina approvvigionate dalla Calabria. L'interesse del clan nello specifico settore, emerge anche dagli esiti dell'inchiesta257 conclusa, il 19 luglio 2022 dai Carabinieri di Messina, che ha messo in luce un fiorente traffico di droga sulla rotta Calabria-Messina. La capacità dei sodalizi di interfacciarsi con qualificati professionisti e imprenditori, al fine di infiltrare il tessuto economico legale, sarebbe confermata anche dagli esiti dell'indagine "Scilla e Cariddi" che, sebbene incentrata su dinamiche criminali 'ndranghetiste, ha documentato la permeabilità delle realtà imprenditoriali attive nel settore dei trasporti marittimi alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Sottoposta ad amministrazione giudiziaria258 nel febbraio del 2021 con proroga di ulteriori 6 mesi disposta nell'agosto 2022 e cessata nel dicembre u.s. Accanto ai sodalizi mafiosi, ulteriori attività investigative259 hanno confermato la presenza di forme di criminalità "comune" dedite ad inquinare i settori della Pubblica Amministrazione e dell'economia legale. Nel senso, si richiama l'indagine260 conclusa il 20 ottobre 2022 dalla
La costante operatività e pericolosità della compagine, è stata confermata da pregresse indagini, tra le quali si ricorda l'operazione "Agguato" dell'ottobre 2020 (OCC 2947/19 RGNR e 5687/19 RG GIP del Tribunale di Messina) che ha, tra l'altro, ha fatto luce su un'aggressione avvenuta nel gennaio 2016 ai parenti di un ex boss, divenuto in seguito collaboratore di giustizia, individuando l'origine in un conflitto tra gruppi criminali. Più di recente, un'ulteriore inchiesta ha consentito di disarticolare una consorteria criminale, contigua al citato clan, operante nel capoluogo peloritano ed in quello etneo, con propaggini a Roma e a Pescara, dedita alla commercializzazione di elevati quantitativi di sostanze stupefacenti. L'indagine, oltre ad aver disarticolato un traffico di droga sull'asse Roma-Pescara-Messina, ha evidenziato la capacità del clan SPARTÀ di interagire con altre consorterie criminali mantenendo un consolidato e stabile collegamento criminale con un clan pescarese ed elementi contigui ai SANTAPAOLA-ERCOLANO di Catania.
Nel precedente semestre l'indagine "Know Down", scaturita da un'aggressione per debiti pregressi legati al traffico di droga, ha rivelato l'esistenza di un'associazione criminale attiva nel rione di Santa Lucia sopra Contesse e specializzata nella gestione di un traffico di droga (cocaina e marijuana) destinata al mercato messinese. L'operazione si è conclusa con l'esecuzione di un provvedimento restrittivo nei confronti di 11 soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, estorsione, lesioni personali aggravate e furto aggravato.
Il 29 marzo 2022 la Polizia di Stato ha eseguito l'OCC n. 3053/19 19 RGNR e n.5340/19 RG GIP, emessa dal Tribunale di Messina l'8 febbraio 2022, a carico di 22 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla cessione illecita di stupefacenti, ricettazione e detenzione illegale di armi da fuoco.
OCC n. 1810/21 RGNR - 4754/21 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Messina il 12 luglio 2022, già citata nella parte dedicata ai "tortoriciani".
Decreto n. 202/2020 RGPM - 1/2021 Seq., emesso dal Tribunale di Reggio Calabria il 22 gennaio 2021.
L'ingerenza della criminalità organizzata (anche comune) nell'ambito degli appalti pubblici era già emersa nei procedimenti penali denominati "Beta", "Concussio" - che aveva portato il 26 marzo 2019 allo scioglimento del Comune di Mistretta - e anche nello scorso semestre (OCC n. 4941/19 RGNR-DDA). Quest'ultimo ha visto, tra i colpiti, amministratori dei Comuni di Moio Alcantara e Malvagna, ritenuti vicini al clan mafioso CINTORINO. In particolare, dalle risultanze investigative è emerso come un esponente del suddetto clan riuscisse, seppur detenuto, a fare pervenire indicazioni per l'assegnazione di commesse pubbliche a imprese vicine al clan.
OCC n. 869/2020 RGNR-1375/2022 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Patti (ME).
2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana
Guardia di finanza di Messina con cui è stato disarticolato un "sistema criminale" concepito da un amministratore del Comune Montagnareale (ME) e da 9 componenti della sua famiglia per il compimento di numerosi reati economico-finanziari. Nel dettaglio, al gruppo è stata contestata la costituzione di un fittissimo reticolato aziendale composto da sette società261 attive in molteplici settori commerciali, 3 delle quali condotte alla bancarotta e gradualmente svuotate dei patrimoni a favore di altre società appartenenti al medesimo gruppo. "Queste società rappresentano delle pedine di una unica scacchiera, astutamente mosse per realizzare obiettivi criminosi a vantaggio sempre e solo di una unica famiglia che ha operato ed opera secondo schemi consolidati, avvalendosi di una fitta rete di fedeli collaboratori vicini al sodalizio criminoso, pronti ad assecondare i fini del gruppo". Il "sistema" "estremamente sofisticato, molto elaborato, consolidato, ripetitivo, efficace e assai remunerativo", oltre alla bancarotta e al reimpiego dei patrimoni fraudolentemente distratti, era finalizzato ad intercettare, tra gli altri, finanziamenti pubblici concessi dai Comuni di Montagnareale (ME) e di Librizzi (ME). La complessa indagine economico-finanziaria ha consentito, inoltre, di sottoporre a sequestro beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 3 milioni e mezzo di euro. Nell'ottica di prevenire tali infiltrazioni, si evidenzia, infine, che il Prefetto di Messina, nel periodo in esame, ha emesso 9 provvedimenti interdittivi nei confronti di altrettante società nei confronti delle quali sono stati rilevati sintomatici elementi di condizionamento mafioso.
Con sede a Montagnareale (ME), Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e Librizzi (ME).
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

