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Provincia di Napoli (1)
Direzione Investigativa Antimafia

Provincia di Napoli (1)

Direzione Investigativa AntimafiaIT2023declassified06/08/2026
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Fonte Proprietaria: Direzione Investigativa AntimafiaIT

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Nota Legale

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Provincia di Napoli Città di Napoli La città di Napoli si suddivide in 30 quartieri, amministrativamente concentrati in 10 municipalità3. Nella presente trattazione, tuttavia, per la rilevazione dei gruppi criminali operanti nel territorio, si fa spesso riferimento a zone, rioni o aree,

Provincia di Napoli (1)

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Provincia di Napoli Città di Napoli La città di Napoli si suddivide in 30 quartieri, amministrativamente concentrati in 10 municipalità3. Nella presente trattazione, tuttavia, per la rilevazione dei gruppi criminali operanti nel territorio, si fa spesso riferimento a zone, rioni o aree, più o meno estese e diversamente denominate, che possono corrispondere ad un agglomerato urbano o, talvolta, a singoli edifici abitativi che ricadono contemporaneamente in più quartieri. Riguardo ai fenomeni criminali, l'analisi della copiosa letteratura giudiziaria e delle numerose attività di contrasto operate dalle Istituzioni a presidio della legalità restituisce un quadro ove coesistono realtà delinquenziali eterogenee, con differenti stadi evolutivi. Ad un livello più elevato si collocano 2 principali cartelli camorristici storicamente antagonisti che dominano il territorio, spesso definiti dagli stessi appartenenti con il termine "Sistema": da un lato l'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO, composta dalle famiglie MALLARDO, CONTINI-BOSTI e LICCIARDI, le prime due legate anche da vincoli di parentela4, dall'altro il clan MAZZARELLA. Queste organizzazioni, per quanto immanenti nella città, negli ultimi anni stanno adottando strategie più subdole e meno evidenti risultando meno visibili e palpabili e quindi ancor più pericolose e insidiose. In particolare, i loro interessi illeciti appaiono prioritariamente orientati all'inquinamento dei settori dell'economia legale e all'infiltrazione nelle procedure per l'ottenimento di finanziamenti pubblici, raggiungendo una sorta di oligopolio economico e, al contempo, anche una legittimazione sociale. È proprio questo a rendere la loro presenza ancor più allarmante in quanto capaci non solo di controllare ampie aree territoriali e settori economici secondo un consolidato "sistema" camorristico, ma, soprattutto, di imporre una subcultura criminale, laddove il degrado sociale è più diffuso e consente loro di elevarsi a referenti alternativi per la sicurezza collettiva. Nella sfera di influenza dei due cartelli camorristici gravita una galassia di sodalizi criminali, strutturalmente più piccoli e meno evoluti, i quali, dotati di una propria autonomia operativa sebbene circoscritta all'area di competenza, si evidenziano per un più evidente e maggiore impatto sulla percezione della sicurezza cittadina.

Municipalità I / quartieri: Chiaia, Posillipo, San Ferdinando. Municipalità II / quartieri: Avvocata, Montecalvario, Pendino, Porto, Mercato, San Giuseppe. Municipalità III / quartieri: Stella, San Carlo all'Arena. Municipalità IV / quartieri: San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale, zona Industriale. Municipalità V / quartieri: Vomero, Arenella. Municipalità VI / quartieri: Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio. Municipalità VII / quartieri: Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno. Municipalità VIII / quartieri: Piscinola, Marianella, Scampia, Chiaiano. Municipalità IX / quartieri: Soccavo, Pianura. Municipalità X / quartieri: Bagnoli, Fuorigrotta.

I rispettivi capi storici hanno sposato tre sorelle.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Al livello più basso, infine, si aggiunge un sottobosco criminale, per lo più dedito allo spaccio di stupefacenti, alle rapine e alle piccole estorsioni, che si contende piccole porzioni di territorio con modalità violente in un perenne stato di conflittualità. Proprio a tale ambito sarebbero riconducibili i fatti di sangue registrati durante il 1° semestre 20235. Riguardo ai rapporti tra i due cartelli dei MAZZARELLA e dell'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO, degno di nota e suscettibile di ulteriori approfondimenti analitici è quanto sarebbe emerso da una recente attività investigativa conclusa il 29 maggio 2023 dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri6 a carico di una consorteria camorristica di neo formazione denominata PARANZA DEI QUARTIERI SPAGNOLI (o SISTEMA DEI QUARTIERI SPAGNOLI)7, operativa nell'area dei Quartieri Spagnoli (tra il quartiere San Ferdinando e Montecalvario) e gravitante nella sfera di influenza dei menzionati macro-cartelli. Questi ultimi, in particolare, vengono definiti dal GIP di Napoli "cartelli mafiosi [MAZZARELLA e ALLEANZA DI SECONDIGLIANO]...egemoni nell'area metropolitana, ...in passato contrapposti ed aventi da anni relazioni di coesistenza, cooperazione ed integrazione nelle rispettive attività illecite...", rilevando, pertanto, delle cointeressenze tra le due compagini camorristiche che negli ultimi anni avrebbero prevalso sugli storici antagonismi seppur nei rispettivi ambiti di autonomia, facendo ritenere attuale uno stato di pax mafiosa tra le due compagini criminali. La rappresentazione dettagliata degli assetti delle consorterie camorristiche attive nella città di Napoli verrà illustrata di seguito suddividendo l'area metropolitana in ambiti territoriali omogenei sul piano geo-criminale: Area Centro, Area Nord, Area Orientale e Area Occidentale. Napoli - Area Centro (quartieri San Ferdinando, Chiaia, San Giuseppe, Montecalvario, Avvocata, Stella, San Carlo all'Arena, Vicaria, San Lorenzo, Mercato, Pendino, Porto, Poggioreale, Posillipo e Zona industriale). Nel centro storico della città, una delle organizzazioni criminali maggiormente attive è l'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO, qui rappresentata dal clan CONTINI che, come accennato, costituisce uno dei suoi principali cardini.

Periodo in cui nella sola città di Napoli si sono registrati 8 omicidi (di cui 2 nei quartieri occidentali, 2 nei quartieri orientali, 3 nei quartieri centrali e 1 nell'area nord) e 14 ferimenti (di cui 6 nei quartieri e rioni dell'area centrale, 3 nei quartieri orientali, 2 nei quartieri occidentali e 3 nell'area nord) riconducibili ad ambiti camorristici, a fronte di complessivi 12 omicidi e 20 ferimenti a colpi d'arma da fuoco di analoga matrice, avvenuti nell'intero territorio della provincia.

OCC n. 14383/19 RGNR, n. 8672/22 RG GIP e n. 125/23 RMC, emessa il 22 aprile 2023 dal Tribunale di Napoli.

Composta dalle tre storiche famiglie camorristiche ESPOSITO, MASIELLO e SALTALAMACCHIA.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia L'influenza criminale del clan CONTINI nell'area di Napoli interesserebbe i quartieri Vicaria (nelle zone Vasto-Arenaccia8 e Ferrovia), San Carlo all'Arena (nelle roccaforti di San Giovanniello9 e del Rione Amicizia), San Lorenzo (nel Borgo Sant'Antonio Abate) e buona parte del quartiere Poggioreale ove, nei rioni Sant'Alfonso e Luzzatti, coesisterebbe con il clan MAZZARELLA mantenendo, invece, una consolidata egemonia in via Stadera. Nel semestre in esame, il clan CONTINI è stato oggetto di importanti attività di contrasto che hanno interessato numerosi affiliati. Il 27 giugno 2023, i Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare10 a carico di 16 soggetti organici al citato clan, accusati di associazione mafiosa, riciclaggio e autoriciclaggio, estorsione, usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori e false fatturazioni per operazioni inesistenti, tutti aggravati dal metodo mafioso. Dall'indagine sarebbe emerso, tra l'altro, il monopolio dei CONTINI, almeno fino al 2020, nel controllo del settore dei giochi e scommesse nell'area Vasto-Arenaccia tramite la famiglia ATTARDO, sua articolazione. Un componente di quest'ultima, nell'ambito di altra attività investigativa conclusa nella medesima data dalla Polizia di Stato, è stato destinatario di un decreto di fermo di indiziato di delitto11 con l'accusa di duplice tentato omicidio in concorso, aggravato dal metodo mafioso. Il provvedimento fa riferimento all'aggressione che l'indagato avrebbe commesso il 29 settembre 2022 in danno di due suoi cugini per dissidi familiari. Nello stesso giorno, i Carabinieri hanno eseguito un'altra ordinanza di custodia cautelare12 a carico di 3 soggetti accusati di aver partecipato all'associazione mafiosa denominata clan CONTINI. Uno dei 3, in particolare, avrebbe svolto il ruolo di referente del citato clan nel rione San Giovanniello (quartiere San Carlo all'Arena) durante la detenzione di numerosi esponenti di vertice ed almeno fino al 2020 (data del suo arresto). Dall'indagine sarebbe inoltre emersa l'infiltrazione del clan in alcune società operanti nel settore del noleggio di autoveicoli nella zona dell'aeroporto di Capodichino. In ragione dei richiamati legami di parentela tra gli esponenti di vertice dell'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO, l'influenza del clan CONTINI si estenderebbe ben oltre il centro cittadino con una consolidata leadership nella gestione di ogni tipo di attività delittuosa, in particolare mediante la diversificazione dei reinvestimenti di capitali illeciti in svariati settori dell'economia legale. Stante la detenzione dei capi storici e, in generale, delle figure più carismatiche, nel territorio di riferimento il sodalizio è attualmente rappresentato da fidatissimi sodali, alcuni dei quali tornati recentemente in libertà13. Il clan MAZZARELLA rappresenta l'altra grande realtà criminale operativa in quest'area cittadina ove detiene il controllo del settore degli stupefacenti e delle attività estorsive in danno di commercianti ambulanti e dei mercati cittadini. Esso attrae nella propria sfera di influenza numerosi gruppi camorristici satellite unitamente ai quali assume una dimensione confederativa.

Tramite la famiglia RULLO il cui leader è tornato in libertà il 3 luglio 2023 per espiazione pena.

Compresa tra Piazza Carlo III a Piazza Ottocalli ove, dal 2016, il clan CONTINI è rappresentato dalla famiglia DE FEO.

OCC n. 27584/19 RGNR, n. 18069/22 RG GIP e n. 158/23 ROCC emessa il 31 maggio 2023 dal Tribunale di Napoli.

N. 33552/2022 RGNR, emesso il 26 giugno 2023 dalla DDA di Napoli.

N. 30045/18 RGDDA, n. 8534/19 RGGIP e n. 135/23 ROCC emessa il 10 maggio 2023 dal Tribunale di Napoli.

Il 27 marzo 2023, dopo una detenzione di oltre 25 anni, è tornato in libertà un soggetto di elevato spessore criminale ritenuto uomo di fiducia dei vertici del clan CONTINI.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Attraverso questi ultimi, invero, la famiglia MAZZARELLA ha attuato una strategia espansionistica in altre zone della città e della provincia di Napoli malgrado lo scorso anno abbia subito un'incisiva attività di contrasto che ha condotto all'arresto di alcune sue figure apicali e di numerosi esponenti14, da ultimo con l'ordinanza di custodia cautelare15 eseguita il 6 marzo 2023 dai Carabinieri a carico di 3 esponenti di vertice, accusati dell'omicidio di un ex affiliato, avvenuto nel 2002, che aveva arbitrariamente sottratto una consistente somma di denaro dalla cassa dell'organizzazione criminale di appartenenza. L'influenza del clan MAZZARELLA e dei gruppi ad essa federati si registra, in particolare, nella zona di Forcella (quartiere San Lorenzo), storica roccaforte della famiglia GIULIANO16 (con cui i MAZZARELLA hanno legami di parentela), nella zona dei Decumani, della Maddalena17, di Porta Capuana e Porta Nolana, nei quartieri Porto e Mercato18, nella zona Case Nuove19, nella porzione di territorio compresa tra Via Oronzio Costa, Via Carbonara, Largo Donnaregina20 e nel quartiere Poggioreale (in particolare, nella zona del Rione Sant'Alfonso e del Rione Luzzatti ove coesiste con il clan CONTINI dell'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO). Altre formazioni collegate ai MAZZARELLA21 risulterebbero attive nelle zone dell'Università, di Santa Chiara, di Piazza Bovio e della Rua Catalana, nonché nella zona del Pallonetto di Santa Lucia22. Il controllo delle attività illecite nel rione Sanità23 (quartiere Stella), infine, come peraltro riscontrato in altri territori, sarebbe ripartito tra gruppi criminali facenti capo alternativamente al clan MAZZARELLA o all'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO. La zona di S. Erasmo (quartiere Zona Industriale) permarrebbe sotto l'influenza della famiglia MONTESCURO il cui capo storico è deceduto nel mese di gennaio 2023. Nell'area dei Quartieri Spagnoli (tra il quartiere San Ferdinando e Montecalvario), in passato sotto l'egemonia del clan MARIANO24 (c.d. "Picuozzi"), una recente attività investigativa25, conclusa il 29 maggio 2023 dalla Polizia di Stato e dai

OCC n. 28398/19 RGNR, n. 5003/2021 RG GIP e n. 405/2022 ROC, emessa il 24 novembre 2022 dal Tribunale di Napoli.

OCC n. 19618/20 RGNR, n. 19162/21 RG GIP e n. 66/23 ROCC emessa il 28 febbraio 2023 dal Tribunale di Napoli.

Al riguardo, si segnala la scarcerazione, avvenuta il 14 aprile 2022, di un ex capo del clan GIULIANO che, dopo una lunga detenzione, è ritornato a Forcella.

Zona sotto il controllo del gruppo FERRAIUOLO, federato al clan MAZZARELLA, il cui esponente apicale è stato colpito dall'OCC n. 28398/2019 e n. 5003/2021 RG GIP e 405/2022 RMC emessa dal Tribunale di Napoli ed eseguita dalla Polizia di Stato il 5 dicembre 2022.

Area sotto il diretto controllo di appartenenti alla famiglia MAZZARELLA.

Nella zona è presente il gruppo CALDARELLI, alleato del clan MAZZARELLA. In proposito, si segnala che nel luglio 2022 un appartenente al gruppo CALDARELLI è stato controllato a Forio d'Ischia in compagnia di un esponente apicale del clan MAZZARELLA prima dell'arresto di quest'ultimo, avvenuto nel dicembre 2022.

Con il gruppo BUONERBA.

Il gruppo TRONGONE, antagonista storico dei PRINNO.

Qui sarebbero domiciliati alcuni appartenenti diretti alla famiglia MAZZARELLA, tornati recentemente in libertà.

Con i gruppi criminali SEQUINO e SAVARESE. Nel rione Sanità sono inoltre presenti altri sodalizi criminali: i VASTARELLA e i MAURO gravitanti, invece, nella sfera di influenza dell'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO.

Fino all'arresto, avvenuto nel mese di settembre 2015, e alla decisione di collaborare con la giustizia dell'ultimo esponente di rilievo del clan.

N. 14383/2019 RGNR, n. 8672/2022 RG GIP e n. 125/2023 RMC, emessa il 22 aprile 2023 dal Tribunale di Napoli.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia Carabinieri, ha fatto emergere la neoformazione di una aggregazione criminale a struttura verticistica denominata PARANZA DEI QUARTIERI SPAGNOLI (o SISTEMA DEI QUARTIERI SPAGNOLI), composta dalle famiglie ESPOSITO, MASIELLO e SALTALAMACCHIA e definita dal GIP "...associazione di tipo camorristico operante nell'area cittadina denominata Quartieri Spagnoli...gravitante nell'ambito della sfera di influenza, indirizzo e controllo dei cartelli mafiosi denominati ALLEANZA DI SECONDIGLIANO e MAZZARELLA, egemoni nell'area metropolitana di Napoli"26. L'operazione ha condotto all'arresto di 53 persone, accusate di associazione mafiosa, traffico e spaccio di stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco, danneggiamento e altro, aggravati dal metodo mafioso, nonché al sequestro di denaro contante e oggetti preziosi del valore di decine di migliaia di euro. Lo spaccio di stupefacenti avveniva mediante consegna a domicilio, soprattutto nel periodo del lockdown, spesso impiegando pusher minorenni. L'indagine, fondata anche sulle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, ha colpito altresì il gruppo FURGIERO che gestiva la piazza di spaccio "Della sposa", ritenuta la più redditizia della zona, versando alla PARANZA DEI QUARTIERI SPAGNOLI una quota dei proventi. Dall'attività investigativa sarebbe inoltre emerso il tentativo della PARANZA DEI QUARTIERI SPAGNOLI di infiltrarsi nel settore delle imprese di pulizie operanti all'interno dell'Ospedale dei Pellegrini, ricadente nella zona di propria influenza, per la compravendita di posti di lavoro. Altra circostanza emersa dall'indagine è la mediazione svolta della famiglia SALTALAMACCHIA per moderare le reazioni della famiglia RUSSO in seguito alla morte di un suo componente, ucciso da un appartenente alle Forze di polizia libero dal servizio per difendersi da un tentativo di rapina. Alcuni soggetti vicini alla vittima avrebbero compiuto una "stesa" contro la sede del Comando Provinciale dei Carabinieri in seguito alla quale un esponente apicale del gruppo SALTALAMACCHIA, temendo l'intensificazione dei presidi delle Forze dell'ordine con conseguenti ripercussioni sugli affari illeciti, avrebbe fatto pressioni sui responsabili affinché si costituissero. L'attività di indagine descritta ha comportato il ridimensionamento della citata neoformazione camorristica creando un vuoto di potere che, in un contesto criminale di per sé frammentato, potrebbe evolvere in fibrillazioni e scontri alla ricerca di nuovi equilibri per il controllo delle attività illecite in quel territorio. Qui, infatti, permangono altri gruppi criminali, per lo più a composizione familiare, che possono ancora contare su numerosi esponenti liberi, quali i RICCI-D'AMICO, alias "'e Fraulella", la Famiglia ROMANO (alleata con i VASTARELLA della Sanità) e il sodalizio dei MAZZANTI, ognuno dei quali è attivo e gestisce i propri traffici illeciti anche in poche centinaia di metri ricomprendenti piccole porzioni di strade. Nella confinante zona c.d. Cavone di Piazza Dante (che ricade nei pressi di Via Francesco Saverio Correra) permarrebbe operativa la famiglia LEPRE, sodalizio a composizione prevalentemente familiare dedito allo spaccio di droga e alle estorsioni, che nel mese di giugno 2022 è stata oggetto di incisive attività di contrasto che l'hanno sensibilmente ridimensionata con l'arresto di numerosi esponenti apicali.

Stralcio del provvedimento (pag. 5) n. 14383/2019 RGNR, n. 8672/2022 RG GIP e n. 125/2023 RMC, emesso il 22 aprile 2023 dal Tribunale di Napoli.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Per quanto concerne i quartieri Chiaia e San Ferdinando, non emergono sostanziali novità rispetto al passato. L'area si caratterizza per la presenza di numerose attività commerciali, ricettive e logistiche e per l'affluenza di turisti, fattori che la rendono particolarmente appetibile ai gruppi criminali (dediti maggiormente ad attività estorsive). La riviera di Chiaia, zona di movida, nel semestre in esame è stata teatro di alcuni gravi fatti di sangue, tra cui due omicidi di matrice camorristica. Il primo avvenuto domenica 12 marzo 2023 in danno di un giovane pregiudicato ritenuto "vicino" a gruppi operanti nel quartiere Pianura (area occidentale di Napoli). La vittima, che era già sopravvissuta ad un agguato di camorra nel mese di agosto 2022, è stata attinta da numerosi colpi d'arma da fuoco mentre circolava a bordo della propria auto in via Mergellina ed è deceduta in ospedale alcuni giorni dopo per le gravi ferite riportate. Il secondo episodio è accaduto nella notte del 20 marzo 2023 in prossimità di uno chalet su quel lungomare ed ha suscitato notevole risonanza mediatica per la giovanissima età dei protagonisti, appena maggiorenni, per le modalità e per le circostanze all'origine della lite da cui è scaturito l'omicidio: le scarpe griffate indossate dall'autore, calpestate, forse involontariamente, da un altro soggetto. Secondo la ricostruzione investigativa della Polizia di Stato – che ha condotto il giorno successivo al fermo di indiziato di delitto27 del presunto responsabile con l'accusa di omicidio aggravato da futili motivi e dal metodo mafioso, oltre che di detenzione e porto illegale di armi da sparo – l'episodio iniziale avrebbe provocato lo scontro tra due gruppi di ragazzi durante il quale uno di essi, colui al quale hanno calpestato le scarpe, avrebbe estratto una pistola ed esploso diversi colpi d'arma da fuoco in direzione dei rivali incurante della folla presente, attingendo mortalmente un terzo avventore di giovane età totalmente estraneo alla vicenda. Il citato omicidio, invero, viene letto dall'Autorità Giudiziaria in chiave ben più complessa. Nel provvedimento, in particolare, il Pubblico Ministero inserisce quanto accaduto quella notte nell'ambito di "una lunga scia di episodi di violenza che si ripetono con frequenza quasi quotidiana e dimostrano come vi sia un'allarmante trasposizione delle contrapposizioni tra i gruppi criminali, ai quali i protagonisti appartengono, dai territori di origine al centro cittadino. Giovani appartenenti alle famiglie di camorra si incontrano, armati, in territorio neutrale ed assumono atteggiamenti spavaldi e di prevaricazione nei confronti di altri gruppi pronti a raccogliere la sfida lanciata anche per motivi futili...realizzando le loro condotte sanguinarie in contesti in cui il rischio di coinvolgere persone innocenti viene posto in secondo ordine rispetto ai proponimenti criminali delle medesime organizzazioni...il litigio iniziale, avvenuto per futili motivi, non è stato altro che il pretesto per reagire dimostrando la propria forza derivante dall'appartenenza ad un'organizzazione di camorra"28. I protagonisti della lite iniziale risulterebbero collegati, infatti, a contesti criminali noti: l'autore dell'omicidio ha legami di parentela con il clan CUCCARO-APREA operante nel quartiere Barra, nella zona orientale della città, mentre il gruppo antagonista sarebbe riconducibile al sodalizio CALONE-MARSICANO-ESPOSITO operante nel quartiere occidentale di Pianura.

Decreto di fermo di indiziato di delitto n. 7454/23 RGNR emesso il 21 marzo 2023 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, eseguito nella medesima data dalla Polizia di Stato a carico di un ragazzo con legami di parentela con esponenti del clan CUCCARO-APREA operante nel quartiere Barra.

Stralcio del provvedimento (pag. 20) n. 7454/2023 RGNR emesso il 21 marzo 2023 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia Restando nel quartiere Chiaia, la zona della c.d. Torretta di Mergellina permarrebbe sotto l'influenza criminale dei sodalizi PICCIRILLO, FRIZZIERO e STRAZZULLO, storicamente "vicini" all'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO che, da sempre, estende la propria influenza anche nel quartiere residenziale di Posillipo per il tramite della famiglia CALONE29. Il 14 giugno 2023, l'area è stata interessata dall'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare30 da parte dei Carabinieri a carico di un esponente del gruppo PICCIRILLO, accusato di lesioni personali e tentata estorsione, aggravati dal metodo mafioso, in danno del proprietario di un appartamento in zona Mergellina al quale avrebbe avanzato una richiesta di denaro e imposto di affittare l'abitazione al figlio di un esponente di vertice del clan. Dal provvedimento emerge che il clan PICCIRILLO sarebbe solito avanzare richieste estorsive "a tutte le persone della Torretta di Mergellina, sia a chi ha attività commerciali quali ristoranti e ormeggi, sia ai residenti, entrando in qualsiasi affare della zona..."31. Napoli - Area Nord (quartieri Scampia, Secondigliano, Miano, Piscinola, San Pietro a Patierno, Chiaiano, Vomero e Arenella). È ormai storia che i quartieri dell'area nord della città sono stati in passato teatro di sanguinosi scontri (faide di Scampia) tra diversi sodalizi camorristici uniti, dapprima, sotto l'egemonia del clan DI LAURO e, poi, divenuti autonomi a seguito delle varie scissioni. La contrapposizione era scaturita inizialmente all'interno del citato clan e, successivamente, tra gli stessi gruppi che insieme avevano costituito il c.d. "Cartello Scissionista" (o "Spagnoli"), composto dalle famiglie AMATO-PAGANO, VANELLA GRASSI, LEONARDI, MARINO, ABETE, ABBINANTE e NOTTURNO. Con gli attuali equilibri, nel quartiere Secondigliano permane l'operatività del clan LICCIARDI32 nonostante la detenzione di tutti i vertici della famiglia di cui l'ultimo esponente libero è stato arrestato33 dai Carabinieri ad agosto 2021 presso l'aeroporto di Ciampino (RM). Il citato sodalizio esercita la propria influenza criminale nella storica roccaforte della c.d. Masseria Cardone, nel Rione Berlingieri, nel Rione Kennedy (zone ubicate nel quartiere Secondigliano) e nel rione Don Guanella (quartiere Scampia) ove il controllo delle attività illecite è assegnato a fidati referenti. Invero, gli interessi illeciti del clan LICCIARDI si estendono anche ad altre aree del capoluogo campano, ad altre Regioni d'Italia (principalmente Lazio e Lombardia) e all'estero (Spagna, ex Repubblica Ceca, Germania e Canada) in ragione della sua appartenenza all'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO. Nel semestre di riferimento, si segnala l'arresto di un esponente di spicco del clan LICCIARDI, che era subentrato nella reggenza del sodalizio in seguito all'arresto, nel 2021, dell'ultimo rappresentante libero della citata famiglia. La misura restrittiva34 è stata eseguita il 17 maggio 2023 dai Carabinieri ed ha coinvolto altri affiliati, implicati nell'omicidio di un appartenente al clan,

Storicamente legata al clan LICCIARDI di Secondigliano.

N. 11026/2023 RGNR, n. 11030/2023 RGGIP e n. 167/2023 ROCC emessa il 6 giugno 2023 dal Tribunale di Napoli.

Stralcio del provvedimento (pag. 4) n. 11026/2023 RGNR, n. 11030/2023 RGGIP e n. 167/2023 ROCC emesso il 6 giugno 2023 dal Tribunale di Napoli.

Uno dei tre clan che compongono il cartello camorristico denominato ALLEANZA DI SECONDIGLIANO.

Decreto di fermo di indiziato di delitto n. 26550/2021 RGNR emesso il 7 agosto 2021 dalla DDA di Napoli.

N. 26550/20 RGNR, n. 19498/21 RGGIP e n. 127/23 OCC emessa il 27 aprile 2023 dal Tribunale di Napoli.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO avvenuto nel 2013, punito per aver intrattenuto una relazione con la nuora del capo storico e di aver reso pubblica un'altra relazione extraconiugale della donna con un terzo soggetto creando scandalo e imbarazzo per la famiglia. Il clan può comunque ancora contare su altri esponenti di rilievo, tre dei quali tornati recentemente in libertà al termine dell'espiazione delle pene loro inflitte. Durante la notte del 19 maggio 2023, nel rione Berlingieri di Secondigliano si è verificata una sequenza di fatti di sangue che potrebbero sottendere un'alterazione degli equilibri criminali nell'area. In particolare, due soggetti, uno dei quali ritenuto vicino al gruppo CARELLA (referente del clan LICCIARDI nel rione Berlingieri), sono rimasti vittima di un'aggressione con un'arma da taglio. Uno dei due è deceduto in ospedale alcuni giorni dopo per le gravi ferite riportate. Nella medesima data, in una via del rione Berlingieri, un altro soggetto è stato ferito in maniera lieve con un'arma da taglio da tre persone. Sempre il 19 maggio 2023, la Polizia di Stato è intervenuta presso il pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli per una persona attinta ad una gamba da un colpo d'arma da fuoco. Il soggetto, pluripregiudicato, riferiva di essere rimasto vittima di un tentativo di rapina ad opera di sei sconosciuti mentre si trovava a Casavatore (Comune limitrofo al rione Berlingieri). Non può escludersi che i tre episodi, per i quali le indagini sono ancora in corso, siano correlati tra loro. Altro clan storico di Secondigliano (attivo nella zona del c.d. Terzo Mondo), con interessi nel traffico e spaccio di stupefacenti, è il menzionato clan DI LAURO che, sebbene fortemente ridimensionato a seguito della detenzione e della morte di alcune sue figure apicali, può ancora contare, tra i numerosi figli del capo storico e tra taluni sodali, sulla presenza di molti esponenti in libertà35. Nel quartiere San Pietro a Patierno e in alcuni lotti residenziali del quartiere Scampia (in particolare nel Lotto "G") sarebbe operativo il clan VANELLA-GRASSI (dal nome della via da cui proviene) che ha avuto origine dalla famiglia PETRICCIONE ed ha gradualmente assunto una struttura confederata con l'adesione dei gruppi ANGRISANO, MAGNETTI e MENNETTA. I suoi interessi illeciti riguarderebbero il settore delle estorsioni e degli stupefacenti. Negli ultimi anni il clan è stato oggetto di svariate attività di contrasto che hanno condotto alla cattura della maggior parte dei suoi esponenti di vertice. Allo stato, il sodalizio sarebbe retto da un esponente del gruppo ANGRISANO, attualmente latitante in quanto sottrattosi all'esecuzione di un ordine di carcerazione36 emesso il 5 luglio 2022 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli. La zona delle c.d. Case Celesti (quartiere di Secondigliano) resterebbe sotto l'influenza criminale del clan MARINO37 sebbene negli ultimi anni quest'ultimo sia stato fortemente indebolito da diversi provvedimenti restrittivi che hanno condotto alla cattura di molti suoi esponenti di rilievo. Nel quartiere di Scampia coesistono numerosi gruppi criminali - che in passato hanno avuto periodi di accesa conflittualità ma che attualmente sembrerebbero in rapporti di pacifica convivenza - i cui interessi illeciti sono prevalentemente orientati al settore degli stupefacenti con il controllo delle numerose piazze di spaccio di quel territorio. I sodalizi più attivi, ancorché oggetto di costanti

Il capo storico del clan e due dei suoi numerosi figli risultano detenuti. Un altro figlio, ritenuto il più violento, è deceduto in carcere per cause naturali nel giugno 2022, mentre altri 4 risultano attualmente liberi.

N. 1088/22 SIEP del 5 luglio 2022.

Il cui capo risulta tuttora detenuto.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia azioni repressive, risultano tuttora gli ABBINANTE (nelle cc.dd. Vele, nei vari Lotti e nel rione Monterosa), i NOTTURNO, il gruppo VANELLA-GRASSI, la famiglia SACCO (nel Lotto "T" di Scampia) e il clan AMATO-PAGANO, quest'ultimo rappresentato dalla famiglia RAIA di cui un esponente apicale è tornato in libertà il 17 febbraio 2023. Nei quartieri di Miano, Chiaiano, Piscinola e nella zona Marianella, in passato teatro di numerosi fatti di sangue ed omicidi38, gli attuali assetti criminali permangono molto frammentati. Le costanti attività di contrasto e la decisione di collaborare con la giustizia di alcune figure di spicco della criminalità locale hanno condotto allo sfaldamento prima dello storico clan LO RUSSO (Capitoni), poi dei sottogruppi ABBASC' MIANO39 e 'NCOPP MIANO40 che avevano tentato di imporre una nuova leadership per il controllo delle attività illecite in quel territorio. La recente scarcerazione di un esponente apicale del clan LO RUSSO potrebbe, tuttavia, incidere sulle attuali dinamiche malavitose che si caratterizzano ancora per una accesa conflittualità41. Nel quartiere di Chiaiano e a Marianella l'attuale clima di instabilità sarebbe ulteriormente alimentato dalle mire espansionistiche di altri sodalizi criminali quali quello dei ROSELLI, articolazione del clan AMATO-PAGANO attivo nel quartiere Scampia, interessato proprio alla Marianella42. Nel medesimo territorio si rileva inoltre la presenza della famiglia SCOGNAMIGLIO, da sempre alleata dei LO RUSSO, i cui elementi di vertice si trovano attualmente agli arresti domiciliari nello stesso rione. Con riferimento al clan LO RUSSO, il 13 marzo 2023 i Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare43 a carico di due fratelli, ritenuti affiliati storici al clan e accusati di omicidio aggravato dal metodo mafioso, avvenuto a Chiaiano durante i festeggiamenti per la vittoria della nazionale italiana di calcio nel luglio del 2006. La vittima, fratello di un esponente di spicco di un clan camorristico rivale, sarebbe stata uccisa perché responsabile di aver urtato involontariamente con l'asta di una bandiera un fratello minore dei due arrestati.

Il più eclatante fu quello del cognato del capo storico del clan LO RUSSO, avvenuto a Miano l'11 novembre 2022.

Facente capo alle famiglie BALZANO, D'ERRICO e SCARPELLINI, le cui figure apicali sono state tratte in arresto dal Centro Operativo DIA di Napoli il 7 febbraio 2020 in esecuzione dell'ordinanza n. 5797/2018 RGNR, 12203/2019 RGGIP e n. 58/2020 OCC, emessa il 2 febbraio 2020 dal Tribunale di Napoli.

Riferibile alla famiglia CIFRONE i cui esponenti di vertice risultano detenuti.

Il 28 maggio 2023, nel quartiere Miano, ignoti hanno compiuto una stesa esplodendo numerosi colpi d'arma da fuoco contro un edificio ove risiedono i familiari di un pregiudicato attualmente detenuto per reati associativi. Il 20 giugno 2023, nel quartiere Chiaiano, in seguito ad una segnalazione anonima, la Polizia di Stato eseguiva una perquisizione di un edificio abbandonato ove rinveniva numerose armi da fuoco ed il relativo munizionamento.

Come evidenziato nelle risultanze del procedimento penale n. 15586/20 RGNR.

N. 29520/21 RGNR, n. 1670/22 RGGIP e n. 77/23 RMC emessa l'8 marzo 2023 dal Tribunale di Napoli.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Nei quartieri collinari del Vomero, dell'Arenella e nella zona ospedaliera, già sotto l'influenza dell'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO per il tramite del gruppo CIMMINO, l'arresto del capo di quest'ultimo sodalizio44, avvenuto nell'ottobre 2021, e la sua decisione di collaborare con la giustizia lascerebbe presupporre una rimodulazione degli assetti e la configurazione di nuovi scenari criminali. Napoli - Area Orientale (quartieri S. Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli). I quartieri orientali della città si caratterizzano per la presenza di una pluralità di gruppi criminali rientranti nella sfera di influenza dei due macro-cartelli camorristici dell'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO ovvero del clan MAZZARELLA, che coesistono in uno stato di accesa conflittualità anche con manifestazioni particolarmente violente. Gli interessi illeciti perseguiti da tali gruppi criminali riguarderebbero principalmente i settori delle estorsioni, degli stupefacenti ed il reimpiego di denaro di provenienza illecita nel settore del commercio e distribuzione degli idrocarburi. Nel quartiere San Giovanni a Teduccio, in particolare, il 7 febbraio 2023 i Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare45 da cui sarebbe emersa la perdurante operatività del clan D'AMICO, riconducibile alla sfera d'influenza del clan MAZZARELLA. L'attività investigativa ha condotto all'arresto di 24 soggetti riferibili al menzionato gruppo camorristico, accusati di associazione mafiosa, estorsione, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione e spaccio di stupefacenti. Tra i destinatari del provvedimento figurano, oltre ad appartenenti diretti della famiglia D'AMICO, altri affiliati al sodalizio particolarmente spregiudicati che si sarebbero resi protagonisti di alcune azioni di fuoco contro esponenti dei gruppi rivali RINALDI, REALE e FORMICOLA, facenti capo all'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO ed operanti nel medesimo territorio. Qui sarebbe altresì presente il clan SILENZIO, un tempo appartenente al clan FORMICOLA, ma poi divenuto antagonista, nei cui confronti, durante il semestre in esame, sarebbero stati posti in essere alcuni atti intimidatori. In particolare, alcuni soggetti riferibili al clan MAZZARELLA avrebbero lanciato alcune bottiglie incendiarie in via Alveo Artificiale, zona sotto il controllo del clan SILENZIO, che hanno distrutto alcuni veicoli in sosta. Nel quartiere Barra sarebbe confermata l'operatività del sodalizio camorristico composto dalle famiglie CUCCARO e APREA, tra loro legate anche da vincoli di parentela. Queste si caratterizzano per l'elevata capacità militare e la notevole disponibilità di armi, con interessi illeciti nel settore delle estorsioni e del controllo delle locali piazze di spaccio. Nel semestre considerato, sarebbe emerso un rinnovato attivismo criminale da parte di giovani rampolli appartenenti al citato sodalizio. A quest'ultimo sarebbe, infatti, riconducibile l'autore dell'omicidio occorso la notte del 20 marzo 2023 nei pressi di uno chalet sul lungomare di Mergellina, scaturito da una lite per un pestone su un piede e culminato con l'uccisione di un giovane risultato totalmente

OCC n. 26182/18 RGNR, n. 24127/18 RGGIP e n. 331/2021 ROC, emessa l'11 ottobre 2021 dal GIP del Tribunale di Napoli ed eseguita dalla Polizia di Stato il successivo 22 ottobre.

N. 10891/RGNR – 9684/2022 RG GIP – 20/2023 ROCC.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia estraneo alla vicenda. Sul medesimo lungomare, il precedente 19 febbraio i Carabinieri avevano tratto in arresto in flagranza 4 giovani pregiudicati riconducibili al gruppo APREA, tra cui il figlio di un elemento di spicco di quest'ultimo, responsabili di detenzione illegale di armi, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Episodio indice di attriti interni e che potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri criminali nel quartiere, è rappresentato dal ferimento, avvenuto il 23 giugno 2023, in danno del figlio del boss del clan APREA attualmente detenuto. La vittima, che al momento del fatto si intratteneva presso un circolo ricreativo della zona, sarebbe stata attinta da alcuni colpi d'arma da fuoco ad una mano e ad una spalla, esplosi da sconosciuti a bordo di uno scooter. Il quartiere Ponticelli si caratterizza per la storica rivalità esistente tra i sodalizi camorristici DE MICCO-DE MARTINO e DE LUCA BOSSA-MINICHINI-CASELLA che già in passato ha dato vita a scontri violenti per la contesa del controllo delle estorsioni e delle piazze di spaccio locali. Il clan DE LUCA BOSSA-MINICHINI-CASELLA è stato destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare46 eseguita il 16 gennaio 2023 dai Carabinieri, che ne ha sensibilmente intaccato gli assetti con l'arresto di alcune figure apicali e affiliati, accusati di detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione, detenzione e spaccio di stupefacenti, tutti aggravati dalle modalità e finalità mafiose. L'attività investigativa, in particolare, ha fatto luce su alcuni atti intimidatori47 posti in essere, nel luglio 2022, da appartenenti al clan DE LUCA BOSSA contro esponenti del clan DE MICCO. Tra i destinatari del provvedimento figura un discendente del boss del clan MARFELLA operativo nel quartiere occidentale Pianura, circostanza che indurrebbe a considerare l'esistenza di cointeressenze tra quest'ultimo gruppo camorristico e il clan DE LUCA BOSSA di Ponticelli. Il clan DE LUCA BOSSA-MINICHINI starebbe attraversando un periodo di oggettiva difficoltà anche a causa degli attacchi dei DE MICCO-DE MARTINO, numericamente superiori e rinvigoriti per la recente scarcerazione di alcune sue figure di rilievo. A tale contesto sarebbero ascrivili 3 omicidi ed 1 "stesa"48 compiuti nel corso del semestre in esame nel territorio di Ponticelli ove l'evidente situazione di instabilità degli equilibri criminali potrebbe indurre i clan a ricercare nuovi assetti. Tale assunto troverebbe conferma nell'operazione conclusa dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri il 9 agosto 2023 con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare49 a carico di 9 persone, accusate di tentata estorsione e detenzione illegale di armi, aggravati

N. 25410/2022 RGNR – 21997/2022 RG GIP – 11/2023 OCC emessa il 10 gennaio 2023 dal Tribunale di Napoli.

Il 23 luglio 2022, un ordigno distrusse l'autovettura di proprietà della moglie di un elemento di spicco del clan DE MICCO. La deflagrazione causò il danneggiamento delle vetrate di diverse abitazioni e di altre autovetture parcheggiate nelle vicinanze. Nella medesima data, un altro ordigno fu fatto esplodere in una via ricadente nel territorio di influenza del clan DE MICCO causando il danneggiamento di altre autovetture in sosta.

Il 6 febbraio 2023, a Ponticelli, un pregiudicato del posto, parente di un soggetto ritenuto vicino al clan DE MICCO, è stato attinto mortalmente da numerosi colpi di arma da fuoco mentre circolava a bordo della propria autovettura. Il 3 aprile 2023, a Ponticelli, ignoti hanno attinto mortalmente a colpi d'arma da fuoco uno storico affiliato al clan DE LUCA BOSSA mentre circolava a bordo di uno scooter. Il 4 maggio 2023, durante i festeggiamenti per la vittoria del campionato di calcio del Napoli, ignoti hanno attinto mortalmente a colpi d'arma da fuoco un affiliato al clan D'AMICO mentre si intratteneva insieme ad alcuni amici nei pressi di un locale in Piazza Volturno. Nella circostanza, rimanevano feriti in modo non grave anche altri 3 avventori. Il 6 maggio 2023, nella stessa piazza Volturno, 4 soggetti a bordo di 2 scooter hanno esploso numerosi colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio. La Polizia di Stato riusciva ad intercettare e a trarre in arresto 2 degli autori della "stesa" dopo un lungo inseguimento.

N. 13507/2023 RGNR, n. 14294/2023 RGGIP e n. 240/2023 ROCC emessa il 27 luglio 2023 dal Tribunale di Napoli.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO dalle modalità e finalità mafiose. Dall'attività investigativa, in particolare, sarebbe emersa l'esistenza di un patto di cooperazione tra alcuni gruppi camorristici che il GIP definisce "...quello che appare l'embrione di un nuovo "cartello" criminale – composto, allo stato, da esponenti al clan APREA, DE MARTINO-DE MICCO e MAZZARELLA", non escludendo che lo stesso "...possa imporsi definitivamente sul territorio innescando ulteriori azioni di sangue..."50. Napoli - Area Occidentale (quartieri Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo e Pianura). Anche i quartieri dell'area occidentale di Napoli si caratterizzano per la presenza di una pluralità di gruppi camorristici a composizione di tipo prevalentemente familistico le cui principali fonti di lucro sono costituite dalle estorsioni e dallo smercio di stupefacenti. Tali sodalizi si contendono il controllo del territorio non esitando di approfittare di momenti di difficoltà di clan rivali fatti oggetto delle attività di contrasto delle Forze di polizia, allo scopo di espandere, anche con l'uso della violenza, la loro sfera di influenza criminale. Nel quartiere di Bagnoli, il clan ESPOSITO, il cui promotore è tornato recentemente in libertà, risulterebbe ormai preminente rispetto al clan D'AUSILIO, significativamente indebolito dal perdurante stato di detenzione dei suoi esponenti più carismatici. L'8 aprile 2023, la Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato il figlio del capo del clan ESPOSITO con l'accusa di ricettazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nel quartiere Pianura, coesistono in rapporti di accesa conflittualità i clan ESPOSITO-CALONE-MARSICANO e CARILLOPERFETTO51, quest'ultimo diretta espressione ed erede del vecchio clan MARFELLA-PESCE. I due sodalizi attualmente presenti, entrambi rientranti nella sfera di influenza dell'ALLEANZA DI SECONDIGLIO, si contendono anche in forma violenta la gestione delle lucrose piazze di spaccio locali. La perdurante ostilità tra le due consorterie, che già in passato ha portato a numerosi ferimenti e fatti di sangue, potrebbe essere all'origine dell'omicidio consumato il 12 marzo 2023 in danno di un soggetto ritenuto vicino al clan CALONE-MARSICANO-ESPOSITO, attinto da numerosi colpi d'arma da fuoco esplosi da sconosciuti mentre circolava a bordo della propria autovettura sul lungomare di Mergellina. Tuttavia, le indagini sono ancora in corso e non ci sono elementi a suffragare tale ipotesi. Nel quartiere Fuorigrotta risulterebbero operativi i clan TRONCONE ed il sodalizio BARATTO-VOLPE-IADONISI tra i quali sussistono rapporti di conflittualità. Il gruppo TRONCONE, tuttavia, negli ultimi anni avrebbe assunto un ruolo preminente approfittando dello stato di detenzione sofferto dagli esponenti di vertice del sodalizio rivale. Il clima di tensione tra le due citate organizzazioni resta comunque attuale e ad esso potrebbe ascriversi la "stesa" compiuta il 25 giugno 2023 con l'esplosione di numerosi colpi d'arma in direzione dell'abitazione di un esponente di spicco del gruppo TRONCONE ad opera di uno sconosciuto a bordo di uno scooter.

Stralcio del provvedimento (pag. 5) n. 13507/2023 RGNR, n. 14294/2023 RGGIP e n. 240/2023 ROCC emesso il 27 luglio 2023 dal Tribunale di Napoli.

Il 17 febbraio 2023, un esponente di spicco del clan CARILLO-PERFETTO è stato scarcerato con la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia Recenti attività di contrasto avrebbero altresì confermato la presenza nel quartiere Fuorigrotta del clan GIANNELLI la cui base operativa risulterebbe nella frazione Agnano e nel rione Cavalleggeri d'Aosta. Il citato gruppo camorristico, già in passato colpito da provvedimenti restrittivi a carico di numerosi esponenti, è stato oggetto di un'attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Penitenziaria che il 18 luglio 2023 ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare52 a carico di 8 affiliati, accusati di associazione mafiosa, detenzione e porto illegale di armi da sparo, detenzione di stupefacenti, danneggiamento, incendio doloso ed accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. Dall'indagine sarebbe emerso, in particolare, che il capoclan, sebbene detenuto, avrebbe continuato ad impartire ordini ad un gruppo di fedelissimi ancora operativi sul territorio mediante l'utilizzo di un telefono cellulare illegalmente introdotto all'interno della struttura carceraria. L'attività investigativa avrebbe inoltre rilevato il tentativo di espansione del clan GIANNELLI che si sarebbe contrapposto al clan ESPOSITO del confinante quartiere Bagnoli ed al gruppo CALONE-ESPOSITO-MARSICANO del quartiere di Pianura, dal quale sarebbero scaturiti una serie di atti intimidatori al culmine dei quali alcune figure autorevoli dell'ALLEANZA DI SECONDIGLIANO avrebbero messo in atto un tentativo di mediazione tra le parti. Il quartiere Soccavo resta segnato dallo storico antagonismo tra i clan VIGILIA e GRIMALDI-SCOGNAMILLO per il controllo delle attività illecite nel territorio e che già in passato ha dato origine a numerosi fatti di sangue. Per ultimo, l'omicidio di un soggetto ritenuto vicino al clan VIGILIA avvenuto il 3 marzo 2023. Il corpo della vittima è stato rinvenuto in una via periferica del confinate quartiere Pianura con numerose ferite d'arma da fuoco. L'accesa conflittualità e la capacità militare dei due citati gruppi criminali sarebbe ulteriormente confermata dall'arresto in flagranza, eseguito dalla Polizia di Stato il 16 febbraio 2023, di un esponente di spicco del clan GRIMALDI-SCOGNAMILLO con l'accusa di detenzione e porto illegale di armi da sparo e ricettazione. Al momento dell'arresto, infatti, il soggetto viaggiava armato di pistola a bordo della propria autovettura in compagnia di altre 4 persone, una delle quali con indosso un giubbotto antiproiettile. Il rione Traiano, tra i quartieri di Soccavo e Fuorigrotta, si conferma una delle basi più importanti per l'approvvigionamento e lo spaccio di stupefacenti. Nell'area continuerebbero ad operare i gruppi SORIANIELLO, PUCCINELLI-PETRONE e CUTOLO, quest'ultimo indebolito dalla recente scelta di collaborare con la giustizia di una sua figura apicale. Quello dei SORIANIELLO, al momento rappresenterebbe il principale gruppo criminale operativo sul territorio. Provincia occidentale (Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Ischia e Procida). I Comuni della provincia occidentale napoletana, circostanti il golfo di Pozzuoli, si caratterizzano per la presenza di numerose attività commerciali ed infrastrutture portuali che da sempre hanno suscitato interessi da parte di organizzazioni criminali. Il territorio in argomento è storicamente sottoposto all'influenza criminale del clan LONGOBARDI-BENEDUCE la cui evoluzione

N. 3514/2022 RGNR, n. 1948/2023 RGGIP e n. 218/2023 ROCC.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO è stata fedelmente delineata nel tempo da molteplici provvedimenti giudiziari53 dai quali è emersa, tra l'altro, l'estrema, costante precarietà dei suoi equilibri interni. L'organizzazione, più volte colpita da incisive attività di contrasto, è sopravvissuta grazie alla direzione di figure carismatiche sfuggite agli arresti e che hanno di volta in volta riorganizzato il clan con affiliati rimasti in libertà e nuove leve della criminalità puteolana. Gli interessi illeciti hanno da sempre riguardato il traffico e la capillare distribuzione di stupefacenti nelle numerose piazze di spaccio locali, l'usura e le estorsioni in danno di commercianti, imprenditori edili e parcheggiatori abusivi. La cennata precarietà degli equilibri si è spesso manifestata attraverso episodi violenti senza peraltro mai approdare ad una frattura definitiva tra le componenti dell'organizzazione. Di fatto il clan resterebbe tuttora coeso, nonostante la scelta di collaborare con la giustizia intrapresa da taluni affiliati, e continuerebbe ad esercitare il controllo delle attività illecite nel territorio. Nel semestre in esame si registra la scarcerazione, dopo un lungo periodo di detenzione, di due esponenti di spicco del clan LONGOBARDI-BENEDUCE tra cui il figlio di uno dei capi storici. Il 10 marzo 2023, la Polizia di Stato ha eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli a carico di un affiliato al clan LONGOBARDI-BENEDUCE, ritenuto responsabile dell'omicidio aggravato dalle modalità mafiose in danno di un altro appartenete al sodalizio, avvenuto nel 2008 nel rione Toiano, nell'ambio dei contrasti interni per il controllo degli affari illegali nell'area puteolana. Il clan LONGOBARDI-BENEDUCE estende la propria influenza altresì al Comune di Quarto Flegreo (NA) tramite l'articolazione denominata l'ALA QUARTESE54 (o AMICI DEL BIVIO). Per il sodalizio, nel semestre considerato si registra la recente scarcerazione di 4 esponenti di rilievo in conseguenza della quale non può escludersi una rimodulazione degli equilibri interni. Nei Comuni di Bacoli (NA) e Monte di Procida (NA) non si registrano elementi di novità rispetto al semestre precedente. Provincia settentrionale (Acerra, Afragola, Arzano, Caivano, Cardito, Casalnuovo, Casandrino, Casavatore, Casoria, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Grumo Nevano, Marano di Napoli, Melito, Mugnano di Napoli, Qualiano, Sant'Antimo, Villaricca, Volla). I territori dei Comuni dell'hinterland settentrionale di Napoli si caratterizzano per la presenza di numerosi gruppi camorristici militarmente agguerriti e con notevole disponibilità di armi, capaci, al contempo, di perseguire strategie criminali più silenti

L'evoluzione e gli assetti della consorteria vengono descritti nella sentenza n. 1132/18 RGNR emessa, il 9 luglio 2018 dal GUP del Tribunale di Napoli, a carico di numerosi esponenti del clan in ordine all'art. 416-bis ed altri reati aggravati dal metodo mafioso (proc. pen. n. 16727/11 RGNR e dispositivo di appello n. 3421/20 del 15 giugno 2020 Reg. App. n. 2452/19), nonché nella sentenza n. 7044/20 e n. 15740/2017 RGDIB emessa dal Tribunale di Napoli il 6 novembre 2020 (sempre relativa al proc. pen. n. 16727/11 RGNR) a carico di altri appartenenti al citato sodalizio.

Il cui vertice risulta attualmente detenuto.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO orientate all'infiltrazione dell'economia legale e all'asservimento della pubblica Amministrazione per orientarne le scelte a proprio favore. L'accesa rivalità tra i sodalizi, sempre pronti ad affermare il proprio predominio sugli avversari, rende gli equilibri molto precari e fluidi. Nel Comune di Acerra, recenti attività di contrasto avrebbero confermato la presenza dei gruppi ANDRETTA, AVVENTURATO, DI BUONO e TEDESCO. In particolare, il 18 gennaio 2023, i Carabinieri hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto55 di 2 figure apicali del clan ANDRETTA, rispettivamente padre e figlio, accusati di tentato omicidio aggravato, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra e traffico di stupefacenti. Il primo soggetto, scarcerato dopo un lungo periodo di detenzione, avrebbe assunto nuovamente il ruolo di capo del gruppo criminale avanzando una serie di richieste estorsive in danno di una ditta edile e gestendo una locale piazza di spaccio56. Nel semestre in esame, l'attività di contrasto ha colpito anche il gruppo AVVENTURATO, con l'esecuzione, il 3 aprile 2023, di un'ordinanza di custodia cautelare57 da parte dei Carabinieri a carico di 3 soggetti riconducibili al citato sodalizio, accusati di associazione mafiosa e omicidio in concorso, quest'ultimo aggravato dalla finalità di agevolare il clan camorristico AVVENTURATO. I tre indagati avrebbero commissionato e procurato le armi per l'omicidio di un boss rivale, avvenuto ad Acerra il 20 maggio 2020, i cui esecutori materiali erano già stati arrestati in una pregressa operazione di polizia. L'accennata precarietà degli equilibri criminali nel territorio di Acerra sarebbe ulteriormente confermata dall'agguato eseguito il 1° giugno 2023 in danno di un esponente di spicco della famiglia DI BUONO, rimasto illeso, contro il quale ignoti hanno esploso numerosi colpi d'arma da fuoco mentre si trovava in una via del centro in compagnia di un'altra persona. Nel Comune di Afragola è giudiziariamente accertata la supremazia del clan MOCCIA, sebbene negli ultimi anni quest'ultimo sia stato oggetto di numerose azioni repressive che hanno portato alla condanna di numerosi capi e gregari alcuni dei quali diventati collaboratori di giustizia. Il citato clan rappresenta un'organizzazione criminale di considerevoli dimensioni (per numero di affiliati e per vastità del territorio controllato), attivo anche in altri Comuni dell'hinterland settentrionale di Napoli tramite gruppi referenti, ciascuno dotato di una propria autonomia e competenza territoriale, unitamente ai quali ha assunto una forma confederativa.

N. 24842/2021 RGNR emesso il 13 gennaio 2023 dalla Procura Distrettuale di Napoli. Il 20 gennaio 2023, il Tribunale di Nola (NA) ha convalidato il Fermo ed ha emesso a carico degli indagati l'ordinanza di custodia cautelare n. 465/2023 RGNR e n. 331/2023 RGGIP.

L'indagine ha documentato, tra l'altro, la capacità dell'organizzazione criminale di ottenere, durante una processione religiosa organizzata il 30 gennaio 2022 nel Comune di Acerra, il c.d. "inchino mafioso" del fercolo, organizzato dal figlio del boss per omaggiare il padre.

OCC n. 8151/2021 RGNR, n. 3754/2022 RGGIP e n. 91/2023 ROCC emessa il 21 marzo 2023 dal Tribunale di Napoli.

3. Presenze della criminalità organizzata sul territorio nazionale ed estero e attività di contrasto antimafia In proposito, è utile richiamare le affermazioni del GIP nell'ordinanza di custodia cautelare58 relativa all'operazione "Leviathan", conclusa dalla DIA di Napoli nel 2018, in cui l'associazione viene descritta "come aggregato di plurimi gruppi criminali locali, ciascuno dei quali guidato da un "senatore", ossia un esponente storico del clan, preposto al controllo di uno o più entità territoriali sottoposte al potere egemonico del clan e dotato di una certa autonomia gestionale. I rapporti con la base del gruppo sono curati da "luogotenenti", legati al "senatore" da un vincolo fiduciario. I "senatori" sono tenuti a rendere conto del proprio operato ad un superiore, che funge da "coordinatore delle diverse articolazioni territoriali del clan", nominato direttamente dalla famiglia Moccia e loro referente diretto, il quale pianifica strategie operative comuni alle cellule territoriali, dirime eventuali contrasti interni, rappresenta l'organizzazione "all'esterno...". Il comando dell'intera organizzazione è nelle mani dei componenti della famiglia Moccia i quali, pur mantenendo una posizione defilata allo scopo di ridurre al minimo il rischio di eventuali coinvolgimenti in attività investigative, continuano a dirigere "a distanza" il sodalizio tramite il coordinatore, al quale veicolano riservatamente le decisioni sulle questioni di maggiore importanza associativa"59. Tale struttura ha consentito alla consorteria criminale in argomento di sopravvivere alle numerose inchieste giudiziarie e di mantenere una considerevole capacità operativa che la pone ancora oggi tra le più insidiose organizzazioni camorristiche nel panorama nazionale. Risulta ormai documentata, infatti, la proiezione del clan MOCCIA ben oltre il territorio di origine, ove ha intessuto relazioni con altri gruppi criminali e qualificati esponenti dell'imprenditoria diversificando gli investimenti in molteplici settori economici. In proposito, si richiama l'operazione "Oro Verde" conclusa il 10 marzo 2023 dai Carabinieri sotto il coordinamento della DDA di Ancona con l'esecuzione, tra le province di Ascoli Piceno, Napoli, Bari e Pescara, di un'ordinanza di misura cautelare60 a carico di 8 persone, accusate di traffico illecito di rifiuti relativo al recupero di oli vegetali esausti, aggravato dalla finalità di agevolare il clan MOCCIA di Afragola. La materia prima, di elevato valore commerciale per gli incentivi collegati alla produzione finale di biocarburante, veniva trafugata dai contenitori di raccolta urbani, stoccata presso apposi depositi nelle Marche e successivamente trasportata presso altre aziende fuori regione in assenza della prevista documentazione per impedirne la tracciabilità. La crescente vocazione imprenditoriale del clan MOCCIA e il conseguente minore interesse manifestato nella gestione delle attività illecite più tradizionali avrebbe favorito, nel territorio di origine, la crescita di gruppi criminali locali meno blasonati

Il 23 gennaio 2018, il Centro Operativo DIA di Napoli, la Polizia di Stato, l'Arma dei carabinieri e la Guardia di finanza, nell'ambito dell'operazione "Leviathan", hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare n. 30350/2013 RGNR, n. 18835/2016 RGGIP e n. 5/2018 RMC, emessa il 5 gennaio 2018 dal GIP del Tribunale di Napoli a carico di 45 persone, accusate di associazione mafiosa, detenzione illegale di armi comuni e da guerra, estorsione e riciclaggio, con l'aggravante delle modalità e delle finalità mafiose. L'indagine ha interessato diversi esponenti apicali e affiliati dell'organizzazione camorristica denominata clan MOCCIA, operante ad Afragola, in altri Comuni dell'hinterland settentrionale di Napoli e con proiezioni nella Capitale, permettendo di ricostruirne la struttura organizzativa di tipo piramidale, nonché i principali ambiti illeciti.

Stralcio del provvedimento (pagg. 28 e 29) n. 30350/2013 RGNR, n. 18835/2016 RGGIP e n. 5/2018 RMC, emesso il 5 gennaio 2018 dal Tribunale di Napoli.

N. 1082/2021 RGNR, n. 4379/2021 RGGIP emessa il 20 febbraio 2023 dal Tribunale di Ancona.

sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa AntimaϮa

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