Provincia di Vibo Valentia
Provincia di Vibo Valentia Il territorio della provincia di Vibo Valentia è storicamente caratterizzato dalle problematiche criminali vissute della famiglia MANCUSO, la cosca più attiva nei Comuni di Nicotera e di Limbadi, benché abbia ormai esteso la sua influenza, oltre che nel capoluogo, anche in altri Comuni della provincia tramite taluni gruppi a questa collegati. I MANCUSO continuerebbero ad affermare il proprio potere criminale mediante la gestione del traffico di stupefacenti, del gioco d'azzardo e delle attività estorsive. Altro ambito di sicuro interesse dei MANCUSO e dei gruppi criminali presenti nella provincia vibonese, è rappresentato dal settore turistico-alberghiero particolarmente sviluppato nel versante tirrenico
Proc. pen. n. 10387/97 RGNR.
OCC n. 1078/22 RGNR e n. 1477/22 RGGIP.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia
Relazione Semestrale Al Parlamento
2° semestre 2. Criminalità organizzata calabrese
con la presenza di numerosi villaggi turistici e strutture ricettive. L'operazione "Petrolmafie"68 (2021) conclusa dalla Guardia di finanza di Catanzaro ha disvelato anche l'interesse della cosca nella commercializzazione di carbo-lubrificanti e nel controllo dei lavori, pubblici e privati, mediante l'imposizione di ditte compiacenti o contigue attive nell'edilizia, nello smaltimento rifiuti e nella commercializzazione di carburanti. Nel medesimo contesto, sarebbero emerse cointeressenze tra la cosca e imprenditori napoletani, catanesi e reggini, a loro volta collegati con talune organizzazioni criminali operanti in quei territori e, in particolare, con i clan camorristici dei CASALESI e dei MOCCIA, e quelli catanesi dei MAZZEI e dei PILLERA. Con riferimento alla richiamata operazione "Petrolmafie", il 5 ottobre 2022 il Tribunale di Catanzaro ha già condannato 18 degli imputati rinviati a giudizio. Nel Comune di Vibo Valentia si registrerebbe la presenza dei LO BIANCO-BARBA, dei CAMILLÒ-PARDEA e dei PUGLIESE, mentre nel litorale del capoluogo agirebbe quella dei MANTINO-TRIPODI che vanterebbe proiezioni anche fuori Regione. Nell'hinterland della città è tuttora attivo il locale di Piscopio. Nella zona ricompresa tra i Comuni di Maierato (VV), Stefanaconi (VV) e Sant'Onofrio (VV) sarebbero attive, rispettivamente, le famiglie PETROLO, PATANIA e BONAVOTA. Il 27 aprile 2023, proprio durante la stesura della presente relazione semestrale, i Carabinieri di Genova e di Vibo Valentia hanno tratto in arresto l'esponente di vertice della famiglia 'ndranghetista BONAVOTA, coinvolto nella nota inchiesta "Rinascita Scott" e già latitante dal dicembre 2019. Nell'area di Serra San Bruno (VV) sarebbe operativa la famiglia VALLELUNGA e nel Comune di Soriano Calabro (VV) quella degli EMANUELE, contrapposta a quella dei LOIELO. Nell'area di Zungri (VV) e Briatico (VV) sarebbero attive le famiglie degli ACCORINTIFIAMMINGO-BARBIERI-BONAVENA, a Tropea quella dei LA ROSA, mentre nei Comuni di Pizzo Calabro, Francavilla Angitola, Filogaso e Maierato opererebbero le famiglie FIUMARA, MANCO e CRACOLICI. Il 30 settembre 2022, i Carabinieri di Vibo Valentia hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal GIP di Catanzaro, a carico di 5 presunti esponenti della cosca PARDEA-RANISI di Vibo Valentia ritenuti responsabili di alcuni episodi estorsivi commessi a Vibo Valentia fra il 2009 e il 202269 ed aggravati dal metodo mafioso, ricostruendo le evoluzioni operative delle 'ndrine radicate nel territorio vibonese.
Proc. pen. n. 4823/2010 RGNR DDA e n. 1727/2020 RGGIP del Tribunale di Catanzaro. L'operazione, eseguita il 29 aprile 2021 dai carabinieri e dalla Guardia di finanza, con l'arresto di 56 indagati riguardava le attività illecite della cosca MANCUSO di Limbadi. Il provvedimento restrittivo, finalizzato al contrasto della 'ndrangheta unitaria, rappresentò la naturale prosecuzione dell'operazione "Rinascita-Scott". Le molteplici imputazioni concernevano l'associazione mafiosa e l'associazione per delinquere finalizzata a commettere estorsioni, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, intestazione fittizia di beni, evasione delle imposte e delle accise anche mediante emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, contraffazione ed utilizzazione di documenti di accompagnamento semplificati; delitti aggravati dal fine di agevolare la 'ndrangheta.
OCC n. 4183/2018 RGNR e n. 3392/2018 RGGIP emessa il 10 settembre 2022 dal Tribunale di Catanzaro.
sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

