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Italia: dieci condannati in un caso di frode IVA da 100 milioni di euro riguardante il commercio di plastica
European Public Prosecutor's Office

Italia: dieci condannati in un caso di frode IVA da 100 milioni di euro riguardante il commercio di plastica

European Public Prosecutor's OfficeItaly2026official14/08/2026
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Fonte Proprietaria: European Public Prosecutor's OfficeItaly

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Nota Legale

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La Procura europea (EPPO) di Torino (Italia) ha ottenuto la condanna di dieci imputati da parte del Tribunale di Nola in un caso di frode IVA riguardante il commercio di prodotti di plastica.

Italia: dieci condannati in un caso di frode IVA da 100 milioni di euro riguardante il commercio di plastica

Fonte: European Public Prosecutor's OfficeVai alla fonte originale →

(Lussemburgo, 22 luglio 2026) – La Procura europea (EPPO) di Torino (Italia) ha ottenuto dal Tribunale di Nola la condanna di dieci imputati in un caso di frode Iva riguardante il commercio di prodotti di plastica.

Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di reati tra cui frode IVA, utilizzo ed emissione di fatture false e connessi reati tributari. Le pene detentive inflitte dal tribunale vanno da tre anni e quattro mesi a quattro anni e sei mesi e sono ancora soggette a appello.

Il tribunale ha inoltre disposto la confisca dei beni già sequestrati nel corso delle indagini, tra cui contanti, beni finanziari e beni di lusso, per un valore complessivo superiore a 1,1 milioni di euro. Inoltre, sono stati emessi provvedimenti di confisca nei confronti di persone e aziende condannate per i proventi dei reati.

Come riportato in precedenza, l’indagine ha scoperto un sofisticato schema di frode IVA operante tra il 2018 e il 2023 attraverso una rete di società di comodo coinvolte nel commercio di prodotti industriali in plastica.

Secondo l'indagine, il piano criminale si basava sull'emissione e sull'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un importo di circa 500 milioni di euro, con una conseguente perdita IVA stimata di circa 100 milioni di euro.

La struttura fraudolenta si avvaleva di società intermediarie che sistematicamente non rispettavano gli obblighi IVA, nascondendo il vero flusso di beni e fondi attraverso una catena di transazioni fittizie.

L'indagine, sostenuta da Europol e condotta dalla Guardia di Finanza di Torino, ha portato nel marzo 2025 all'arresto di 13 sospettati e al sequestro di beni in Belgio, Ungheria, Italia, Lettonia e Slovacchia.

Dinanzi al Tribunale di Nola è in corso il procedimento contro altri due imputati.

L’EPPO è la procura indipendente dell’Unione Europea. È responsabile di indagare, perseguire e portare in giudizio i crimini contro gli interessi finanziari dell’UE.

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