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Italia: l'EPPO incrimina sei sospettati in un'indagine per frode riguardante progetti di mobilità sostenibile
European Public Prosecutor's Office

Italia: l'EPPO incrimina sei sospettati in un'indagine per frode riguardante progetti di mobilità sostenibile

European Public Prosecutor's OfficeItaly2026official14/08/2026
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Fonte Proprietaria: European Public Prosecutor's OfficeItaly

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Nota Legale

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La Procura europea (EPPO) di Bologna (Italia) ha rinviato a giudizio sei persone davanti al tribunale italiano competente per sospetta frode riguardante finanziamenti UE nell'ambito del programma LIFE, destinati a sostenere iniziative di mobilità sostenibile nei comuni toscani di (...).

Italia: l'EPPO incrimina sei sospettati in un'indagine per frode riguardante progetti di mobilità sostenibile

Fonte: European Public Prosecutor's OfficeVai alla fonte originale →

(Lussemburgo, 15 luglio 2026) – La Procura europea (EPPO) di Bologna (Italia) ha rinviato a giudizio sei persone davanti al tribunale italiano competente per sospetta frode riguardante finanziamenti UE nell'ambito del programma LIFE, destinati a sostenere iniziative di mobilità sostenibile nei comuni toscani di Isola del Giglio, Monte Argentario e Orbetello.

L’indagine riguarda un progetto finanziato attraverso il programma LIFE dell’UE, uno strumento di finanziamento a sostegno delle iniziative di transizione ambientale, climatica ed energetica. Il progetto mirava a promuovere la mobilità sostenibile integrata attraverso l’utilizzo di veicoli elettrici, tra cui biciclette, scooter, auto e barche. Sono previste anche imbarcazioni elettriche per la navigazione nella laguna di Orbetello.

Secondo l'indagine, il coordinatore del progetto e altri beneficiari avrebbero utilizzato in modo abusivo una parte sostanziale dei fondi UE concessi per il progetto. Le prove raccolte indicano che i veicoli e le attrezzature acquisiti o sviluppati con i fondi dell’UE sono stati infine lasciati inutilizzati e in uno stato di abbandono. Gli investigatori hanno inoltre stabilito che circa il 70% del budget del progetto era destinato ai costi del personale, comprese spese presumibilmente non correlate alla realizzazione del progetto.

Dall'indagine è inoltre emerso che, invece di svolgere vere e proprie attività progettuali, alcuni degli indagati avrebbero aggiudicato appalti a società a loro collegate. Queste società hanno poi fatturato servizi di consulenza legati al progetto, gonfiando artificialmente i costi del progetto e consentendo l’acquisizione illegale di fondi dell’UE.

Il progetto ha ricevuto un finanziamento totale di 2 841 430 euro. Grazie all'indagine è stato impedito il pagamento dell'ultima rata di 852 549 euro.

Tra gli imputati figurano il coordinatore scientifico del progetto, un impiegato amministrativo coinvolto nella sua gestione, tre amministratori di società e un dipendente delle aziende beneficiarie.

L'indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Orbetello sotto la direzione dell'EPPO di Bologna e ha compreso molteplici perquisizioni in diverse regioni italiane e l'analisi della documentazione sequestrata.

Tutte le persone interessate sono presunte innocenti fino a prova contraria davanti ai competenti tribunali italiani.

La Procura europea (EPPO) è la procura indipendente dell’Unione europea. È responsabile di indagare, perseguire e portare in giudizio i crimini contro gli interessi finanziari dell’UE.

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