Diritti umani nel mondo: la situazione nel rapporto di Amnesty International
Diritti umani nel mondo: la situazione nel nuovo rapporto di Amnesty International
Crimini contro l'umanità e guerre alimentate da trasferimenti illegali di armi. Attacchi al diritto internazionale e alla società civile. Violazione dei diritti dei migranti e delle donne. È quanto emerge dal rapporto 2025-2026 di Amnesty International sui diritti umani nel mondo
L’aggressione degli Stati Uniti contro il Venezuela . L’intensificazione degli attacchi della Russia verso le infrastrutture civili in Ucraina . La guerra in Sudan alimentata dagli Emirati Arabi Uniti . L’uso illegale della forza da parte degli Usa e di Israele contro l’ Iran .
La violazione continua dei diritti delle donne in Afghanistan . La repressione del dissenso ovunque. L’indebolimento dei meccanismi internazionali di responsabilità da parte di Usa, Israele e Russia.
È il quadro che emerge dal rapporto annuale di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani in 144 Paesi del mondo. Un quadro drammatico, che mostra un mondo in cui il diritto internazionale, il sistema multilaterale e la società civile rischiano di essere sostituiti da un sistema sempre più razzista, patriarcale, iniquo e contrario ai diritti umani .
«Stiamo affrontando il momento più difficile della nostra epoca. L’umanità è sotto attacco da parte di movimenti transnazionali contrari ai diritti umani e di governi predatori determinati ad affermare il proprio dominio attraverso guerre illegali e sfacciati ricatti economici», ha detto Agnès Callamard , segretaria generale di Amnesty International.
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Diritti umani violati nel mondo
Il rapporto di Amnesty International descrive nel dettaglio i crimini e gli attacchi al diritto e alla giustizia internazionale che stanno minando la tutela dei diritti umani a livello globale.
Nonostante la dichiarazione di cessate il fuoco dello scorso ottobre, Israele ha continuato a perpetrare il genocidio contro i palestinesi a Gaza , accelerando l’espansione degli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata e compiendo passi verso l’annessione.
Gli Usa hanno compiuto oltre 150 esecuzioni extragiudiziali bombardando imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico e a gennaio hanno aggredito il Venezuela , arrestandone il presidente.
All’inizio del 2026 l’ uso illegale della forza da parte di Usa e Israele contro l’Iran ha scatenato rappresaglie da parte dell’Iran contro Israele e contro i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo e da parte di Israele contro il Libano .
«Ciò che rende questo momento profondamente diverso è che non stiamo più assistendo a un graduale deterioramento ai margini del sistema. Si tratta di un attacco diretto alle fondamenta dei diritti umani e all’ordine internazionale basato sulle regole da parte degli attori più potenti, con l’obiettivo di ottenere controllo, impunità e profitto», ha aggiunto Callamard.
Diritti umani oggi nel mondo: gli Stati non sanno più denunciare
Nel 2025 i meccanismi internazionali di responsabilità sono stati indeboliti dalle azioni compiute da diversi Paesi: l’amministrazione di Donald Trump ha imposto sanzioni al personale della Corte penale internazionale (Cpi) e a Francesca Albanese , relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati; i tribunali russi hano emesso mandati di arresto nei confronti dei funzionari della Cpi; diversi Stati si sono ritirati (o hanno annunciato l’intenzione di farlo) dallo Statuto di Roma (quello che ha istituito la Cpi) e dai trattati che vietano le munizioni a grappolo e le mine antiuomo ; Italia e Ungheria si sono rifiutate di arrestare sul proprio territorio persone oggetto di mandati di cattura della Cpi.
E la maggior parte degli Stati è stata incapace di denunciare questi atti predatori e di elaborare soluzioni diplomatiche: l’ Unione europea e molti Stati europei hanno assecondato gli attacchi statunitensi al diritto internazionale, non hanno fermato il genocidio a Gaza né i trasferimenti illegali di armi che alimentano guerre in tutto il mondo, non hanno adottato leggi per proteggere i soggetti delle sanzioni statunitensi, come i giudici e i procuratori della Cpi.
