Ex-Folgore Piselli: ho trasportato esplosivo. Teoricamente potrebbe essere quello delle stragi
Ex-Folgore Piselli: ho trasportato esplosivo. Teoricamente potrebbe essere quello delle stragi
L’intervista di Fanpage all’ex militare considerato vicino agli assetti militari americani e ai servizi dell’intelligence
Hai mai partecipato in maniera operativa alle stragi? “Negativo, assolutamente”. Hai trasportato esplosivo per tre volte: una volta a Palermo, il secondo a Reggio Calabria e il terzo a Roma, rispettivamente nell'89, '92, '93. Si è trattato dello stesso esplosivo usato per le stragi? “In via teorica potrebbe anche esserlo”. Lui è Fabio Piselli : ex paracadutista della Folgore è nato a Livorno negli anni ’60; a 16 anni si arruola nelle Forze Armate. L’11 marzo 1988, Piselli viene arrestato con un mandato di cattura per rapina e detenzione illegale di armi. Nonostante la sua innocenza, trascorre 77 giorni in carcere. Secondo Piselli non si trattò di un errore. C’è una volontà precisa di colpirlo, legata a una riunione del novembre 1986 tra colleghi militari nell’asse Livorno-Bologna-Verona. Dal novembre 1986, inizia a riferire alle autorità competenti — antimafia e antiterrorismo — ciò che sa. Nel novembre 1989, Piselli si arruolò nella Legione Straniera. In Sicilia, prese contatti con Vincenzo Li Causi , paracadutista della Folgore, uomo dei servizi incaricato di gestire le esigenze operative stay-behind, e responsabile del Centro Scorpione di Trapani. Piselli partecipò a un’esercitazione per recuperare materiale esplodente a 7-8 miglia dalla costa. Poco dopo, la morte di Li Causi lo spinse a interrompere ogni contatto. Oggi vive in Francia con la sua famiglia. Questo e molte altre cose sono state oggetto di approfondimento durante la trasmissione Confidential di Fanpage: al tavolo con Fabio ci sono stati il conduttore Francesco Piccinini , il criminologo forense Federico Carbone e l'ex magistrato Giovanni Spinosa .
Fabio Piselli è dal 1986 che parla; nessuna condanna per calunnia, diffamazione, depistaggio, false informazioni, false dichiarazioni. Alcune dichiarazioni, dicono i conduttori di Fanpage, hanno già trovato conferma; per altre, invece, bisognerà attendere la magistratura. Sempre sé la procura deciderà di approfondire. Stando ai racconti fu lui a parlare, sempre negli anni ’80, del protocollo Farfalla e della presenza di soggetti presumibilmente riconducibili all'intelligence all'interno del carcere. L’ex militare della Folgore non ha detto nulla a Fanpage che non sia già “ stato reso noto alle autorità competenti a suo tempo, sia in ambito di antimafia e antiterrorismo ”. Qualcosa da dire però è rimasto tanto che la procura di Caltanissetta lo ha convocato lunedì per riferire ciò che non ha potuto dichiarare pubblicamente. L’ex parà ha raccontato di aver trasportato dell’esplosivo e che c’erano altri soggetti, tre per la precisione, di cui non si sa l’identità. Il criminologo Carbone ha chiesto se ci fosse stato qualcuno della settima divisione del Sismi. “Una cosa importante - ha risposto Piselli - quando si parla di struttura cellularizzata ” il vincolo di segreto è la frammentazione delle informazioni: cioè un operatore sa cosa fare fino ad un certo punto; oltre quel punto un altro soggetto interviene senza sapere chi ha operato prima di lui. Da questa tesi potrebbe nascere il sospetto: in una clip di un’intervista che fece in precedenza Piselli parlò della sua “ paura nell'aver partecipato a una serie di movimentazioni e di attività ” che potrebbero “aver in qualche modo supportato coloro i quali supportavano le stragi mafiose”. Nel ’92, dopo la strage di Capaci, “ daranno incarico alle ‘Grepole’, agli operatori, se non ricordo male, Col Moschini di ricostruire cosa è accaduto a Falcone. Quello mi ha messo in condizione di dire: ‘questa è roba nostra’”. “Quello è il bacino di provenienza del supporto alle stragi e in quel bacino c'ero anch'io”.
Ricordiamo che non ci sono ancora i riscontri della magistratura e prima di attribuire una qualsivoglia responsabilità è necessario seguire tutto il percorso processuale. L’ex militare ha poi ampliato il concetto: “Quando si parla di esplosivo delle stragi, si parla di soggetti che non hanno competenze esplosivistiche” , al massimo ci sono “ soggetti che vengono istruiti al maneggio, alla miscelazione, alla composizione di ordigni esplosivi prendendo esplosivi, come poi dirà un pentito che verrà reso attendibile, dal mare ”, come ad esempio il “ TNT che viene poi associato ad altro materiale esplodente, ma poi c'è un rinforzante che è il T4, se non ricordo male, l’RDX, che non è squisitamente militare, ma in impiego diciamo anche commerciale, viene usato molto dai militari e quindi richiedono competenze del tutto diverse dal semplice miscelare o comporre un ordigno”. Tuttavia Piselli sospetta che siano stati dati “in mano a soggetti che gravitano nell'area del Trapanese, cosiddetto centro Scorpione (guidato da Li Causi ndr)” del “ materiale esplodente ”. Lo stesso Li Causi, in base al racconto di Piselli, “ era sempre molto arrabbiato ” perché non comprendeva per chi stessero lavorando. “ Perché era il primo a dire che era anomala la situazione trapanese ”. In altre parole: in che modo queste attività che si svolgevano al centro Scorpione servivano per contrastare un’ipotetica invasione sovietica? Forse Li Causi dopo che aveva iniziato a intuire qualcosa potrebbe aver coltivato l’idea di parlare con la magistratura? Possibile. Anche Piselli ipotizza che il capo del Centro Scorpione avrebbe voluto parlare direttamente con Giovanni Falcone . Forse è anche per questo che è stato ucciso?
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