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Confine terrestre e marittimo tra Camerun e Nigeria (Camerun c. Nigeria: intervento della Guinea Equatoriale)
International Court of Justice

Confine terrestre e marittimo tra Camerun e Nigeria (Camerun c. Nigeria: intervento della Guinea Equatoriale)

International Court of JusticeInternational2026declassified06/08/2026
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Fonte Proprietaria: International Court of JusticeInternational

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Nota Legale

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Testo della Sentenza

Confine terrestre e marittimo tra Camerun e Nigeria (Camerun c. Nigeria: intervento della Guinea Equatoriale)

Confine terrestre e marittimo tra Camerun e Nigeria (Camerun c. Nigeria: intervento della Guinea Equatoriale)

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Confine terrestre e marittimo tra Camerun e Nigeria (Camerun c. Nigeria: intervento della Guinea Equatoriale)

PANORAMICA DEL CASO

Il 29 marzo 1994, il Camerun ha depositato nella cancelleria della Corte un ricorso con il quale avviava un procedimento contro la Nigeria riguardo alla questione della sovranità sulla penisola di Bakassi, chiedendo alla Corte di determinare il percorso della frontiera marittima tra i due Stati, nella misura in cui tale frontiera non era stata stabilita nel 1975. Come base della giurisdizione della Corte, il Camerun ha fatto riferimento alle dichiarazioni rese dai due Stati ai sensi dell'articolo 36, paragrafo 2, della Statuto della Corte, con il quale hanno accettato tale giurisdizione come obbligatoria. Nel suo ricorso, il Camerun ha fatto riferimento ad “un’aggressione da parte della Repubblica Federale della Nigeria, le cui truppe occupano diverse località camerunensi nella penisola di Bakassi”, e ha chiesto alla Corte, tra l’altro, di giudicare e dichiarare che la sovranità sulla penisola di Bakassi era del Camerun, in virtù del diritto internazionale, e che la Nigeria aveva violato e viola il principio fondamentale del rispetto delle frontiere ereditato dalla colonizzazione (uti possidetis juris), nonché altre norme di diritto convenzionale e del diritto internazionale consuetudinario, e che era coinvolta la responsabilità internazionale della Nigeria. Il Camerun ha inoltre chiesto alla Corte di procedere a prolungare il percorso del suo confine marittimo con la Nigeria fino al limite della zona marittima che il diritto internazionale pone sotto le rispettive giurisdizioni.

Il 6 giugno 1994, il Camerun ha depositato in cancelleria un'istanza aggiuntiva “allo scopo di estendere l'oggetto della controversia” ad un'ulteriore controversia descritta come relativa essenzialmente “alla questione della sovranità su parte del territorio del Camerun nella zona del lago Ciad”, chiedendo inoltre alla Corte di specificare definitivamente la frontiera tra Camerun e Nigeria dal lago Ciad al mare. Tale domanda è stata trattata come una modifica della domanda iniziale. Dopo che la Nigeria aveva sollevato alcune obiezioni preliminari, il Camerun ha presentato, il 1° maggio 1996, una memoria scritta con le sue osservazioni e comunicazioni ad esse relative, in conformità con un'ordinanza del presidente datata 10 gennaio 1996. Inoltre, il 12 febbraio 1996, il Camerun, riferendosi ai "gravi incidenti che [avevano] avuto luogo tra le... forze [delle Parti] nella penisola di Bakassi dal... 3 febbraio 1996”, ha chiesto alla Corte di indicare misure provvisorie. Con ordinanza del 15 marzo 1996, la Corte ha indicato una serie di misure provvisorie dirette principalmente a porre fine alle ostilità.

La Corte ha tenuto udienze dal 2 all'11 marzo 1998 sulle eccezioni preliminari sollevate dalla Nigeria. Nella sentenza dell’11 giugno 1998, la Corte si è dichiarata competente a statuire sul merito della controversia e ha ritenuto ricevibili le richieste del Camerun. La Corte ha respinto sette delle eccezioni preliminari sollevate dalla Nigeria e ha dichiarato che, non avendo l'ottava carattere esclusivamente preliminare, la stessa dovrà essere risolta nel corso del procedimento di merito.

La Nigeria ha depositato la sua contromemoria, comprese le domande riconvenzionali, entro il termine prorogato dalla Corte. Il 30 giugno 1999, la Corte ha adottato un’ordinanza che dichiara ammissibili le domande riconvenzionali della Nigeria e fissa al 4 aprile 2000 il termine per il deposito della risposta del Camerun e al 4 gennaio 2001 il termine per il deposito della controreplica della Nigeria. Nella sua ordinanza, la Corte si è inoltre riservata il diritto del Camerun di presentare il suo punto di vista per iscritto una seconda volta sulle domande riconvenzionali nigeriane in una memoria aggiuntiva che potrebbe essere oggetto di una successiva ordinanza. La replica e la controreplica sono state regolarmente depositate nei termini così fissati. Nel gennaio 2001, il Camerun ha informato la Corte di voler presentare per la seconda volta il proprio punto di vista per iscritto sulle domande riconvenzionali della Nigeria. Poiché la Nigeria non si è opposta a tale richiesta, la Corte ha autorizzato la presentazione da parte del Camerun di una memoria aggiuntiva relativa esclusivamente alle domande riconvenzionali presentate dalla Nigeria. Tale memoria è stata regolarmente depositata entro il termine fissato dalla Corte.

Il 30 giugno 1999 la Repubblica della Guinea Equatoriale ha presentato una domanda di autorizzazione ad intervenire nella causa. Dopo che ciascuna delle due Parti ha depositato le proprie osservazioni scritte su tale ricorso e la Guinea Equatoriale ha informato la Corte del proprio punto di vista nei loro confronti, la Corte, con ordinanza del 21 ottobre 1999, ha autorizzato la Guinea Equatoriale a intervenire nella causa ai sensi dell'articolo 62 dello Statuto, nella misura, nei modi e per gli scopi indicati nella sua domanda. La Guinea Equatoriale ha depositato una memoria scritta e ciascuna delle parti ha depositato osservazioni scritte su quest'ultima entro i termini fissati dalla Corte. Le udienze pubbliche di merito si sono svolte dal 18 febbraio al 21 marzo 2002.

Nella sentenza del 10 ottobre 2002, la Corte ha stabilito come segue l'andamento della frontiera, da nord a sud, tra il Camerun e la Nigeria:

Nella zona del Lago Ciad, la Corte ha deciso che il confine era delimitato dalla Dichiarazione Thomson-Marchand del 1929-1930, come incorporata nello scambio di note Henderson-Fleuriau del 1931 (tra Gran Bretagna e Francia); ha scoperto che il confine iniziava nel lago dal tripunto Camerun-Nigeria-Ciad (di cui definiva le coordinate) e seguiva una linea retta fino alla foce del fiume Ebeji com'era nel 1931 (di cui definiva anche le coordinate) e da lì correva in linea retta fino al punto in cui il fiume oggi si divide in due rami.

Tra il Lago Ciad e la penisola di Bakassi, la Corte ha confermato che il confine era delimitato dai seguenti strumenti: dal punto in cui il fiume Ebeji si biforca fino al picco Tamnyar, dalla Dichiarazione Thomson-Marchand del 1929-1930 (parr. 2-60), come incorporata nello scambio di note Henderson-Fleuriau del 1931;

dal Tamnyar Peak al pilastro 64 di cui all'articolo XII dell'accordo anglo-tedesco del 12 aprile 1913, dal British Order in Council del 2 agosto 1946;

dal pilastro 64 alla penisola di Bakassi, dagli accordi anglo-tedeschi dell'11 marzo e del 12 aprile 1913.

La Corte ha esaminato punto per punto diciassette settori del confine terrestre e ha precisato per ciascuno come interpretare i citati strumenti.

Nel caso Bakassi, la Corte ha deciso che il confine era delimitato dall'accordo anglo-tedesco dell'11 marzo 1913 (articoli XVIII-XX) e che la sovranità sulla penisola di Bakassi spettava al Camerun. Si decise che in quella zona il confine seguisse il thalweg del fiume Akpakorum (Akwayafe), dividendo le isole di mangrovie vicino a Ikang nel modo mostrato sulla mappa TSGS 2240, fino a una linea retta che congiunge Bakassi Point e King Point.

Per quanto riguarda la frontiera marittima, la Corte, dopo aver accertato la propria competenza a conoscere di tale aspetto della causa – che la Nigeria aveva contestato –, ha fissato il percorso della frontiera tra le zone marittime dei due Stati.

Nella sua sentenza la Corte ha chiesto alla Nigeria, rapidamente e senza condizioni, di ritirare la propria amministrazione e le proprie forze militari o di polizia dall'area del Lago Ciad soggetta alla sovranità del Camerun e dalla penisola di Bakassi. Ha inoltre chiesto al Camerun di ritirare rapidamente e senza condizioni qualsiasi amministrazione o forza militare o di polizia eventualmente presente lungo il confine terrestre dal Lago Ciad alla penisola di Bakassi su territori che, ai sensi della sentenza, rientravano nella sovranità della Nigeria. Quest'ultimo aveva lo stesso obbligo nei confronti dei territori di quella zona che rientravano nella sovranità del Camerun. La Corte ha preso atto dell’impegno assunto dal Camerun in udienza di “continuare a garantire protezione ai nigeriani che vivono nella penisola [di Bakassi] e nella zona del Lago Ciad”. Infine, la Corte ha respinto le argomentazioni del Camerun relative alla responsabilità statale della Nigeria, nonché le domande riconvenzionali della Nigeria.

Istituzione del procedimento

Nel merito, comprese le controdeduzioni della Nigeria

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