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Controversia territoriale e marittima (Nicaragua v. Colombia)
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Controversia territoriale e marittima (Nicaragua v. Colombia)

International Court of JusticeInternational2026declassified06/08/2026
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Fonte Proprietaria: International Court of JusticeInternational

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Nota Legale

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Testo della Sentenza

Il 6 dicembre 2001, la Repubblica del Nicaragua ha depositato un ricorso instaurando un procedimento contro la Repubblica di Colombia per una controversia riguardante “un insieme di questioni giuridiche connesse esistenti” tra i due Stati “riguardanti il ​​titolo territoriale e la delimitazione marittima”. Il 28 aprile 2003, il Nicaragua ha depositato la sua memoria entro il termine stabilito dalla Corte. Il 21 luglio 2003 la Colombia ha presentato eccezioni preliminari di giurisdizione, determinando la sospensione del procedimento di merito.

Controversia territoriale e marittima (Nicaragua v. Colombia)

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Controversia territoriale e marittima (Nicaragua v. Colombia)

PANORAMICA DEL CASO

Il 6 dicembre 2001, la Repubblica del Nicaragua ha depositato un ricorso instaurando un procedimento contro la Repubblica di Colombia per una controversia riguardante “un insieme di questioni giuridiche connesse esistenti” tra i due Stati “riguardanti il ​​titolo territoriale e la delimitazione marittima”. Il 28 aprile 2003, il Nicaragua ha depositato la sua memoria entro il termine stabilito dalla Corte. Il 21 luglio 2003 la Colombia ha presentato eccezioni preliminari di giurisdizione che hanno comportato la sospensione del procedimento di merito.

Nella sentenza sulle eccezioni preliminari, resa il 13 dicembre 2007, la Corte si è dichiarata competente a conoscere della controversia relativa alla sovranità sulle caratteristiche marittime rivendicate dalle parti, diverse dalle isole di San Andrés, Providencia e Santa Catalina. La Corte ha ritenuto che il trattato firmato nel 1928 tra Colombia e Nicaragua (in cui la Colombia riconosceva la sovranità del Nicaragua sulla Mosquito Coast e le Isole del mais, mentre il Nicaragua riconosceva la sovranità della Colombia sulle isole di San Andrés, Providencia e Santa Catalina, nonché sulle caratteristiche marittime che fanno parte dell'arcipelago di San Andrés) aveva risolto la questione della sovranità sulle isole di San Andrés, Providencia e Santa Catalina, che non esisteva alcuna controversia giuridica esistente tra le parti su tale questione e che, pertanto, la Corte non poteva avere giurisdizione su di essa ai sensi del Trattato americano sulla risoluzione del Pacifico (noto anche come Patto di Bogotá e invocato dal Nicaragua come base per la giurisdizione della Corte nel caso). D’altro canto, per quanto riguarda la questione della portata e della composizione del resto dell’Arcipelago di San Andrés, la Corte ha ritenuto che il Trattato del 1928 non forniva risposte su quali altri elementi marittimi facessero parte dell’Arcipelago e che quindi era competente a statuire sulla controversia relativa alla sovranità su tali altri elementi marittimi. Per quanto riguarda la sua competenza riguardo alla questione della delimitazione marittima, la Corte ha concluso che il Trattato del 1928 non aveva effettuato una delimitazione generale delle zone marittime tra la Colombia e il Nicaragua e che, poiché la controversia non era stata risolta ai sensi del Patto di Bogotà, la Corte era competente a statuire.

Il 25 febbraio 2010 la Costa Rica ha presentato una richiesta di autorizzazione ad intervenire nel caso. Nel suo ricorso ha sostenuto, tra l’altro, che “[entrambi] il Nicaragua e la Colombia, nelle loro reciproche rivendicazioni sui confini, rivendicano la zona marittima alla quale ha diritto la Costa Rica” e ha indicato di voler intervenire nel procedimento come Stato non parte. Il 10 giugno 2010, anche la Repubblica dell'Honduras ha presentato una domanda di autorizzazione ad intervenire nella causa, affermando che il Nicaragua, nella sua controversia con la Colombia, aveva avanzato rivendicazioni marittime che si trovavano in una zona del Mar dei Caraibi nella quale l'Honduras aveva diritti e interessi. L'Honduras ha dichiarato nel suo ricorso che intendeva principalmente intervenire nel procedimento come parte. La Corte ha emesso due sentenze il 4 maggio 2011, nelle quali ha stabilito che le istanze di intervento presentate da Costa Rica e Honduras non potevano essere accolte. La Corte ha osservato che l’interesse di carattere giuridico invocato dal Costa Rica potrebbe essere pregiudicato solo qualora la frontiera marittima che la Corte era stata chiamata a tracciare tra il Nicaragua e la Colombia dovesse estendersi oltre una certa latitudine verso sud. Tuttavia, secondo la sua giurisprudenza, la Corte, nel tracciare una linea che delimita le zone marittime tra le due parti nella causa principale, porrebbe, se necessario, fine a tale linea prima che raggiunga una zona in cui potrebbero essere coinvolti interessi di natura giuridica di Stati terzi. La Corte ha concluso che la decisione nel procedimento tra Nicaragua e Colombia non poteva pregiudicare gli interessi di natura giuridica del Costa Rica. Per quanto riguarda la domanda di intervento dell’Honduras, la Corte ha constatato che l’Honduras non aveva dimostrato alla Corte di avere un interesse di natura giuridica che avrebbe potuto essere leso dalla decisione della Corte nel procedimento principale. Da un lato, ha stabilito che, poiché l’intera frontiera marittima tra l’Honduras e il Nicaragua nel Mar dei Caraibi era stata definita dalla sentenza della Corte emessa tra questi due Stati nel 2007, non esistevano diritti o interessi giuridici esistenti che l’Honduras potesse cercare di tutelare nella risoluzione della controversia tra Nicaragua e Colombia. La Corte ha invece ritenuto che l’Honduras potesse far valere un interesse di carattere giuridico, nel procedimento principale, sulla base del trattato bilaterale concluso nel 1986 tra l’Honduras e la Colombia, ma ha chiarito che non si baserebbe su tale trattato per determinare la frontiera marittima tra la Colombia e il Nicaragua.

Nella sentenza resa nel merito della causa il 19 novembre 2012, la Corte ha ritenuto che la controversia territoriale tra le parti riguardava la sovranità sugli elementi situati nel Mar dei Caraibi - Alburquerque Cays, East-Southeast Cays, Roncador, Serrana, Quitasueño, Serranilla e Bajo Nuevo - che erano tutti fuori dall'acqua durante l'alta marea e che erano quindi isole suscettibili di appropriazione. La Corte ha osservato, tuttavia, che Quitasueño comprendeva solo un’unica, minuscola isola, nota come QS 32, e una serie di rilievi legati alla bassa marea (elementi fuori dall’acqua durante la bassa marea ma sommersi durante l’alta marea). La Corte ha poi osservato che, ai sensi del Trattato relativo alle questioni territoriali contro la Colombia e il Nicaragua del 1928, la Colombia aveva sovranità non solo sulle isole di San Andrés, Providencia e Santa Catalina, ma anche su altre isole, isolotti e scogli “facenti parte” dell’arcipelago di San Andrés. Pertanto, per affrontare la questione della sovranità, la Corte doveva innanzitutto accertare cosa costituisse l'arcipelago di San Andrés. Ha concluso, tuttavia, che né il Trattato del 1928 né i documenti storici stabilivano in modo definitivo la composizione di quell'Arcipelago. La Corte ha quindi esaminato gli argomenti e le prove non basati sulla composizione dell'Arcipelago ai sensi del Trattato del 1928. Ha ritenuto che né il Nicaragua né la Colombia avevano stabilito di avere titolo sulle caratteristiche marittime contestate in virtù dell’uti possidetis juris (il principio secondo cui, dopo l’indipendenza, i nuovi Stati ereditano i territori e i confini delle ex province coloniali), perché nulla indicava chiaramente se queste caratteristiche fossero attribuite alle province coloniali del Nicaragua o della Colombia. La Corte ha poi esaminato se la sovranità potesse essere stabilita sulla base di atti statali che manifestano una dimostrazione di autorità su un determinato territorio (effectivités). Riteneva accertato che per molti decenni la Colombia avesse continuato e coerentemente agito à titre de souverain riguardo alle caratteristiche marittime controverse. Questo esercizio di autorità sovrana era stato pubblico e non c’erano prove che avesse incontrato proteste da parte del Nicaragua prima del 1969, quando la disputa si era cristallizzata. Inoltre, la prova degli atti amministrativi della Colombia nei confronti delle isole contrastava con l’assenza di qualsiasi prova di atti a titre de souverain da parte del Nicaragua. La Corte ha inoltre osservato che, pur non essendo una prova di sovranità, la condotta del Nicaragua per quanto riguarda le caratteristiche marittime in controversia, la pratica di Stati terzi e le mappe hanno fornito un certo sostegno alla tesi della Colombia. La Corte ha concluso che la Colombia, e non il Nicaragua, aveva la sovranità sulle isole di Alburquerque, Bajo Nuevo, East-Southeast Cays, Quitasueño, Roncador, Serrana e Serranilla.

Per quanto riguarda la richiesta del Nicaragua di delimitare una piattaforma continentale che si estende oltre le 200 miglia nautiche, la Corte ha osservato che “qualsiasi rivendicazione di diritti sulla piattaforma continentale oltre le 200 miglia [da parte di uno Stato parte della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS)] deve essere conforme all’articolo 76 dell’UNCLOS ed essere esaminata dalla Commissione sui limiti della piattaforma continentale”. Considerato l’oggetto e lo scopo dell’UNCLOS, come stipulato nel suo preambolo, il fatto che la Colombia non ne fosse parte non esentava il Nicaragua dagli obblighi derivanti dall’articolo 76 di tale Convenzione. La Corte ha osservato che il Nicaragua aveva presentato alla Commissione solo “informazioni preliminari” che, per sua stessa ammissione, non soddisfacevano i requisiti affinché la Commissione potesse formulare le sue raccomandazioni. Poiché alla Corte non sono state presentate ulteriori informazioni, ha ritenuto che, in questo caso, il Nicaragua non aveva dimostrato di avere un margine continentale sufficientemente esteso da sovrapporsi al diritto di 200 miglia nautiche della Colombia sulla piattaforma continentale, misurata dalla costa continentale della Colombia. La Corte non è stata quindi in grado di delimitare il confine marittimo tra la piattaforma continentale estesa, come sostenuto dal Nicaragua, e la piattaforma continentale della Colombia. Nonostante questa conclusione, la Corte ha osservato che era ancora chiamata a delimitare la zona situata entro 200 miglia nautiche dalla costa nicaraguense, dove si sovrapponevano i diritti della Colombia e del Nicaragua.

Per effettuare la delimitazione del confine marittimo, la Corte ha innanzitutto determinato quali fossero le coste interessate delle Parti, vale a dire quelle coste le cui proiezioni si sovrapponevano. Ha riscontrato che la costa rilevante del Nicaragua era l’intera costa, ad eccezione del breve tratto di costa vicino a Punta de Perlas, e che la costa rilevante della Colombia era l’intera costa delle isole sotto la sovranità colombiana, ad eccezione di Quitasueño, Serranilla e Bajo Nuevo. La Corte ha poi osservato che l’area marittima rilevante, vale a dire l’area in cui i potenziali diritti delle Parti si sovrapponevano, si estendeva per 200 miglia nautiche a est della costa nicaraguense. I confini a nord e a sud sono stati determinati dalla Corte in modo tale da non sovrapporsi ai confini esistenti o da estendersi in aree in cui i diritti di Stati terzi potrebbero essere pregiudicati.

Per effettuare la delimitazione, la Corte ha seguito la procedura in tre fasi precedentemente prevista e utilizzata nella sua giurisprudenza.

Innanzitutto, ha selezionato i punti base e costruito una linea mediana provvisoria tra la costa nicaraguense e le coste occidentali delle isole colombiane interessate di fronte alla costa nicaraguense.

In secondo luogo, la Corte ha considerato tutte le circostanze rilevanti che avrebbero potuto richiedere un aggiustamento o uno spostamento della linea mediana provvisoria in modo da ottenere un risultato equo. Essa ha osservato che la sostanziale disparità tra la costa colombiana interessata e quella del Nicaragua (circa 1:8,2), nonché la necessità di evitare una situazione in cui la linea di delimitazione tagliasse l’uno o l’altro dei legami delle Parti dalle zone marittime in cui si proiettano le sue coste, costituivano circostanze rilevanti. La Corte ha osservato che, mentre si dovevano tenere presenti legittime preoccupazioni in materia di sicurezza nel determinare quale aggiustamento dovesse essere apportato alla linea mediana provvisoria o in che modo tale linea dovesse essere spostata, la condotta delle Parti, le questioni relative all’accesso alle risorse naturali e le delimitazioni già effettuate nell’area non erano circostanze rilevanti in questo caso. Nella zona interessata tra il continente nicaraguense e le coste occidentali di Alburquerque Cays, San Andrés, Providencia e Santa Catalina, dove il rapporto era quello di coste opposte, le circostanze rilevanti richiedevano uno spostamento della linea mediana provvisoria verso est. A tal fine, la Corte ha stabilito che dovrebbero essere attribuiti pesi diversi ai punti base situati sulle isole nicaraguensi e colombiane, vale a dire un peso di uno per ciascuno dei punti base colombiani e un peso di tre per ciascuno dei punti base nicaraguensi. La Corte ha tuttavia ritenuto che l’estensione della linea così costruita verso nord o verso sud non porterebbe ad un risultato equo, poiché lascerebbe alla Colombia una quota della zona interessata significativamente maggiore di quella accordata al Nicaragua, nonostante il fatto che la costa interessata del Nicaragua fosse più di otto volte la lunghezza della costa interessata della Colombia. Inoltre, separerebbe il Nicaragua dalle zone a est delle principali isole colombiane in cui si proietta la costa nicaraguense. Secondo la Corte, un risultato equo doveva essere raggiunto continuando la linea di confine fino alla linea di 200 miglia nautiche dalla costa nicaraguense. A nord, tale linea seguirebbe il parallelo che passa per il punto più settentrionale del limite esterno del mare territoriale di 12 miglia nautiche di Roncador. A sud, il confine marittimo seguirebbe prima il limite esterno del mare territoriale di 12 miglia nautiche di Alburquerque e East-Southeast Cays, poi il parallelo dal punto più orientale del mare territoriale di East-Southeast Cays. Per evitare che Quitasueño e Serrana cadano, in tali circostanze, sul lato nicaraguense della linea di confine, il confine marittimo attorno a ciascuna di queste caratteristiche seguirebbe il limite esterno del loro mare territoriale di 12 miglia nautiche.

In terzo e ultimo luogo, la Corte ha verificato che, tenendo conto di tutte le circostanze del caso di specie, la delimitazione così ottenuta non creasse una sproporzionalità tale da rendere il risultato iniquo. La Corte ha osservato che la linea di confine aveva l’effetto di dividere l’area interessata tra le Parti in un rapporto di circa 1:3,44 a favore del Nicaragua, mentre il rapporto delle coste interessate era di circa 1:8,2. Essa ha concluso che tale linea non comportava una sproporzione tale da creare un risultato iniquo.

Istituzione del procedimento

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