La Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) dell’Aia ha depositato una storica decisione che ridefinisce la portata degli obblighi di diligenza (due diligence) che incombono sugli Stati sovrani nella prevenzione dei danni ecologici gravi al di fuori delle proprie acque territoriali.
Il parere consultivo, adottato a larghissima maggioranza dai quindici giudici togati delle Nazioni Unite, stabilisce per la prima volta un nesso giuridico diretto tra gli impegni assunti nelle convenzioni multilaterali sul clima (Accordo di Parigi), il diritto consuetudinario e la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS). La Corte ha ribadito che nessun ordinamento statale può invocare la propria legislazione interna per sottrarsi agli obblighi di preservazione dell’ambiente marino globale.
Le conclusioni dei giudici pongono in capo ai governi l’obbligo attivo di vigilare sulle attività estrattive, industriali e marittime condotte da società private registrate sotto la propria giurisdizione, rendendo gli Stati potenzialmente responsabili di fronte alla giustizia internazionale per le omissioni di controllo.
Il Principio del ‘Chi Inquina Paga’ nel Diritto Sovranazionale
Uno degli aspetti più innovativi del dispositivo riguarda l’applicazione vincolante del principio di precauzione e del principio ‘chi inquina paga’ nelle controversie tra Stati. I giudici hanno chiarito che l’assenza di piena certezza scientifica non può giustificare il rinvio di misure efficaci volte a prevenire il degrado ambientale irreversibile degli oceani.
La sentenza stabilisce criteri rigorosi per la quantificazione dei danni ecologici puri, aprendo la strada a richieste risarcitorie formali da parte dei piccoli stati insulari e dei paesi in via di sviluppo colpiti dall’innalzamento del livello del mare e dall’acidificazione delle acque.
I giuristi internazionali evidenziano come questa pronuncia costituisca un precedente vincolante che influenzerà i futuri contenziosi climatici sia davanti ai tribunali internazionali sia nelle corti di legittimità nazionali.
Ripercussioni sulle Politiche Industriali ed Energetiche
I governi firmatari saranno chiamati a revisionare i propri piani nazionali di autorizzazione alle trivellazioni in alto mare e al trasporto marittimo di combustibili fossili per conformarsi ai nuovi standard di responsabilità imposti dall’Aia.
