Sovranità su Pulau Ligitan e Pulau Sipadan (Indonesia/Malesia)
Sovranità su Pulau Ligitan e Pulau Sipadan (Indonesia/Malesia)
PANORAMICA DEL CASO
Il 2 novembre 1998, la Repubblica di Indonesia e la Malaysia hanno notificato congiuntamente alla Corte un accordo speciale tra i due Stati, firmato a Kuala Lumpur il 31 maggio 1997 ed entrato in vigore il 14 maggio 1998. In conformità di tale accordo speciale, hanno chiesto alla Corte di determinare, sulla base dei trattati, degli accordi e di qualsiasi altra prova da loro fornita, a quale dei due Stati apparteneva la sovranità su Pulau Ligitan e Pulau Sipadan.
Poco dopo il deposito da parte delle parti dei memoriali, dei contro-memoriali e delle risposte, le Filippine, il 13 marzo 2001, hanno chiesto il permesso di intervenire nel caso. Nella domanda le Filippine hanno indicato che l'oggetto della loro richiesta era quello di
“preservare e salvaguardare i diritti storici e legali [del suo governo] derivanti dalla sua pretesa di dominio e sovranità sul territorio del Borneo settentrionale, nella misura in cui tali diritti [erano] influenzati, o [potrebbero] essere influenzati, da una decisione della Corte sulla questione della sovranità su Pulau Ligitan e Pulau Sipadan”.
Le Filippine hanno precisato che non intendono intervenire nella causa. Inoltre, le Filippine hanno specificato che “[la sua] Costituzione… così come la sua legislazione hanno[d] rivendicato il dominio e la sovranità sul Borneo settentrionale”. La richiesta di autorizzazione all'intervento ha suscitato obiezioni da parte dell'Indonesia e della Malesia. Tra l'altro, l'Indonesia ha dichiarato che il ricorso doveva essere respinto in quanto non era stato depositato in tempo e le Filippine non avevano dimostrato di avere un interesse di natura giuridica in questione nella causa. Nel frattempo, la Malesia ha aggiunto che l'oggetto della domanda era inadeguato. La Corte ha quindi deciso di sentire in udienza pubblica le Filippine, l'Indonesia e la Malesia, prima di pronunciarsi sull'accoglimento dell'istanza di intervento. Al termine di tali udienze, la Corte, il 23 ottobre 2001, ha emesso una sentenza con la quale ha respinto la richiesta di intervento delle Filippine.
Dopo lo svolgimento delle udienze pubbliche del giugno 2002, la Corte ha emesso la sentenza nel merito il 17 dicembre 2002. In tale sentenza, essa ha esordito ricordando il complesso contesto storico della controversia tra le parti. Ha poi esaminato i titoli da essi invocati. L'Indonesia affermò che la sua pretesa di sovranità sulle isole era basata principalmente su un titolo convenzionale, la Convenzione del 1891 tra Gran Bretagna e Paesi Bassi.
Dopo aver esaminato la Convenzione del 1891, la Corte ha ritenuto che, letto nel suo contesto e alla luce del suo oggetto e del suo scopo, tale strumento non poteva essere interpretato nel senso che stabiliva una linea di assegnazione che determinasse la sovranità sulle isole al largo, ad est dell’isola di Sebatik, e che, di conseguenza, la Convenzione non costituiva un titolo sul quale l’Indonesia poteva fondare le sue pretese nei confronti di Ligitan e Sipadan. La Corte ha precisato che tale conclusione è stata confermata sia dai lavori preparatori sia dal successivo comportamento delle parti della Convenzione. La Corte ha inoltre ritenuto che il materiale cartografico presentato dalle Parti nel caso non contraddiceva tale conclusione.
Dopo aver respinto tale argomentazione dell'Indonesia, la Corte è passata all'esame degli altri titoli su cui l'Indonesia e la Malesia affermavano di fondare la propria sovranità sulle isole di Ligitan e Sipadan. La Corte ha cercato di determinare se l'Indonesia o la Malesia abbiano ottenuto un titolo sulle isole per successione. A tale riguardo, essa non ha accolto la tesi dell’Indonesia secondo cui essa avrebbe conservato la proprietà sulle isole in quanto successore dei Paesi Bassi, che le avrebbero acquisite tramite contratti conclusi con il sultano di Bulungan, titolare originario. La Corte non ha neppure accolto la tesi della Malaysia secondo cui essa avrebbe acquisito la sovranità sulle isole di Ligitan e Sipadan a seguito di una serie di presunti trasferimenti del titolo originariamente detenuto dall’ex sovrano, il sultano di Sulu, titolo che sarebbe passato a sua volta alla Spagna, agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna per conto dello Stato del Borneo settentrionale, al Regno Unito e infine alla Malaysia.
Avendo constatato che nessuna delle parti aveva un titolo basato sul trattato su Ligitan e Sipadan, la Corte ha poi esaminato la questione se l'Indonesia o la Malesia potessero detenere il titolo sulle isole contese in virtù delle effectivités da loro citate. A tale riguardo, la Corte ha stabilito se le rivendicazioni di sovranità delle parti fossero basate su attività che dimostrassero un esercizio effettivo e continuato dell’autorità sulle isole, vale a dire l’intenzione e la volontà di agire come sovrane.
A questo proposito, l'Indonesia ha citato una presenza continua delle marine olandese e indonesiana nelle vicinanze di Ligitan e Sipadan. Ha aggiunto che le acque intorno alle isole erano tradizionalmente utilizzate dai pescatori indonesiani. Per quanto riguarda il primo di questi argomenti, la Corte ha ritenuto che dai fatti invocati nella causa “non [si poteva] dedurre... che le autorità navali interessate considerassero Ligitan e Sipadan e le acque circostanti sotto la sovranità dei Paesi Bassi o dell'Indonesia”. Per quanto riguarda il secondo argomento, la Corte ha ritenuto che “le attività di privati [potrebbero] non essere considerate effectivités se [non fossero] svolte sulla base di regolamenti ufficiali o sotto l'autorità governativa”.
Dopo aver respinto gli argomenti dell’Indonesia basati sulla sua effectivités, la Corte è passata alla considerazione delle effectivités invocate dalla Malaysia. Come prova della sua efficace amministrazione delle isole, la Malesia ha citato, tra l'altro, le misure adottate dalle autorità del Borneo settentrionale per regolamentare e controllare la raccolta delle uova di tartaruga su Ligitan e Sipadan, un'attività di una certa importanza economica all'epoca nella zona. Si basava sull’ordinanza sulla preservazione delle tartarughe del 1917 e sosteneva che l’ordinanza “[era stata] applicata almeno fino agli anni ’50” nell’area delle due isole contese. Essa invocava inoltre il fatto che le autorità della colonia del Borneo settentrionale avevano costruito un faro a Sipadan nel 1962 e un altro a Ligitan nel 1963, che tali fari esistevano ancora e che erano stati mantenuti dalle autorità malesi sin dalla sua indipendenza. La Corte lo ha osservato
"le attività su cui fa affidamento la Malesia... [siamo] in numero modesto ma... [siamo] di carattere diverso e comprendono[d] atti legislativi, amministrativi e quasi-giudiziari. Coprono[ndr] un periodo di tempo considerevole e mostrano[ndr] un modello che rivela un'intenzione di esercitare funzioni statali nei confronti delle due isole nel contesto dell'amministrazione di una gamma più ampia di isole."
La Corte ha inoltre affermato che “al momento in cui queste attività furono svolte, né l’Indonesia né il paese predecessore, i Paesi Bassi, [avevano] mai espresso il proprio disaccordo o protestato”.
La Corte ha concluso, sulla base delle suddette effectivités, che la sovranità su Pulau Ligitan e Pulau Sipadan apparteneva alla Malaysia.
