Nel 2024, in provincia di Trento, le truffe di falso trading online hanno mosso 2.417.359 euro, secondo la tabella del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica «Trentino - Alto Adige». Per quelle truffe la Polizia Postale ha denunciato una sola persona, senza arresti né perquisizioni. Nella stessa tabella c’è l’altra faccia del lavoro: per pedopornografia 20 persone denunciate, 3 arrestate, 12 perquisizioni e 11.376 gigabyte di materiale sequestrato. A Bolzano, la Sezione Operativa ha registrato 11 denunciati per trading online a fronte di 1.081.516 euro. Sono numeri che la Questura di Trento ha allegato, il 15 gennaio 2025, al comunicato con cui ha diffuso il report nazionale 2024 della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica: un testo uguale a quello pubblicato lo stesso giorno da altre questure, a cui ogni ufficio aggiunge i propri dati.
Il report nazionale descrive un anno in cui, scrive la Polizia, i reati contro la persona commessi in rete sono in aumento, le truffe di investimento sono «in forte espansione» e agli attacchi di matrice criminale si affiancano quelli di attori «state-sponsored». Le due tabelle regionali mostrano come questi fenomeni arrivano su un territorio piccolo: molte denunce ricevute, pochi responsabili individuati per i reati economici, un’attività concentrata sulla tutela dei minori. La versione precedente di questa pagina mescolava a questi dati quelli della Lombardia, presentandoli come se fossero locali: qui i tre livelli, nazionale, regionale e lombardo, restano distinti.
Due tabelle per una regione
Il prospetto del Centro di Trento conta 165 denunce ricevute per reati contro il patrimonio. Oltre al trading online, le truffe di e-commerce valgono 31.041 euro con 8 denunciati; le frodi informatiche 325.489 euro con 3 denunciati, 2 arresti e una perquisizione; le altre fattispecie 218.074 euro. In tutto 14 persone denunciate. Il totale degli importi è stampato come «2.991,96», mentre la somma delle righe dà quasi tre milioni di euro: con ogni probabilità il totale è espresso in migliaia, ma la tabella non lo dice. Per i reati contro la persona le denunce ricevute sono 24 e i denunciati 30, di cui 20 per pedopornografia; le denunce per attacchi informatici sono 15.
Bolzano ha numeri diversi e, per certi versi, opposti. Le denunce per reati contro il patrimonio sono 196 e le persone denunciate 97: 58 per truffe di e-commerce, 21 per altre fattispecie, 11 per trading online, 7 per frodi informatiche, per importi complessivi di 1.922.297 euro, senza arresti né perquisizioni. Per i reati contro la persona le denunce ricevute sono 14 e i denunciati 31, fra cui 11 per sostituzione di persona e 9 per pedopornografia, con un arresto e 6 perquisizioni; gli attacchi informatici denunciati sono 20. Le due sedi, nella stessa regione, mostrano esiti molto diversi sui reati economici: a Trento quasi tre milioni di importi e 14 denunciati, a Bolzano meno di due milioni e 97 denunciati. Le tabelle non spiegano la differenza.
Il quadro nazionale
Il testo del comunicato è il report nazionale. Il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online ha coordinato oltre 2.800 indagini, con circa 1.000 perquisizioni, 144 arresti e 1.028 denunce; ha analizzato oltre 42.000 siti, 2.775 dei quali inseriti nella black list. Il cyberbullismo è in lieve aumento, oltre 300 casi, con la fascia 14-17 anni più colpita ma gli incrementi maggiori fra 0-9 e 10-13 anni. Le estorsioni sessuali sono in diminuzione e la diffusione non autorizzata di immagini intime in aumento. La Sezione Operativa ha trattato 1500 casi di sextortion, con vittime maggiorenni soprattutto uomini, e 264 casi di diffusione non consensuale di immagini o video intimi, soprattutto in danno di donne, con oltre 200 persone denunciate.
Sul versante delle infrastrutture, il CNAIPIC ha gestito circa 12.000 attacchi informatici significativi e diramato oltre 59.000 alert, con 63 richieste di cooperazione internazionale e circa 180 persone identificate e denunciate; fra i grandi eventi protetti c’è il Vertice del G7 in Puglia dal 13 al 15 giugno. Per il cyberterrorismo sono stati monitorati oltre 290.000 siti, 2.364 dei quali oscurati. Il sito del Commissariato di P.S. online ha ricevuto circa 3.000.000 di visite, oltre 82.000 segnalazioni e 23.000 richieste di assistenza. Il report non dà cifre nazionali sulle truffe, ma segnala il ricorso crescente alle criptovalute, più difficili da tracciare.
Il report descrive anche le forme. Sul crimine finanziario, la Polizia Postale ha istituito una Divisione operativa dedicata; i fenomeni principali sono le campagne di phishing, anche nelle varianti del vishing e dello smishing, contro persone fisiche, piccole e medie imprese e grandi società, e le frodi di ingegneria sociale, in particolare la BEC fraud, favorita dall’aumento delle comunicazioni commerciali a distanza. Sulle infrastrutture, il report conferma un’elevata incidenza di attacchi ransomware e DDoS contro le pubbliche amministrazioni locali, specie Comuni e Aziende Sanitarie, e contro le aziende che erogano servizi essenziali.
La Lombardia, che non è Trento
La Questura di Milano ha diffuso lo stesso giorno lo stesso report, con un bilancio lombardo più ricco di quello trentino. È da lì che vengono le cifre che la versione precedente di questa pagina attribuiva a «cluster operativi» e confrontava con il dato nazionale come se fossero in contraddizione. In Lombardia i casi di cyberbullismo sono scesi del 26%, a 27 contro i 41 del 2023, mentre nel Paese sono oltre 300 e in lieve aumento: non è una contraddizione, sono due territori. In Lombardia i reati di detenzione e diffusione di pedopornografia crescono del 5% e del 17%, e i casi di produzione di materiale passano da zero a 12; l’adescamento cala del 16%.
Sui reati contro la persona maggiorenne, il bilancio lombardo registra 261 casi contro 306, meno 15%: il «revenge porn» è stabile a 35, la sextortion scende da 217 a 159, le diffamazioni online salgono da 172 a 184. Nessun arresto nel 2024 contro 2 nel 2023, ma le persone identificate passano da 63 a 96. Nel settore dei minori gli arresti sono 30 contro 31 e i denunciati salgono da 160 a 179. I reati ai danni del servizio postale scendono da 46 a 30, con i furti nei centri di smistamento da 21 a 16 e le frodi agli sportelli da 18 a 5. Sono dati utili, ma raccontano la Lombardia: per sapere che cosa accade in Trentino bisogna guardare le due tabelle allegate dalla Questura di Trento, che sono più scarne e non hanno il confronto con l’anno precedente.
Il bilancio lombardo dà anche una misura che le tabelle trentine non hanno, quella del denaro perso. Le frodi informatiche scendono del 21%, 564 casi contro 713, ma gli importi persi salgono del 30%, da 7,4 a 9,6 milioni di euro. Per le altre truffe le somme sottratte passano da 26,7 a 32,7 milioni, e a pesare sono soprattutto il finto trading online e le forme simili di investimento, che in Lombardia valgono il 48% del totale delle truffe online. È lo stesso fenomeno che, a Trento, occupa da solo la riga più pesante della tabella.
Quello che i numeri non dicono
Tutte queste cifre misurano l’attività della Polizia, non la diffusione dei reati: una denuncia ricevuta non è un reato accertato, una persona denunciata non è una persona condannata, e gli importi indicati per le truffe non dicono quanto denaro sia stato recuperato. Il report nazionale, per esempio, non dice quanto del denaro sottratto sia tornato alle vittime. Le tabelle regionali hanno un pregio: mostrano lo scarto fra quello che viene denunciato e quello che viene attribuito a qualcuno. A Trento, per il trading online, quello scarto è di oltre due milioni di euro e una sola persona. Le campagne di prevenzione, «Una vita da social» e «Cuori Connessi», hanno portato il Centro di Trento in 57 interventi nelle scuole con 8321 alunni e 785 insegnanti, e la Sezione di Bolzano in 48 interventi con 3388 alunni.
Il fascicolo delle prove
- Atto: Questura di Trento, «C3 – Combating Cyber Crime: prevenzione e contrasto dei crimini informatici», 15 gennaio 2025 (testo integrale).
- Allegati letti: «Report attività COSC TN 2024» e «Report attività SOSC BZ 2024», tabelle del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Trento e della Sezione di Bolzano.
- Documento collegato: Questura di Milano, «2024: un anno di Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica» (testo integrale), da cui vengono i dati lombardi.
- Correzione: la versione precedente presentava come locali i dati della Lombardia e li confrontava con quelli nazionali come se fossero contraddittori.
- Dato da verificare: il totale degli importi della tabella di Trento («2.991,96»), che non coincide con la somma delle righe se non letto in migliaia.
- Dati personali: le fonti non riguardano persone determinate.
- Base per la riproduzione: articolo 5 della legge 22 aprile 1941, n. 633, che esclude dalla tutela del diritto d’autore i testi degli atti ufficiali.

