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Beni confiscati e infiltrazioni tra Campania e Lazio: l’asse delle indagini antimafia
Inchiesta Esclusiva

Beni confiscati e infiltrazioni tra Campania e Lazio: l’asse delle indagini antimafia

Dossier UnclessifyItalia2024public24/08/2026
#antimafia#sequestro-beni#camorra#misure-di-prevenzione#roma#salerno
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Atti declassificati, registri ufficiali e documentazione giudiziaria acquisiti ed esaminati dal team investigativo di Unclessify.

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Beni confiscati e infiltrazioni tra Campania e Lazio: l’asse delle indagini antimafia

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Clausola di Trasparenza & Diritto di Cronaca

Dossier e inchiesta originale redatti in esclusiva dalla redazione di Unclessify a partire dall'analisi di atti pubblici, registri ufficiali e documentazione declassificata. La ricostruzione documentale, la contestualizzazione storico-giudiziaria e il commento critico costituiscono opera giornalistica indipendente tutelata dall'art. 21 della Costituzione e dal diritto di cronaca.

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Dossier & Articolo Completo

L’incrocio dei provvedimenti giudiziari tra Salerno e Roma svela le direttrici economico-finanziarie dei clan e i circuiti di reinvestimento illecito.

Rilevanza pubblica e perimetro delle indagini

L’azione giudiziaria che unisce le province campane e l’area metropolitana della Capitale documenta un fenomeno persistente di infiltrazione economica da parte di formazioni criminali strutturate. I provvedimenti ablativi e le misure cautelari testimoniano la vulnerabilità dei comparti commerciali, immobiliari e degli appalti di fronte alla penetrazione di capitali di provenienza illecita. La comprensione di queste dinamiche risponde all’interesse pubblico primario di monitorare la salvaguardia del tessuto produttivo legale e la trasparenza amministrativa.

Gli atti istruttori delineano l’operatività di reti criminali composte da soggetti intranei o contigui a sodalizi camorristici radicate nei territori di Salerno, Avellino e Napoli, con forti ramificazioni nel Lazio. L’intersezione tra criminalità tradizionale campana e gruppi autoctoni evidenzia strategie condivise di reimpiego patrimoniale e controllo del territorio. Tale convergenza dimostra come la transizione dei capitali illeciti superi i confini regionali per insediarsi in snodi strategici dell’economia laziale.

Contesto storico e dinamiche territoriali

L’evoluzione delle presenze criminali lungo la dorsale tirrenica affonda le proprie radici nelle trasformazioni delle consorterie campane dagli anni Novanta in avanti. Nel territorio salernitano e a Cava de’ Tirreni, l’egemonia storica di gruppi criminali ha generato ramificazioni capaci di resistere nel tempo, intrecciando condanne definitive per reati associativi ed estorsioni a rinnovate iniziative economiche. Questa continuità temporale evidenzia la transizione da forme di intimidazione predatoria a modelli stabili di penetrazione societaria.

Sul versante laziale, i comprensori di Aprilia e Latina hanno progressivamente assunto il ruolo di snodi operativi per consorterie criminali ibride. In quest’area si sono consolidate alleanze tra elementi della criminalità campana e compagini locali, impegnate nella gestione delle piazze di spaccio e nell’acquisizione di attività distributive. Le vicende repressive confermano la presenza di strutture capaci di proiettare i propri interessi logistici fino a Roma, Pomezia e Grosseto.

Nel Sorano, nel Cassinate e nell’Avezzanese, i contrasti insorti attorno al 2020 hanno documentato l’esistenza di agguerriti sodalizi contrapposti per il monopolio del traffico di sostanze stupefacenti. La progressione degli affari illeciti ha consentito a tali strutture di accumulare risorse reimpiegate nell’acquisto di patrimoni immobiliari e quote societarie. L’accumulazione patrimoniale registrata nelle aree interne del Lazio riflette i medesimi schemi di reinvestimento riscontrati nei contesti metropolitani.

La dimensione internazionale emerge parallelamente attraverso canali di cooperazione giudiziaria e indagini transfrontaliere. Il ricorso a procedure europee per il congelamento dei beni e i canali investigativi con la Turchia e il Marocco evidenziano la mobilità dei soggetti indagati. La latitanza estera e la diversificazione societaria rappresentano la risposta delle reti criminali alla pressione giudiziaria esercitata dagli organi inquirenti italiani.

Attori e soggetti istituzionali

Il quadro investigativo coinvolge primarie articolazioni dello Stato, tra cui la Direzione Investigativa Antimafia, i comandi dell’Arma dei Carabinieri di Latina, Aprilia e la Questura di Latina. Il coordinamento delle Procure della Repubblica e delle Direzioni Distrettuali Antimafia di Roma e Salerno ha permesso di attivare procedimenti sia sul piano delle misure di prevenzione patrimoniale sia sul versante delle misure cautelari personali per reati associativi.

Tra i soggetti destinatari delle misure ablative figura Carlo Montella, detenuto presso la Casa Circondariale di Parma in espiazione di condanne definitive per omicidio pluriaggravato continuato, associazione camorristica, usura ed estorsione. A Cava de’ Tirreni emerge il ruolo del clan Bisogno e di soggetti legati alla figura di Ferrara, condannato irrevocabilmente per associazione mafiosa ex articolo 416 bis del codice penale e successivamente raggiunto da provvedimenti per estorsione, usura e trasferimento fraudolento di valori.

Sul piano politico-amministrativo, gli atti documentano le verifiche sulla candidatura a sindaco presso il comune di Capaccio Paestum di Alfieri Francesco nella consultazione elettorale del giugno 2019. L’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso ha costituito l’oggetto di indagini protratte tra il 2022 e il 2024. Le investigazioni hanno inteso vagliare i rapporti intercorsi durante la fase elettorale per riscontrare eventuali condizionamenti.

Nel comparto economico e societario laziale figurano compagini colpite da sequestro a Roma, Pomezia e nel Sorano, oltre a entità commerciali quali S.a.s., Ditta Individuale TARULLI Maria e HAPPY DAYS 2 ARCARA S.R.L. Il circuito include imprenditori condannati per traffico di stupefacenti e soggetti resisi irreperibili durante l’operazione condotta ad Aprilia a luglio 2024, rintracciati successivamente in Marocco nel novembre 2025.

Analisi critica delle evidenze patrimoniali e procedurali

L’esame incrociato degli atti giudiziari permette di ricostruire un quadro patrimoniale di notevole entità. Nel distretto di Salerno, le indagini hanno attestato una pericolosità sociale generica dal 2009 al 2021 e qualificata dal 2015 al 2017, portando a un sequestro stimabile in circa 2.5 milioni di euro. Parallelamente, la confisca di immobili riconducibili a Montella ha superato il valore di oltre due milioni di euro, a cui si aggiungono le misure per oltre un milione di euro su complessi aziendali e la confisca per equivalente di circa 160.000 euro.

«Il decreto di sequestro è stato emesso all’esito delle risultanze della complessa attività investigativa condotta dalla Sezione DIA di Salerno finalizzata alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale sia generica che qualificata del proposto»

Nel territorio di Roma e Latina, le indagini avviate nel 2024 hanno intercettato patrimoni distribuiti tra undici immobili, terreni, uffici, due ville a Pomezia e un appartamento a Grosseto per un valore complessivamente stimato in circa quattro milioni di euro. Nel Sorano il provvedimento ha colpito cinque società e vari immobili per un ammontare stimato in circa due milioni di euro. Le risultanze evidenziano la preferenza per l’intestazione fittizia e il reinvestimento in rami commerciali quali distribuzione alimentare e materiali plastici.

«Il decreto di sequestro de quo riguarda la totalità dei beni aziendali e strumentali di n. 4 società operanti a Roma e provincia, nonché 11 immobili tra cui n. 1 appartamento sito in provincia di Grosseto, due ville site in una zona residenziale di Pomezia»

L’analisi critica delle evidenze impone di distinguere tra i titoli esecutivi definitivi e le misure cautelari patrimoniali suscettibili di impugnazione. Se per figure storiche le sentenze per camorra ed estorsione sono irrevocabili, per i filoni d’indagine più recenti le contestazioni dovranno essere sottoposte al vaglio dibattimentale. Resta da chiarire l’effettiva capacità di recupero integrale delle disponibilità liquide schermate tramite canali societari esteri e procedure di congelamento beni ai sensi del regolamento comunitario.

Trasparenza e base giuridica

Tutti gli elementi informativi, i riferimenti temporali e le stime economiche riportati nel presente dossier derivano direttamente da atti ufficiali e comunicazioni istituzionali emesse dalla Direzione Investigativa Antimafia relativi alle sezioni operative di Salerno e Roma. Gli atti di riferimento comprendono le informative collegate all’Operazione Borotalco e all’Operazione Assedio, diffuse tra il 2023 e il 2026.

La documentazione è accessibile al pubblico ed è pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, articolo 5, che esclude i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle pubbliche amministrazioni dalla tutela del diritto d’autore. L’analisi è stata condotta nel pieno rispetto della presunzione di non colpevolezza per tutti i soggetti i cui procedimenti non siano ancora giunti a sentenza passata in giudicato.

Su cosa si regge questo pezzo

Il testo è stato verificato contro i fatti elencati, estratti dall'atto qui sopra. Non ha ancora una corroborazione da fonti indipendenti.

I 34 fatti verificati nel testo
  1. Il decreto di sequestro è stato emesso all’esito delle risultanze della complessa attività investigativa condotta dalla Sezione DIA di Salerno finalizzata alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale sia generica (dal 2009 al 2021), che qualificata (dal 2015 al 2017) del “proposto” (art. 4, comma 1, lett. a e c), del D.
  2. Lgs. 159/2011), riconosciute entrambe sussistenti dal Tribunale di Salerno.
  3. Il valore complessivo del sequestro è stimabile in circa 2.5 milioni di euro.
  4. Si rappresenta che il provvedimento è ovviamente suscettivo di impugnazioni e le accuse così formulate saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle fasi ulteriori del procedimento Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  5. L’attività d’indagine- che ha avuto inizio nel mese di luglio 2025 – ha consentito di disvelare l’esistenza di una articolata rete criminale composta da soggetti intranei e/o contigui a tre sodalizi camorristici, operanti nelle province di Salerno, Avellino e nella provincia di Napoli.
  6. Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  7. In ordine alla contestazione di scambio elettorale politico mafioso, si evidenzia che le indagini ( durate circa due anni (2022-2024), hanno avuto ad oggetto la ricostruzione dei rapporti intercorsi tra il sindaco dimissionario di Capaccio Paestum, avv.
  8. Le vicende oggetto di accertamento riguardano la candidatura a sindaco del Comune di Capaccio Paestum di ALFIERI Francesco nella consultazione elettorale del giugno 2019.
  9. Il destinatario del provvedimento è stato definitivamente condannato per estorsione ( 1999) nonché, in primo grado, dal Tribunale di Nocera Inferiore per associazione mafiosa (1997), reato poi dichiarato estinto per prescrizione dalla Corte di Appello di Napoli.
  10. Salerno, 26 febbraio 2025 Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  11. Oggetto della confisca risultano essere beni immobili per oltre due milioni di euro riconducibili a MONTELLA Carlo, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Parma in espiazione di numerose condanne definitive per i delitti di omicidio pluriaggravato continuato, associazione di tipo camorristico, usura, estorsione ed altro.
  12. Il Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, in via cautelare, aveva già ritenuto accertata la pericolosità sociale qualificata del “proposto” in virtù del suo coinvolgimento in articolate indagini circa collegamenti con il “clan” Bisogno, operante in Cava de’ Tirreni, tant’è che aveva emesso, in via cautelare, decreto di sequestro ex art. 20 D.
  13. Il Ferrara è stato condannato con sentenza irrevocabile per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. ed è stato recentemente sottoposto ad una misura cautelare personale e patrimoniale all’esito di indagini per i reati di estorsione, usura trasferimento fraudolento di valori ed esercizio abusivo di attività finanziarie.
  14. S.a.s.”, “Ditta Individuale TARULLI Maria”, “HAPPY DAYS 2 ARCARA S.R.L.”, nonché rapporti finanziari e beni mobili registrati, per un valore complessivo di oltre un milione di euro.
  15. Ammontare: oltre 1 milione di euro Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  16. E’ stata altresì disposta la confisca per equivalente della somma di circa 160.000 euro.
  17. Salerno, 08 maggio 2023 Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  18. Lo stesso, gravato da numerosi precedenti tra cui reati in materia di sostanze stupefacenti, armi, estorsione aggravata ed associazione di tipo mafioso, insieme alla moglie si era reso irreperibile a luglio 2024 nel corso dell’operazione “Assedio” posta in essere dal Centro Operativo DIA di Roma e dal Reparto Territoriale dei Carabinieri di Aprilia.
  19. A seguito delle incessanti attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, a novembre 2025, entrambi sono stati rintracciati in Marocco e tratti in arresto, in attesa delle procedure di estradizione.
  20. Roma li, 19.02.2026 Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  21. Più in particolare, nel corso della attività di indagine, avviata nel 2024 dal Centro operativo D.I.A. di Roma con il coordinamento della DDA della Procura di Roma, sono stati raccolti elementi gravemente indiziari in ordine alla esistenza di una associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
  22. Roma, 18 novembre 2025 Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  23. Lo stesso, gravato da numerosi precedenti tra cui estorsione ed usura aggravati dal metodo mafioso ed associazione di tipo mafioso, è stato tratto in arresto a luglio 2024 dal personale del Centro Operativo D.I.A. di Roma nell’ambito di un’operazione antimafia che ha visto coinvolte decine di soggetti tra cui alcuni esponenti della criminalità organizzata campana ed autoctona.
  24. Il decreto di sequestro de quo riguarda la totalità dei beni aziendali e strumentali di n. 4 società operanti a Roma e provincia, nonché 11 immobili tra cui n. 1 appartamento sito in provincia di Grosseto, due ville site in una zona residenziale di Pomezia, autorimesse, abitazioni, uffici, terreni, autovetture e disponibilità finanziarie per un valore complessivamente di circa quattro milioni di euro.
  25. Roma, 4 luglio 2025 Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  26. Il decreto di sequestro riguarda 5 società operanti nel Sorano, nonché 3 terreni, 5 fabbricati e disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato di circa due milioni di euro.
  27. I suindicati imprenditori, tra l’altro, sono già stati condannati per reati in materia di sostanze stupefacenti, essendo stati tratti in arresto ad ottobre 2020 e che aveva visto contrapporsi due agguerriti sodalizi criminali in forte dissidio per il controllo delle piazze di spaccio del Sorano, del Cassinate e di alcune località dell’Avezzanese.
  28. Roma, 11.06.2025 Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  29. Roma, 12 febbraio 2025 Lancio Nella mattinata odierna è in corso un’operazione antimafia nei confronti di un sodalizio operante in Aprilia e Latina condotta da personale del Comando Provinciale Carabinieri di Latina, del Centro Operativo DIA di Roma, e della Questura di Latina.
  30. Sono in corso di esecuzione n. 8 misure cautelari (n. 6 in carcere e n. 2 agli Arresti Domiciliari) e il sequestro di n. 2 società operative nel settore della distribuzione alimentare e dei materiali plastici.
  31. Roma, 12 febbraio 2025 Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  32. Roma, 03 luglio 2024 Comunicati stampa 05 Ago 05/08/2026 Delegazione della Direzione Investigativa Antimafia in visita operativa presso il KOM di Ankara Nell’ambito dell’Operazione “Borotalco”.
  33. La carriera delittuosa del proposto ha avuto il suo epilogo, da ultimo nel 2022, perché condannato della Corte di Appello di Perugia, con sentenza passata in giudicato, a 8 anni di reclusione per rapina aggravata e stupefacenti.
  34. Con riferimento a quest’ultima società si segnala che fu attivata la procedura del congelamento beni ex art. 14 del regolamento UE 2018/1805 del 14 novembre 2018 per il sequestro delle quote.

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Redazione Investigativa Unclessify

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