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Unclessify — Rivista di Investigazione e Declassificazione, Fondata da Graziano Costantino
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Gestione dell’ordine pubblico e mobilitazione delle forze di sicurezza tra il 2011 e il 2013
Inchiesta Esclusiva

Gestione dell’ordine pubblico e mobilitazione delle forze di sicurezza tra il 2011 e il 2013

Dossier UnclessifyItalia2011public24/08/2026
#ordine pubblico#ministero dell'interno#forze dell'ordine#val di susa#antiterrorismo#sicurezza pubblica
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Atti declassificati, registri ufficiali e documentazione giudiziaria acquisiti ed esaminati dal team investigativo di Unclessify.

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Gestione dell’ordine pubblico e mobilitazione delle forze di sicurezza tra il 2011 e il 2013

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Clausola di Trasparenza & Diritto di Cronaca

Dossier e inchiesta originale redatti in esclusiva dalla redazione di Unclessify a partire dall'analisi di atti pubblici, registri ufficiali e documentazione declassificata. La ricostruzione documentale, la contestualizzazione storico-giudiziaria e il commento critico costituiscono opera giornalistica indipendente tutelata dall'art. 21 della Costituzione e dal diritto di cronaca.

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Dossier & Articolo Completo

Un’analisi comparativa dei dati ministeriali sulle operazioni di pubblica sicurezza, dai presidi in Val di Susa al monitoraggio antiterrorismo e alla gestione delle manifestazioni.

Rilevanza e impatto sull’interesse pubblico

L’impiego massiccio dei reparti di sicurezza e la gestione delle piazze costituiscono un indicatore fondamentale della tenuta democratica e delle priorità operative dello Stato. Esaminare la destinazione effettiva di centinaia di migliaia di operatori delle forze dell’ordine consente di comprendere l’evoluzione delle politiche di contenimento del dissenso, della gestione dei grandi eventi sportivi e della prevenzione eversiva.

La comparazione delle relazioni istituzionali fotografa l’allocazione delle risorse logistiche di fronte alle tensioni sociali, ambientali e occupazionali. Questa ricostruzione evidenzia le modalità con cui l’apparato statale ha risposto a scenari di crisi territoriali e minacce asimmetriche, trasformando presidi temporanei in assetti strutturali ad altissimo impatto economico e operativo.

Contesto storico ed evoluzione delle dinamiche di sicurezza

Il biennio compreso tra il 2011 e il 2013 si colloca in una fase storica caratterizzata da forti scosse sociali, spinte dalla crisi economica e da vertenze industriali e territoriali. Sul fronte delle proteste per il lavoro, il 2011 registrava già 3.485 manifestazioni su temi sindacali e occupazionali, dato salito nel 2013 a quota 3.939 mobilitazioni, a testimonianza di una crescente conflittualità legata alla crisi occupazionale e produttiva.

Nel 2013 il quadro complessivo dell’ordine pubblico ha visto lo svolgimento di 10.287 manifestazioni di spiccato interesse, escluse le celebrazioni religiose e sportive. Di queste, 2.717 hanno riguardato tematiche politiche, 718 la difesa dell’ambiente, 461 il mondo studentesco, 384 l’immigrazione, 104 rivendicazioni antimilitariste e 1.964 questioni eterogenee, delineando una geografia della protesta diffusa capillarmente su scala nazionale.

La gestione di queste iniziative di piazza ha comportato nel 2013 l’arresto di 171 persone e la denuncia in stato di libertà di 2.947 soggetti. Gli scontri hanno provocato il ferimento di 333 appartenenti alla Polizia di Stato, 59 carabinieri, 26 finanzieri, 5 agenti di polizia locale e 137 civili, a fronte del bilancio 2011 che contava 81 arresti, 1.190 denunce, 484 poliziotti, 191 carabinieri, 33 finanzieri, un forestale, un vigile urbano e 122 civili feriti.

Un asse centrale della mobilitazione ha riguardato il cantiere dell’alta velocità in Valle di Susa, dove l’avvio delle opere nel giugno 2011 ha innescato una contestazione permanente. Dalle giornate del 27 giugno e del 3 luglio 2011 fino alle manifestazioni per la ricorrenza di Venaus tra l’8 e l’11 dicembre, l’area ha richiesto una concentrazione senza precedenti di contingenti interforze e presidi militari.

Per fronteggiare le proteste in Piemonte, tra il 27 giugno e il 31 dicembre 2011 sono state inviate alla Questura di Torino 116.256 unità di rinforzo, affiancate da contingenti dell’Esercito composti da 275 militari fino a settembre e 230 nel quarto trimestre. Nel 2013 la pressione è ulteriormente aumentata, portando a Torino 130.150 unità di rinforzo e richiedendo il potenziamento della vigilanza militare a Chiomonte con ulteriori 200 soldati giornalieri da ottobre a dicembre.

Sul versante della sicurezza calcistica, il monitoraggio ha coperto 2.900 incontri nel 2011 e 2.712 nel 2013, registrando una flessione complessiva dell’8,1% delle gare osservate. Nonostante il calo dei match, il personale di rinforzo per i campionati professionistici di Serie A, B e Lega Pro è cresciuto del 9% nel 2013, raggiungendo 71.362 unità e portando il numero degli agenti feriti a 103, con un aumento del 28,8% rispetto all’anno precedente.

Gli attori istituzionali e i soggetti monitorati

L’architettura della sicurezza ha visto come cabina di regia il Ministero dell’Interno, affiancato dalle articolazioni operative della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il concorso specialistico del Corpo Forestale dello Stato per compiti ambientali e territoriali.

Sul piano del coordinamento investigativo per l’antiterrorismo, il ruolo chiave è stato ricoperto dal Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA). L’organismo è rimasto convocato in seduta permanente dal 18 marzo al 10 novembre 2011 per seguire la crisi libica e si è riunito d’urgenza il 2 maggio 2011 a seguito dell’uccisione di Osama Bin Laden, valutando quell’anno 195 segnalazioni di minaccia e altre 164 nel corso del 2013.

Nel perimetro eversivo interno, il monitoraggio ha riguardato principalmente la galassia anarco-insurrezionalista. Spiccano i procedimenti giudiziari a carico di Alfredo Cospito e Nicola Gai, condannati dal Tribunale di Genova il 12 novembre 2013 rispettivamente a 10 anni e 8 mesi e a 9 anni e 4 mesi di reclusione per l’attentato rivendicato dal Nucleo Olga/FAI, dopo aver depositato memoriali di autoaccusa nell’udienza del 30 ottobre 2013.

Sul versante del contrasto alla criminalità organizzata, l’azione repressiva ha portato nel 2013 alla conclusione di 146 grandi operazioni antimafia e all’arresto di 1.679 persone, inserendosi nel quadro normativo definito dall’art. 109 del Codice Antimafia (d.lgs. 159/2011), che ha recepito le originarie disposizioni del decreto-legge 345/1991.

Analisi critica delle evidenze e nodi aperti

L’esame incrociato dei dati evidenzia come l’impegno logistico delle forze di polizia abbia raggiunto volumi straordinari, con 950.612 unità di rinforzo movimentate su scala nazionale nel solo 2013. La ripartizione ha visto il 50% di aliquote della Polizia di Stato (474.864 unità), il 40% dei Carabinieri (384.895), il 9% della Guardia di Finanza (89.970) e l’1% del Corpo Forestale (883), segnalando una concentrazione quasi totale sulle prime due forze.

Un settore di notevole assorbimento operativo è stato quello della gestione migratoria, che nel 2013 ha richiesto l’invio di 215.660 unità di rinforzo (84.810 poliziotti, 90.420 carabinieri e 40.430 finanzieri). Questo dato dimostra come una fetta rilevante della capacità operativa nazionale sia stata dirottata dal controllo ordinario del territorio per presidiare le frontiere e i centri di accoglienza.

Il confronto dei dispositivi territoriali rivela una marcata militarizzazione di specifici quadranti, come il cantiere Chiomonte in Val di Susa. Nel 2013, oltre ai 130.150 operatori di rinforzo assegnati a Torino, la struttura ha impiegato 215 militari dell’Esercito fino al 9 ottobre, incrementati di ulteriori 200 unità dal 10 ottobre a fine anno, a fronte dei 4.250 militari complessivamente impiegati nel piano nazionale di controllo del territorio.

«In tali circostanze, 171 persone sono state arrestate e 2.947 denunciate in stato di libertà, mentre 333 operatori della Polizia di Stato, 59 Carabinieri, 26 Finanzieri, 5 operatori della Polizia Locale e 137 civili hanno riportato lesioni varie.»

I dati sollevano interrogativi sulla sostenibilità nel lungo periodo di tali modelli di impiego. Se da un lato il numero di lacrimogeni utilizzati negli stadi è crollato nel 2013 a 18 episodi (-125% rispetto al 2012), i feriti tra le forze dell’ordine durante le partite sono saliti a 103, indicando che la de-escalation tattica non ha annullato i rischi fisici per gli operatori in servizio.

Nel settore della prevenzione terroristica, mentre l’area marxista-leninista è rimasta in una fase di stasi operativa dovuta agli esiti processuali dei primi anni 2000, l’area anarco-insurrezionale ha mostrato dinamiche transnazionali. Dalla rete promossa dalle Cellule di Fuoco elleniche nel 2011 fino al plico esplosivo recapitato alla sede di Equitalia il 9 dicembre 2011, la minaccia si è trasformata in azioni individuali o di piccoli nuclei operativi difficilmente intercettabili con i tradizionali strumenti di pattugliamento.

Un altro elemento di rilievo riguarda l’impiego di personale militare in contesti non bellici, come sancito dal d.l. 43/2013 per la sicurezza delle aree terremotate in Abruzzo con 135 militari a tutela della ricostruzione. Tale prassi, consolidata parallelamente alla presenza dell’Esercito nei cantieri infrastrutturali, dimostra la tendenza a normalizzare il ricorso alle Forze Armate per compiti di supporto all’ordine pubblico civile.

Trasparenza e base giuridica

Le informazioni analizzate in questo dossier provengono dalle relazioni ufficiali sull’attività delle forze di polizia e sullo stato della sicurezza presentate al Parlamento dal Ministero dell’Interno per gli anni 2011 e 2013. Tali pubblicazioni costituiscono il rendiconto istituzionale periodico richiesto dalla legislazione italiana per documentare l’amministrazione della pubblica sicurezza e le relative risorse impiegate.

Ai sensi dell’articolo 5 della Legge 22 aprile 1941, n. 633, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche sono esclusi dalla tutela del diritto d’autore e appartengono al pubblico dominio. L’accesso a questi dati risponde ai principi di trasparenza dell’azione amministrativa e consente la libera verifica documentale da parte della collettività e degli organi di informazione.

Su cosa si regge questo pezzo

Il testo è stato verificato contro i fatti elencati, estratti dall'atto qui sopra. Non ha ancora una corroborazione da fonti indipendenti.

I 37 fatti verificati nel testo
  1. Complessivamente, a prescindere dagli eventi di carattere religioso e sportivo, si sono tenute in ambito nazionale 10.287 manifestazioni di spiccato interesse per l’ordine pubblico, di cui 2.717 su temi politici, 3.939 a carattere sindacale/occupazionale, 461 studentesche, 384 sulla problematica dell’immigrazione, 718 a tutela dell’ambiente, 104 a carattere antimilitarista e 1.964 su tematiche varie.
  2. In tali circostanze, 171 persone sono state arrestate e 2.947 denunciate in stato di libertà, mentre 333 operatori della Polizia di Stato, 59 Carabinieri, 26 Finanzieri, 5 operatori della Polizia Locale e 137 civili hanno riportato lesioni varie.
  3. Per le globali esigenze di ordine e sicurezza pubblica in ambito nazionale, durante il periodo in esame, è stata disposta la movimentazione di complessive 950.612 unità di rinforzo, di cui 474.864 della Polizia di Stato (50%), 384.895 dell’Arma dei Carabinieri (40%), 89.970 della Guardia di Finanza (9%) e 883 del Corpo Forestale (1%).
  4. In particolare, dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013, sono stati assegnati all’Autorità Provinciale di P.S. di Torino, 130.150 unità di rinforzo di cui 54.340 della Polizia di Stato, 53.340 dell’Arma dei Carabinieri, 21.160 della Guardia di Finanza e 310 del Corpo Forestale dello Stato.
  5. Inoltre, per le attività di vigilanza al cantiere, dal 1° gennaio 2013 al 9 ottobre 2013, hanno concorso, giornalmente, anche 215 militari delle Forze Armate, posti a disposizione dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza nell’ambito del piano di impiego nazionale di 4.250 militari che concorrono alle attività di controllo del territorio.
  6. Dal 10 ottobre 2013 al 31 dicembre 2013 il dispositivo di sicurezza e vigilanza presso il cantiere TAV di Chiomonte, a seguito dei numerosi attacchi e sabotaggi, è stato potenziato, su richiesta dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza di Torino, con un’ulteriore aliquota giornaliera di 200 militari delle Forze Armate, in aggiunta al contingente di 215 già in atto.
  7. Per le esigenze legate al fenomeno immigratorio, nel 2013 sono state complessivamente impiegate 215.660 unità di rinforzo, di cui 84.810 della Polizia di Stato, 90.420 dell’Arma dei Carabinieri e 40.430 della Guardia di Finanza.
  8. Il 21 dicembre 2012 il CIPE ha approvato l’assegnazione di risorse finanziarie a favore degli interventi di ricostruzione nella regione Abruzzo e con l’art. 8, co. 7, D.L. 26 aprile 2013, n. 43, convertito con modificazioni dalla L. 24 giugno 2013, n. 71, ha garantito, anche per il 5 2013, il dispositivo di vigilanza assicurata dai 135 militari, d’intesa con i Ministri della Difesa e per la Coesione Territoriale.
  9. Manifestazioni sportive Nell’anno 2013, sono stati monitorati 2.712 incontri di calcio (-8,1% rispetto al 2012), di cui 371 di serie A, 458 di serie B, 1.175 di I/II Divisione Lega PRO, 37 incontri internazionali e 671 di altri campionati.
  10. Le Forze dell’Ordine sono dovute intervenire con l’uso di artifizi lacrimogeni in 18 incontri (-125% rispetto al 2012), i civili feriti sono stati 108 (-9,1% rispetto al 2012), quelli arrestati 171 (+13,3%) mentre quelli denunciati in stato di libertà 1.463 (+70,1%).
  11. Nello stesso periodo di riferimento si rileva che l’impiego del personale di rinforzo (per i soli campionati professionistici di serie A, B, e Lega Pro è aumentato del 9% passando dalle 66.288 unità impiegate nel 2012 alle 71.362 impiegate nel 2013).
  12. I feriti tra le Forze dell’Ordine sono stati 103 (+28,8% rispetto al 2012) mentre quelli tra gli steward sono stati 19 (-9,6% rispetto al 2012). 6 Nello stesso periodo sono state diramate 70 circolari di allertamento alle Autorità Provinciali di Pubblica Sicurezza concernenti altrettanti incontri di calcio e 50 piani nazionali per la gestione degli eventi sportivi in altrettanti fine settimana calcistici.
  13. Nel periodo in esame, si sono tenute 51 riunioni (50 in seduta ordinaria ed una, in data 12 settembre 2013, alla presenza del Ministro dell’Interno) e sono stati esaminati 266 argomenti, valutando 164 minacce specifiche riguardanti direttamente o indirettamente gli interessi dello Stato.
  14. Terrorismo Internazionale Pur in assenza di attacchi portati a termine all’interno dei confini nazionali, anche nel 2013 il nostro Paese è rimasto fortemente esposto alla minaccia del terrorismo internazionale, soprattutto di matrice politico-confessionale.
  15. Terrorismo Interno Area marxista-leninista Nel corso del 2013 non sono stati realizzati attentati rivendicati ovvero riconducibili ad organizzazioni terroristiche strutturate di matrice marxista - leninista.
  16. Le ragioni fondamentali di questa “stasi operativa” possono ricollegarsi all’esito delle inchieste svolte a partire dai primi anni 2000 che hanno consentito di disarticolare organizzazioni appartenenti sia all’ala militarista che a quella movimentista delle Brigate Rosse.
  17. In occasione dell’udienza tenutasi il 30 ottobre 2013 presso il Tribunale di Genova, sono stati prodotti due manoscritti nei quali i due imputati si sono assunti la responsabilità dell’attentato, dichiarando di essere gli unici membri del “Nucleo Olga/FAI”.
  18. Nella successiva udienza tenutasi il 12 novembre 2013, il Giudice del Tribunale di Genova ha condannato gli imputati Cospito e Gai, rispettivamente, a 10 anni ed 8 mesi ed a 9 anni e 4 mesi di reclusione, per i reati di attentato per finalità terroristiche, porto e detenzione di arma, furto aggravato, con l’aggravante della finalità di terrorismo.
  19. Oltre alla predetta “Federazione”, nel corso del 2013 sono stati acquisiti segnali di vitalità - soprattutto dall’analisi di documentazione - di gruppi ed individualità di diversa estrazione che hanno rilanciato proposte, pur con sfumature differenti, della lotta insurrezionale.
  20. Nello specifico, nel 2013 l’azione investigativa ha consentito alle Forze di Polizia di concludere 146 importanti operazioni contro la criminalità organizzata di tipo mafioso con l’arresto di 1.679 persone.
  21. Al riguardo si precisa come il Codice delle Leggi Antimafia (decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159) abbia riprodotto nell’art. 109 il contenuto del precedente art. 5 del decreto legge 29 ottobre 1991, n. 345 convertito nella legge 30 dicembre 1991, n. 410.
  22. Anche l’edizione 2011 si compone di due parti: la prima racchiude il quadro complessivo della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica; contiene un focus sulle organizzazioni criminali di tipo mafioso e sulle principali organizzazioni straniere operanti in Italia.
  23. In tali circostanze, 81 persone sono state arrestate e 1.190 denunciate in stato di libertà, mentre 484 operatori della Polizia di Stato, 191 Carabinieri, 33 Finanzieri, 1 operatore del Corpo Forestale, 1 Vigile Urbano e 122 civili hanno riportato lesioni varie.
  24. Le manifestazioni di rilievo su temi sindacali ed occupazionali nel 2011 sono risultate 3.485.
  25. L’inizio di detti lavori, infatti, ha impresso un forte impulso alla campagna di mobilitazione del Movimento NO-TAV, che ha attuato accese e violente iniziative di protesta, a partire da lunedì 27 giugno 2011 e, in particolare, nella successiva giornata di domenica 3 luglio, in occasione della manifestazione nazionale promossa dallo stesso Movimento.
  26. Particolare rilievo, inoltre, ha assunto la mobilitazione generale organizzata in Valle di Susa dall’8 all’11 dicembre 2011 per celebrare la “liberazione di Venaus del 2005”.
  27. In particolare, dal 27 giugno 2011 al 31 dicembre 2011, sono stati assegnati complessivamente, all’Autorità Provinciale di P.S. di Torino, 116.256 unità di rinforzo di cui 47.978 della Polizia di Stato, 47.978 dell’Arma dei Carabinieri, 18.760 della Guardia di Finanza e 1.540 del Corpo Forestale dello Stato.
  28. Dal 1° gennaio al 30 settembre 2011 ha operato in quel territorio un contingente di 275 militari, ridotto a 230 dal 1° ottobre al 31 dicembre.
  29. Manifestazioni sportive Nell’anno 2011, sono stati monitorati 2.900 incontri di calcio, di cui 375 di serie A, 473 di serie B, 1.426 di I/II Divisione Lega PRO, 30 incontri internazionali e 596 di altri campionati.
  30. Per tali necessità il CASA è stato convocato in “seduta permanente” a partire dal 18 marzo fino al 10 novembre 2011.
  31. Inoltre, nella riunione convocata d’urgenza il 2 maggio 2011, a seguito dell’uccisione del leader di Al Qaeda Osama Bin Laden, il Comitato ha valutato i rischi connessi a possibili azioni di ritorsione da parte di elementi gravitanti nell’area dell’integralismo islamico.
  32. Le segnalazioni di minaccia specifica, valutate dal Comitato nel corso del 2011, sono state complessivamente 195, di cui 102 hanno riguardato direttamente l’Italia ovvero interessi nazionali all’estero, mentre 93 hanno interessato paesi occidentali ovvero c.d. paesi arabi “moderati”, per fattispecie suscettibili di ripercussioni nel nostro Paese.
  33. Nel medesimo contesto, è proseguita l’attività di monitoraggio degli ambienti sospettati di contiguità con l’estremismo di matrice religiosa: nel 2011 sono stati controllati 5.402 obiettivi e sono state identificate 20.746 persone, di cui 52 arrestate e 42 destinatarie di provvedimenti espulsivi.
  34. Terrorismo Interno Area marxista-leninista Sul fronte del terrorismo interno non si sono registrati, nel corso del 2011, attentati rivendicati ovvero riconducibili ad organizzazioni terroristiche strutturate di matrice marxista - leninista.
  35. Il progetto di costituire una rete internazionale anarchica, già lanciato nel novembre 2010 dalla compagine terroristica ellenica “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”, è stato riproposto nel gennaio 2011, con un ulteriore messaggio delle Cellule nel quale si invita a “creare insieme una rete internazionale di individualità anarchiche e gruppi di solidarietà”.
  36. Anche gli attentati del dicembre 2011 possono essere inseriti nel medesimo contesto di mobilitazione internazionale tesa alla globalizzazione della lotta contro lo Stato ed il capitale.
  37. In particolare, la mattina del 9 dicembre 2011, presso la sede di “Equitalia” è deflagrato un collo postale che ha causato il ferimento del direttore generale.

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