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L'ombra del boss: il tramonto di Matteo Messina Denaro nel cuore di Trapani
Direzione Investigativa Antimafia

L'ombra del boss: il tramonto di Matteo Messina Denaro nel cuore di Trapani

Direzione Investigativa AntimafiaIT2026official04/08/2026
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Fonte di Approfondimento Investigativo Validata: Direzione Investigativa AntimafiaIT

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Clausola di Trasparenza & Diritto di Cronaca

Dossier e analisi redatti dalla redazione di Unclessify a partire da atti pubblici, registri ufficiali e documentazione declassificata rilasciati da Direzione Investigativa Antimafia. La contestualizzazione storico-giudiziaria, la sintesi analitica e il commento critico sono a cura di Unclessify nel rispetto dell'art. 21 della Costituzione (diritto di informazione) e della dottrina del Fair Use / Pubblico Interesse.

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Dossier & Articolo Completo

Un'indagine sul trentennio di potere occulto di Matteo Messina Denaro nel trapanese: ricostruiamo la caduta dell'ultimo grande boss di Cosa Nostra in Sicilia.

Provincia di Trapani Come noto, il 16 gennaio 2023 è stato catturato48 a Palermo, dai Carabinieri del ROS, il latitante Matteo MESSINA DENARO49 che avrebbe rappresentato, per oltre un trentennio, la figura di vertice di cosa nostra in provincia di Trapani e non solo. nell’immaginario collettivo, quando si vede un personaggio che per trent’anni è sfuggito alla cattura, si ha una visione negativa dello Stato, delle forze dell’ordine e della magistratura.

Oggi è stato arrestato e di conseguenza abbiamo un risultato positivo anche di immagine nell’opinione pubblica. Questo dà fiducia, ci aspettiamo che porti a una maggiore collaborazione del cittadino con le Istituzioni”. Negli anni, le numerose attività investigative avviate nei confronti della folta schiera di fiancheggiatori del boss50 hanno contribuito ad indebolire la fitta rete di protezione, rendendo la sua latitanza sempre più a rischio.

Nel semestre, le più importanti indagini concluse hanno compromesso gli equilibri criminali delle famiglie mafiose colpite e confermato il ruolo apicale rivestito dal MESSINA DENARO. ha quasi immediatamente assunto e concretamente svolto le funzioni direttive nella provincia di Trapani, assicurandone l’operatività nel fedele ossequio alle regole ordinamentali di cosa nostra”. L’inchiesta, infine, ha acclarato forme di collaborazione tra

In esecuzione dell’ordinanza n. 680/2023 RGNR e n. 448/2023 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo.

Egli, durante la trentennale latitanza, avrebbe rappresentato la figura di riferimento per le problematiche più rilevanti dell’organizzazione, per la risoluzione delle controversie in seno alla consorteria (come documentato dagli esiti dell’indagine “Anno zero” dell’aprile 2018 che ha messo in luce, in seno al mandamento di CASTELVETRANO, la contrapposizione tra le famiglie di CAMPOBELLO DI MAZARA e di CASTELVETRANO per la spartizione di proventi illeciti) e la nomina dei vertici delle articolazioni mafiose, anche non trapanesi. Nel senso, anche gli esiti dell’operazione “Xydy” (fermo di indiziati di delitto 10760/18 RGNR - DDA di Palermo).

riconoscono unanimemente in MESSINA DENARO l’unico a cui spetta l’ultima parola in quel contesto territoriale sull’investitura ovvero la revoca di cariche di vertice all’interno dell’associazione”. Il boss castelvetranese, anche al di fuori del contesto trapanese, sembrerebbe essere stato “… in grado di assumere decisioni delicatissime per gli equilibri di potere in cosa nostra, nonostante la sua eccezionale capacità di eclissamento e invisibilità”.

Numerosi infatti, risultano gli arresti di coloro che si sono avvicendati alla guida dell’organizzazione trapanese; tra questi, alcuni congiunti del latitante. Nello scorso semestre sono state eseguite anche dalla Polizia di Stato, in gran parte nella Sicilia occidentale, numerose perquisizioni (decreto n. “.

OCC n. 18209/2017 RGNR DDA e n.10097/2019 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo il 30 agosto 2022.

Responsabili di associazione mafiosa, estorsione, lesioni personali aggravate, turbata libertà degli incanti, traffico di stupefacenti, porto abusivo di arma comune da sparo e favoreggiamento aggravato.

sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

Relazione Semestrale Al Parlamento

2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana

appartenenti alla famiglia di CAMPOBELLO DI MAZARA (mandamento di CASTELVETRANO) e quelli della famiglia di PARTINICO (mandamento di SAN LORENZO-TOMMASO NATALE), nonché documentato gli interessi della criminalità organizzata nei settori delle scommesse53 e delle aste giudiziarie.

Cosa nostra trapanese, nel conservare le tradizionali connotazioni strutturali54, continua a svolgere le proprie attività criminali, soprattutto, infiltrandosi nel tessuto economico legale grazie alla “inquietante riservata e putrida interlocuzione, al di là della rilevanza penale, fra esponenti mafiosi ed amministratori locali”, come dichiarato dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Palermo all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2023.

Il connubio politico-mafioso55 in questo particolare territorio56 risulta spesso in grado di generare inquinamenti dell’attività amministrativa nella gestione della cosa pubblica. Al riguardo, nel semestre in esame, rileva anche la sentenza della Corte d’Appello57, conseguente all’operazione “Scrigno”58 del 2019, che ha aggravato le condanne per associazione mafiosa e scambio elettorale politico-mafioso di alcuni uomini d’onore, riformando parzialmente la decisione di primo grado emessa nel novembre 2020.

Nonostante il carattere “silente e mercantistico” di cosa nostra trapanese, non mancano atti intimidatori in danno di attività commerciali e imprenditori che, seppur di non emergente allarme sociale, continuano, comunque, a far ritenere il fenomeno ancora radicato e mai completamente sopito59.

Con riferimento alla imposizione pin un bar di Marsala di slot machine dalle quali l’associazione mafiosa prelevava i ricavi dell’attività di gioco.

Cosa nostra trapanese manterrebbe i 4 mandamenti di Trapani, Alcamo, Mazara del Vallo e Castelvetrano che, a loro volta, risulterebbero articolati in 17 famiglie. Ai vertici dei mandamenti di Trapani e Alcamo risulterebbero avvicendarsi, con ordine quasi “dinastico”, esponenti appartenenti alle storiche famiglie, come quelle di Castelvetrano riconducibile a Matteo MESSINA DENARO e a elementi della sua cerchia familiare.

La questione della reggenza del mandamento di MAZARA DEL VALLO starebbe attraversando, invece, una fase di transizione a causa della morte dell’esponente di vertice del sodalizio, avvenuta nel luglio 2017 per cause naturali, sebbene non si ravvisino, allo stato, conflittualità interne.

Trapani (con le 4 famiglie di Trapani, Custonaci, Paceco e Valderice), Alcamo (con le 3 famiglie di Alcamo, Calatafimi e Castellammare del Golfo), Mazara del Vallo (con le 4 famiglie di Mazara del Vallo, Marsala, Salemi e Vita) e Castelvetrano (con le 6 famiglie di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Gibellina, Partanna, Salaparuta/Poggioreale e Santa Ninfa).

Al riguardo, il 13 dicembre 2022, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna definitiva di un esponente politico a 6 anni di reclusione pronunciata dalla Corte d’Appello di Palermo il 21 luglio 2021 (n. p. 1464/2018 RG – 1229/2007 NR – 8954/2007 RGGIP del Tribunale di Palermo) in ordine al reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Si legge nella sentenza d’appello che l’imputato “ha manifestato la propria disponibilità verso (o vicinanza a) cosa nostra dai primi anni ‘80 del secolo scorso fino agli inizi dell’anno 2006 e comunque non vi è prova di una condotta di desistenza dell’imputato incompatibile con la persistente disponibilità ad esercitare le proprie funzioni ed a spendere le proprie energie in favore del sodalizio mafioso”.

Il contesto criminale della provincia di Trapani è altresì caratterizzato da una significativa presenza di “logge massoniche”, segrete o deviate, che talvolta infiltrano il locale tessuto economico-sociale con interferenze negli apparati degli Enti locali e nella gestione degli appalti pubblici.

N. 2449/2021 della Corte d’Appello del Tribunale di Palermo emessa il 19 settembre 2022.

OCC n. 4079/16 RGNR e n. 9245/18 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo.

Si registrano, in questo semestre, atti incendiari in danno di autovetture (8 segnalazioni alla Autorità di PS), danneggiamenti e distruzione di piante di vite (oltre 700 piante), e di attività economiche (9 tra magazzini, rimessaggio attrezzature, serre, aree di cantiere), prevalentemente consumati nei territori di Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano.

sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO Sempre elevato permane l’interesse della mafia riguardo al traffico e allo spaccio di stupefacenti in tutta la provincia. traffici illeciti di sostanze stupefacenti e di tabacchi lavorati esteri”, si richiama l’operazione “Sugar”60 della Guardia di finanza conclusa, il 1° dicembre 2022, con l’esecuzione di un’ordinanza a carico di 21 soggetti “che avrebbero gestito due distinte piazze di spaccio attive a Mazara del Vallo nel quartiere popolare di Mazara 2, attraverso una capillare rete di distribuzione in grado di perfezionare quotidianamente molteplici cessioni di sostanza stupefacente, diversificandone l’offerta dal crack, alla marijuana, all’hashish e alla cocaina”.

Le indagini hanno avuto risvolti anche in chiave economico-patrimoniale e, in capo a uno dei principali indagati, è stato possibile ipotizzare il reato di autoriciclaggio per aver reinvestito i profitti nell’acquisto di un’imbarcazione da diporto. Altra attività investigativa di rilievo risulta la “Acheron”61, naturale prosecuzione dell’indagine “Reset”62 del 2019, conclusa il 13 dicembre 2022 dalla Polizia di Stato con l’arresto di 29 soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione di armi e munizioni.

Le investigazioni hanno ancora una volta documentato i rapporti di collaborazione tra gruppi di diversa matrice e, nella circostanza, tra consorterie siciliane e calabresi63. In particolare, è stata accertata la presenza di due distinti gruppi criminali: il primo con il compito di provvedere all’approvvigionamento della droga, in Calabria, capeggiato dal figlio di un esponente della famiglia mafiosa di PACECO in rapporti con soggetti ritenuti vicini alla ‘ndrangheta attiva a Rosarno (RC); l’altro incaricato di gestire le piazze di spaccio di Trapani e inserito in una famiglia trapanese da tempo egemone nel traffico di stupefacenti.

Dalle indagini, inoltre, sono emersi taluni accordi dei menzionati gruppi con un pluripregiudicato “vicino” alla famiglia mafiosa marsalese, già coinvolto nella sopracitata indagine “Hesperia”. Nel periodo in esame diversi risultano i provvedimenti ablatori eseguiti dalla DIA. Tra questi l’11 luglio 2022, ad Alcamo (TP), nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura di Palermo, la Sezione DIA ha eseguito il sequestro64 di un immobile, del valore di 300 mila euro, riconducibile ad un imprenditore operante nel settore degli appalti pubblici e della formazione professionale, contiguo alla locale famiglia mafiosa. Il destinatario

Provvedimento n. 4652/2019 RGNR e n. 5413/2019 RGGIP, emesso dalla DDA Palermo il 25 novembre 2022 con il quale viene applicato il divieto di dimora nelle province di Trapani, Palermo e Agrigento.

OCC n. 3545/2019 RGNR-DDA e n. 3668/2019 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo il 6 dicembre 2022.

OCC n. 2675/2017 RGNR e n. 700/2018 RGGIP, emessa dal GIP del Tribunale di Trapani l’11 novembre 2019 ed eseguita il successivo 14 novembre.

Al riguardo si cita la sentenza (n. 691/2022, emessa in data 10 giugno 2022) del Tribunale di Asti inerente l’operazione “Carminius”, a carico di 29 soggetti calabresi infiltratisi, in Piemonte, nella politica, negli affari immobiliari ed aste giudiziarie, in materia di gioco d’azzardo. “.

Decreto n. 22/20 RMP del 26 giugno 2022 del Tribunale di Trapani.

2° semestre 3. Criminalità organizzata siciliana

del provvedimento sarebbe il dominus di un sistema per il conseguimento di profitti illeciti derivanti da finanziamenti pubblici erogati a favore della formazione professionale grazie alla commissione di truffe e di illecite distrazioni patrimoniali eseguite tramite la rete di società da lui gestite.

Il provvedimento ha integrato anche il sequestro65, già operato nel gennaio 2022, di 4 immobili, 1 quota societaria di un’impresa immobiliare, diversi rapporti finanziari e 6 compendi aziendali operanti nel settore della formazione professionale, edile e del commercio, per un valore complessivo di 2, 8 milioni di euro.

Il 27 settembre 2022, a Calatafimi-Segesta (TP), sempre la DIA ha sequestrato 3 immobili, del valore complessivo di 400 mila euro, a carico di un imprenditore di Alcamo (TP) legato alla famiglia mafiosa di VITA (TP). Il provvedimento integra i sequestri già eseguiti nell’agosto66 e nel dicembre del 202167 per un valore complessivo superiore ai 12 milioni di euro.

Inoltre, il successivo 26 ottobre 2022, il provvedimento è stato ulteriormente integrato dal sequestro68, eseguito in località Paceco (TP), di altri 3 immobili del valore complessivo di 370 mila euro. Il 13 dicembre 2022, a Palermo, la DIA ha poi confiscato69 una società immobiliare ed un appartamento, per un valore complessivo di 650 mila euro, a carico di un professionista palermitano ritenuto contiguo alla famiglia di MAZARA DEL VALLO (TP).

Lo stesso, in qualità di amministratore giudiziario, eseguiva indebiti e sistemici prelevamenti dai conti correnti delle società affidategli per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. Il provvedimento, che consolida specularmente il sequestro70 operato il 10 marzo 2022, ha disposto anche l’applicazione della misura personale della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, per la durata di 1 anno.

Sul piano delle indagini preventive, si segnala che il 9 settembre 2022 è stata emessa la sentenza definitiva di confisca71 di beni per un valore di circa 6 milioni di euro eseguita dai Carabinieri di Trapani a carico di un presunto affiliato a cosa nostra trapanese attivo nel settore dei giochi e delle scommesse online. L’attività di contrasto alla criminalità organizzata nel semestre si è sviluppata anche sul fronte della prevenzione amministrativa.

Il Prefetto di Trapani ha emesso 6 provvedimenti interdittivi nei confronti di società in ordine alle quali sono stati rilevati sintomatici elementi di condizionamento mafioso. Sebbene nel semestre in esame non emergano relazioni tra cosa nostra trapanese e le consorterie di matrice straniera, nel territorio si evidenziano taluni soggetti tunisini dediti al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. È quanto emerge dagli esiti dell’operazione

Decreto n. 22/20 RMP del 16 dicembre 2021 del Tribunale di Trapani eseguito il 15 gennaio 2022.

Decreti n. 3/20 RMP del 30.6.2021 e del 12 agosto 2021 del Tribunale di Trapani.

Decreti n. 3/20 RMP del 7.9.2021 e 24 novembre 2021 del Tribunale di Trapani.

Decreto n. 3/20 RMP del 19 ottobre 2022 del Tribunale di Trapani.

Decreto n. 181/21 RMP del 16 novembre 2022 del Tribunale di Palermo

Decreto n. 181/21 RMP del 23 febbraio 2022 del Tribunale di Palermo

Decreto di sentenza n. 61/2022 MP del 9 settembre 2022 nell’ambito del proc. n. 32/2020 RMP.

sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia

RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO “Charon”72 eseguita, dalla Guardia di finanza il 6 luglio 2022, nei confronti di 10 soggetti73, che hanno documentato l’esistenza di un’organizzazione “a carattere transnazionale, operante tra la Tunisia e l’Italia, composta da cittadini extracomunitari e italiani dimoranti nel territorio del trapanese…. taluni collegamenti anche con fenomeni terroristici”.

“. “. È stato anche accertato che il principale responsabile dell’organizzazione ed alcuni suoi accoliti hanno ospitato in provincia di Trapani, e poi aiutato a fuggire in Tunisia, un soggetto con collegamenti ad ambienti terroristici destinatario, tra l’altro, di un Mandato di cattura europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria tedesca in ordine ad un tentato omicidio avvenuto a Lipsia nel 2020.

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