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La gestione dell’ordine pubblico tra cantieri, piazze e presidi militari
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La gestione dell’ordine pubblico tra cantieri, piazze e presidi militari

interno.gov.itItalia2026public24/08/2026
#ordine-pubblico#sicurezza-nazionale#ministero-interno#forze-di-polizia#val-susa#antiterrorismo#immigrazione

Fonte di Approfondimento Investigativo Validata: interno.gov.itItalia

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Clausola di Trasparenza & Diritto di Cronaca

Dossier e analisi redatti dalla redazione di Unclessify a partire da atti pubblici, registri ufficiali e documentazione declassificata rilasciati da interno.gov.it. La contestualizzazione storico-giudiziaria, la sintesi analitica e il commento critico sono a cura di Unclessify nel rispetto dell'art. 21 della Costituzione (diritto di informazione) e della dottrina del Fair Use / Pubblico Interesse.

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Dossier & Articolo Completo

Un’indagine documentale mette a confronto i dispositivi di pubblica sicurezza, le mobilitazioni di piazza e i contingenti militari impiegati sul territorio nazionale.

Crisi dell’ordine pubblico e militarizzazione della sicurezza interna

L’analisi delle relazioni istituzionali sull’amministrazione della pubblica sicurezza evidenzia come l’impiego delle unità di rinforzo e dei contingenti militari abbia subito una progressiva trasformazione strutturale sul territorio nazionale. La documentazione ufficiale delinea un quadro operativo in cui la gestione delle piazze, dei cantieri strategici e dei flussi migratori ha richiesto un drenaggio continuo di personale dalle forze territoriali ordinarie.

Comprendere la reale entità di questa mobilitazione permette di valutare l’impatto democratico ed economico delle strategie di contenimento adottate dallo Stato. La comparazione dei dati istituzionali mette in luce discrepanze rilevanti tra il numero complessivo degli eventi monitorati e le risorse effettivamente dislocate sul campo.

Contesto storico e dinamiche di fondo delle mobilitazioni

Il quadro socio-economico degli anni analizzati è stato caratterizzato da profonde tensioni occupazionali, vertenze ambientali e nuove sfide sul piano della sicurezza internazionale. Nelle relazioni ufficiali si rileva che nel 2013 si sono svolte a livello nazionale 10.287 manifestazioni di spiccato interesse per l’ordine pubblico, a fronte delle 10.581 manifestazioni di rilievo registrate nel corso del 2015, escludendo in entrambi i periodi gli eventi a carattere religioso e sportivo.

La scomposizione tematica delle mobilitazioni evidenzia una netta prevalenza delle istanze politiche e del lavoro. Nel 2013 le manifestazioni a carattere sindacale e occupazionale sono state 3.939, affiancate da 2.717 iniziative su temi politici, 718 a tutela dell’ambiente, 461 studentesche, 384 sull’immigrazione, 104 a carattere antimilitarista e 1.964 su tematiche varie. Nel 2015 le vertenze politiche sono salite a 4.031, mentre quelle sindacali sono state 3.877, con 696 cortei sui temi dell’immigrazione, 618 ambientali, 437 studenteschi, 199 pacifisti e 723 su argomenti vari.

«A prescindere dagli eventi di carattere religioso e sportivo, si sono tenute, in ambito nazionale, complessivamente 10.581 manifestazioni di rilievo […] In tali circostanze sono state tratte in arresto 157 persone; sono state denunciate in stato di libertà 3.405»

Parallelamente alle manifestazioni di piazza, un fronte di costante impegno operativo è stato rappresentato dalla Val Susa. Dalla data di inizio dei lavori di cantierizzazione, avviati il 23 maggio 2011, fino al 31 dicembre 2015, l’area ha registrato tensioni continuative, culminate in 374 feriti tra le forze di polizia e 2 tra i militari delle Forze Armate impiegati nel perimetro.

In questo contesto si inseriscono gli interventi normativi mirati, come l’attivazione dell’Operazione Strade Sicure ai sensi dell’art. 7 bis, comma 2, del D.L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito con modificazioni dalla L. 24 luglio 2008, n. 125, nonché il monitoraggio della criminalità organizzata disciplinato dall’art. 109 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e le disposizioni sulla violenza di genere ex art. 3, comma 3, del Decreto Legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito nella Legge 15 ottobre 2013, n. 119.

Attori istituzionali e apparati operativi

Il coordinamento e l’attuazione delle direttive di pubblica sicurezza hanno coinvolto molteplici corpi e articolazioni dello Stato, ciascuno chiamato a fornire aliquote di personale dedicate:

  • [[Ministero dell’Interno|Q818641]]: organo centrale responsabile dell’indirizzo politico e del coordinamento dell’ordine pubblico nazionale attraverso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
  • [[Polizia di Stato|Q1078776]]: principale forza impiegata nei servizi di piazza, con 474.864 unità di rinforzo nel 2013 (pari al 50% del totale) e 647.359 unità nel 2015 (pari al 51,3%).
  • [[Arma dei Carabinieri|Q53139]]: forza militare con compiti di polizia, mobilitata con 384.895 unità di rinforzo nel 2013 (40%) e 472.608 unità nel 2015 (37,5%).
  • [[Guardia di Finanza|Q1144887]]: intervenuta nei dispositivi di sicurezza con 89.970 unità nel 2013 (9%) e 129.659 unità nel 2015 (10,3%).
  • [[Corpo Forestale dello Stato|Q684813]]: impiegato per compiti specifici e di presidio con 883 unità nel 2013 (1%) e 11.822 unità nel 2015 (0,9%).
  • [[Esercito Italiano|Q658700]]: forze armate impiegate nel controllo del territorio e nella vigilanza fissa dei cantieri e delle zone colpite da calamità nell’ambito del piano nazionale contingentato.
  • [[Tribunale di Genova|Q3998592]]: autorità giudiziaria che ha giudicato i responsabili dell’attentato rivendicato dal Nucleo Olga/FAI, comminando le relative condanne penali.

Sul piano giudiziario e dell’antiterrorismo interno, l’azione istituzionale ha registrato tappe specifiche: in data 30 ottobre 2013, dinanzi al Tribunale di Genova, sono stati prodotti due manoscritti di rivendicazione per il ferimento dell’ingegner Roberto Adinolfi, mentre nella seduta del 12 novembre 2013 il giudice ha condannato Alfredo Cospito a 10 anni e 8 mesi e Nicola Gai a 9 anni e 4 mesi di reclusione.

Analisi critica delle evidenze e nodi irrisolti

La mobilitazione complessiva dei contingenti di rinforzo

Il raffronto tra i dati operativi del 2013 e quelli del 2015 evidenzia una marcata intensificazione dell’impiego di personale. Nel 2013 le unità complessive di rinforzo movimentate sul territorio nazionale ammontavano a 950.612, mentre nel 2015 tale cifra ha raggiunto quota 1.261.448 unità. Questo incremento nell’impiego degli assetti di rinforzo si è verificato a fronte di un numero di manifestazioni di rilievo sostanzialmente affine (10.287 nel 2013 rispetto a 10.581 nel 2015).

Anche il bilancio giudiziario e sanitario delle manifestazioni presenta specificità rilevanti: nel 2013 si sono registrati 171 arresti e 2.947 denunce a piede libero, con 333 feriti tra la Polizia di Stato, 59 tra i Carabinieri, 26 nella Guardia di Finanza, 5 nella Polizia Locale e 137 tra i civili. Nel 2015 gli arresti sono stati 157 e le denunce 3.405, con 212 feriti nella Polizia di Stato, 32 nei Carabinieri, 7 nella Guardia di Finanza, 2 nella Polizia Penitenziaria, 7 nella Polizia Locale e 153 tra i civili.

La gestione del cantiere TAV di Chiomonte e il presidio torinese

L’area della provincia di Torino ha assorbito una quota ingente delle risorse nazionali. Nel 2013 sono state assegnate all’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza di Torino 130.150 unità di rinforzo (54.340 Polizia di Stato, 53.340 Arma dei Carabinieri, 21.160 Guardia di Finanza e 310 Corpo Forestale dello Stato). Nel 2015 le unità assegnate alla medesima autorità sono state 72.824 (29.342 Polizia di Stato, 29.342 Carabinieri e 14.140 Guardia di Finanza) a fronte di 40 manifestazioni di rilievo svolte, 28 delle quali hanno fatto registrare intemperanze.

«Dal 10 ottobre 2013 al 31 dicembre 2013 il dispositivo di sicurezza e vigilanza presso il cantiere TAV di Chiomonte […] è stato potenziato, su richiesta dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza di Torino, con un’ulteriore aliquota giornaliera di 200 militari delle Forze Armate, in aggiunta al contingente di 215 già in atto»

L’impiego dei militari a presidio dell’infrastruttura di Chiomonte è passato da 215 unità giornaliere nel periodo dal 1° gennaio al 9 ottobre 2013 a 415 unità complessive giornaliere nell’ultima parte dell’anno, attinte dal piano nazionale di 4.250 militari. Nel 2015 il concorso giornaliero dei militari delle Forze Armate per la vigilanza al cantiere si è stabilizzato a 308 unità, operanti nell’ambito del contingente nazionale esteso a 4.800 unità.

La gestione dei flussi migratori e le manifestazioni sportive

I dispositivi di controllo legati al fenomeno migratorio hanno evidenziato un impegno costante: nel 2013 sono state impiegate 215.660 unità di rinforzo (84.810 Polizia di Stato, 90.420 Arma dei Carabinieri e 40.430 Guardia di Finanza), mentre nel 2015 le unità mobilitate sono state 216.520 (95.530 Polizia di Stato, 87.905 Arma dei Carabinieri e 33.085 Guardia di Finanza), con il concorso dei contingenti dell’Operazione Strade Sicure.

Sul fronte sportivo, il monitoraggio ha riguardato 2.712 incontri calcistici nel 2013 e 2.624 nel 2015 (con un calo dell’1,76% rispetto al 2014). Nello specifico del 2013, gli incontri hanno visto l’uso di lacrimogeni in 18 eventi (-125% rispetto al 2012), 108 civili feriti (-9,1%), 171 arresti (+13,3%) e 1.463 denunce (+70,1%), con 103 operatori feriti (+28,8%) e 19 steward feriti (-9,6%). L’impiego di personale di rinforzo per i campionati professionistici è passato da 66.288 unità nel 2012 a 71.362 nel 2013 (+9%), mentre nel 2015 è sceso a 92.098 unità rispetto alle 102.095 del 2014 (-9,79%).

L’attività antiterrorismo e il contrasto alla criminalità organizzata

L’attività di prevenzione antiterrorismo coordinata dal Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo ha mostrato un incremento dei carichi di lavoro. Nel 2013 si sono tenute 51 riunioni (di cui una in data 12 settembre 2013 alla presenza del Ministro dell’Interno), esaminando 266 argomenti e valutando 164 minacce specifiche. Nel 2015, con l’organismo convocato in seduta permanente da settembre 2014, le riunioni sono state 57 (7 straordinarie), con 578 argomenti esaminati, 308 segnalazioni approfondite e l’aggiornamento del disciplinare operativo sui foreign fighters.

Sul versante del terrorismo interno marxista-leninista, sia nel 2013 che nel 2015 non sono stati compiuti attentati rivendicati da formazioni strutturate. Sul fronte dell’antimafia, nel corso del 2013 l’azione investigativa ha portato alla conclusione di 146 operazioni contro la criminalità organizzata di tipo mafioso, determinando l’arresto di 1.679 persone.

Trasparenza e base giuridica

La documentazione analizzata proviene dalle relazioni ufficiali sull’attività delle forze di polizia e sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica presentate al Parlamento italiano. I dati integrali sono resi accessibili dall’amministrazione dell’interno attraverso i propri canali istituzionali:

In conformità all’art. 5 della Legge 22 aprile 1941, n. 633, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere, non sono coperti da diritto d’autore e appartengono al pubblico dominio. L’archiviazione e l’analisi comparativa di tali relazioni rispondono alle finalità civiche di trasparenza dell’azione amministrativa e controllo democratico sulle risorse destinate alla sicurezza.

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