La relazione della Commissione stragi su Gladio, approvata nell’aprile 1992: una rete nata nel 1956 con la CIA, riconvertita a fini informativi interni, nascosta al Parlamento. E le tre note di dissenso che ne contestano gli inizi, l’ampiezza e il legame con le stragi. Le carte oggi sono all’Archivio centrale dello Stato.
Inchiesta Esclusiva
Capo Marrargiu, nel territorio di Bosa, visto dal mare.Secondo la relazione della Commissione stragi, nel 1954 i lavori della base di Capo Marargiu furono avviati con il finanziamento della CIA, su terreni acquistati dal 1953.Foto: Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
Atti declassificati, registri ufficiali e documentazione giudiziaria acquisiti ed esaminati dal team investigativo di Unclessify.
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Gladio, il verdetto diviso: che cosa accertò il Parlamento nel 1992 e dove la Commissione stragi si spaccò
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Dossier & Articolo Completo
Il 22 aprile 1992 il presidente della Commissione stragi, il senatore Gualtieri, scrive ai Presidenti delle due Camere: a Giovanni Spadolini per il Senato, a Leonilde Iotti per la Camera. Nella seduta del 14 e 15 aprile, scrive, la Commissione ha approvato le relazioni sulle sue inchieste: gli ultimi sviluppi del caso Moro, il disastro aereo di Ustica, il terrorismo in Alto Adige e l’operazione Gladio. Per Gladio, secondo la lettera, la Commissione ha deciso di pubblicare in annesso tre note integrative: una del deputato Zamberletti e dei senatori Bosco, Graziani e Leonardi, una del deputato Buffoni, una del deputato Cicciomessere. E c’è un’ultima riga, che pesa più delle altre. Quattordici documenti citati nel corpo della relazione ne sono parte integrante, scrive Gualtieri, ma saranno trasmessi solo quando verrà meno il vincolo del segreto istruttorio.
La relazione si apre con una definizione destinata a restare. Gladio, scrive la Commissione, non è stata tanto una struttura segreta quanto un segreto: «Un segreto che lo Stato italiano ha condiviso con altri Stati, e che a un certo punto è diventato totalmente suo». Secondo la relazione la vicenda di Gladio è durata quarant’anni, e in quei quarant’anni si sono succeduti quaranta Governi e venti Presidenti del Consiglio. È il primo dato da tenere a mente: chi ha saputo, ha saputo dentro una catena di quaranta esecutivi, e chi non ha saputo è rimasto fuori per scelta di qualcun altro. Quando, nell’ottobre 1990, il velo del segreto fu sollevato dal Presidente del Consiglio Andreotti, scrive ancora la Commissione, sembrò che si parlasse di poco più di 600 uomini rimasti in attesa di un’invasione dall’Est sempre più improbabile. «Le cose stavano però molto diversamente», scrive la relazione chiudendo il passaggio.
Il segreto non cade per una scelta spontanea del Governo, ma per un impegno chiesto in Aula. Secondo la ricostruzione della Commissione, il 2 agosto 1990, in una seduta della Camera dedicata alla strage alla stazione di Bologna, il Presidente del Consiglio Andreotti accettò un ordine del giorno dei deputati Quercini, Tortorella, Violante e altri. L’ordine del giorno impegnava il Governo a informare il Parlamento entro 60 giorni, secondo il testo riportato nella relazione, sull’esistenza, le caratteristiche e le finalità di «una struttura parallela e occulta che avrebbe operato all’interno del nostro servizio segreto militare con finalità di condizionamento della vita politica del Paese». Il giorno dopo, 3 agosto 1990, Andreotti fu ascoltato dalla Commissione e, secondo le parole riportate nella relazione, dichiarò: «Sulla base di quanto mi è stato riferito dai Servizi, tali attività sono proseguite fino al 1972, dopodiché si è ritenuto che non ve ne fosse più bisogno».
Il 18 ottobre 1990 il Presidente del Consiglio inviò alla Commissione il documento promesso, intitolato, scrive la relazione, «Il cosiddetto SID parallelo-il caso Gladio». «Si apprendeva così che le attività che il Presidente del Consiglio riteneva abbandonate nel 1972, continuavano ancora», scrive la Commissione. Per la relazione c’è una contraddizione fra la dichiarazione del 3 agosto, secondo cui nel 1972 la struttura era stata smobilitata, e il documento del 18 ottobre, in cui si ammetteva che nel 1990 era ancora attiva e operante. La spiegazione più probabile, secondo la Commissione, sta nella documentazione che Andreotti aveva chiesto al capo di Stato Maggiore della Difesa, e non ai direttori dei Servizi o al CESIS: lì, scrive, vi erano elementi che si prestavano a una lettura riduttiva di Gladio dopo il 1972. In due mesi e mezzo, dunque, la versione del Governo cambia: e cambia perché cambia la fonte a cui il Governo si rivolge.
Secondo la relazione, l’8 agosto 1990 il direttore del SISMI Martini emanò una circolare che indirizzava l’organizzazione Gladio alla lotta contro la droga. Il 27 novembre 1990 il Presidente del Consiglio ne decretò lo scioglimento, e il 26 febbraio 1991 non rinnovò l’incarico all’ammiraglio Martini: è lì, scrive la Commissione, che la storia di Gladio ha termine. Con decreti del 21 e 22 dicembre 1990 la Procura della Repubblica di Roma sequestrò i documenti su Gladio negli archivi del SISMI, mettendoli poi a disposizione della Commissione. Da quel momento l’inchiesta parlamentare lavora su carte che la magistratura ha già preso.
Quanti erano? Secondo le informazioni fornite dai servizi alla Presidenza del Consiglio e da questa trasmesse alla Commissione, al momento dello scioglimento gli appartenenti a Gladio risultavano 622, di cui 45 deceduti: per la stessa nota 408 nei nuclei e 214 nelle unità di pronto impiego. Ma la relazione scrive anche che la procedura di reclutamento risulta avviata per 1.915 nominativi, con esito negativo nei due terzi dei casi, e che di ciascuno dei non reclutati è stato conservato un fascicolo dettagliato nell’archivio della 7ª Divisione. Secondo la stessa nota la forza impiegabile nei vari anni è stata mediamente di 230-250 unità. Resta da chiarire, scrive la Commissione, come 127 unità su 622 siano state arruolate prima che su di loro fossero assunte le informazioni necessarie; e per 24 nominativi la segnalazione, e in alcuni casi la nomina a effettivo, furono fatte nonostante si trattasse di persone che avevano appartenuto a organizzazioni fasciste: il Partito Nazionale Fascista, la Repubblica Sociale Italiana, la X Mas.
Il giudizio arriva alla fine, ed è il più netto che un organo del Parlamento abbia scritto su Gladio. Nelle conclusioni la Commissione scrive: «Non vi è alcuna giustificazione per Gladio». E aggiunge, secondo il testo, che non ce n’è: «Né all’inizio né alla fine». Per la Commissione, al contrario, la sua pericolosità e la sua illegittimità crebbero con il passare degli anni, ed è tempo che si puniscano i responsabili del lungo inganno, come scrive l’ultima riga della relazione. Ma quella riga non la firmano tutti allo stesso modo. Le tre note annesse, secondo la lettera di trasmissione, sono state pubblicate per decisione della Commissione. Lette insieme, dividono la relazione lungo una linea precisa: non tanto sul che cosa sia accaduto dopo il 1977, quanto sul giudizio degli inizi, sugli anni Cinquanta e sul rapporto con la NATO.
Il metodo della Commissione è dichiarato, secondo l’indice della relazione, in un capitolo che si intitola «Periodizzare per giudicare». Secondo la relazione Gladio ha subito almeno quattro mutazioni nel corso degli anni, e la sua legittimità, scrive la Commissione, deve poter essere dimostrata in qualsiasi momento della sua storia, non una volta sola. È per questo che la relazione, secondo il suo indice, dedica un capitolo all’illegittimità costituzionale progressiva e uno al controllo politico su Gladio. Ed è proprio su questo metodo, giudicare ogni fase con il metro della sua epoca oppure con quello della legge, che i commissari si divideranno.
Per questo articolo abbiamo letto per intero la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi sull’operazione Gladio, il documento XXIII numero 51 della X legislatura, con le tre note integrative annesse. Per seguire il destino delle carte di cui parla abbiamo letto il riepilogo dei versamenti dell’Archivio centrale dello Stato aggiornato al 20 ottobre 2025 e la relazione 2023-2024 del Comitato consultivo della Presidenza del Consiglio sulla desecretazione: due emittenti diversi dalla Commissione, che confermano in modo indipendente dove sono finiti i documenti. La relazione del Comitato parlamentare per i servizi sull’operazione Gladio, che le note citano, non l’abbiamo acquisita: ne parliamo soltanto attraverso ciò che ne scrivono i commissari. Gli atti sono elencati nel fascicolo in fondo alla pagina.
Dal 1951 al 1966: la nascita di una rete
Secondo la ricostruzione della Commissione, l’8 ottobre 1951 il capo del SIFAR, generale Umberto Broccoli, inviò al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Efisio Marras, un pro-memoria intitolato «Organizzazione informativa-operativa nel territorio nazionale suscettibile di occupazione nemica». Per il capo del SIFAR, scrive la relazione, in caso di occupazione doveva essere subito attivabile una rete di resistenza capace di fornire informazioni, sabotare gli impianti dell’occupante e aprire vie di fuga ai militari rimasti dietro le linee nemiche. Secondo il progetto descritto nella relazione, la rete avrebbe dovuto contare al massimo 200 unità ed essere pronta all’inizio del 1953. Quando gli alleati crearono il loro comitato di pianificazione clandestina, scrive la Commissione, il Clandestine Planning Committee, costituito nell’agosto 1951, il 7 maggio 1952 il generale Broccoli andò a Parigi, ma la decisione di non aderire al CPC fu comunicata agli alleati.
Nel 1953 cominciò l’acquisizione dei terreni della base di Capo Marargiu, vicino ad Alghero, e nel 1954 i lavori furono avviati con il finanziamento della CIA, scrive la Commissione, in forza di un accordo bilaterale fra il servizio informazioni italiano e quello statunitense. Secondo la relazione il nome «Gladio» compare per la prima volta nell’incontro del 18 ottobre 1956 fra rappresentanti del SIFAR e della CIA, e l’accordo del 28 novembre 1956 arrivò quando da un paio d’anni i due servizi avevano già stabilito i lineamenti generali dell’operazione. Di ogni documento ufficiale, accordi, verbali, memorandum, si dispose la redazione in duplice versione, italiana e inglese, e in un massimo di quattro copie, scrive la Commissione. Secondo la relazione, oltre al documento «Gladio/1», fra le carte giunte alla Commissione sono stati rinvenuti altri 111 atti della raccolta dei documenti ufficiali dell’operazione.
Nel giugno 1959, secondo la prima relazione organica del SIFAR citata dalla Commissione, la struttura clandestina era organizzata su quaranta nuclei operativi: 6 informativi, 10 di sabotaggio, 6 di propaganda, 6 di evasione e fuga, 12 di guerriglia. Accanto ai nuclei, secondo lo stesso documento, c’erano cinque unità di pronto impiego con nomi convenzionali: Stella alpina, Stella marina, Rododendro, Azalea, Ginestra. La rete, scrive la relazione, era stata creata per il caso di un’emergenza in Paesi NATO «ad opera di sovvertimenti interni o di forze militari di invasione». Se anche la Sardegna fosse stata occupata, il comando si sarebbe trasferito in Inghilterra, in una base già predisposta a Idlewood, secondo la Commissione. La parola «sovvertimenti» tornerà, più di trent’anni dopo, al centro del dissenso fra i commissari.
Negli anni Sessanta furono reclutati circa 300 elementi esterni, scrive la Commissione, e le armi furono dislocate nell’Italia settentrionale in 139 depositi interrati, i «Nasco», predisposti con quanto inviato dagli Stati Uniti tra il 1963 e il 1969. La svolta, secondo la relazione, fu sancita in una riunione del 26 gennaio 1966: il rappresentante del servizio americano propose che il progetto comune orientasse la sua attività «ad un programma che possa dar frutti sin dal tempo di pace», secondo il verbale citato, ispirandosi alla dottrina dell’insorgenza e controinsorgenza. La riunione del 26 gennaio 1966 è l’ultima di cui vi sia traccia nella documentazione ufficiale Gladio, scrive la Commissione. Dieci anni dopo l’accordo, la rete pensata per la guerra comincia a cercarsi un impiego in pace.
La NATO arriva dopo
Il punto su cui si giocherà l’intera disputa sulla legittimità è una questione di date. Secondo la relazione, il 19 maggio 1959 l’Italia partecipò per la prima volta a una riunione del CPC come membro associato, e l’adesione all’Allied Clandestine Committee, l’ACC, avvenne soltanto il 15 aprile 1964. Per la Commissione CPC e ACC non potevano dirsi parte integrante dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. Il Presidente del Consiglio, scrive la relazione, aveva negato l’accesso ai documenti CPC e ACC come inviolabili in base all’articolo 7 della Convenzione di Ottawa; secondo la stessa relazione la documentazione dell’ACC fu poi messa a disposizione della Commissione il 19 dicembre 1991, mentre per quella del CPC l’inviolabilità restò.
In una relazione trasmessa ai Presidenti delle Camere il 26 febbraio 1991, Andreotti definì Gladio, secondo la Commissione, «una struttura costituita in determinate circostanze storiche e confluita progressivamente in un contesto operativo strettamente collegato alla pianificazione militare dell’Alleanza Atlantica». La Commissione rovescia la formula del Governo: se la legittimazione viene dalla NATO, allora per gli anni precedenti non c’era. Il secondo momento dell’illegittimità, scrive infatti la relazione, è la presunta appartenenza di Gladio alla NATO: nel 1959 Gladio esisteva già da alcuni anni senza alcun rapporto con la NATO, secondo la Commissione, e i rapporti c’erano soltanto con alcuni servizi segreti alleati.
Il 1972, l’anno della svolta
Secondo la Commissione, nel 1972 venne la revoca da parte statunitense dell’accordo del 1956: nell’incontro del 15 dicembre 1972 il servizio americano comunicò di non ritenerne più validi i termini, proponendo, scrive la relazione, un memorandum d’intesa da ridiscutere ogni anno. Nello stesso anno, scrive la relazione, il 24 febbraio 1972 i carabinieri di Aurisina ritrovarono per caso uno dei Nasco occultati dall’organizzazione. Gli uomini del SID, secondo la Commissione, riuscirono a bloccare le indagini e a provocare l’archiviazione dell’inchiesta giudiziaria. È il primo punto in cui la storia di Gladio incrocia quella di un’inchiesta della magistratura, e la incrocia per fermarla.
Dopo Aurisina, scrive la relazione, fu ordinato il recupero dei materiali occultati e la smobilitazione di circa un centinaio di uomini; l’operazione fu completata nel giugno 1973, secondo la Commissione. Per la Commissione è un fatto provato che nel 1972 prese avvio la trasformazione di Gladio da struttura contro un’invasione sul confine nord-orientale a struttura prevalentemente informativa operante sull’intero territorio nazionale. Nel biennio 1974-76, secondo la relazione, la rete fu ristrutturata con l’eliminazione delle unità di pronto impiego e con il potenziamento dei nuclei, le cellule specializzate nell’esfiltrazione e nell’attività informativa. Proprio mentre il Governo, nel 1990, diceva di averla smobilitata, la rete stava diventando un’altra cosa.
Dopo la riforma del 1977: una rete che informa
Nel 1977 il Parlamento varò la riforma dei servizi, scrive la Commissione: il SID fu sostituito dal SISMI e dal SISDE, e la sezione che sovrintendeva a Gladio divenne la 7ª Divisione del SISMI. Proprio in quegli anni, scrive la Commissione, alle strutture periferiche fu diramato uno schema per i rapporti informativi in sei punti: popolazione, amministrazione, politica, economia, trasporti e comunicazioni. L’attenzione, secondo la relazione, era posta sulle biografie degli esponenti politici, su movimenti, associazioni, partiti e sindacati, su giornali e agenzie. Le strutture periferiche furono invitate a produrre relazioni trimestrali, scrive la Commissione; e fra quelle ritrovate, secondo la relazione, si trovano indagate le situazioni politiche di Sassari, Porto Torres, Cervignano del Friuli e quella del «Corriere della Sera».
Accanto al «centro Ariete» di Udine e al «centro Orione» di Roma, la 7ª Divisione attivò il «centro Libra» a Brescia nel 1985, il «centro Pleiadi» ad Asti nel 1986 e il «centro Scorpione» a Trapani nel 1987, secondo la relazione. Un prospetto allegato al pro-memoria del 17 febbraio 1987 assegnava al centro di Udine l’antiterrorismo, a Brescia il crimine organizzato, ad Asti crimine organizzato e sicurezza industriale, scrive la Commissione. Il Gruppo operazioni speciali, il GOS, creato attorno al 1986, contava una quindicina di elementi, secondo la relazione. Fra le sue attività c’era la scorta di personaggi importanti, anche per i viaggi del Pontefice, e secondo la Commissione i GOS furono attivati per il sequestro dell’Achille Lauro, per la rivolta nel carcere di Trani, per il dirottamento su Malta di un jet egiziano e per il sequestro Dozier.
Per la relazione la trasformazione avvenne all’insaputa degli aderenti, presentando l’attività informativa come semplice addestramento. Chi era stato arruolato per resistere a un invasore si ritrovava, senza saperlo, fonte di un servizio segreto. E la conclusione della Commissione è netta: nel 1990, scrive, non c’era più il piccolo esercito di gladiatori in paziente attesa di un’invasione, ma una rete informativo-operativa estesa in tutto il territorio, che operava a fini di controllo della situazione interna, secondo la relazione.
Chi sapeva, e che cosa
Di tutta la storia interna di Gladio, scrive la Commissione, il fatto sconcertante e inammissibile è che non esista documentazione di parte governativa. «Dallo Stato Maggiore della Difesa non un solo foglio», scrive la relazione. Secondo la Commissione erano i servizi a decidere che cosa dire e a chi, scegliendo quali Presidenti del Consiglio e quali Ministri della difesa informare e quali no. Il 26 maggio 1980 una nota del SISMI diede notizia dell’indottrinamento del ministro della difesa Lagorio, secondo la relazione, e al ministro, scrive la Commissione, non fu detto niente degli impegni assunti fin dal 1951.
Nei briefing ai ministri si ricordava che la base di Capo Marargiu era stata visitata da Taviani nel 1958, da Andreotti nel 1961, di nuovo da Taviani nel 1965, da Cossiga nel 1967 e da Gui nel 1969, scrive la Commissione. Negli stessi briefing la consistenza della rete era indicata in modo del tutto difforme da quella reale, secondo la relazione: un organico previsto di 2.135 uomini, con 350 reclutati e addestrati dal 1957 al 1976. Al Comitato parlamentare per i servizi, istituito dalla riforma del 1977, di Gladio non fu data alcuna notizia, scrive la Commissione. Nel 1985 il Presidente del Consiglio Craxi, in un’audizione davanti al Comitato, rispose sulla base delle informazioni del servizio che non esistevano accordi che ponessero i servizi italiani in posizione subordinata rispetto a servizi esteri o a organi sovranazionali, secondo la relazione. Nel marzo 1975 anche il Presidente del Consiglio Aldo Moro, interrogato dai magistrati dell’inchiesta sul golpe Borghese, fu indotto a dichiarare che non vi erano nei servizi simili strutture riservate, scrive la Commissione.
Dal 1984, secondo la relazione, il nuovo direttore del SISMI, l’ammiraglio Martini, decise di informare sistematicamente Presidenti del Consiglio, Ministri della difesa e capi di Stato Maggiore, con un documento che cominciava così: «Nell’ambito del Servizio esiste una Organizzazione alla quale è devoluto il compito di predisporre, con modalità assolutamente riservate e fin dal tempo di pace, quanto necessario per la condotta di operazioni di guerra non ortodossa». Non veniva neppure detto che il suo nome era Gladio o stay-behind, scrive la Commissione. Secondo la relazione Craxi firmò per conoscenza l’8 agosto 1984, cinque mesi dopo la sua nomina a Presidente del Consiglio. Spadolini, che da Presidente del Consiglio negli anni 1981-82 risulta non essere mai stato informato, firmò come Ministro della difesa il 14 novembre 1984, scrive la Commissione.
Fanfani, Presidente del Consiglio dal 17 aprile al 28 luglio 1987, non fu indottrinato, e nemmeno il suo ministro della difesa Gaspari, secondo la relazione. Goria firmò il 4 novembre 1987 e il suo ministro della difesa Zanone il 21 dicembre 1987; De Mita, Presidente del Consiglio dal 13 aprile 1988, firmò il 6 maggio 1988; Andreotti, Presidente del Consiglio dal 22 luglio 1989, firmò il 3 agosto 1989, secondo lo stesso elenco. Come ministri della difesa firmarono anche Martinazzoli, il 4 agosto 1989, e Rognoni, il 19 ottobre 1990, scrive la Commissione. L’ultima firma arriva il giorno dopo l’invio del documento sul «SID parallelo» alla Commissione. Firmarono anche i capi di Stato Maggiore della Difesa, dell’Esercito e della Marina, mentre l’Aeronautica venne tenuta fuori, scrive la relazione.
L’illegittimità progressiva
Per la Commissione, con il passare degli anni Gladio si è caricata di una illegittimità progressiva, e tre sono i momenti in cui emerge, scrive la relazione. Il primo è la pretesa del SIFAR di farsi soggetto di accordi internazionali al posto del Governo e del Parlamento, secondo la Commissione: «Un servizio segreto non può impegnare il Governo né può impegnarsi per il Governo». Il secondo, scrive la relazione, è la presunta appartenenza di Gladio alla NATO, che arriva anni dopo la nascita della rete. Il terzo è la legge 24 ottobre 1977, n. 801: la sua violazione, scrive la Commissione, è stata sistematica, spregiudicata e del tutto intenzionale.
Dopo la riforma, scrive la relazione, il CESIS fu semplicemente «cortocircuitato», per volontà degli stessi Presidenti del Consiglio che si rivolgevano direttamente ai capi dei servizi. La riconversione di Gladio da struttura antinvasione a struttura informativa al servizio dell’intero SISMI a fini interni è, per la Commissione, pienamente documentata. Nelle conclusioni la relazione scrive che «Gladio è stata una componente di quella strategia che, immettendo nel sistema elementi di tensione, ha giustificato la necessità di opportuni interventi stabilizzatori»; ma, secondo la stessa Commissione, spetta alla magistratura individuare quali di questi interventi abbiano avuto rilevanza penale.
I giudici e il Quirinale
Secondo la relazione, con la sentenza del 10 ottobre 1991 il giudice istruttore Casson espresse gravi giudizi sulla legittimità dell’operazione Gladio, sia per la procedura costitutiva sia per le finalità, e sostenne la configurabilità del reato di cospirazione politica mediante associazione. Il 26 novembre 1991 il Presidente della Repubblica Cossiga inviò alla Procura di Roma una lettera di «autodenuncia», scrive la Commissione, da unico referente politico che si era dichiarato completamente informato della struttura stay-behind, chiedendo che gli fossero contestate le stesse imputazioni. Il giorno dopo il Procuratore della Repubblica investì della questione il cosiddetto Tribunale dei Ministri, secondo la relazione. Il 17 dicembre 1991 i sostituti procuratori militari di Padova inviarono informazioni di garanzia a generali che erano stati, a vario titolo, responsabili dell’organizzazione Gladio, ipotizzando il reato di banda armata, scrive la Commissione. Come siano finite quelle inchieste, gli atti che abbiamo acquisito non lo dicono: la relazione si ferma all’aprile 1992, e un’ipotesi di reato non è una condanna.
Il dissenso: tre note, tre linee
La nota più lunga, e la più dura con la maggioranza, è quella firmata da Zamberletti con Bosco, Graziani e Leonardi. Per i quattro commissari la pubblicazione degli atti su Gladio ha dato occasione a un «maldestro tentativo», scrivono, di trasformare il desiderio di conoscere in un processo contro tutti i Governi succeduti dal 1948. Alla domanda se l’accordo stay-behind sia riconducibile all’articolo 3 del Trattato NATO, secondo i quattro firmatari si può rispondere senz’altro affermativamente, e lo sostiene, scrivono, anche un parere pro-veritate agli atti della Commissione. L’Italia, scrivono, ha agito per adempiere all’obbligo di provvedere alla propria difesa secondo lo spirito del Trattato e secondo il suo articolo 3.
Sulla ratifica, scrivono, i firmatari ricordano che, sulla falsariga di un precedente del 1954 sulle basi militari, si decise di non sottoporre l’accordo al Parlamento, e sostengono che nessuna delle ipotesi dell’articolo 80 della Costituzione sia riferibile all’accordo stay-behind. Secondo la nota, dell’attività del SIFAR ebbero piena conoscenza i ministri e i responsabili militari, poi il ministro degli Esteri, il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica. Perfino le date non coincidono. Secondo la nota l’intesa fu conclusa il 26 novembre 1956, secondo la relazione l’accordo entrò in vigore il 28 novembre, data fissata a ritroso, scrive la Commissione, nella riunione del 29 novembre; e l’elenco degli allegati della relazione indica il testo del «restatement» del 26 novembre 1956, secondo lo stesso documento.
Sulla parola «sovvertimenti», per la nota non è censurabile il riferimento dell’appunto del giugno 1959 alle emergenze «ad opera di sovvertimenti interni», che sarebbero quelle previste dall’articolo 4 del Trattato. Anche ammettendo per pura ipotesi un uso distorto della struttura, scrivono i quattro, si tratta di un fatto non ancora dimostrato da nessuno. Per gli sviluppi della vicenda, scrivono, la nota rinvia alla relazione del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato sull’operazione Gladio, comunicata alle Presidenze delle Camere il 4 marzo 1992, e dichiara estranea alla propria indagine la ricostruzione della storia di Gladio, secondo il suo stesso testo. Secondo i firmatari, nella speranza di scoprire una trama oscura, si sono distrutti dei servizi essenziali per la difesa del Paese, «mettendo in piazza, a disposizione di tutti, amici e nemici, organizzazione, uomini e strutture».
Più sfumata, e forse più scomoda per l’istituzione, è la posizione di Buffoni, che la Commissione pubblica come intervento in seduta. Secondo il deputato il Parlamento avrà due relazioni divergenti: quella del Comitato parlamentare per i servizi e quella della Commissione stragi, che va in senso diametralmente opposto, soprattutto sulla legittimità della struttura. C’è poi, dice, una decisione della magistratura anch’essa in forte contraddizione con la relazione. Sulla parte che riguarda gli anni Cinquanta Buffoni ritiene che una struttura del genere potesse essere riconosciuta legittima nel contingente momento storico, e indica che la sua riserva potrebbe tradursi in un’astensione. Sul periodo successivo alla riforma del 1977, invece, secondo Buffoni non vi fu informativa né al Comitato per i servizi, né al CESIS, né al Governo, né a uomini politici: «Su questo aspetto noi condividiamo la relazione», dice. Sulle deviazioni, secondo il deputato, non c’è nulla di acclarato.
Cicciomessere scrive di condividere l’impostazione della relazione, ma definisce Gladio, secondo la sua nota, un’organizzazione illegittima, sorta in violazione della Costituzione e poi operante in violazione della legge di riforma dei servizi, ma istituzionalmente orientata al perseguimento di fini legittimi. Secondo il deputato dal 1972 l’organizzazione entrò in uno stato di letargo e non compì attività di rilievo. L’attività informativa, scrive, fu molto sporadica e non vi è la prova di una sistematica utilizzazione a fini di controllo interno, sicché i giudizi della relazione su questo punto gli sembrano eccessivi, secondo la nota. Sulla strategia della tensione, sostiene, dall’esame dei documenti non è emerso alcun elemento di riscontro. Gladio, secondo il deputato, è servita piuttosto come strumento per operare depistaggi, come nel caso di Aurisina, collegato al tentativo di depistaggio relativo alla strage di Peteano.
Messe in fila, le tre note disegnano tre linee diverse.I quattro firmatari della prima difendono la legittimità dell’intera operazione attraverso il Trattato atlantico e non entrano nella storia successiva; Buffoni contesta il giudizio sugli anni Cinquanta ma sottoscrive quello sul dopo-riforma; Cicciomessere accetta l’illegittimità, ma contesta l’ampiezza dell’uso interno e ogni legame provato con le stragi.Sul punto che la relazione considera più grave, la violazione della legge del 1977, nessuna delle tre note sostiene che il Parlamento sia stato informato.
Dove sono finite le carte
Nel 1992 la Commissione scriveva che i quattordici documenti allegati sarebbero arrivati al venir meno del segreto istruttorio; trent’anni dopo, la strada delle carte porta all’Archivio centrale dello Stato. La documentazione su Gladio degli archivi del SISMI era stata sequestrata dall’autorità giudiziaria di Roma, con i decreti del dicembre 1990. Con una direttiva del 2 agosto 2021 il Presidente del Consiglio ha ampliato quella del 22 aprile 2014 sul versamento all’Archivio centrale dello Stato degli atti relativi a quei fatti. Il Comitato consultivo che segue i versamenti opera presso la Presidenza del Consiglio: istituito nel 2016, è stato ricostituito con un decreto del 15 settembre 2021, secondo la sua relazione.
«Con decreti del 21 e 22 dicembre 1990 la Procura romana sequestrò tutti i documenti Gladio presenti negli archivi del SISMI mettendoli poi a disposizione della Commissione.»
Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, relazione sull’operazione Gladio (documento XXIII n. 51, X legislatura, 1992)
Secondo il riepilogo dei versamenti dell’Archivio centrale aggiornato al 20 ottobre 2025, il SISMI ha versato la documentazione su Gladio sequestrata dall’autorità giudiziaria di Roma in due tranche: 165 buste con 2.858 fascicoli il 21 dicembre 2021 e 181 buste con 1.890 fascicoli il 15 dicembre 2022. Il 19 giugno 2023 sono stati consegnati per conto dell’AISE 85 faldoni con 633 fascicoli sulla vicenda Gladio: il dato compare sia nel riepilogo dell’Archivio sia nella relazione del Comitato consultivo. Per la 7ª Divisione del SISMI il riepilogo registra altre 87 buste con 767 fascicoli il 21 maggio 2024 e 40 buste con 4.490 documenti il 17 settembre 2025, secondo lo stesso elenco.
Roma, EUR: il palazzo dell’Archivio Centrale dello Stato in piazzale degli Archivi.Secondo il riepilogo dell’Archivio centrale, il SISMI vi ha versato in due tranche la documentazione su Gladio sequestrata dall’autorità giudiziaria di Roma.Foto: Gunnar Klack, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
Tutta la documentazione su Gladio e P2 della Presidenza del Consiglio è stata versata all’Archivio centrale con un verbale del 6 luglio 2023: 11 faldoni, 6 dei quali su Gladio. Dalla Rappresentanza permanente italiana presso la NATO sono arrivati 5 documenti sull’operazione Gladio, dopo che le autorità militari della NATO ne hanno approvato la declassifica e la divulgazione, secondo il Comitato consultivo. Dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione, secondo il riepilogo, sono arrivate 21 buste con 7.797 documenti sotto la voce «Organizzazione Gladio». Sono le stesse carte su cui lavorò la Commissione, e molte di più: gli archivi dei servizi, della Presidenza, della polizia, e quelli dell’Alleanza che nel 1991 il Governo dichiarava inviolabili.
Nel 2024, scrive il Comitato, sono stati impegnati 340.031,35 euro lordi per il riordino e la descrizione archivistica della documentazione versata in base alla direttiva del 2021; per il 2025 il Ministero della cultura dispone di 300.000 euro per descrivere 35.165 documenti già versati e quelli ancora da versare. I versamenti sono accompagnati da relazioni metodologiche consultabili nella sezione «Sala delle Raccolte speciali (documentazione desecretata)» del sito dell’Archivio centrale, secondo la relazione. La relazione del 1992 indicava già dove guardare, e oggi quelle carte stanno in un archivio pubblico, con i suoi tempi di descrizione.
Roma, EUR: il piazzale degli Archivi con il palazzo dell’Archivio Centrale dello Stato sullo sfondo.Il 19 giugno 2023 sono arrivati all’Archivio centrale 85 faldoni con 633 fascicoli su Gladio, consegnati per conto dell’AISE.Foto: Lalupa, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
Restano da verificare due cose che gli atti acquisiti non dicono.La prima è se fra queste carte ci siano i quattordici allegati che la Commissione considerava parte integrante della relazione. La seconda riguarda un archivio che la relazione cita in una nota: secondo la Commissione l’archivio della 1ª Divisione, il controspionaggio, era rimasto sino ad allora totalmente non indagato. Nei due elenchi che abbiamo letto non ne troviamo traccia con quel nome: è il punto da cui ripartire.
La nostra lettura
Qui finisce la cronaca degli atti e comincia la valutazione della redazione. La relazione del 1992 è un documento raro: un organo del Parlamento che scrive, nero su bianco, che per quarant’anni un pezzo dello Stato ha vissuto nascosto alle istituzioni dello Stato. La sua forza non sta negli aggettivi, ma nelle date. Il 3 agosto 1990 il Presidente del Consiglio dice che tutto è finito nel 1972; il 18 ottobre ammette che la struttura è attiva; il 19 ottobre l’ultimo ministro della difesa firma per conoscenza. Chi governava ha firmato documenti che non dicevano il nome dell’organizzazione, e chi non ha firmato non era stato messo in condizione di farlo.
Il dissenso non smonta questo impianto: lo sposta. I quattro firmatari della prima nota portano la discussione sugli anni Cinquanta, dove il Trattato atlantico offre un argomento, e rinviano per il resto alla relazione del Comitato per i servizi. Buffoni e Cicciomessere, da posizioni diverse, accettano che dopo il 1977 la legge sia stata aggirata, e contestano l’ampiezza delle conclusioni. È il disaccordo più utile per chi legge oggi: separa ciò che la Commissione ha documentato, l’aggiramento dei controlli, da ciò che ha soltanto ipotizzato, il ruolo nella strategia della tensione. Quella separazione la relazione stessa la affida alla magistratura.
Trent’anni dopo, le carte sono in un archivio pubblico e la lettura è possibile, con i tempi della descrizione archivistica. È la prova più concreta che il giudizio del 1992 non era un’opinione: era un elenco di documenti che qualcuno, prima o poi, avrebbe potuto controllare.
Le domande aperte
Che cosa scrisse esattamente il Comitato parlamentare per i servizi nella sua relazione del 4 marzo 1992, che due delle tre note citano come opposta a quella della Commissione? Non l’abbiamo acquisita, e ne riferiamo solo ciò che dicono i commissari. Quale decisione della magistratura aveva in mente Buffoni quando parlava di una forte contraddizione con la relazione? Come si sono concluse le inchieste di Roma, di Padova e del Tribunale dei Ministri? Gli atti che abbiamo letto si fermano prima. Infine: i quattordici allegati della relazione sono oggi consultabili, e dove? Li cercheremo negli inventari dell’Archivio centrale dello Stato e aggiorneremo questa pagina.
Il fascicolo delle prove
Questa sezione è generata dal registro delle evidenze di ARKA, non scritta a mano. Ogni affermazione dell’inchiesta è qui con le parole esatte degli atti che la sostengono, ritrovate nei file conservati e ricontrollate con la loro impronta. 106 affermazioni: 5 corroborate fra vettori indipendenti, 0 confermate da un atto ufficiale, 101 attribuite. Che un passaggio sostenga davvero l’affermazione oggi lo verifica una persona: il controllo automatico non c’è ancora.
Corroborate fra vettori indipendenti (5)
almeno due origini indipendenti, in almeno due famiglie di fonti diverse.
La documentazione su Gladio degli archivi del SISMI fu sequestrata dall’autorità giudiziaria di Roma: con decreti del 21 e 22 dicembre 1990 la Procura romana la sequestrò e la mise a disposizione della Commissione. 2 origini · 2 vettori
«Con decreti del 21 e 22 dicembre 1990 la Procura romana sequestrò tutti i documenti Gladio presenti negli archivi del SISMI mettendoli poi a disposizione della Commissione.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 30 · impronta 6fbef8134d6e
«SISMI - Servizio informazioni e sicurezza militare 2021-12-21 Organizzazione Gladio Si Si 165 buste (2858 fascicoli) (documentazione sequestrata dall’Autorità giudiziaria di Roma I tranche)» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
La direttiva del Presidente del Consiglio del 2 agosto 2021 amplia quella del 22 aprile 2014 sul versamento all’Archivio centrale dello Stato della documentazione relativa ai gravi fatti indicati. 2 origini · 2 vettori
«DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 agosto 2021 Ampliamento della direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 aprile 2014 RIEPILOGO VERSAMENTI ALLA DATA DEL 20 OTTOBRE 2025» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
«versamento agli Archivi di Stato e all’Archivio centrale dello Stato della documentazione di cui alle Direttive del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 aprile 2014 e del 2 agosto 2021» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 1 · impronta 717b7aa1f990
Tutta la documentazione su Gladio e P2 detenuta dalla Presidenza del Consiglio è stata versata all’Archivio centrale con verbale del 6 luglio 2023: 11 faldoni, 6 dei quali su Gladio, provenienti dalla Segreteria speciale principale. 2 origini · 2 vettori
«Tutta la documentazione relativa a Gladio e P2 detenuta dalla Presidenza del Consiglio è stata versata all’Archivio centrale dello Stato, come risulta dal verbale di consegna datato 6 luglio 2023: il versamento consta di 11 faldoni, di cui 6 relativi a Gladio e 5 alla Loggia massonica P2.» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 20 · impronta 717b7aa1f990
«Segreteria Speciale principale 2023-07-06 Organizzazione Gladio Si No 6 buste» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
Il 19 giugno 2023 sono stati consegnati all’Archivio centrale per conto dell’AISE 85 faldoni con 633 fascicoli sulla vicenda Gladio, provenienti dalla 7ª Divisione del SISMI. 2 origini · 2 vettori
«il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza ha reso noto di aver consegnato per conto dell’AISE ben 85 faldoni, con 633 fascicoli relativi alla vicenda Gladio in data 19 giugno 2023» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 21 · impronta 717b7aa1f990
«7^ Divisione del SISMI 85 buste (633 fascicoli: SAM 58» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
«2023-06-19 Organizzazione Gladio Si Si» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
Dalla Rappresentanza permanente italiana presso la NATO sono stati versati 5 documenti sull’operazione Gladio, dopo che le autorità militari della NATO ne hanno approvato la declassifica e la divulgazione. 2 origini · 2 vettori
«n. 5 documenti relativi all’operazione Gladio provenienti dalla Rappresentanza permanente presso la NATO (documentazione che è stata previamente sottoposta alle competenti Autorità Militari della NATO, che ne hanno decretato e approvato la declassifica e la divulgazione)» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 8 · impronta 717b7aa1f990
«Rappresentanza permanente presso la NATO 2023-01-30 Organizzazione Gladio No Si 5 documenti» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 2 · impronta 9c07e23c70c3
Attribuite (101)
la tesi di qualcuno (una parte, un ente): nel testo compaiono sempre attribuite a chi le sostiene.
Il 22 aprile 1992 il presidente della Commissione stragi, senatore Gualtieri, trasmise ai Presidenti del Senato, Giovanni Spadolini, e della Camera, Leonilde Iotti, le relazioni approvate nella seduta del 14-15 aprile 1992 sul caso Moro, su Ustica, sull’operazione Gladio e sul terrorismo in Alto Adige. 1 origine · 1 vettore
«La Commissione che ho l’onore di presiedere nella seduta del 14-15 aprile 1992 ha ultimato la discussione ed ha approvato le relazioni sulle inchieste condotte: sugli ultimi sviluppi del caso Moro; sulle vicende connesse al disastro aereo di Ustica; sull’operazione Gladio; su episodi di terrorismo in Alto Adige.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 3 · impronta 6fbef8134d6e
«Comunicata alle Presidenze il 22 aprile 1992» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 1 · impronta 6fbef8134d6e
«Onorevole Senatore Prof. Giovanni Spadolini Presidente Senato della Repubblica» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 3 · impronta 6fbef8134d6e
«Onorevole Professoressa Leonilde lOTTI Presidente Camera dei deputati» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 5 · impronta 6fbef8134d6e
«(composta dai senatori: Gualtieri, Presidente;» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 1 · impronta 6fbef8134d6e
Alla relazione su Gladio la Commissione decise di pubblicare in annesso tre note integrative: del deputato Zamberletti con i senatori Bosco, Graziani e Leonardi, del deputato Buffoni e del deputato Cicciomessere. 1 origine · 1 vettore
«una nota integrativa redatta dal deputato Zamberletti e dai senatori Bosco, Graziani e Leonardi; una nota integrativa redatta dal deputato Buffoni» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 1 · impronta 6fbef8134d6e
«nota integrativa redatta dal deputato Cicciomessere» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 1 · impronta 6fbef8134d6e
«sottoelencate note integrative di cui la Commissione ha deciso la pubblicazione in annesso» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 3 · impronta 6fbef8134d6e
Quattordici documenti citati nella relazione su Gladio ne sono parte integrante; la Commissione ne deliberò la pubblicazione, ma sarebbero stati trasmessi solo al venir meno del vincolo del segreto istruttorio. 1 origine · 1 vettore
«costituiscono parte integrante della relazione sul caso Gladio quattordici documenti, citati nel corpo della relazione stessa. Tali documenti, dei quali la Commissione ha deliberato la pubblicazione, Le saranno trasmessi non appena verrà meno il vincolo del segreto istruttorio.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 3 · impronta 6fbef8134d6e
La relazione su Gladio comprende, fra gli altri, un capitolo intitolato «Periodizzare per giudicare», uno sull’illegittimità costituzionale progressiva e uno sul controllo politico su Gladio. 1 origine · 1 vettore
«CAPITOLO 2. - Periodizzare per giudicare» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 7 · impronta 6fbef8134d6e
«CAPITOLO 4. - L’illegittimità costituzionale progressiva» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 7 · impronta 6fbef8134d6e
«CAPITOLO 5. - Il controllo politico su Gladio» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 7 · impronta 6fbef8134d6e
La relazione definisce Gladio un segreto che lo Stato italiano ha condiviso con altri Stati e che a un certo punto è diventato totalmente suo. 1 origine · 1 vettore
«Gladio non è stata tanto una struttura segreta, quanto un «segreto». Un segreto che lo Stato italiano ha condiviso con altri Stati, e che a un certo punto è diventato totalmente suo.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 11 · impronta 6fbef8134d6e
Per la Commissione Gladio subì almeno quattro mutazioni, e la sua legittimità doveva poter essere dimostrata in ogni momento della sua storia, non una volta sola. 1 origine · 1 vettore
«Almeno quattro sono state le mutazioni subite da Gladio nel corso degli anni.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 13 · impronta 6fbef8134d6e
«questa deve infatti poter essere dimostrata in qualsiasi momento della sua storia, non una tantum.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 13 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo la relazione la vicenda di Gladio è durata quarant’anni, nei quali si sono succeduti quaranta Governi e venti Presidenti del Consiglio. 1 origine · 1 vettore
«La vicenda di Gladio è durata quarant’anni.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 12 · impronta 6fbef8134d6e
«In questi quarant’anni si sono succeduti quaranta Governi diversi e ci sono stati venti diversi Presidenti del Consiglio.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 12 · impronta 6fbef8134d6e
Quando nell’ottobre 1990 il Presidente del Consiglio Andreotti sollevò il segreto, sembrò trattarsi di poco più di 600 uomini in attesa di un’invasione; per la Commissione le cose stavano molto diversamente. 1 origine · 1 vettore
«Quando però il velo del segreto che ha coperto l’organizzazione è stato sollevato nell’ottobre 1990 dal Presidente del Consiglio, onorevole Andreotti» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 12 · impronta 6fbef8134d6e
«un limitato numero di uomini, poco più di 600, rimasti tenacemente in attesa di una invasione dall’Est sempre più improbabile» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 12 · impronta 6fbef8134d6e
«Le cose stavano però molto diversamente.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 12 · impronta 6fbef8134d6e
Il 2 agosto 1990, in una seduta della Camera dedicata alla strage di Bologna, il Presidente del Consiglio Andreotti accettò un ordine del giorno dei deputati Quercini, Tortorella, Violante e altri che impegnava il Governo a informare il Parlamento entro 60 giorni su una struttura parallela e occulta. 1 origine · 1 vettore
«Il 2 agosto 1990, nel corso di una seduta della Camera dei deputati dedicata alla strage alla stazione di Bologna, il Presidente del Consiglio Andreotti accettò un ordine del giorno presentato dai deputati Quercini, Tortorella, Violante ed altri con il quale si impegnava il Governo a informare il Parlamento entro 60 giorni in ordine «alla esistenza, alle caratteristiche e alle finalità di una struttura parallela e occulta che avrebbe operato all’interno del nostro servizio segreto militare con finalità di condizionamento della vita politica del Paese».» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 29 · impronta 6fbef8134d6e
Il 3 agosto 1990 Andreotti, ascoltato dalla Commissione, dichiarò che secondo quanto riferitogli dai Servizi quelle attività erano proseguite fino al 1972. 1 origine · 1 vettore
«Il giorno seguente, 3 agosto 1990, il Presidente del Consiglio fu ascoltato dalla nostra Commissione» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 29 · impronta 6fbef8134d6e
«Sulla base di quanto mi è stato riferito dai Servizi, tali attività sono proseguite fino al 1972, dopodiché si è ritenuto che non ve ne fosse più bisogno.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 30 · impronta 6fbef8134d6e
Il 18 ottobre 1990 il Presidente del Consiglio inviò alla Commissione il documento «Il cosiddetto SID parallelo-il caso Gladio», dal quale risultava che le attività ritenute abbandonate nel 1972 continuavano ancora. 1 origine · 1 vettore
«Il 18 ottobre 1990 il Presidente del Consiglio inviò alla Commissione il documento promesso, intitolato: «Il cosiddetto SID parallelo-il caso Gladio». Si apprendeva così che le attività che il Presidente del Consiglio riteneva abbandonate nel 1972, continuavano ancora.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 30 · impronta 6fbef8134d6e
La relazione rileva una contraddizione fra la dichiarazione del 3 agosto 1990, secondo cui nel 1972 la struttura era stata smobilitata, e il documento del 18 ottobre 1990, in cui si ammetteva che nel 1990 era ancora attiva e operante. 1 origine · 1 vettore
«La situazione creatasi dopo il 1972 riconduce alla contraddizione tra la dichiarazione fatta dal Presidente del Consiglio Andreotti alla Commissione il 3 agosto 1990, secondo cui appunto nel 1972 la struttura era stata smobilitata, e l’informazione contenuta nel documento trasmesso alla Commissione il 18 ottobre 1990, in cui veniva ammesso che la struttura ancora nel 1990 era attiva ed operante.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 24 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo la Commissione, con ogni probabilità la documentazione che Andreotti aveva chiesto al capo di Stato Maggiore della Difesa, e non ai direttori dei Servizi o al CESIS, conteneva elementi che si prestavano a una lettura riduttiva di Gladio dopo il 1972. 1 origine · 1 vettore
«Con ogni probabilità nella documentazione che il Presidente del Consiglio Andreotti chiese in quella occasione al capo di Stato Maggiore della Difesa (e non ai direttori dei Servizi o al CESIS - Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza), vi erano elementi che si prestavano a una lettura riduttiva di Gladio dopo il 1972.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 24 · impronta 6fbef8134d6e
L’8 agosto 1990 il direttore del SISMI Martini emanò una circolare che indirizzava l’organizzazione Gladio alla lotta contro la droga. 1 origine · 1 vettore
«L’8 agosto ,1990 il direttore del SISMI Martini emanò una circolare con la quale indirizzava l’organizzazione Gladio alla lotta contro la droga.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 30 · impronta 6fbef8134d6e
Il 27 novembre 1990 il Presidente del Consiglio decretò lo scioglimento di Gladio; il 26 febbraio 1991 non rinnovò l’incarico all’ammiraglio Martini. 1 origine · 1 vettore
«La storia di Gladio ha termine quando il 27 novembre 1990 il Presidente del Consiglio ne decretò lo scioglimento, quando il 26 febbraio 1991 non rinnovò l’incarico all’ammiraglio Martini» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 30 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo le informazioni dei servizi trasmesse dalla Presidenza del Consiglio alla Commissione, al momento dello scioglimento gli appartenenti a Gladio risultavano 622, di cui 45 deceduti. 1 origine · 1 vettore
«Al momento dello scioglimento gli appartenenti a Gladio - secondo le informazioni fornite dai servizi alla Presidenza del Consiglio, e da questa trasmesse alla Commissione - risultano 622, di cui 45 deceduti.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
I 622 comprenderebbero 408 membri dei nuclei e 214 appartenenti alle unità di pronto impiego. 1 origine · 1 vettore
«E comprenderebbe tanto i membri dei nuclei (408) quanto gli appartenenti alle unità di pronto impiego (214).» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
La procedura di reclutamento risulta avviata per 1.915 nominativi, con esito negativo nei due terzi dei casi. 1 origine · 1 vettore
«Tale procedura risulta avviata per 1.915 nominativi, con esito negativo nei due terzi dei casi» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
Di ciascuno dei non reclutati fu conservato un fascicolo dettagliato nell’archivio della 7ª Divisione. 1 origine · 1 vettore
«Di ciascuno di questi «negativi» - malgrado il mancato reclutamento - è stato conservato un dettagliato fascicolo nell’archivio della 7 Divisione.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
La forza impiegabile di Gladio fu in media di 230-250 unità; per la Commissione resta da chiarire come 127 unità su 622 siano state arruolate prima che su di loro fossero assunte le informazioni necessarie. 1 origine · 1 vettore
«la forza impiegabile nei vari anni è stata mediamente di 230-250 unità» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
«Resta da chiarire come sia stato possibile che ben 127 unità su 622 siano state arruolate prima che su di loro fossero assunte le necessarie informazioni» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
Per 24 nominativi la segnalazione, e in alcuni casi la nomina a effettivo, avvennero nonostante si trattasse di persone che avevano appartenuto a organizzazioni fasciste: Partito Nazionale Fascista, Repubblica Sociale Italiana, X Mas. 1 origine · 1 vettore
«Per 24 nominativi la segnalazione, e in alcuni casi la nomina ad «effettivo» furono fatte nonostante si trattasse di persone che avevano appartenuto ad organizzazioni fasciste (Partito Nazionale Fascista, Repubblica Sociale Italiana, X Mas).» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
Nelle conclusioni la Commissione scrive che non vi è alcuna giustificazione per Gladio, né all’inizio né alla fine, e che la sua pericolosità e illegittimità crebbero con il passare degli anni. 1 origine · 1 vettore
«Non vi è alcuna giustificazione per Gladio. Né all’inizio né alla fine. Vi è invece un accrescimento della sua pericolosità e della sua illegittimità con il passare degli anni.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 40 · impronta 6fbef8134d6e
La relazione si chiude chiedendo che si prenda atto e si puniscano i responsabili del lungo inganno. 1 origine · 1 vettore
«È tempo che di questo si prenda atto e si puniscano i responsabili del lungo inganno.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 40 · impronta 6fbef8134d6e
L’8 ottobre 1951 il capo del SIFAR, generale Umberto Broccoli, inviò al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Efisio Marras, il pro-memoria «Organizzazione informativa-operativa nel territorio nazionale suscettibile di occupazione nemica». 1 origine · 1 vettore
«L’8 ottobre 1951 il capo del SIFAR, generale Umberto Broccoli, inviò al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Efisio Marras, un pro-memoria intitolato «Organizzazione informativa-operativa nel territorio nazionale suscettibile di occupazione nemica»» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 14 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo il capo del SIFAR, in caso di occupazione doveva essere subito attivabile una rete di resistenza capace di fornire informazioni, sabotare gli impianti dell’occupante e fornire vie di fuga ai militari dietro le linee nemiche. 1 origine · 1 vettore
«Secondo il capo del SIFAR occorreva far sì che in caso di occupazione del territorio nazionale fosse immediatamente attivabile una rete di resistenza capace di fornire informazioni, sabotare gli impianti dell’occupante e fornire assistenza e «vie di fuga» ai militari rimasti dietro le linee nemiche.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 14 · impronta 6fbef8134d6e
Il progetto prevedeva una rete di al massimo 200 unità, da completare all’inizio del 1953. 1 origine · 1 vettore
«fino a raggiungere un massimo di 200 unità» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 15 · impronta 6fbef8134d6e
«La rete, in sostanza, avrebbe dovuto essere pronta all’inizio del 1953.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 15 · impronta 6fbef8134d6e
Il 7 maggio 1952 il generale Broccoli andò a Parigi alla riunione del Clandestine Planning Committee, costituito nell’agosto 1951; la decisione di non aderirvi fu comunicata agli alleati. 1 origine · 1 vettore
«ufficialmente costituito nell’agosto 1951 con il nome di Clandestine Planning Committee (CPC)» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 15 · impronta 6fbef8134d6e
«Il 7 maggio 1952 il generale Broccoli si recò a Parigi» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 15 · impronta 6fbef8134d6e
«La decisione di non aderire al CPC fu comunicata agli alleati.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 15 · impronta 6fbef8134d6e
Nel 1953 cominciò l’acquisizione dei terreni della base di Capo Marargiu, vicino ad Alghero; nel 1954 i lavori furono avviati con il finanziamento della CIA, in forza di un accordo bilaterale fra i servizi informazioni italiano e statunitense. 1 origine · 1 vettore
«Quando nel 1953 ebbe inizio l’acquisizione dei terreni su cui sarebbe stata costruita la base di Capo Marargiu, vicino ad Alghero, e quando nel 1954 i lavori furono avviati, con il finanziamento della CIA e sotto la direzione» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
«ciò avvenne in forza di un accordo bilaterale tra servizio informazioni italiano e servizio informazioni statunitense» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
Il nome «Gladio» comparve per la prima volta nell’incontro del 18 ottobre 1956 fra SIFAR e CIA; l’accordo del 28 novembre 1956 arrivò quando i due servizi avevano già stabilito da un paio d’anni i lineamenti dell’operazione. 1 origine · 1 vettore
«L’operazione «Gladio» emerse per la prima volta con questo nome nell’incontro del 18 ottobre 1956» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
«L’accordo del 28 novembre 1956 (si veda allegato 2) intervenne dunque quando già da un paio di anni i due servizi avevano stabilito i lineamenti generali dell’operazione» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
Oltre al documento «Gladio/1» furono rinvenuti altri 111 atti della raccolta dei documenti ufficiali dell’operazione. 1 origine · 1 vettore
«sono stati rinvenuti altri 111 atti appartenenti alla raccolta dei documenti ufficiali dell’operazione» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
«Oltre al testo di « Gladio/1»» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
Di ogni documento ufficiale di Gladio si dispose la redazione in duplice versione, italiana e inglese, in un massimo di quattro copie. 1 origine · 1 vettore
«Di ogni documento ufficiale (registrazione di accordi, verbali di riunioni, memorandum) si dispose la redazione in duplice versione - italiana ed inglese - e in un massimo di quattro copie.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
Nel giugno 1959, secondo la prima relazione organica del SIFAR, la struttura clandestina era organizzata su quaranta nuclei (6 informativi, 10 di sabotaggio, 6 di propaganda, 6 di evasione e fuga, 12 di guerriglia) e cinque unità di pronto impiego: Stella alpina, Stella marina, Rododendro, Azalea, Ginestra. 1 origine · 1 vettore
«Ed è appunto nel giugno del 1959 che il SIFAR» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 18 · impronta 6fbef8134d6e
«stila la prima relazione organica sui progressi fino a quel momento realizzati» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 18 · impronta 6fbef8134d6e
«La struttura clandestina era organizzata su quaranta nuclei operativi: 6 informativi, 10 di sabotaggio, 6 di propaganda, 6 di evasione e fuga, 12 di guerriglia.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 18 · impronta 6fbef8134d6e
«I reparti di pronto impiego erano articolati invece in cinque unità, ciascuna identificata con un nome convenzionale: Stella alpina, Stella marina, Rododendro, Azalea, Ginestra.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 18 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo la relazione del 1959, la rete stay-behind era stata creata per il caso di un’emergenza in Paesi NATO «ad opera di sovvertimenti interni o di forze militari di invasione». 1 origine · 1 vettore
«La rete stay-behind era stata creata per il caso che si fosse determinata in Paesi NATO una situazione di emergenza «ad opera di sovvertimenti interni o di forze militari di invasione».» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 18 · impronta 6fbef8134d6e
Se anche la Sardegna fosse stata occupata, il comando si sarebbe trasferito in una base già predisposta in Inghilterra, a Idlewood. 1 origine · 1 vettore
«la Sardegna fosse stata occupata, il Comando si sarebbe trasferito in Inghilterra, in una base già predisposta a Idlewood.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 18 · impronta 6fbef8134d6e
Negli anni Sessanta furono reclutati circa 300 elementi esterni e le armi furono dislocate nell’Italia settentrionale in 139 depositi interrati, i «Nasco», predisposti con quanto inviato dagli Stati Uniti tra il 1963 e il 1969. 1 origine · 1 vettore
«Nel corso del decennio furono reclutati circa 300 elementi esterni» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 19 · impronta 6fbef8134d6e
«Le armi e i materiali furono dislocati in zone strategiche dell’Italia settentrionale mediante depositi interrati (i 139 «Nasco», predisposti con quanto inviato dagli Stati Uniti tra il 1963 e il 1969)» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 19 · impronta 6fbef8134d6e
Nella riunione del 26 gennaio 1966, ultima di cui resti traccia nella documentazione ufficiale Gladio, il servizio americano propose di orientare il progetto a un programma che desse frutti sin dal tempo di pace, ispirato alla dottrina dell’insorgenza e controinsorgenza. 1 origine · 1 vettore
«La «svolta» fu sancita nel corso di una riunione tenutasi il 26 gennaio 1966.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 19 · impronta 6fbef8134d6e
«orienti la sua attività ad un programma che possa dar frutti sin dal tempo di pace» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 19 · impronta 6fbef8134d6e
«insorgenza e controinsorgenza» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 19 · impronta 6fbef8134d6e
«La riunione del 26 gennaio 1966 è l’ultima di cui vi sia traccia nella documentazione ufficiale Gladio.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 19 · impronta 6fbef8134d6e
L’Italia partecipò per la prima volta a una riunione del CPC come membro associato il 19 maggio 1959 e aderì all’Allied Clandestine Committee soltanto il 15 aprile 1964. 1 origine · 1 vettore
«Il 19 maggio 1959 l’Italia, per la prima volta, partecipò ad una riunione del CPC come membro associato.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 20 · impronta 6fbef8134d6e
«L’adesione italiana a questo secondo organismo interalleato avvenne soltanto il 15 aprile 1964» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 20 · impronta 6fbef8134d6e
Per la Commissione CPC e ACC non potevano dirsi parte integrante dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. 1 origine · 1 vettore
«non potevano pertanto dirsi parte integrante dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 21 · impronta 6fbef8134d6e
Il Presidente del Consiglio negò l’accesso ai documenti CPC e ACC come inviolabili in base all’articolo 7 della Convenzione di Ottawa; la documentazione ACC fu poi messa a disposizione della Commissione il 19 dicembre 1991, mentre per quella del CPC l’inviolabilità restò. 1 origine · 1 vettore
«Le perplessità si sono rinnovate dinanzi alla scelta del Presidente del Consiglio di negare l’accesso alla documentazione CPC-ACC, in quanto inviolabile a norma dell’articolo 7 della Convenzione di Ottawa.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 22 · impronta 6fbef8134d6e
«posta quindi nella disponibilità della Commissione in data 19 dicembre 1991» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«mantenendo l’inviolabilità di quelli del CPC» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 22 · impronta 6fbef8134d6e
Nel 1972 gli Stati Uniti revocarono l’accordo del 1956: nell’incontro del 15 dicembre 1972 il servizio americano comunicò di non ritenerne più validi i termini. 1 origine · 1 vettore
«Sul piano dei rapporti con il servizio americano si ebbe la revoca da parte statunitense dell’accordo del ‘56.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 22 · impronta 6fbef8134d6e
«Nell’incontro del 15 dicembre 1972, convocato per fare il punto sull’intesa italo-statunitense, i rappresentanti del servizio americano comunicarono infatti di non ritenere più validi i termini del restatement» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 22 · impronta 6fbef8134d6e
Il 24 febbraio 1972 i carabinieri di Aurisina ritrovarono per caso uno dei Nasco; secondo la Commissione gli uomini del SID riuscirono a bloccare le indagini e a provocare l’archiviazione dell’inchiesta giudiziaria. 1 origine · 1 vettore
«Il 24 febbraio 1972 fu casualmente ritrovato dai carabinieri di Aurisina uno dei «Nasco» occultati dall’organizzazione.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 23 · impronta 6fbef8134d6e
«Immediata fu la preoccupazione del SID di evitare che il materiale rinvenuto potesse essere collegato al servizio.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 23 · impronta 6fbef8134d6e
«gli uomini del Sid riuscirono a bloccare le indagini e a provocare l’archiviazione dell’inchiesta condotta dall’autorità giudiziaria.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 23 · impronta 6fbef8134d6e
Dopo Aurisina fu ordinato il recupero dei materiali occultati e la smobilitazione di circa un centinaio di uomini; l’operazione fu completata nel giugno 1973. 1 origine · 1 vettore
«l’immediato recuperò dei materiali occultati e la smobilitazione di parte degli uomini arruolati (circa un centinaio)» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 23 · impronta 6fbef8134d6e
«fu completata nel giugno 1973» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 23 · impronta 6fbef8134d6e
Per la Commissione è un fatto provato che nel 1972 prese avvio la trasformazione di Gladio da struttura anti-invasione sul confine nord-orientale a struttura prevalentemente informativa operante sull’intero territorio nazionale. 1 origine · 1 vettore
«È comunque un fatto oggi provato che nel 1972 prese avvio la trasformazione di Gladio da struttura creata per contrastare una invasione del nostro territorio sul confine nord-orientale a struttura prevalente informativa operante sull’intero territorio nazionale.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 24 · impronta 6fbef8134d6e
Nel biennio 1974-76 la rete fu ristrutturata con l’eliminazione delle unità di pronto impiego e il potenziamento dei nuclei. 1 origine · 1 vettore
«nel biennio 1974-76 la rete fu ristrutturata con l’eliminazione delle UPI» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 24 · impronta 6fbef8134d6e
«e con il potenziamento dei nuclei» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 24 · impronta 6fbef8134d6e
Con la riforma del 1977 il SID fu sostituito da SISMI e SISDE, e la sezione che sovrintendeva a Gladio divenne la 7ª Divisione del SISMI. 1 origine · 1 vettore
«Nel 1977 il Parlamento varò infatti la riforma dei servizi di sicurezza.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 26 · impronta 6fbef8134d6e
«fu rimpiazzato da due nuovi organismi: il SISMI, competente in materia di sicurezza militare e il SISDE» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 26 · impronta 6fbef8134d6e
«divenne la 7 Divisione del SISMI» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 26 · impronta 6fbef8134d6e
Alle strutture periferiche di Gladio fu diramato uno schema per i rapporti informativi in sei punti (popolazione, amministrazione, politica, economia, trasporti e comunicazioni), con attenzione alle biografie degli esponenti politici, a partiti, sindacati, giornali e agenzie. 1 origine · 1 vettore
«Ed è appunto in questi anni che presso le strutture periferiche di Gladio venne diramato un dettagliato schema da impiegare come traccia per la redazione di rapporti informativi» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 26 · impronta 6fbef8134d6e
«I sei punti su cui tale schema si articolava erano: popolazione, amministrazione, politica, economia, trasporti e comunicazioni.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 26 · impronta 6fbef8134d6e
«L’attenzione informativa è posta sulle biografie degli esponenti politici più influenti (dal livello locale a quello nazionale), su movimenti, associazioni, partiti e sindacati, su giornali, agenzie di informazione e agenzie di pubblicità» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 26 · impronta 6fbef8134d6e
Le strutture periferiche furono invitate a produrre relazioni trimestrali; in quelle ritrovate sono indagate le situazioni politiche di Sassari, Porto Torres, Cervignano del Friuli e quella del «Corriere della Sera». 1 origine · 1 vettore
«le strutture periferiche furono infatti invitate a produrre delle relazioni trimestrali.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 26 · impronta 6fbef8134d6e
«Vi si trovano indagate, tra le altre, le situazioni politiche di Sassari, Porto Torres, Cervignano del Friuli e quella del «Corriere della Sera».» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 26 · impronta 6fbef8134d6e
Accanto al «centro Ariete» di Udine e al «centro Orione» di Roma, la 7ª Divisione attivò il «centro Libra» a Brescia (1985), il «centro Pleiadi» ad Asti (1986) e il «centro Scorpione» a Trapani (1987). 1 origine · 1 vettore
«il «centro Ariete» di Udine» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 27 · impronta 6fbef8134d6e
«il «centro Orione» di Roma, nato nel 1959» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 27 · impronta 6fbef8134d6e
«il «centro Libra» a Brescia (1985), il «centro Pleiadi» ad Asti (1986) ed il «centro Scorpione» a Trapani (1987)» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 27 · impronta 6fbef8134d6e
Un prospetto allegato al pro-memoria del 17 febbraio 1987 assegnava al centro di Udine l’antiterrorismo, a Brescia il crimine organizzato e ad Asti crimine organizzato e sicurezza industriale. 1 origine · 1 vettore
«pro-memoria del 17 febbraio a 1987» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 27 · impronta 6fbef8134d6e
«Al pro-memoria era allegato un prospetto da cui risultava la ripartizione dei compiti informativi affidati ai diversi centri: il «centro Ariete» di Udine doveva occuparsi di antiterrorismo, il «centro Libra» di Brescia di crimine organizzato, il «centro Pleiadi» di Asti di crimine organizzato e sicurezza industriale.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 27 · impronta 6fbef8134d6e
Il Gruppo operazioni speciali (GOS), creato attorno al 1986, contava una quindicina di elementi; fra le sue attività c’era la scorta di personaggi importanti, anche per i viaggi del Pontefice, e fu attivato per il sequestro dell’Achille Lauro, la rivolta nel carcere di Trani, il dirottamento su Malta di un jet egiziano e il sequestro Dozier. 1 origine · 1 vettore
«fu creato attorno al 1986» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 27 · impronta 6fbef8134d6e
«Il GOS ebbe una consistenza di una quindicina di elementi» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 28 · impronta 6fbef8134d6e
«Tra le attività degli appartenenti al GOS (operatori speciali del servizio italiano-OSSI) vi era il servizio di scorta di personaggi importanti (anche per i viaggi del Pontefice).» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 28 · impronta 6fbef8134d6e
«I GOS furono attivati inoltre per il sequestro della «Achille Lauro», per la rivolta nel carcere di Trani, per il dirottamento su Malta di un jet egiziano, per il sequestro Dozier.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 28 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo la Commissione la trasformazione di Gladio avvenne all’insaputa degli aderenti, presentando l’attività informativa come semplice addestramento. 1 origine · 1 vettore
«Veniva così attuata quella trasformazione di Gladio all’insaputa degli aderenti cui si era posto mano fin dagli inizi degli anni ‘80, presentando l’attività informativa come semplice addestramento» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 29 · impronta 6fbef8134d6e
Per la Commissione non esiste documentazione di parte governativa sulla storia interna di Gladio: dallo Stato Maggiore della Difesa non un solo foglio. 1 origine · 1 vettore
«Di tutta la «storia interna» di Gladio il fatto sconcertante e inammissibile è che non esista assolutamente documentazione di parte governativa.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 36 · impronta 6fbef8134d6e
«Dallo Stato Maggiore della Difesa non un solo foglio.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 36 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo la Commissione erano i servizi a decidere che cosa dire e a chi, scegliendo quali Presidenti del Consiglio e Ministri della difesa informare. 1 origine · 1 vettore
«In altri termini erano i servizi a decidere che cosa dire e a chi.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 36 · impronta 6fbef8134d6e
«I direttori dei servizi, a loro discrezione, sceglievano quali Presidenti del Consiglio e quali Ministri della difesa informare e quali no» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 36 · impronta 6fbef8134d6e
Al Comitato parlamentare per i servizi, istituito dalla riforma del 1977, non fu data alcuna notizia di Gladio; nel 1985 Craxi, in un’audizione, rispose sulla base delle informazioni del servizio che non esistevano accordi che ponessero i servizi italiani in posizione subordinata. 1 origine · 1 vettore
«venne altresì istituito un organo non eludibile di controllo: il Comitato parlamentare per i servizi di informazione.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 34 · impronta 6fbef8134d6e
«E al Comitato non ne fu data alcuna notizia, sia pure approssimativa e generale.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 35 · impronta 6fbef8134d6e
«Il Presidente del Consiglio Craxi, in una audizione presso il Comitato, nel 1985, rispose, sulla base delle informazioni ricevute dal servizio, che non esistevano accordi che ponessero i nostri servizi in posizione subordinata rispetto ad altri servizi o ad organi sovranazionali.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 35 · impronta 6fbef8134d6e
Nel marzo 1975 il Presidente del Consiglio Aldo Moro, interrogato dai magistrati dell’inchiesta sul golpe Borghese, fu indotto a dichiarare che nei servizi non vi erano strutture riservate di quel tipo. 1 origine · 1 vettore
«interrogato nel marzo 1975 dai magistrati che conducevano l’inchiesta sul golpe Borghese» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 35 · impronta 6fbef8134d6e
«fu indotto a dichiarare che non vi erano nei servizi simili strutture riservate» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 35 · impronta 6fbef8134d6e
Nei briefing ai ministri la consistenza della rete fu indicata in modo del tutto difforme da quella reale: un organico previsto di 2.135 uomini, con 350 reclutati e addestrati dal 1957 al 1976. 1 origine · 1 vettore
«Nei briefings effettuati venne indicata una consistenza della rete del tutto difforme da quella reale.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 37 · impronta 6fbef8134d6e
«L’organico previsto sarebbe stato di 2.135 uomini, i già reclutati ed addestrati, dal 1957 al 1976, 350.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 37 · impronta 6fbef8134d6e
Dal 1984 il direttore del SISMI, ammiraglio Martini, decise di informare sistematicamente Presidenti del Consiglio, Ministri della difesa e capi di Stato Maggiore, con un documento che parlava di un’organizzazione per la guerra non ortodossa nel territorio occupato. 1 origine · 1 vettore
«A partire dal 1984 il nuovo direttore del SISMI, ammiraglio Martini, prese la decisione di informare «sistematicamente» i Presidenti del Consiglio, i Ministri della difesa e i capi di Stato Maggiore.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 37 · impronta 6fbef8134d6e
«Nell’ambito del Servizio esiste una Organizzazione alla quale è devoluto il compito di predisporre, con modalità assolutamente riservate e fin dal tempo di pace, quanto necessario per la condotta di operazioni di guerra non ortodossa» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 37 · impronta 6fbef8134d6e
Nel documento sottoposto alla firma non veniva detto che il nome dell’organizzazione era Gladio o stay-behind. 1 origine · 1 vettore
«Non veniva neppure detto che il suo nome era Gladio o stay-behind.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 38 · impronta 6fbef8134d6e
Craxi firmò per conoscenza l’8 agosto 1984, cinque mesi dopo la nomina; Spadolini, che da Presidente del Consiglio nel 1981-82 non risulta essere mai stato informato, firmò come Ministro della difesa il 14 novembre 1984. 1 origine · 1 vettore
«l’onorevole Craxi venne avvertito da Martini cinque mesi dopo la sua nomina a Presidente del Consiglio e firmò per conoscenza l’8 agosto 1984.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 38 · impronta 6fbef8134d6e
«Il senatore Spadolini, che come Presidente del Consiglio negli anni 1981-82 risulta non essere stato mai informato dell’esistenza della struttura, come Ministro della difesa firmò il citato documento il 14 novembre 1984» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 38 · impronta 6fbef8134d6e
Fanfani, Presidente del Consiglio dal 17 aprile al 28 luglio 1987, non fu indottrinato, e nemmeno il suo ministro della difesa Gaspari. 1 origine · 1 vettore
«Il senatore Fanfani, presidente del Consiglio dal 17 aprile al 28 luglio 1987 non fu indottrinato, e nemmeno il suo ministro della difesa, onorevole Gaspari.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 38 · impronta 6fbef8134d6e
Goria firmò il 4 novembre 1987 e il suo ministro della difesa Zanone il 21 dicembre 1987; De Mita, Presidente del Consiglio dal 13 aprile 1988, firmò il 6 maggio 1988; Andreotti, Presidente del Consiglio dal 22 luglio 1989, firmò il 3 agosto 1989. 1 origine · 1 vettore
«firmò il 4 novembre 1987; il suo ministro della difesa, Zanone, firmò il 21 dicembre 1987.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 38 · impronta 6fbef8134d6e
«L’onorevole De Mita, divenuto presidente del Consiglio il 13 aprile 1988, firmò il 6 maggio 1988. L’onorevole Andreotti, divenuto presidente del Consiglio il 22 luglio 1989, firmò il 3 agosto 1989.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 38 · impronta 6fbef8134d6e
Come ministri della difesa firmarono anche Martinazzoli, il 4 agosto 1989, e Rognoni, il 19 ottobre 1990. 1 origine · 1 vettore
«Firmarono anche come ministri della difesa, Martinazzoli (il 4 agosto 1989) e Rognoni (il 19 ottobre 1990).» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 38 · impronta 6fbef8134d6e
Firmarono anche i capi di Stato Maggiore della Difesa, dell’Esercito e della Marina; l’Aeronautica fu tenuta fuori. 1 origine · 1 vettore
«Firmarono anche i capi di Stato Maggiore della Difesa, dell’Esercito e della Marina, mentre l’Aeronautica venne tenuta fuori.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 38 · impronta 6fbef8134d6e
Nei briefing veniva ricordato che la base di Capo Marargiu era stata visitata da Taviani nel 1958, da Andreotti nel 1961, di nuovo da Taviani nel 1965, da Cossiga nel 1967 e da Gui nel 1969. 1 origine · 1 vettore
«Venne ricordato che la base segreta d’addestramento di Capo Marargiu era stata visitata dagli onorevoli Taviani (nel 1958), Andreotti (nel 1961), nuovamente Taviani (nel 1965), Cossiga (nel 1967) e Gui (nel 1969).» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 37 · impronta 6fbef8134d6e
Il 26 maggio 1980 una nota del SISMI diede notizia dell’indottrinamento del ministro della difesa Lagorio, al quale non fu detto niente degli impegni assunti fin dal 1951. 1 origine · 1 vettore
«26 maggio 1980 una nota del SISMI diede notizia dell’«indottrinamento» del ministro della difesa, onorevole Lagorio.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 36 · impronta 6fbef8134d6e
«Non fu detto niente degli impegni assunti fin dal 1951.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 36 · impronta 6fbef8134d6e
Per la Commissione, con il passare degli anni Gladio si è caricata di una illegittimità progressiva, che emerge in tre momenti. 1 origine · 1 vettore
«Gladio si è caricata di una «illegittimità progressiva». Tre sono i momenti nei quali tale illegittimità emerge.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 33 · impronta 6fbef8134d6e
Il primo momento dell’illegittimità è la pretesa del SIFAR di farsi soggetto di accordi internazionali: per la Commissione un servizio segreto non può impegnare il Governo né impegnarsi per il Governo. 1 origine · 1 vettore
«Il primo è quello della «capacità» del SIFAR di farsi soggetto di accordi internazionali al posto del Governo e del Parlamento.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 33 · impronta 6fbef8134d6e
«Un servizio segreto non può impegnare il Governo né può impegnarsi per il Governo.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 33 · impronta 6fbef8134d6e
Il secondo momento è la presunta appartenenza di Gladio alla NATO: per la Commissione nel 1959 Gladio esisteva già da alcuni anni senza alcun rapporto con la NATO. 1 origine · 1 vettore
«Il secondo problema riguarda invece la presunta appartenenza di Gladio alla NATO.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 33 · impronta 6fbef8134d6e
«Nel 1959 Gladio esisteva già da alcuni anni senza che vi fosse alcun rapporto con la NATO e con le strutture dell’Alleanza Atlantica.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 34 · impronta 6fbef8134d6e
Per la Commissione la violazione della legge 24 ottobre 1977, n. 801, è stata sistematica, spregiudicata e del tutto intenzionale, e la riconversione di Gladio in struttura informativa a fini interni è pienamente documentata. 1 origine · 1 vettore
«La violazione della «legge di base» dei servizi, la legge 24 ottobre 1977, n. 801, è stata sistematica, spregiudicata e del tutto intenzionale.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 39 · impronta 6fbef8134d6e
«La «riconversione» di Gladio, da struttura antinvasione a struttura informativa al servizio dell’intero SISMI a fini interni, è pienamente documentata.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 39 · impronta 6fbef8134d6e
Dopo la riforma del 1977 il CESIS fu cortocircuitato per volontà degli stessi Presidenti del Consiglio, che si rivolgevano direttamente ai capi dei servizi. 1 origine · 1 vettore
«Il CESIS fu semplicemente «cortocircuitato», e ciò per volontà degli stessi Presidenti del Consiglio che, quando volevano sapere qualcosa o far fare qualcosa, si rivolgevano direttamente ai capi dei servizi.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 34 · impronta 6fbef8134d6e
In una relazione trasmessa ai Presidenti delle Camere il 26 febbraio 1991 Andreotti definì Gladio una struttura confluita progressivamente in un contesto operativo collegato alla pianificazione militare dell’Alleanza Atlantica. 1 origine · 1 vettore
«Il Presidente del Consiglio Andreotti in una relazione trasmessa ai Presidenti delle Camere il 26 febbraio 1991 ha definito Gladio «una struttura costituita in determinate circostanze storiche e confluita progressivamente in un contesto operativo strettamente collegato alla pianificazione militare dell’Alleanza Atlantica».» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 33 · impronta 6fbef8134d6e
Per la Commissione nel 1990 non c’era più un piccolo esercito in attesa di un’invasione, ma una rete informativo-operativa estesa in tutto il territorio che operava a fini di controllo della situazione interna. 1 origine · 1 vettore
«Oggi noi sappiamo che nel 1990 non vi era più il piccolo esercito di gladiatori in paziente attesa di una invasione che non ci sarebbe mai stata» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 39 · impronta 6fbef8134d6e
«una rete informativooperativa estesa in tutto il territorio, che operava a fini di controllo della situazione interna» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 39 · impronta 6fbef8134d6e
Per la Commissione Gladio è stata una componente della strategia che, immettendo elementi di tensione, ha giustificato interventi stabilizzatori; spetta alla magistratura individuare quali di questi abbiano avuto rilevanza penale. 1 origine · 1 vettore
«Ma Gladio è stata una componente di quella strategia che, immettendo nel sistema elementi di tensione, ha giustificato la necessità di opportuni interventi stabilizzatori. Alla magistratura spetta di individuare quali di questi interventi abbiano avuto rilevanza penale.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 40 · impronta 6fbef8134d6e
Con la sentenza del 10 ottobre 1991 il giudice istruttore Casson espresse gravi giudizi sulla legittimità dell’operazione Gladio, per la procedura costitutiva e per le finalità, e sostenne la configurabilità del reato di cospirazione politica mediante associazione. 1 origine · 1 vettore
«Nella sentenza del 10 ottobre 1991» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«il giudice Casson esprimeva gravi giudizi sulla legittimità dell’operazione Gladio, sia in ordine alla procedura costitutiva che alle finalità perseguite» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«In tale prospettiva ha sostenuto la configurabilità del reato di cospirazione politica mediante associazione (articolo 305 codice penale)» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
Il 26 novembre 1991 il Presidente della Repubblica Cossiga inviò alla Procura di Roma una lettera di autodenuncia, chiedendo che gli fossero contestate le stesse imputazioni; il giorno dopo il Procuratore investì della questione il Tribunale dei Ministri. 1 origine · 1 vettore
«il Presidente della Repubblica ha inviato il 26 novembre 1991 alla Procura della Repubblica di Roma una lettera di «autodenuncia»» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«Atteso che sono stato l’unico referente politico» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«completamente informato della struttura stay-behind» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«ritengo che, secondo equità e diritto, mi debbano essere contestate le stesse imputazioni» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«Il giorno successivo, il Procuratore della Repubblica ha investito della questione il cosiddetto Tribunale dei Ministri, sotto il profilo delle eventuali responsabilità del Presidente Cossiga.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
Il 17 dicembre 1991 i sostituti procuratori militari di Padova inviarono informazioni di garanzia a generali a vario titolo responsabili dell’organizzazione Gladio, ipotizzando il reato di banda armata. 1 origine · 1 vettore
«in data 17 dicembre 1991 i sostituti procuratori militari di Padova» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«hanno provveduto ad inviare informazioni di garanzia ai generali» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«tutti a vario titolo responsabili dell’organizzazione Gladio» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
«Il reato ipotizzato a loro carico è quello di banda armata» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 31 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo la relazione l’archivio della 1ª Divisione, il controspionaggio, era rimasto sino ad allora totalmente non indagato. 1 origine · 1 vettore
«La l Divisione, già Ufficio «D», è quella che si occupa del controspionaggio all’interno del territorio nazionale» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
«Il suo archivio è rimasto sino ad ora totalmente non indagato.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 43, nota · impronta 6fbef8134d6e
Per Zamberletti, Bosco, Graziani e Leonardi la pubblicazione degli atti su Gladio ha dato occasione a un maldestro tentativo di trasformare il desiderio di conoscere in un processo contro tutti i Governi succeduti dal 1948. 1 origine · 1 vettore
«ha dato occasione ad un maldestro tentativo di trasformare, secondo una collaudata regia, il desiderio più che giusto e comprensibile di conoscere, in un processo che vedeva sul banco degli imputati tutti i Governi che si sono succeduti dal 1948 alla guida del Paese» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 47 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo la nota Zamberletti l’accordo stay-behind è riconducibile all’articolo 3 del Trattato NATO, come sostiene anche un parere pro-veritate agli atti della Commissione. 1 origine · 1 vettore
«All’interrogativo se la peculiare fattispecie e la specifica finalità dell’Accordo stay behind siano sostanzialmente riconducibili all’interno di quelle più generali contemplate dall’articolo 3 del Trattato NATO si può rispondere senz’altro affermativamente, come, del resto, è messo in evidenza anche in un parere pro-veritate, che si trova agli atti della Commissione parlamentare» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 49 · impronta 6fbef8134d6e
Per la nota Zamberletti l’Italia ha agito per adempiere all’obbligo di provvedere alla propria difesa secondo lo spirito e l’articolo 3 del Trattato. 1 origine · 1 vettore
«L’Italia, quindi, ha agito per adempiere all’obbligo di provvedere alla propria difesa secondo lo spirito del Trattato e secondo la previsione dell’articolo 3 del Trattato medesimo» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 51 · impronta 6fbef8134d6e
Per la nota Zamberletti si decise di non sottoporre l’accordo al Parlamento sulla falsariga di un precedente del 1954, e nessuna delle ipotesi dell’articolo 80 della Costituzione è riferibile all’accordo stay-behind. 1 origine · 1 vettore
«un problema questo della ratifica parlamentare che era già emerso e risolto negativamente nel 1954 in occasione degli accordi sulle basi militari» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 53 · impronta 6fbef8134d6e
«Sulla falsariga di quel precedente, si decise di non sottoporre l’Accordo al Parlamento.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 53 · impronta 6fbef8134d6e
«Ora, sembra fuor di dubbio che nessuna delle ipotesi suaccennate sia riferibile all’Accordo stay behind.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 54 · impronta 6fbef8134d6e
La nota Zamberletti data l’intesa SIFAR-CIA al 26 novembre 1956; la relazione indica il 28 novembre 1956 come data di entrata in vigore, fissata retroattivamente nella riunione del 29 novembre; l’elenco degli allegati della relazione indica il testo del restatement del 26 novembre 1956. 1 origine · 1 vettore
«venne conclusa in data 26 novembre 1956 dal SIFAR e dall’omologo servizio americano un’intesa» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 47 · impronta 6fbef8134d6e
«nel corso della quale fu anche stabilito di fissare l’entrata in vigore dell’accordo a partire dal giorno precedente, 28 novembre 1956.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
«L’approvazione italiana del testo redatto dal servizio americano fu comunicata dal rappresentante SIFAR nella riunione del 29 novembre 1956» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 16 · impronta 6fbef8134d6e
«Testo del «restatement» del 26 novembre 1956.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 44, nota · impronta 6fbef8134d6e
Secondo la nota Zamberletti dell’attività del SIFAR ebbero piena conoscenza i ministri e i responsabili militari, poi il ministro degli Esteri, il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica. 1 origine · 1 vettore
«Piena conoscenza, dunque, dell’attività del SIFAR da parte dei Ministri e dei responsabili militari e poi del Ministro degli esteri, del Presidente del Consiglio e del Presidente della Repubblica» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 53 · impronta 6fbef8134d6e
La nota Zamberletti rinvia, per gli sviluppi della vicenda, alla relazione del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato sull’operazione Gladio, comunicata alle Presidenze delle Camere il 4 marzo 1992, e dichiara estranea alla propria indagine la ricostruzione della storia di Gladio. 1 origine · 1 vettore
«Sugli ulteriori sviluppi della vicenda si fa rinvio alla Relazione del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato sulla «Operazione Gladio», comunicata alle Presidenze delle Camere il 4 marzo corrente anno» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 48 · impronta 6fbef8134d6e
«Esula dal ristretto ambito di indagine di questa relazione la ricostruzione della storia di Gladio» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 51 · impronta 6fbef8134d6e
«Comunicata alle Presidenze il 22 aprile 1992» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 1 · impronta 6fbef8134d6e
Per la nota Zamberletti, nella speranza di scoprire una trama oscura, si sono distrutti servizi essenziali per la difesa del Paese, mettendone in piazza organizzazione, uomini e strutture. 1 origine · 1 vettore
«si sono distrutti dei servizi essenziali per la difesa del Paese mettendo in piazza, a disposizione di tutti, amici e nemici, organizzazione, uomini e strutture faticosamente costruiti in anni di difficile e pericoloso lavoro» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 55 · impronta 6fbef8134d6e
Per la nota Zamberletti non è censurabile il riferimento dell’appunto del giugno 1959 alle emergenze «ad opera di sovvertimenti interni», e un uso distorto della struttura non è stato finora dimostrato da nessuno. 1 origine · 1 vettore
«Quindi non è certamente censurabile il riferimento contenuto nel citato appunto del giugno 1959, a eventuali situazioni di emergenza «ad opera di sovvertimenti interni»» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 51 · impronta 6fbef8134d6e
«anche ammettendo, per pura ipotesi, che si sia fatto un uso distorto della struttura, fatto almeno finora non ancora dimostrato da nessuno» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 51 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo il deputato Buffoni il Parlamento avrà una relazione del Comitato parlamentare per i servizi e una della Commissione stragi che va in senso diametralmente opposto su alcuni contenuti, soprattutto sulla legittimità della struttura. 1 origine · 1 vettore
«abbiamo una relazione del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e di sicurezza - che, come è noto, ha concluso in un certo modo - ed una relazione della Commissione stragi che va in senso diametralmente opposto alla precedente su alcuni contenuti, soprattutto per quanto concerne la legittimità della struttura.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 59 · impronta 6fbef8134d6e
Per Buffoni anche una decisione della magistratura è in forte contraddizione con il contenuto della relazione. 1 origine · 1 vettore
«Abbiamo poi una decisione della magistratura che è anch’essa in forte contraddizione con il contenuto della nostra relazione.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 59 · impronta 6fbef8134d6e
Buffoni ritiene che negli anni Cinquanta una struttura del genere potesse essere riconosciuta legittima nel contingente momento storico, e indica che la sua riserva potrebbe tradursi in un’astensione. 1 origine · 1 vettore
«ritengo infatti che una struttura di questo genere potesse essere riconosciuta legittima dal punto di vista del contingente momento storico» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 60 · impronta 6fbef8134d6e
«potrebbe configurarsi anche con una astensione» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 60 · impronta 6fbef8134d6e
Sul periodo successivo alla riforma del 1977 Buffoni condivide la relazione: non vi fu informativa né al Comitato per i servizi, né al CESIS, né al Governo, né a uomini politici. 1 origine · 1 vettore
«dal momento che non vi fu informativa né al Comitato per i servizi, né al CESIS, né al Governo, né a uomini politici» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 60 · impronta 6fbef8134d6e
«Su questo aspetto noi condividiamo la relazione.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 60 · impronta 6fbef8134d6e
Sulla responsabilità per le deviazioni, secondo Buffoni, non c’è nulla di acclarato. 1 origine · 1 vettore
«L’ultimo punto riguarda la responsabilità sulle deviazioni. Ovviamente non c’è nulla di acclarato» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 60 · impronta 6fbef8134d6e
Il deputato Cicciomessere condivide l’impostazione della relazione e definisce Gladio un’organizzazione illegittima, sorta in violazione della Costituzione e poi operante in violazione della legge di riforma dei servizi, ma istituzionalmente orientata a fini legittimi. 1 origine · 1 vettore
«si tratta di un’organizzazione illegittima, sorta in violazione della Costituzione e successivamente operante in violazione della legge di riforma dei servizi, ma istituzionalmente orientata al perseguimento di fini legittimi» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 65 · impronta 6fbef8134d6e
«Pur condividendo l’impostazione della proposta di relazione» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 65 · impronta 6fbef8134d6e
Per Cicciomessere dal 1972 l’organizzazione entrò in uno stato di letargo e non compì attività di rilievo. 1 origine · 1 vettore
«a partire dal 1972, infatti, l’organizzazione è entrata in uno stato di letargo e non ha compiuto attività di rilievo» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 65 · impronta 6fbef8134d6e
Per Cicciomessere l’attività informativa di Gladio fu molto sporadica, non vi è la prova di una sistematica utilizzazione a fini di controllo interno e i giudizi della relazione su questo punto sono eccessivi. 1 origine · 1 vettore
«ritengo che tale attività si sia svolta in maniera molto sporadica e che non vi sia la prova di una sistematica utilizzazione a fini di controllo interno. I giudizi su questo aspetto contenuti nella proposta di relazione, sembrano quindi eccessivi.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 65 · impronta 6fbef8134d6e
Per Cicciomessere dall’esame dei documenti non è emerso alcun riscontro di un ruolo di Gladio nella strategia della tensione; Gladio servì piuttosto a operare depistaggi, come nel caso di Aurisina, collegato al tentativo di depistaggio sulla strage di Peteano. 1 origine · 1 vettore
«dall’esame dei documenti non è emerso alcun elemento di riscontro» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 65 · impronta 6fbef8134d6e
«Gladio è servita piuttosto, a mio avviso, come strumento per operare depistaggi: al riguardo cito il caso della scoperta, nel 1972, del deposito di armi di Aurisina.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 65 · impronta 6fbef8134d6e
«Si tratta di una vicenda inquietante, collegata al tentativo di depistaggio relativo alla strage di Peteano, che ebbe come conseguenza la smobilitazione di Gladio.» — Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative, p. 65 · impronta 6fbef8134d6e
Secondo il riepilogo dell’Archivio centrale al 20 ottobre 2025, il SISMI ha versato la documentazione su Gladio sequestrata dall’autorità giudiziaria di Roma in due tranche: 165 buste (2.858 fascicoli) il 21 dicembre 2021 e 181 buste (1.890 fascicoli) il 15 dicembre 2022. 1 origine · 1 vettore
«SISMI - Servizio informazioni e sicurezza militare 2021-12-21 Organizzazione Gladio Si Si 165 buste (2858 fascicoli) (documentazione sequestrata dall’Autorità giudiziaria di Roma I tranche)» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
«SISMI - Servizio informazioni e sicurezza militare 2022-12-15 Organizzazione Gladio Si Si 181 buste (1890 fascicoli) (documentazione sequestrata dall’Autorità giudiziaria di Roma II tranche)» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
«RIEPILOGO VERSAMENTI ALLA DATA DEL 20 OTTOBRE 2025» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
Secondo il riepilogo dell’Archivio centrale, dalla 7ª Divisione del SISMI sono arrivate anche 87 buste con 767 fascicoli il 21 maggio 2024 e 40 buste con 4.490 documenti il 17 settembre 2025. 1 origine · 1 vettore
«7^ Divisione del SISMI 87 buste (767 fascicoli: NTL 2024-05-21 Organizzazione Gladio Si Si» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
«7^ Divisione del SISMI 2025-09-17 Organizzazione Gladio Si Si 40 buste (4490 documenti)» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 1 · impronta 9c07e23c70c3
Il Comitato consultivo sui versamenti opera presso la Presidenza del Consiglio: istituito con decreto del Segretario generale del 28 settembre 2016, è stato ricostituito con decreto del Presidente del Consiglio del 15 settembre 2021. 1 origine · 1 vettore
«Il Comitato opera presso la Presidenza del Consiglio dei ministri ed è stato istituito con decreto del Segretario generale del 28 settembre 2016» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 1 · impronta 717b7aa1f990
«Il Comitato è stato ricostituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 settembre 2021» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 1 · impronta 717b7aa1f990
Secondo il Comitato, nel 2024 sono stati impegnati 340.031,35 euro lordi per il riordino e la descrizione archivistica della documentazione versata in base alla direttiva del 2021; per il 2025 il Ministero della cultura dispone di 300.000 euro per descrivere 35.165 documenti già versati e quelli da versare. 1 origine · 1 vettore
«Nel corso del 2024 sono stati impegnati complessivamente 340.031,35 euro lordi per affidamenti in materia di riordino della documentazione in formato digitale e descrizione archivistica della documentazione in formato analogico, versata ai sensi della Direttiva del 2 agosto 2021.» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 19 · impronta 717b7aa1f990
«Per l’annualità 2025, il Ministero della cultura dispone di una somma di euro 300.000,00 da impiegare per la descrizione di 35.165 documenti già versati e per quelli ulteriori da versare» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 19 · impronta 717b7aa1f990
I versamenti sono accompagnati da relazioni metodologiche consultabili nella sezione «Sala delle Raccolte speciali (documentazione desecretata)» del sito dell’Archivio centrale dello Stato. 1 origine · 1 vettore
«essi sono accompagnati da relazioni metodologiche che riportano la procedura secondo la quale si è svolta l’attività e che sono consultabili nella sezione “Sala delle Raccolte speciali (documentazione desecretata)” del sito web dell’Archivio centrale dello Stato» — Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024, p. 21 · impronta 717b7aa1f990
Secondo il riepilogo dell’Archivio centrale, la Direzione centrale della polizia di prevenzione ha versato 21 buste con 7.797 documenti sotto la voce «Organizzazione Gladio». 1 origine · 1 vettore
«Direzione centrale della polizia di prevenzione 2021-01-25 Organizzazione Gladio Si Si 21 buste (7797 documenti)» — Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025), p. 4 · impronta 9c07e23c70c3
Gli atti
Commissione stragi, relazione sull’operazione Gladio (Doc. XXIII n. 51, X legislatura, 1992) con le note integrative · documento senato-doc-xxiii-51-leg10-relazione-gladio · vettore δ6 · fonte · acquisito il 2026-10-15 · SHA-256 6fbef8134d6e96830ad510f203a354dd1c7dee33fbf6808def5028e99b82f6a6
Archivio Centrale dello Stato, riepilogo dei versamenti della direttiva del 2 agosto 2021 (al 20 ottobre 2025) · documento acs-versamenti-direttiva-draghi-2025-10-23 · vettore δ8 · fonte · acquisito il 2026-10-15 · SHA-256 9c07e23c70c346b1cd789beaf1e1b4b93a08d850ab218c6f1c349a1b5bc2374e
Presidenza del Consiglio, Comitato consultivo sui versamenti: relazioni annuali 2023 e 2024 · documento pcm-comitato-desecretazione-relazione-2023-2024 · vettore δ3 · fonte · acquisito il 2026-10-15 · SHA-256 717b7aa1f9906927e7c10cd63139837f20597b64fa175d12ec24f75606020e27