Il filmato mostra una panoramica dettagliata sulle attività di disinformazione, corruzione, falsificazione e altre tattiche impiegate all’estero dall’Unione Sovietica. Le immagini documentano interventi in studio e interviste a diverse personalità, tra cui ex ufficiali dell’intelligence, giornalisti e funzionari statali, alternati a riprese di repertorio e inquadrature di pubblicazioni e libri di riferimento, come il volume stampato a Berlino nel 1968. Le riprese includono interventi di esperti come Arnaud de Borchgrave, Jean-François Revel, Stanislav Levchenko, Ladislav Bittman e Dennis Kux, ripresi mentre discutono delle strategie volte a influenzare l’opinione pubblica occidentale e i processi decisionali senza ricorrere al conflitto armato.
Il documento audiovisivo è conservato presso i National Archives and Records Administration e fa riferimento all’anno 1984, con una durata complessiva di 24 minuti ed è distribuito con licenza http://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/. Le registrazioni visualizzate nel filmato illustrano le dichiarazioni di testimoni ed ex agenti che descrivono i metodi impiegati per condizionare i giornalisti e manipolare i flussi informativi internazionali in paesi come Stati Uniti, Cecoslovacchia, Francia, Giappone, Italia, Germania Ovest e altre nazioni citate nel corso delle interviste.
L’atto ufficiale di riferimento, che nel catalogo dei National Archives attribuisce il filmato alla U.S. Information Agency, attesta che il materiale esamina le varie misure adottate dall’Unione Sovietica per promuovere i propri obiettivi strategici all’estero, documentando azioni e intenzioni comuniste. Fra gli esempi citati c’è un caso italiano: nel luglio 1983 la rivista romana «Pace e Guerra» pubblicò un articolo basato su due telegrammi attribuiti all’ambasciata americana a Roma, che proponevano di sfruttare l’attentato al Papa per orientare la stampa europea contro sovietici e bulgari. L’ambasciata li dimostrò falsi; nel filmato si spiega che, fra l’altro, mancava il numero che ogni telegramma dell’ambasciata porta.

