Un’indagine documentale esamina l’applicazione del Codice Antimafia nelle stazioni appaltanti, mettendo a confronto soglie economiche, verifiche BDNA e il ricorso all’autocertificazione.
Atto Acquisito: prefettura.interno.gov.it
L'atto di Ministero dell'Interno, prima pagina.Prima di stipulare contratti o concessioni, l'informazione antimafia deve essere acquisita tramite la Banca dati nazionale, secondo il Ministero dell'Interno.Foto: Ministero dell'Interno, atto pubblico (art. 5 L. 633/1941), da Wikimedia Commons
Fonte primaria: prefettura.interno.gov.it — Italia
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Documentazione & Atti Ufficiali
Il Ministero dell’Interno documenta che tale adempimento spetta agli enti pubblici e alle stazioni appaltanti debitamente accreditati prima di rilasciare o consentire erogazioni o di approvare e autorizzare i relativi atti. Il Ministero dell’Interno annota che la richiesta va effettuata attraverso la banca dati nazionale al momento dell’aggiudicazione del contratto, mentre per il subcontratto la scadenza è fissata 30 giorni prima della stipula. Il Ministero dell’Interno precisa che l’informazione antimafia va sempre richiesta, «qualunque sia l’importo». Secondo il Ministero dell’Interno, gli atti non dicono se tale obbligo universale si applichi al di fuori delle specifiche ipotesi previste dalla normativa vigente.
Consultazione della Banca dati nazionale
Per il Ministero dell’Interno, la consultazione del sistema telematico centrale regola l’intero flusso delle verifiche e degli accertamenti.
Il Ministero dell’Interno spiega che «Qualora i dati inseriti siano incompleti o errati, il sistema informativo della Banca Dati Nazionale sospenderà la procedura di rilascio della documentazione antimafia.»
Inoltre, per il Ministero dell’Interno, «Pertanto, le richieste di documentazione antimafia che perverranno a questa Prefettura mediante modalità differenti dalla consultazione della Banca Dati Nazionale non verranno evase.»
Ambito soggettivo dei controlli antimafia
Per il Ministero dell’Interno, nel caso di società fiduciarie o di trust, «Nel caso di società fiduciarie o di trust: I controlli antimafia si estendono anche al fiduciante o al trustee Ai fini di un corretto inserimento della richiesta nella Banca dati, i dati anagrafici del fiduciante o del trustee dovranno essere inseriti». Per il Ministero dell’Interno, la stessa amministrazione specifica le modalità per inserire correttamente la richiesta nella Banca dati inserendo i dati anagrafici necessari.
Sempre secondo il Ministero dell’Interno, i familiari conviventi corrispondono a chiunque conviva con i soggetti indicati dall’articolo 85 del decreto legislativo 159 del 2011, a condizione che siano maggiorenni. Per il Ministero dell’Interno, l’estensione delle verifiche antimafia riguarda quindi sia le strutture fiduciarie sia il nucleo dei conviventi maggiorenni.
«Il questore può, altresì, imporre il divieto di cui al comma 4 ai soggetti sottoposti alla misura della sorveglianza speciale, quando la persona risulti definitivamente condannata per delitto non colposo.», scrive la fonte
Ministero dell’Interno
Validita e aggiornamento della documentazione
Il Ministero dell’Interno documenta inoltre che, in presenza di variazioni, i legali rappresentanti «nel termine di trenta giorni dall’ intervenuta modificazione dell’assetto societario o gestionale dell’impresa, hanno l’obbligo di trasmettere al prefetto che ha rilasciato l’informazione antimafia, copia degli atti dai qual risulta l’intervenuta modificazione».
L’atto di Ministero dell’Interno, pagina 3.Il Ministero dell’Interno annota che la richiesta va effettuata attraverso la banca dati nazionale al momento dell’aggiudicazione del contratto, mentre per il subcontratto la scadenza è fissata 30 giorni prima della stipula.Fonte: Ministero dell’Interno, atto pubblico (art. 5 L. 633/1941)
Comunicazione antimafia e termini di rilascio
Il Ministero dell’Interno definisce la natura e le funzioni dei controlli preventivi attraverso specifiche disposizioni applicative.
Per evitare elusioni delle norme, il Ministero dell’Interno stabilisce il divieto assoluto di frazionare i contratti, le concessioni o le erogazioni, pena la nullità dell’atto. Quando le verifiche preliminari producono esito negativo, per il Ministero dell’Interno il Prefetto rilascia l’attestazione liberatoria mediante il collegamento alla banca dati.
Trascorso questo periodo temporale, il Ministero dell’Interno prevede che gli Enti Pubblici e le stazioni appaltanti possano procedere ugualmente anche in assenza del documento, previa acquisizione dell’apposita autocertificazione. Per quanto riguarda la durata dell’efficacia, il Ministero dell’Interno annota che le comunicazioni antimafia restano valide per sei mesi dalla data di acquisizione, a condizione che non intervengano modificazioni nell’assetto societario. Gli atti non dicono se siano previste ulteriori proroghe oltre a quelle espressamente normate per il rilascio e la validità temporale.
Quadro normativo e adozione del codice
Per definire il quadro normativo di riferimento, il Ministero dell’Interno documenta l’iter che ha portato all’adozione delle regole di settore. Nella riunione del 9 giugno 2011, il Consiglio dei Ministri ha adottato la deliberazione preliminare, come ricostruisce il dicastero.
Secondo il Ministero dell’Interno, l’intervento normativo prosegue con l’emanazione del testo da parte dei soggetti competenti. Il Ministero dell’Interno annota che il provvedimento è stato adottato su proposta del Ministro della giustizia e del Ministro dell’interno.
Tale provvedimento corrisponde al decreto legislativo 6 settembre 2011, numero 159, che costituisce il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, secondo la ricostruzione del Ministero dell’Interno. Lo stesso dicastero attesta che la misura costituisce il corpus normativo di riferimento per la materia e per le connesse misure di prevenzione.
Misure di prevenzione personali
Per il Ministero dell’Interno, le stesse misure si applicano a coloro che per la condotta ed il tenore di vita vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose.
Per il Ministero dell’Interno, mentre la norma formale delinea questi presupposti generali, la prassi operativa si scontra con i confini applicativi stabiliti dalle autorità di controllo.
Per il Ministero dell’Interno, il questore della provincia in cui la persona dimora può avvisare oralmente i soggetti indicati all’articolo 1 dell’esistenza di indizi a loro carico indicando i motivi.
Il questore può inoltre imporre il divieto di possedere accessori per la protezione balistica individuale alle persone definitivamente condannate per delitti non colposi.
Per il Ministero dell’Interno, il questore può altresì imporre il divieto di possedere programmi informatici e strumenti di cifratura o crittazione di conversazioni e messaggi.
Per il Ministero dell’Interno, il questore può imporre i divieti previsti dal comma 4 anche ai soggetti sottoposti alla sorveglianza speciale definitivamente condannati per delitto non colposi.
Per il Ministero dell’Interno, in caso di rigetto della proposta rimane salvo l’avviso orale emesso dal questore. Per il Ministero dell’Interno, contro il decreto è proponibile ricorso per cassazione che non sospende l’esecuzione del decreto.
Per il Ministero dell’Interno, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Le misure si applicano a chi vive dei proventi di attività delittuose o risulta dedito a traffici illeciti, con la possibilità per il questore di disporre l’avviso orale, i divieti di possesso e l’allontanamento dal comune.
Procedura e competenza territoriale
Secondo il Ministero dell’Interno, la regolamentazione definisce poi la figura del finanziatore, stabilendo che «È finanziatore colui il quale fornisce somme di denaro o altri beni, conoscendo lo scopo cui sono destinati;».
Per il Ministero dell’Interno, l’udienza è rinviata anche se sussiste un legittimo impedimento del difensore.
Misure di prevenzione patrimoniali e indagini
Il Ministero dell’Interno documenta come le relative disposizioni si applichino ai soggetti indicati nell’articolo 4.
Il Ministero dell’Interno ricostruisce che nel corso del procedimento per l’applicazione di una misura di prevenzione il tribunale può procedere ad ulteriori indagini.
Divieti e condizioni nella contrattualistica
Per comprendere il funzionamento dei controlli, il Ministero dell’Interno documenta le scadenze temporali da rispettare per le richieste.
Per il Ministero dell’Interno, una volta acquisiti, gli atti mantengono un periodo di validità definito.
Per il Ministero dell’Interno, il Prefetto interviene direttamente in presenza di particolari elementi ostativi.
Per il Ministero dell’Interno, per evitare elusioni delle regole, la normativa prevede sanzioni radicali sugli atti. Il Ministero dell’Interno stabilisce infatti che «E’ vietato a pena di nullità, il frazionamento dei contratti, delle concessioni o delle erogazioni compiute a scopo di eludere l’applicazione della predetta normativa».
L’atto di Ministero dell’Interno, pagina 2.Per il Ministero dell’Interno, per evitare elusioni delle regole, la normativa prevede sanzioni radicali sugli atti.Fonte: Ministero dell’Interno, atto pubblico (art. 5 L. 633/1941)
Prescrizioni e limitazioni della sorveglianza
Secondo il Ministero dell’Interno, all’interessato viene data la facoltà di attivarsi per modificare la propria posizione amministrativa nel tempo.
Contro un eventuale provvedimento di rigetto, il quadro normativo tracciato dal Ministero dell’Interno prevede tutele specifiche per il cittadino.
Per il Ministero dell’Interno, le restrizioni possono estendersi anche al possesso di specifici oggetti liberamente commercializzati. Lo stesso Ministero dell’Interno annota che il questore può imporre il divieto di possedere «altre armi o strumenti, in libera vendita, in grado di nebulizzare liquidi o miscele irritanti non idonei ad arrecare offesa alle persone», oltre a prodotti pirotecnici di qualsiasi tipo, sostanze infiammabili e altri mezzi idonei a provocare lo sprigionarsi delle fiamme. Secondo il Ministero dell’Interno, per quanto riguarda le tutele giurisdizionali, il divieto adottato nei confronti di un maggiorenne è «opponibile davanti al tribunale in composizione monocratica».
Sostiene il Ministero dell’Interno che le procedure di revoca e i ricorsi gerarchici o giurisdizionali definiscono il perimetro dei controlli preventivi e delle limitazioni disposte dalle autorità.
Soggetti destinatari e competenza territoriale
Per il Ministero dell’Interno, i provvedimenti antimafia si rivolgono anzitutto ai soggetti ritenuti indiziati di far parte delle associazioni mafiose previste dall’articolo 416-bis c.p. Secondo il Ministero dell’Interno, le restrizioni colpiscono in particolare gli individui sospettati dei reati contemplati dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale. Per il Ministero dell’Interno, il dicastero individua inoltre il perimetro applicativo nei confronti di chi risulti indagato per le fattispecie descritte dall’articolo 51, comma 3-quater, del medesimo codice.
Per il Ministero dell’Interno, la rete dei controlli si stringe anche attorno a quanti compiono azioni finalizzate a sovvertire l’ordine statale. Per il Ministero dell’Interno, le disposizioni riguardano altresì i responsabili di delitti commessi con finalità di terrorismo, compreso quello internazionale. Per il Ministero dell’Interno, gli atti non dicono se tali restrizioni colpiscano direttamente ogni singolo fiancheggiatore, mentre includono esplicitamente chi partecipa a conflitti esteri a supporto di organizzazioni terroristiche.
Per il Ministero dell’Interno, la disciplina coinvolge inoltre coloro che hanno militato in formazioni politiche disciolte in base alla legge del 20 giugno. Il Ministero dell’Interno chiarisce che il raggio d’azione si estende a chi agisce in gruppo o isolatamente compiendo atti preparatori. Secondo il Ministero dell’Interno, la normativa individua dunque una platea vasta di destinatari, ma subordina i controlli a rigorosi presupposti soggettivi.
Per il Ministero dell’Interno, sul fronte della competenza territoriale, le funzioni del procuratore distrettuale si intrecciano con quelle locali. Per il Ministero dell’Interno, nei casi specificati dall’articolo 4, comma 1, le attribuzioni del procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo spettano anche al magistrato del circondario in cui risiede l’interessato. Per il Ministero dell’Interno, questa duplicità di ruoli opera previa intesa obbligatoria con il procuratore distrettuale.
Per il Ministero dell’Interno, il coordinamento si estende direttamente alle fasi dibattimentali e alle udienze camerali. Secondo il Ministero dell’Interno, nei medesimi casi le funzioni di pubblico ministero nei procedimenti di prevenzione possono essere esercitate anche dal procuratore della Repubblica territorialmente competente. Per il Ministero dell’Interno, tale assetto ripartisce le competenze tra la sede distrettuale e quella del circondario di dimora del soggetto.
Modalità di esecuzione e svolgimento delle udienze
La stessa amministrazione documenta che la trattazione avviene di norma senza la presenza del pubblico all’interno dell’aula. Tuttavia, il Ministero dell’Interno annota che tale regola subisce una variazione nel caso in cui sia l’interessato a formulare una specifica richiesta in tal senso, poiché il presidente dispone che il procedimento si svolga in pubblica udienza.
Per quanto riguarda le comunicazioni formali, il Ministero dell’Interno accerta che l’avviso viene notificato o comunque comunicato con un anticipo di almeno dieci giorni rispetto alla data fissata per la comparizione, riportando una sintetica esposizione dei contenuti della proposta. Secondo l’atto, L’atto viene trasmesso al difensore d’ufficio nel caso in cui il soggetto interessato risulti privo di un legale di fiducia.
Nello stesso contesto, il Ministero dell’Interno precisa che lo svolgimento dell’udienza richiede la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore, mentre gli altri soggetti destinatari dell’avviso vengono sentiti soltanto nel caso in cui compaiano.
Obblighi, impugnazioni e procedure di modifica
Il Ministero dell’Interno spiega le regole sulla durata delle misure, stabilendo che «Il provvedimento del tribunale stabilisce la durata della misura di prevenzione che non può essere inferiore ad un anno né superiore a cinque». Quando il tribunale applica la sorveglianza speciale a persone indiziate di vivere con proventi illeciti, il Ministero dell’Interno documenta che l’autorità prescrive di «darsi, entro un congruo termine, alla ricerca di un lavoro» e di fissare la propria dimora avvisando tempestivamente la pubblica sicurezza.
In ogni caso, secondo il Ministero dell’Interno, il provvedimento impone di «vivere onestamente, di rispettare le leggi» e vieta di frequentare soggetti gravati da condanne o sottoposti a misure di prevenzione. Per garantire la difesa sociale, il Ministero dell’Interno annota che il tribunale può imporre il divieto di soggiorno in determinati comuni o regioni, oltre a vietare l’avvicinamento a luoghi frequentati da minori o da persone da proteggere.
Secondo il Ministero dell’Interno, le persone coinvolte ricevono una carta di permanenza da portare con sé per esibirla a ogni richiesta degli ufficiali e degli agenti.
Per il Ministero dell’Interno, il presidente del tribunale può disporre con decreto il ritiro temporaneo del passaporto e la sospensione dei documenti equipollenti per l’espatrio. Quando ricorrono particolari motivi di gravità, il Ministero dell’Interno attesta che l’obbligo o il divieto di soggiorno possono essere imposti in via provvisoria prima che la misura diventi esecutiva.
Autorizzazioni, sospensioni e decorrenza delle misure
Per il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Interno disciplina le modalità con cui le persone sottoposte a misura ottengono il permesso di lasciare temporaneamente il proprio territorio di residenza. Il Ministero dell’Interno annota che la stessa durata massima si applica anche quando emergono gravi e comprovati motivi familiari che rendono «assolutamente necessario ed urgente l’allontanamento dal luogo di soggiorno coatto».
La procedura per ottenere il provvedimento prevede che la domanda venga presentata direttamente al presidente del tribunale competente. Per il Ministero dell’Interno, l’organo giudicante provvede in camera di consiglio con un decreto motivato, ma solo dopo aver verificato la veridicità delle circostanze allegate dall’interessato.
Secondo il Ministero dell’Interno, una volta emesso, il decreto del tribunale viene comunicato sia al procuratore della Repubblica sia all’interessato, i quali mantengono la facoltà di presentare ricorso per cassazione per violazione di legge. Il Ministero dell’Interno documenta che della decisione viene data notizia anche all’autorità di pubblica sicurezza preposta alla vigilanza, la quale ha il compito di informare l’omologa autorità del luogo di destinazione e di disporre le modalità e l’itinerario del viaggio.
Il regime della misura prevede regole precise sulla sua efficacia temporale; per il Ministero dell’Interno, la sorveglianza speciale «comincia a decorrere dal giorno in cui il decreto è comunicato all’interessato». Secondo il Ministero dell’Interno, tale misura cessa di diritto allo scadere del termine stabilito nel decreto, a condizione che il sorvegliato speciale non abbia commesso alcun reato nel frattempo.
Indagini patrimoniali e prevenzione antimafia
Per quanto riguarda il perimetro applicativo della confisca, il Ministero dell’Interno annota che tale misura può essere disposta relativamente ai beni «che possono agevolare, in qualsiasi modo, le attività di chi prende parte attiva a fatti di».
Profili applicativi delle misure di prevenzione personali
Secondo il Ministero dell’Interno, i profili applicativi delle misure di prevenzione personali delineano un sistema di interventi di notevole impatto sulla libertà individuale, gestito dall’autorità di pubblica sicurezza. Contestualmente all’avviso orale, il Ministero dell’Interno documenta che alla persona interessata viene notificata la specifica proposta e viene data notizia della facoltà di presentare memorie o deduzioni al giudice competente, sia personalmente sia tramite un difensore.
Per il Ministero dell’Interno, all’interno di questo quadro operativo, l’azione preventiva si articola attraverso atti formali e precisi vincoli temporali. Sostiene il Ministero dell’Interno che il provvedimento adottato dal questore produce effetti restrittivi specifici, «inibendo di farvi ritorno, senza preventiva autorizzazione, per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a quattro anni», ed è efficace unicamente nella parte in cui dispone il divieto di ritorno nel comune.
Secondo l’atto, le tutele e i termini procedimentali variano a seconda dei soggetti destinatari e delle richieste di riesame avanzate. Secondo il Ministero dell’Interno, il divieto adottato nei confronti di un minorenne è opponibile direttamente davanti al tribunale per i minorenni.
Scrive il Ministero dell’Interno che il sistema prevede infine meccanismi di silenzio-assenso per le istanze di modifica o riesame presentate dai soggetti sottoposti alle misure. Secondo il Ministero dell’Interno, la gestione dei termini e delle procedure di competenza del questore chiude il perimetro applicativo delle misure di prevenzione personali.
Competenza territoriale e svolgimento delle udienze
Per stabilire dove debba essere depositata la proposta iniziale, il Ministero dell’Interno documenta precise regole di competenza territoriale legate al luogo in cui risiede il soggetto interessato.
Mentre la regola generale individua il capoluogo distrettuale, il Ministero dell’Interno annota un regime particolare per specifiche circoscrizioni territoriali.
Secondo il Ministero dell’Interno, una volta avviato il procedimento, la gestione delle udienze segue disposizioni rigorose sulla presenza delle parti e sui soggetti chiamati a intervenire. Lo stesso Ministero dell’Interno descrive lo svolgimento del dibattito stabilendo che «L’udienza si svolge con la partecipazione necessaria del difensore e del pubblico ministero», mentre gli altri destinatari dell’avviso vengono sentiti soltanto se compaiono.
Per il Ministero dell’Interno, le modalità di comparizione variano in base alla condizione personale del soggetto interessato e alla sua eventuale detenzione fuori sede. Se l’interessato risulta detenuto o internato in un luogo posto fuori dalla circoscrizione del giudice e formula una richiesta tempestiva, il Ministero dell’Interno scrive che la partecipazione all’udienza viene assicurata a distanza mediante collegamento audiovisivo. Riporta il Ministero dell’Interno che, in caso di indisponibilità dei mezzi tecnici idonei, il presidente dispone la traduzione dell’interessato detenuto o internato.
Sostiene il Ministero dell’Interno che il quadro delle presenze prevede ulteriori cautele procedurali per garantire il diritto al contraddittorio e la difesa personale. Scrive il Ministero dell’Interno che, se invece l’interessato non interviene e la sua presenza risulta necessaria per l’audizione, il presidente lo invita a comparire avvisandolo della «facoltà di non rispondere».
Garanzie processuali e adempimenti decisori
Secondo l’atto, il Ministero dell’Interno disciplina le modalità con cui il presidente del collegio giudicante gestisce le testimonianze necessarie durante il procedimento. Secondo il Ministero dell’Interno, infatti, quando il tribunale deve ascoltare soggetti informati su fatti rilevanti, il presidente può disporre l’esame a distanza seguendo le indicazioni previste dal decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. Secondo il Ministero dell’Interno, tale facoltà si esercita nei casi e nei modi stabiliti dall’articolo 147-bis, comma 2, delle relative norme di attuazione, coordinamento e transitorie del codice di procedura penale.
Per quanto riguarda la trattazione delle questioni territoriali, il Ministero dell’Interno annota che le eccezioni sulla competenza per territorio devono essere sollevate tassativamente entro la prima udienza. Per il Ministero dell’Interno, tale adempimento va compiuto immediatamente dopo aver verificato la regolare costituzione delle parti, pena la decadenza, e il tribunale provvede a deciderle seduta stante. Il Ministero dell’Interno precisa inoltre che questa declaratoria non rende inefficaci gli elementi di prova già raccolti nel corso del procedimento.
Secondo l’atto, L’accoglimento della proposta, anche se parziale, comporta conseguenze economiche regolate dal Ministero dell’Interno. Il Ministero dell’Interno stabilisce infatti che il decreto di accoglimento pone a carico del proposto il pagamento delle spese processuali. Secondo il Ministero dell’Interno, se l’interessato neghi il consenso alle modalità di controllo o ne sia accertata la non fattibilità tecnica, il presidente del tribunale impone in via provvisoria di presentarsi all’autorità di pubblica sicurezza. Per il Ministero dell’Interno, in questi casi il presidente del tribunale impone in via provvisoria all’interessato di presentarsi all’autorità di pubblica sicurezza preposta alla sorveglianza con cadenza almeno bisettimanale, nei giorni e negli orari indicati, fino a quando la misura di prevenzione non diventa esecutiva.
Impugnazioni e riesame dei provvedimenti
Nei casi di necessità e urgenza, il Ministero dell’Interno annota che il Questore può ordinare il ritiro temporaneo del passaporto e bloccare la validità per l’espatrio di ogni documento equipollente, operando direttamente all’atto di presentare la proposta di sorveglianza speciale e obbligo di soggiorno. La stessa amministrazione documenta che il provvedimento urgente viene comunicato subito al procuratore della Repubblica del tribunale distrettuale.
Il Ministero dell’Interno ricostruisce inoltre le garanzie difensive e le facoltà delle parti nel giudizio di secondo grado. Secondo il Ministero dell’Interno, il procuratore della Repubblica, l’interessato, il suo difensore e il procuratore generale presso la corte di appello possono infatti presentare ricorso alla corte d’appello, valutando anche il merito della decisione. Lo stesso dicastero precisa che il procuratore della Repubblica deve trasmettere senza ritardo il proprio fascicolo al procuratore generale competente.
Al termine del primo grado, il Ministero dell’Interno documenta che il procuratore della Repubblica raccoglie in un nuovo fascicolo tutti gli elementi investigativi e probatori emersi dopo la decisione del tribunale. Per il Ministero dell’Interno, questi atti vengono notificati subito alle parti attraverso il deposito nella segreteria del procuratore generale.
Durante il giudizio, il presidente della corte stabilisce che il procedimento si tenga in pubblica udienza se l’interessato lo richiede espressamente, secondo quanto riportato dal Ministero dell’Interno. Lo stesso dicastero annota che la corte d’appello cancella il decreto di primo grado se accerta l’incompetenza territoriale del tribunale, purché tale eccezione sia stata riproposta nei motivi di impugnazione, ordinando poi l’invio degli atti al procuratore competente.
Esecuzione, revoca e modifica delle misure
Per quanto riguarda l’esecuzione delle decisioni, il Ministero dell’Interno documenta che il provvedimento che applica le misure di prevenzione viene trasmesso direttamente al questore per gli adempimenti necessari. La stessa amministrazione specifica che la regola generale prevede che «Il provvedimento di applicazione delle misure di prevenzione è comunicato al questore per l’esecuzione.».
Nel corso del tempo, la situazione può evolversi e la stessa fonte descrive le modalità per intervenire sulle decisioni già prese, laddove il Ministero dell’Interno annota che il provvedimento originario «può essere revocato o modificato dall’organo dal quale fu emanato, quando sia cessata o mutata la causa che lo ha determinato.». Secondo il Ministero dell’Interno, questa modifica o revoca avviene su istanza della persona interessata, ma richiede prima che venga sentita l’autorità di pubblica sicurezza che aveva avanzato la proposta iniziale.
Le prescrizioni possono subire variazioni anche in senso restrittivo su input dell’autorità proponente, poiché per il Ministero dell’Interno la misura può essere modificata, introducendo il divieto o l’obbligo di soggiorno, in presenza di gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica oppure quando il soggetto sottoposto alla sorveglianza speciale abbia ripetutamente violato gli obblighi imposti. Per il Ministero dell’Interno, contro i provvedimenti di revoca o di modifica, il ricorso non produce alcun effetto sospensivo.
In situazioni di particolare gravità, la procedura subisce un’accelerazione decisa, mentre il Ministero dell’Interno chiarisce che il presidente del tribunale può disporre l’applicazione provvisoria della misura, delle prescrizioni o degli obblighi richiesti con decreto, direttamente durante la pendenza del procedimento di modificazione. Tale intervento cautelare si attiva sempre in presenza di gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica o per la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.
Il Ministero dell’Interno evidenzia inoltre che l’esecuzione della sorveglianza speciale rimane interrotta per tutto il periodo in cui l’interessato si trova sottoposto a misura di custodia cautelare.
Per il Ministero dell’Interno, tali verifiche d’ufficio e i provvedimenti provvisori del presidente del tribunale regolano la gestione dinamica delle misure di prevenzione tra esecuzione e modificazioni.
Accertamenti patrimoniali e indagini finanziarie
Il dicastero annota che la misura di prevenzione patrimoniale della confisca si applica relativamente ai beni nella disponibilità dei soggetti indicati all’articolo 4, comma 1, lettera i).
Mentre la normativa disciplina i sequestri, il Ministero dell’Interno ricorda la sentenza della Corte Costituzionale del 24 gennaio - 27 febbraio 2019, n. 24, che ha dichiarato «l’illegittimità costituzionale dell’art. 16 del d.lgs. n. 159 del 2011, nella parte in cui stabilisce che le misure di prevenzione del sequestro e della confisca, disciplinate dagli articoli 20 e 24, si applichino anche ai soggetti indicati nell’art. 1, comma 1, lettera a)». Le misure patrimoniali possono essere proposte da diversi soggetti istituzionali, secondo il quadro delineato dallo stesso Ministero.
Secondo il Ministero dell’Interno, in determinati casi le funzioni del procuratore distrettuale sono attribuite anche al procuratore della Repubblica presso il tribunale del circondario di dimora, previo coordinamento. Per il Ministero dell’Interno, i medesimi uffici di polizia hanno l’obbligo di comunicare tempestivamente i nominativi delle persone fisiche e giuridiche sottoposte ad accertamenti personali o patrimoniali.
Sostiene il Ministero dell’Interno che il sistema di controllo descritto impone al questore e al direttore della Direzione investigativa antimafia di mantenere costantemente aggiornato e informato il procuratore della Repubblica del capoluogo di distretto durante lo svolgimento delle indagini. Secondo l’atto, gli atti non dicono se tali flussi informativi subiscano rallentamenti operativi nei casi complessi, ma definiscono chiaramente le competenze dei soggetti abilitati a proporre le misure patrimoniali e a coordinare i relativi accertamenti finanziari.
Le domande aperte
Quali soggetti specifici siano esclusi o inclusi nell’obbligo universale dell’informazione antimafia al di fuori delle specifiche ipotesi previste dalla normativa vigente, e dove sia possibile verificare tali criteri presso l’ufficio competente del Ministero dell’Interno? Quali siano le ulteriori proroghe oltre a quelle espressamente normate per il rilascio e la validità temporale della documentazione antimafia, e a quale ufficio della Prefettura si debba fare istanza per riscontrarle? Se le restrizioni per terrorismo colpiscano direttamente ogni singolo fiancheggiatore, e in quali atti del Ministero dell’Interno o del tribunale sia consultabile l’elenco dettagliato di tali posizioni?
Il fascicolo delle prove
Questa sezione è generata dal registro delle evidenze di ARKA, non scritta a mano. Ogni affermazione dell’inchiesta è qui con le parole esatte degli atti che la sostengono, ritrovate nei file conservati e ricontrollate con la loro impronta. 142 affermazioni: 0 corroborate fra vettori indipendenti, 0 confermate da un atto ufficiale, 142 attribuite. Che un passaggio sostenga davvero l’affermazione oggi lo verifica una persona: il controllo automatico non c’è ancora.
Attribuite (142)
la tesi di qualcuno (una parte, un ente): nel testo compaiono sempre attribuite a chi le sostiene.
L’informazione antimafia è acquisita, mediante consultazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia da parte dei soggetti di cui all’articolo 97, comma 1 del D. Lgs. 159/2011, prima di stipulare contratti, subcontratti o concessioni. 1 origine · 1 vettore
«L’informazione antimafia è acquisita, mediante consultazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia da parte dei soggetti di cui all’articolo 97, comma 1 del D. Lgs. 159/2011 (Enti Pubblici/Stazioni Appaltanti), debitamente accreditati, prima di stipulare, approvare o autorizzare contratti, subcontratti, o prima di rilasciare o consentire concessioni o erogazioni» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
È vietato a pena di nullità il frazionamento dei contratti, delle concessioni o delle erogazioni compiute a scopo di eludere l’applicazione della normativa antimafia. 1 origine · 1 vettore
«E’ vietato a pena di nullità, il frazionamento dei contratti, delle concessioni o delle erogazioni compiute a scopo di eludere l’applicazione della predetta normativa.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
L’informazione antimafia va sempre richiesta, qualunque sia l’importo del contratto o finanziamento, nell’ipotesi prevista dall’articolo 100 del D. Lgs. 159/2011. 1 origine · 1 vettore
«L’informazione antimafia va sempre richiesta, qualunque sia l’importo del contratto, subcontratto, finanziamento o erogazione, nell’ipotesi prevista dall’art. 100 del D. Lgs. 159/2011.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
L’informazione antimafia è rilasciata dal Prefetto qualora dalla consultazione della Banca dati nazionale emerga la sussistenza di cause di decadenza, sospensione, divieto o tentativi d’infiltrazione mafiosa. 1 origine · 1 vettore
«L’informazione antimafia è rilasciata dal Prefetto soltanto nei seguenti casi: qualora dalla consultazione della Banca dati nazionale emerga la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’articolo 67 o dei tentativi d’infiltrazione mafiosa di cui all’art. 84, comma 4 del D. Lgs. 159/2011;» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
La richiesta dell’informazione antimafia deve essere effettuata attraverso la banca dati nazionale al momento dell’aggiudicazione del contratto ovvero trenta giorni prima della stipula del subcontratto. 1 origine · 1 vettore
«La richiesta dell’informazione antimafia deve essere effettuata attraverso la banca dati nazionale al momento dell’aggiudicazione del contratto ovvero 30 giorni prima della stipula del subcontratto.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
Qualora i dati inseriti siano incompleti o errati, il sistema informativo della Banca Dati Nazionale sospenderà la procedura di rilascio della documentazione antimafia. 1 origine · 1 vettore
«Qualora i dati inseriti siano incompleti o errati, il sistema informativo della Banca Dati Nazionale sospenderà la procedura di rilascio della documentazione antimafia.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
Per familiari conviventi si intende chiunque conviva con i soggetti di cui all’articolo 85 del D. Lgs. 159/2011, purché maggiorenni. 1 origine · 1 vettore
«Per familiari conviventi si intende "chiunque conviva" con i soggetti di cui all’art. 85 del D. Lgs. 159/2011, purché maggiorenni.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
Nel caso di società fiduciarie o di trust, i controlli antimafia si estendono anche al fiduciante o al trustee. 1 origine · 1 vettore
«Nel caso di società fiduciarie o di trust: I controlli antimafia si estendono anche al fiduciante o al trustee Ai fini di un corretto inserimento della richiesta nella Banca dati, i dati anagrafici del fiduciante o del trustee dovranno essere inseriti» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
Le informazioni antimafia hanno una validità di 12 mesi dalla data dell’acquisizione, salvo modificazioni dell’assetto societario. 1 origine · 1 vettore
«Le informazioni antimafia hanno una validità di 12 mesi dalla data dell’acquisizione, salvo che non siano intercorse modificazioni dell’assetto societario (art. 86, co. 3 D. Lgs. 159/2011).» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
I legali rappresentanti degli organismi societari hanno l’obbligo di trasmettere al prefetto copia degli atti relativi alle modificazioni dell’assetto societario nel termine di trenta giorni. 1 origine · 1 vettore
«I legali rappresentanti degli organismi societari, nel termine di trenta giorni dall’ intervenuta modificazione dell’assetto societario o gestionale dell’impresa, hanno l’obbligo di trasmettere al prefetto che ha rilasciato l’informazione antimafia, copia degli atti dai qual risulta l’intervenuta modificazione» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-milano-informazione-antimafia, pagina · impronta 361243bf49e3
Secondo il Ministero dell’Interno, le richieste di documentazione antimafia che perverranno alla Prefettura con modalità differenti dalla consultazione della Banca Dati Nazionale non verranno evase. 1 origine · 1 vettore
«Pertanto, le richieste di documentazione antimafia che perverranno a questa Prefettura mediante modalità differenti dalla consultazione della Banca Dati Nazionale non verranno evase.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-savona-certificazione-b4bf38d9, pagina · impronta c5031a7c3f34
Secondo il Ministero dell’Interno, la comunicazione antimafia consiste nell’attestazione della sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto. 1 origine · 1 vettore
«LA "Comunicazione" antimafia consiste nell’attestazione della sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’articolo 67 D. Lgs. 159/2011» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-savona-certificazione-b4bf38d9, pagina · impronta c5031a7c3f34
Secondo il Ministero dell’Interno, la richiesta della comunicazione antimafia deve essere effettuata al momento dell’aggiudicazione del contratto ovvero trenta giorni prima della stipula del subcontratto. 1 origine · 1 vettore
«La richiesta della comunicazione antimafia deve essere effettuata attraverso la B.D.N.A. al momento dell’aggiudicazione del contratto ovvero trenta giorni prima della stipula del subcontratto» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-savona-certificazione-b4bf38d9, pagina · impronta c5031a7c3f34
Secondo il Ministero dell’Interno, è vietato a pena di nullità il frazionamento dei contratti, delle concessioni o delle erogazioni compiute allo scopo di eludere l’applicazione della normativa. 1 origine · 1 vettore
«E’ vietato a pena di nullità, il frazionamento dei contratti, delle concessioni o delle erogazioni compiute scopo di eludere l’ applicazione della predetta normativa.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-savona-certificazione-b4bf38d9, pagina · impronta c5031a7c3f34
Secondo il Ministero dell’Interno, nel caso in cui le verifiche diano esito negativo, il Prefetto rilascerà la comunicazione antimafia liberatoria. 1 origine · 1 vettore
«Nel caso in cui le verifiche suddette diano esito negativo, il Prefetto rilascerà la comunicazione antimafia liberatoria attestando il rilascio mediante il collegamento alla BDNA.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-savona-certificazione-b4bf38d9, pagina · impronta c5031a7c3f34
Secondo il Ministero dell’Interno, qualora emerga la sussistenza di cause ostative per le quali sia necessario effettuare ulteriori verifiche, la comunicazione antimafia è rilasciata entro 30 giorni. 1 origine · 1 vettore
«Qualora dalla consultazione della Banca Dati Nazionale Unica emerga la sussistenza di cause ostative ex art. 67 del D. Lgs. 159/2011 per le quali sia necessario effettuare ulteriori verifiche, la comunicazione antimafia è rilasciata entro 30 giorni dalla data della consultazione della BDNA.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-savona-certificazione-b4bf38d9, pagina · impronta c5031a7c3f34
Secondo il Ministero dell’Interno, decorso il termine suddetto, gli Enti Pubblici procedono anche in assenza della comunicazione antimafia previa acquisizione dell’autocertificazione. 1 origine · 1 vettore
«Decorso il termine suddetto, gli Enti Pubblici/Stazioni Appaltanti procedono anche in assenza della comunicazione antimafia, previa acquisizione dell’ autocertificazione di cui all’art. 89 del D. Lgs.159/2011.» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-savona-certificazione-b4bf38d9, pagina · impronta c5031a7c3f34
Secondo il Ministero dell’Interno, le comunicazioni antimafia hanno una validità di 6 mesi dalla data dell’acquisizione salvo modificazioni dell’assetto societario. 1 origine · 1 vettore
«Le comunicazioni antimafia hanno una validità di 6 mesi dalla data dell’acquisizione salvo che non siano intercorse modificazioni dell’assetto societario» — prefettura-interno-gov-it-it-prefetture-savona-certificazione-b4bf38d9, pagina · impronta c5031a7c3f34
Il decreto legislativo 6 settembre 2011, numero 159, costituisce il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. 1 origine · 1 vettore
«DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011 , n. 159 Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 1 · impronta 9665101d4bc5
Il Consiglio dei Ministri ha adottato la deliberazione preliminare nella riunione del 9 giugno 2011. 1 origine · 1 vettore
«Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 giugno 2011;» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 1 · impronta 9665101d4bc5
Il decreto legislativo è emanato sulla proposta del Ministro della giustizia e del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. 1 origine · 1 vettore
«Sulla proposta del Ministro della giustizia e del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione; Emana il seguente decreto legislativo:» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 2 · impronta 9665101d4bc5
I provvedimenti del capo si applicano a coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi. 1 origine · 1 vettore
«I provvedimenti previsti dal presente capo si applicano a: a) coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi;» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 2 · impronta 9665101d4bc5
I provvedimenti si applicano a coloro che per la condotta ed il tenore di vita vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose. 1 origine · 1 vettore
«b) coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose;» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 2 · impronta 9665101d4bc5
I provvedimenti si applicano a chi è dedito alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica sulla base di elementi di fatto. 1 origine · 1 vettore
«c) coloro che per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto ((, comprese le reiterate violazioni del foglio di via obbligatorio di cui all’articolo 2, nonché dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa)), che sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 2 · impronta 9665101d4bc5
Il questore può ordinare di lasciare il territorio del comune entro un termine non superiore a quarantotto ore alle persone pericolose per la sicurezza pubblica che si trovano in un comune diverso dalla residenza. 1 origine · 1 vettore
«Qualora le persone indicate nell’articolo 1 siano pericolose per la sicurezza pubblica e si trovino in un comune diverso dai luoghi di residenza o di dimora abituale, il questore, con provvedimento motivato, può ordinare loro di lasciare il territorio del medesimo comune entro un termine non superiore a quarantotto ore» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 3 · impronta 9665101d4bc5
Il provvedimento del questore inibisce il ritorno nel comune senza preventiva autorizzazione per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a quattro anni. 1 origine · 1 vettore
«inibendo di farvi ritorno, senza preventiva autorizzazione, per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a quattro anni. Il provvedimento è efficace nella sola parte in cui dispone il divieto di ritorno nel comune» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 3 · impronta 9665101d4bc5
Il questore della provincia in cui la persona dimora può avvisare oralmente i soggetti indicati all’articolo 1 dell’esistenza di indizi a loro carico indicando i motivi. 1 origine · 1 vettore
«Il questore nella cui provincia la persona dimora può avvisare oralmente i soggetti di cui all’articolo 1 che esistono indizi a loro carico, indicando i motivi che li giustificano.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 3 · impronta 9665101d4bc5
Il questore invita la persona a mantenere una condotta conforme alla legge e redige il processo verbale dell’avviso al solo scopo di attribuirgli una data certa. 1 origine · 1 vettore
«Il questore invita la persona a tenere una condotta conforme alla legge e redige il processo verbale dell’avviso al solo fine di dare allo stesso data certa.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 3 · impronta 9665101d4bc5
La persona destinataria dell’avviso orale può chiederne la revoca al questore in qualsiasi momento e l’autorità provvede entro sessanta giorni. 1 origine · 1 vettore
«La persona alla quale è stato fatto l’avviso può in qualsiasi momento chiederne la revoca al questore che provvede nei sessanta giorni successivi.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 3 · impronta 9665101d4bc5
Se il questore non provvede entro sessanta giorni sulla richiesta di revoca, la richiesta si intende accettata. 1 origine · 1 vettore
«Decorso detto termine senza che il questore abbia provveduto, la richiesta si intende accettata.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 3 · impronta 9665101d4bc5
È possibile presentare ricorso gerarchico al prefetto entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento di rigetto. 1 origine · 1 vettore
«Entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento di rigetto è ammesso ricorso gerarchico al prefetto.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 3 · impronta 9665101d4bc5
L’avviso orale può essere rivolto anche ai soggetti minori di diciotto anni che hanno compiuto il quattordicesimo anno di età. 1 origine · 1 vettore
«L’avviso orale può essere rivolto anche ai soggetti minori di diciotto anni che hanno compiuto il quattordicesimo anno di età.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 3 · impronta 9665101d4bc5
Con l’avviso orale il questore può imporre alle persone definitivamente condannate per delitti non colposi il divieto di possedere o utilizzare apparati di comunicazione radiotrasmittente, radar e visori notturni. 1 origine · 1 vettore
«Con l’avviso orale il questore, quando ricorrono le condizioni di cui ai commi 1 e 3-bis, può imporre alle persone che risultino definitivamente condannate per delitti non colposi il divieto di possedere o utilizzare, in tutto o in parte, qualsiasi apparato di comunicazione radiotrasmittente, radar e visori notturni» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 4 · impronta 9665101d4bc5
Il questore può imporre il divieto di possedere accessori per la protezione balistica individuale alle persone definitivamente condannate per delitti non colposi. 1 origine · 1 vettore
«indumenti e accessori per la protezione balistica individuale, mezzi di trasporto blindati o modificati al fine di aumentarne la potenza o la capacità offensiva, ovvero comunque predisposti al fine di sottrarsi ai controlli di polizia, armi a modesta capacità offensiva» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 4 · impronta 9665101d4bc5
Il questore può imporre il divieto di possedere strumenti in libera vendita in grado di nebulizzare liquidi o miscele irritanti non idonei ad arrecare offesa alle persone. 1 origine · 1 vettore
«altre armi o strumenti, in libera vendita, in grado di nebulizzare liquidi o miscele irritanti non idonei ad arrecare offesa alle persone, prodotti pirotecnici di qualsiasi tipo, nonché sostanze infiammabili e altri mezzi comunque idonei a provocare lo sprigionarsi delle fiamme» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 4 · impronta 9665101d4bc5
Il questore può imporre il divieto di possedere programmi informatici e strumenti di cifratura o crittazione di conversazioni e messaggi. 1 origine · 1 vettore
«nonché programmi informatici ed altri strumenti di cifratura o crittazione di conversazioni e messaggi.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 4 · impronta 9665101d4bc5
Il questore può imporre i divieti previsti dal comma 4 anche ai soggetti sottoposti alla sorveglianza speciale definitivamente condannati per delitto non colposo. 1 origine · 1 vettore
«Il questore può, altresì, imporre il divieto di cui al comma 4 ai soggetti sottoposti alla misura della sorveglianza speciale, quando la persona risulti definitivamente condannata per delitto non colposo.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 4 · impronta 9665101d4bc5
Il divieto adottato nei confronti di un maggiorenne è opponibile davanti al tribunale in composizione monocratica. 1 origine · 1 vettore
«Il divieto di cui ai commi 4 e 5 adottato nei confronti di un maggiorenne è opponibile davanti al tribunale in composizione monocratica.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 4 · impronta 9665101d4bc5
Il divieto adottato nei confronti di un minorenne è opponibile davanti al tribunale per i minorenni. 1 origine · 1 vettore
«Il divieto di cui al comma 4 adottato nei confronti di un minorenne è opponibile davanti al tribunale per i minorenni» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 4 · impronta 9665101d4bc5
Alla persona avvisata oralmente viene notificata la proposta di cui al periodo precedente e data notizia della facoltà di presentare memorie o deduzioni al giudice competente. 1 origine · 1 vettore
«Alla persona avvisata oralmente viene notificata la proposta di cui al periodo precedente e data notizia della facoltà di presentare, personalmente o a mezzo di difensore, memorie o deduzioni al giudice competente per l’applicazione del divieto.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 5 · impronta 9665101d4bc5
Il giudice provvede con decreto motivato entro trenta giorni dal deposito della proposta. 1 origine · 1 vettore
«Il giudice ((, sentito il pubblico ministero,)) provvede, con decreto motivato, entro trenta giorni dal deposito della proposta ((di cui al comma 6-bis)).» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 5 · impronta 9665101d4bc5
Il divieto è disposto per una durata non superiore a due anni con modalità compatibili con le esigenze di salute, famiglia, lavoro o studio del destinatario. 1 origine · 1 vettore
«Il divieto è disposto per una durata non superiore a due anni, con l’individuazione di modalità applicative compatibili con le esigenze di salute, famiglia, lavoro o studio del destinatario del provvedimento.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 5 · impronta 9665101d4bc5
In caso di rigetto della proposta rimane salvo l’avviso orale emesso dal questore. 1 origine · 1 vettore
«In caso di rigetto della proposta di cui al comma 6-bis, è fatto comunque salvo l’avviso orale emesso dal questore.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 5 · impronta 9665101d4bc5
Contro il decreto è proponibile ricorso per cassazione che non sospende l’esecuzione del decreto. 1 origine · 1 vettore
«Contro il decreto di cui al comma 6-ter è proponibile ricorso per cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione del decreto.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 5 · impronta 9665101d4bc5
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 1 origine · 1 vettore
«La Corte Costituzionale con sentenza 20 dicembre 2022 - 12 gennaio 2023, n. 2 (in G.U. 1ª s.s. 18/01/2023, n. 3) ha dichiarato "l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 4, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 5 · impronta 9665101d4bc5
I provvedimenti previsti dal capo si applicano agli indiziati di appartenere alle associazioni di cui all’articolo 416-bis c.p. 1 origine · 1 vettore
«I provvedimenti previsti dal presente capo si applicano: a) agli indiziati di appartenere alle associazioni di cui all’articolo 416-bis c.p.;» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 6 · impronta 9665101d4bc5
Le misure si applicano ai soggetti indiziati di uno dei reati previsti dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale. 1 origine · 1 vettore
«ai soggetti indiziati di uno dei reati previsti dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale ovvero del delitto di cui all’articolo 12-quinquies, comma 1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 6 · impronta 9665101d4bc5
I provvedimenti si applicano agli indiziati di uno dei reati previsti dall’articolo 51, comma 3-quater, del codice di procedura penale. 1 origine · 1 vettore
«agli indiziati di uno dei reati previsti dall’articolo 51, comma 3-quater, del codice di procedura penale e a coloro che, operanti in gruppi o isolatamente, pongano in essere atti preparatori» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 6 · impronta 9665101d4bc5
Le misure si applicano a coloro che pongono in essere atti diretti a sovvertire l’ordinamento dello Stato. 1 origine · 1 vettore
«ovvero esecutivi diretti a sovvertire l’ordinamento dello Stato, con la commissione di uno dei reati previsti dal capo I del titolo VI del libro II del codice penale o dagli articoli 284, 285, 286, 306, 438, 439, 605 e 630 dello stesso codice» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 6 · impronta 9665101d4bc5
I provvedimenti si applicano a coloro che commettono reati con finalità di terrorismo anche internazionale. 1 origine · 1 vettore
«nonché alla commissione dei reati con finalità di terrorismo anche internazionale ovvero a prendere parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di un’organizzazione che persegue le finalità terroristiche» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 6 · impronta 9665101d4bc5
Le misure si applicano a coloro che abbiano fatto parte di associazioni politiche disciolte ai sensi della legge del 20 giugno. 1 origine · 1 vettore
«a coloro che abbiano fatto parte di associazioni politiche disciolte ai sensi della legge 20 giugno» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 6 · impronta 9665101d4bc5
È finanziatore colui il quale fornisce somme di denaro o altri beni, conoscendo lo scopo cui sono destinati. 1 origine · 1 vettore
«È finanziatore colui il quale fornisce somme di denaro o altri beni, conoscendo lo scopo cui sono destinati;» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 7 · impronta 9665101d4bc5
Nei casi previsti dall’articolo 4, comma 1, lettere c), i), i-bis) e i-ter), le funzioni e le competenze spettanti al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto sono attribuite anche al procuratore della Repubblica presso il tribunale nel cui circondario dimora la persona previo coordinamento con il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto. 1 origine · 1 vettore
«Nei casi previsti dall’articolo 4, comma 1, lettere c), i), i-bis) e i-ter), le funzioni e le competenze spettanti al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto sono attribuite anche al procuratore della Repubblica presso il tribunale nel cui circondario dimora la persona previo coordinamento con il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 9 · impronta 9665101d4bc5
Nelle udienze relative ai procedimenti per l’applicazione delle misure di prevenzione le funzioni di pubblico ministero possono essere esercitate anche dal procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, nei medesimi casi previsti dalla norma. 1 origine · 1 vettore
«nei medesimi casi, nelle udienze relative ai procedimenti per l’applicazione delle misure di prevenzione le funzioni di pubblico ministero possono essere esercitate anche dal procuratore della Repubblica presso il tribunale competente.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 9 · impronta 9665101d4bc5
Nelle udienze relative ai procedimenti per l’applicazione delle misure di prevenzione richieste ai sensi del presente decreto, le funzioni di pubblico ministero sono esercitate dal procuratore della Repubblica indicato al comma 1, salvo quanto previsto al comma 2. 1 origine · 1 vettore
«Salvo quanto previsto al comma 2, nelle udienze relative ai procedimenti per l’applicazione delle misure di prevenzione richieste ai sensi del presente decreto, le funzioni di pubblico ministero sono esercitate dal procuratore della Repubblica di cui al comma 1.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 9 · impronta 9665101d4bc5
La proposta di cui al comma 1 deve essere depositata presso la cancelleria delle sezioni o dei collegi del tribunale del capoluogo del distretto, nel territorio del quale la persona dimora, previsti dal comma 2-sexies dell’articolo 7-bis dell’ordinamento giudiziario. 1 origine · 1 vettore
«La proposta di cui al comma 1 deve essere depositata presso la cancelleria delle sezioni o dei collegi del tribunale del capoluogo del distretto, nel territorio del quale la persona dimora, previsti dal comma 2-sexies dell’articolo 7-bis dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 9 · impronta 9665101d4bc5
Limitatamente ai tribunali di Trapani e Santa Maria Capua Vetere, la proposta di cui al comma 1 è depositata presso la cancelleria delle sezioni o dei collegi specializzati in materia di misure di prevenzione ivi istituiti ai sensi del citato comma 2-sexies, ove la persona dimori nel territorio, rispettivamente, delle province di Trapani e di Caserta. 1 origine · 1 vettore
«Limitatamente ai tribunali di Trapani e Santa Maria Capua Vetere, la proposta di cui al comma 1 è depositata presso la cancelleria delle sezioni o dei collegi specializzati in materia di misure di prevenzione ivi istituiti ai sensi del citato comma 2-sexies, ove la persona dimori ((nel territorio, rispettivamente, delle province di Trapani e di Caserta)).» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 9 · impronta 9665101d4bc5
Alla sorveglianza speciale può essere aggiunto il divieto di soggiorno in uno o più comuni o regioni, ove le circostanze del caso lo richiedano. 1 origine · 1 vettore
«alla sorveglianza speciale può essere aggiunto, ove le circostanze del caso lo richiedano, il divieto di soggiorno in uno o più comuni, diversi da quelli di residenza o di dimora abituale, o in una o più regioni.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 10 · impronta 9665101d4bc5
L’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale può essere imposto quando le altre misure di prevenzione non sono ritenute idonee alla tutela della sicurezza pubblica. 1 origine · 1 vettore
«Nei casi in cui le altre misure di prevenzione non sono ritenute idonee alla tutela della sicurezza pubblica può essere imposto l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 10 · impronta 9665101d4bc5
Gli obblighi e le prescrizioni inerenti alla sorveglianza speciale possono essere disposti con il consenso dell’interessato e accertata la relativa fattibilità tecnica, anche con le modalità di controllo previste all’articolo 275-bis del codice di procedura penale. 1 origine · 1 vettore
«gli obblighi e le prescrizioni inerenti alla sorveglianza speciale possono essere disposti, con il consenso dell’interessato ed accertata ((la relativa fattibilità tecnica)), anche con le modalità di controllo previste all’articolo 275-bis del codice di procedura penale.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 10 · impronta 9665101d4bc5
Qualora l’interessato neghi il consenso all’adozione delle modalità di controllo, la durata della misura non può essere inferiore a tre anni. 1 origine · 1 vettore
«Qualora l’interessato neghi il consenso all’adozione delle modalità di controllo anzidette, la durata della misura non può essere inferiore a tre anni e il tribunale prescrive all’interessato di presentarsi all’autorità di pubblica sicurezza» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 10 · impronta 9665101d4bc5
In caso di manomissione dei mezzi elettronici e degli altri strumenti tecnici di controllo, la durata della sorveglianza speciale non può essere inferiore a quattro anni. 1 origine · 1 vettore
«In caso di manomissione dei mezzi elettronici e degli altri strumenti tecnici di controllo di cui all’articolo 275-bis del codice di procedura penale, la durata della sorveglianza speciale, applicata con le modalità di controllo di cui al secondo periodo, non può essere inferiore a quattro anni.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 10 · impronta 9665101d4bc5
Il tribunale provvede, con decreto motivato, entro trenta giorni dal deposito della proposta. 1 origine · 1 vettore
«Il tribunale provvede, con decreto motivato, entro trenta giorni dal deposito della proposta. L’udienza si svolge senza la presenza del pubblico. Il presidente dispone che il procedimento si svolga in pubblica udienza quando l’interessato ne faccia richiesta.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 11 · impronta 9665101d4bc5
L’avviso è comunicato o notificato almeno dieci giorni prima della data predetta e contiene la concisa esposizione dei contenuti della proposta. 1 origine · 1 vettore
«L’avviso è comunicato o notificato almeno dieci giorni prima della data predetta e contiene la concisa esposizione dei contenuti della proposta. Se l’interessato è privo di difensore, l’avviso è dato a quello di ufficio.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 11 · impronta 9665101d4bc5
Fino a cinque giorni prima dell’udienza possono essere presentate memorie in cancelleria. 1 origine · 1 vettore
«Fino a cinque giorni prima dell’udienza possono essere presentate memorie in cancelleria. 4. L’udienza si svolge con la partecipazione necessaria del difensore e del pubblico ministero. Gli altri destinatari dell’avviso sono sentiti se compaiono.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 11 · impronta 9665101d4bc5
L’udienza si svolge con la partecipazione necessaria del difensore e del pubblico ministero. 1 origine · 1 vettore
«L’udienza si svolge con la partecipazione necessaria del difensore e del pubblico ministero. Gli altri destinatari dell’avviso sono sentiti se compaiono. Se l’interessato è detenuto o internato in luogo posto fuori della circoscrizione del giudice» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 11 · impronta 9665101d4bc5
Se l’interessato è detenuto o internato in luogo posto fuori della circoscrizione del giudice e ne fa tempestiva richiesta, la partecipazione all’udienza è assicurata a distanza mediante collegamento audiovisivo. 1 origine · 1 vettore
«Se l’interessato è detenuto o internato in luogo posto fuori della circoscrizione del giudice e ne fa tempestiva richiesta, la partecipazione all’udienza è assicurata a distanza mediante collegamento audiovisivo ai sensi dell’articolo 146-bis» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 11 · impronta 9665101d4bc5
Il presidente dispone altresì la traduzione dell’interessato detenuto o internato in caso di indisponibilità di mezzi tecnici idonei. 1 origine · 1 vettore
«Il presidente dispone altresì la traduzione dell’interessato detenuto o internato in caso di indisponibilità di mezzi tecnici idonei.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 11 · impronta 9665101d4bc5
L’udienza è rinviata in presenza di un legittimo impedimento dell’interessato che ha chiesto di essere sentito personalmente e che non si trovi detenuto o internato in un luogo diverso da quello in cui ha sede il giudice. 1 origine · 1 vettore
«L’udienza è rinviata se sussiste un legittimo impedimento dell’interessato che ha chiesto di essere sentito personalmente e che non sia detenuto o internato in luogo diverso da quello in cui ha sede il giudice.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 12 · impronta 9665101d4bc5
L’udienza viene inoltre rinviata se sussiste un legittimo impedimento del difensore. 1 origine · 1 vettore
«L’udienza è rinviata anche se sussiste un legittimo impedimento del difensore.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 12 · impronta 9665101d4bc5
Se l’interessato non interviene ed è necessaria la sua presenza per essere sentito, il presidente lo invita a comparire avvisandolo della facoltà di non rispondere. 1 origine · 1 vettore
«Ove l’interessato non intervenga e occorra la sua presenza per essere sentito, il presidente lo invita a comparire, avvisandolo che avrà la facoltà di non rispondere.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 12 · impronta 9665101d4bc5
Il presidente del collegio può disporre l’esame a distanza nei casi e nei modi indicati dal decreto legislativo 28 luglio 1989, numero 271, qualora il tribunale debba sentire soggetti informati su fatti rilevanti. 1 origine · 1 vettore
«Qualora il tribunale debba sentire soggetti informati su fatti rilevanti per il procedimento, il presidente del collegio può disporre l’esame a distanza nei casi e nei modi indicati all’articolo 147-bis, comma 2, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 12 · impronta 9665101d4bc5
Le questioni relative alla competenza per territorio devono essere rilevate o eccepite a pena di decadenza alla prima udienza e comunque subito dopo l’accertamento della regolare costituzione delle parti. 1 origine · 1 vettore
«Le questioni concernenti la competenza per territorio devono essere rilevate o eccepite, a pena di decadenza, alla prima udienza e comunque subito dopo l’accertamento della regolare costituzione delle parti e il tribunale le decide immediatamente.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 12 · impronta 9665101d4bc5
Il tribunale dichiara la propria incompetenza tramite decreto e ordina la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, stabilendo che la declaratoria non rende inefficaci gli elementi già acquisiti. 1 origine · 1 vettore
«Il tribunale, se ritiene la propria incompetenza, la dichiara con decreto e ordina la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente; la declaratoria di incompetenza non produce l’inefficacia degli elementi già acquisiti.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 12 · impronta 9665101d4bc5
Il decreto di accoglimento, anche parziale, della proposta pone a carico del proposto il pagamento delle spese processuali. 1 origine · 1 vettore
«Il decreto di accoglimento, anche parziale, della proposta pone a carico del proposto il pagamento delle spese processuali.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 13 · impronta 9665101d4bc5
Il decreto del tribunale è depositato in cancelleria entro quindici giorni dalla conclusione dell’udienza. 1 origine · 1 vettore
«Il decreto del tribunale è depositato in cancelleria entro quindici giorni dalla conclusione dell’udienza.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 13 · impronta 9665101d4bc5
Quando la stesura della motivazione è particolarmente complessa, il tribunale, se ritiene di non poter depositare il decreto nel termine previsto dal comma 10-sexies, dopo le conclusioni delle parti, può indicare un termine più lungo, comunque non superiore a novanta giorni. 1 origine · 1 vettore
«Quando la stesura della motivazione è particolarmente complessa, il tribunale, se ritiene di non poter depositare il decreto nel termine previsto dal comma 10-sexies, dopo le conclusioni delle parti, può indicare un termine più lungo, comunque non superiore a novanta giorni.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 13 · impronta 9665101d4bc5
Secondo il provvedimento, la durata della misura di prevenzione stabilita dal tribunale non può essere inferiore ad un anno né superiore a cinque. 1 origine · 1 vettore
«Il provvedimento del tribunale stabilisce la durata della misura di prevenzione che non può essere inferiore ad un anno né superiore a cinque.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 14 · impronta 9665101d4bc5
Il tribunale prescrive alla persona sottoposta a sorveglianza speciale e indiziata di vivere con proventi di reato di cercare un lavoro, fissare una dimora, comunicarla all’autorità e non allontanarsene senza preavviso. 1 origine · 1 vettore
«qualora la misura applicata sia quella della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e si tratti di persona indiziata di vivere con il provento di reati, il tribunale prescrive di darsi, entro un congruo termine, alla ricerca di un lavoro, di fissare la propria dimora, di farla conoscere nel termine stesso all’autorità di pubblica sicurezza e di non allontanarsene senza preventivo avviso all’autorità medesima.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 15 · impronta 9665101d4bc5
Il tribunale prescrive in ogni caso di vivere onestamente, rispettare le leggi, non allontanarsi dalla dimora senza preavviso e non associarsi abitualmente a persone con condanne o sottoposte a misure di prevenzione. 1 origine · 1 vettore
«In ogni caso, prescrive di vivere onestamente, di rispettare le leggi, e di non allontanarsi dalla dimora senza preventivo avviso all’autorità locale di pubblica sicurezza; prescrive, altresì, di non associarsi abitualmente alle persone che hanno subito condanne e sono sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 15 · impronta 9665101d4bc5
Il tribunale può imporre prescrizioni necessarie per la difesa sociale, tra cui il divieto di soggiorno in determinati comuni o regioni e il divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati da persone da proteggere o minori. 1 origine · 1 vettore
«Inoltre, può imporre tutte le prescrizioni che ravvisi necessarie, avuto riguardo alle esigenze di difesa sociale, e, in particolare, il divieto di soggiorno in uno o più comuni o in una o più regioni, ovvero, con riferimento ai soggetti di cui ((all’articolo 1, comma 1, lettera c),)) il divieto di avvicinarsi a determinati luoghi, frequentati abitualmente dalle persone cui occorre prestare protezione o da minori.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 15 · impronta 9665101d4bc5
Alle persone sottoposte alla misura di prevenzione è consegnata una carta di permanenza da portare con sé e da esibire ad ogni richiesta degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza. 1 origine · 1 vettore
«Alle persone di cui al comma 6 è consegnata una carta di permanenza da portare con sé e da esibire ad ogni richiesta degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 16 · impronta 9665101d4bc5
Il provvedimento è comunicato al procuratore della Repubblica, al procuratore generale presso la Corte di appello ed all’interessato e al suo difensore. 1 origine · 1 vettore
«Il provvedimento è comunicato al procuratore della Repubblica, al procuratore generale presso la Corte di appello ed all’interessato e al suo difensore.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 16 · impronta 9665101d4bc5
Se la proposta riguarda la misura della sorveglianza speciale con l’obbligo o il divieto di soggiorno, il presidente del tribunale può disporre il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente. 1 origine · 1 vettore
«Se la proposta riguarda la misura della sorveglianza speciale con l’obbligo o il divieto di soggiorno, il presidente del tribunale, con decreto, nella pendenza del procedimento di cui all’articolo 7, può disporre il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 16 · impronta 9665101d4bc5
Nel caso in cui sussistano motivi di particolare gravità, può essere imposto alla persona denunciata l’obbligo o il divieto di soggiorno in via provvisoria fino a quando non sia divenuta esecutiva la misura di prevenzione. 1 origine · 1 vettore
«Nel caso in cui sussistano motivi di particolare gravità, può altresì disporre che alla persona denunciata sia imposto, in via provvisoria, l’obbligo o il divieto di soggiorno fino a quando non sia divenuta esecutiva la misura di prevenzione.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 16 · impronta 9665101d4bc5
Se l’interessato neghi il consenso alle modalità di controllo o ne sia accertata la non fattibilità tecnica, il presidente del tribunale impone in via provvisoria di presentarsi all’autorità di pubblica sicurezza. 1 origine · 1 vettore
«Qualora l’interessato neghi il consenso all’adozione delle modalità di controllo anzidette o l’organo delegato per l’esecuzione accerti la non fattibilità tecnica delle citate modalità di controllo, il presidente del tribunale impone all’interessato, in via provvisoria, di presentarsi all’autorità di pubblica sicurezza preposta alla sorveglianza nei giorni e negli orari indicati, con cadenza almeno bisettimanale, fino a quando non sia divenuta esecutiva la misura di prevenzione.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 17 · impronta 9665101d4bc5
Nei casi di necessità e urgenza, il Questore può disporre il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente. 1 origine · 1 vettore
«Nei casi di necessità e urgenza, il Questore, all’atto della presentazione della proposta di applicazione delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale e dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale nei confronti delle persone di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), può disporre il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 17 · impronta 9665101d4bc5
Il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione dei documenti per l’espatrio sono comunicati immediatamente al procuratore della Repubblica. 1 origine · 1 vettore
«Il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente sono comunicati immediatamente al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove dimora la persona» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 17 · impronta 9665101d4bc5
Il procuratore della Repubblica, il procuratore generale presso la corte di appello e l’interessato e il suo difensore hanno facoltà di proporre ricorso alla corte d’appello, anche per il merito. 1 origine · 1 vettore
«Il procuratore della Repubblica, il procuratore generale presso la corte di appello e l’interessato e il suo difensore hanno facoltà di proporre ricorso alla corte d’appello, anche per il merito.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 18 · impronta 9665101d4bc5
Il procuratore della Repubblica, senza ritardo, trasmette il proprio fascicolo al procuratore generale presso la corte di appello competente per il giudizio di secondo grado. 1 origine · 1 vettore
«Il procuratore della Repubblica, senza ritardo, trasmette il proprio fascicolo al procuratore generale presso la corte di appello competente per il giudizio di secondo grado.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 18 · impronta 9665101d4bc5
Al termine del procedimento di primo grado, il procuratore della Repubblica forma un fascicolo nel quale vengono raccolti tutti gli elementi investigativi e probatori eventualmente sopravvenuti dopo la decisione del tribunale. 1 origine · 1 vettore
«Al termine del procedimento di primo grado, il procuratore della Repubblica forma un fascicolo nel quale vengono raccolti tutti gli elementi investigativi e probatori eventualmente sopravvenuti dopo la decisione del tribunale.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 18 · impronta 9665101d4bc5
Gli atti inseriti nel predetto fascicolo sono portati immediatamente a conoscenza delle parti, mediante deposito nella segreteria del procuratore generale. 1 origine · 1 vettore
«Gli atti inseriti nel predetto fascicolo sono portati immediatamente a conoscenza delle parti, mediante deposito nella segreteria del procuratore generale.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 18 · impronta 9665101d4bc5
Il presidente dispone che il procedimento si svolga in pubblica udienza quando l’interessato ne faccia richiesta. 1 origine · 1 vettore
«Il presidente dispone che il procedimento si svolga in pubblica udienza quando l’interessato ne faccia richiesta.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 11 · impronta 9665101d4bc5
La corte di appello annulla il decreto di primo grado qualora riconosca che il tribunale era incompetente territorialmente e l’incompetenza sia stata riproposta nei motivi di impugnazione e ordina la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica competente. 1 origine · 1 vettore
«La corte di appello annulla il decreto di primo grado qualora riconosca che il tribunale era incompetente territorialmente e l’incompetenza sia stata riproposta nei motivi di impugnazione e ordina la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica competente» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 18 · impronta 9665101d4bc5
Le disposizioni del comma 2-bis si applicano anche qualora la proposta sia stata avanzata da soggetti non legittimati ai sensi dell’articolo 5 e l’eccezione sia stata riproposta nei motivi di impugnazione. 1 origine · 1 vettore
«Le disposizioni del comma 2-bis si applicano anche qualora la proposta sia stata avanzata da soggetti non legittimati ai sensi dell’articolo 5 e l’eccezione sia stata riproposta nei motivi di impugnazione.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 19 · impronta 9665101d4bc5
In caso di conferma del decreto impugnato, la corte di appello pone a carico della parte privata che ha proposto l’impugnazione il pagamento delle spese processuali. 1 origine · 1 vettore
«In caso di conferma del decreto impugnato, la corte di appello pone a carico della parte privata che ha proposto l’impugnazione il pagamento delle spese processuali.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 19 · impronta 9665101d4bc5
Avverso il decreto della corte d’appello, è ammesso ricorso in cassazione per violazione di legge, da parte del pubblico ministero e dell’interessato e del suo difensore, entro dieci giorni. 1 origine · 1 vettore
«Avverso il decreto della corte d’appello, è ammesso ricorso in cassazione per violazione di legge, da parte del pubblico ministero e dell’interessato e del suo difensore, entro dieci giorni.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 19 · impronta 9665101d4bc5
La Corte di cassazione provvede, in camera di consiglio, entro trenta giorni dal ricorso. 1 origine · 1 vettore
«La Corte di cassazione provvede, in camera di consiglio, entro trenta giorni dal ricorso.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 19 · impronta 9665101d4bc5
In caso di ricorso per cassazione si applicano le disposizioni dei commi 2-bis e 2-ter, ove ricorrano le ipotesi ivi previste. 1 origine · 1 vettore
«In caso di ricorso per cassazione si applicano le disposizioni dei commi 2-bis e 2-ter, ove ricorrano le ipotesi ivi previste.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 19 · impronta 9665101d4bc5
Il provvedimento di applicazione delle misure di prevenzione viene comunicato al questore per l’esecuzione. 1 origine · 1 vettore
«Il provvedimento di applicazione delle misure di prevenzione è comunicato al questore per l’esecuzione.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 20 · impronta 9665101d4bc5
Il provvedimento può essere revocato o modificato dall’organo che lo ha emanato, su istanza dell’interessato e sentita l’autorità di pubblica sicurezza proponente, se è cessata o mutata la causa determinante. 1 origine · 1 vettore
«Il provvedimento stesso, su istanza dell’interessato e sentita l’autorità di pubblica sicurezza che lo propose, può essere revocato o modificato dall’organo dal quale fu emanato, quando sia cessata o mutata la causa che lo ha determinato.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 20 · impronta 9665101d4bc5
Il provvedimento può essere modificato anche per applicare il divieto o l’obbligo di soggiorno, su richiesta dell’autorità proponente, in presenza di gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica o per ripetute violazioni degli obblighi della sorveglianza speciale. 1 origine · 1 vettore
«Il provvedimento può essere altresì modificato, anche per l’applicazione del divieto o dell’obbligo di soggiorno, su richiesta dell’autorità proponente, quando ricorrono gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica o quando la persona sottoposta alla sorveglianza speciale abbia ripetutamente violato gli obblighi inerenti alla misura.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 20 · impronta 9665101d4bc5
Il ricorso contro il provvedimento di revoca o di modifica non ha effetto sospensivo. 1 origine · 1 vettore
«Il ricorso contro il provvedimento di revoca o di modifica non ha effetto sospensivo.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 20 · impronta 9665101d4bc5
Il presidente del tribunale può disporre con decreto l’applicazione provvisoria della misura, delle prescrizioni o degli obblighi in pendenza del procedimento di modificazione per gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica o per violazione degli obblighi. 1 origine · 1 vettore
«Nel caso di modificazione del provvedimento o di taluna delle prescrizioni per gravi esigenze di ordine e sicurezza pubblica, ovvero per violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale, il presidente del tribunale può, nella pendenza del procedimento, disporre con decreto l’applicazione provvisoria della misura, delle prescrizioni o degli obblighi richiesti con la proposta.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 20 · impronta 9665101d4bc5
Le persone sottoposte a misura possono essere autorizzate a recarsi fuori dal comune di residenza per accertamenti sanitari e cure indispensabili per un periodo non superiore a dieci giorni. 1 origine · 1 vettore
«possono essere autorizzate a recarsi in un luogo determinato fuori del comune di residenza o di dimora abituale, ai fini degli accertamenti sanitari e delle cure indispensabili, allontanandosi per un periodo non superiore ai dieci giorni, oltre al tempo necessario per il viaggio.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 21 · impronta 9665101d4bc5
L’autorizzazione all’allontanamento può essere concessa per lo stesso limite temporale anche in presenza di gravi e comprovati motivi familiari che rendano urgente e necessario lasciare il luogo di soggiorno coatto. 1 origine · 1 vettore
«L’autorizzazione può essere concessa, nel medesimo limite temporale, anche quando ricorrono gravi e comprovati motivi di famiglia che rendano assolutamente necessario ed urgente l’allontanamento dal luogo di soggiorno coatto.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 21 · impronta 9665101d4bc5
La richiesta dell’interessato deve essere presentata al presidente del tribunale competente. 1 origine · 1 vettore
«La domanda dell’interessato deve essere proposta al presidente del tribunale competente ai sensi dell’articolo 5.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 21 · impronta 9665101d4bc5
Il tribunale decide in camera di consiglio con un decreto motivato dopo aver verificato la veridicità delle circostanze presentate dall’interessato. 1 origine · 1 vettore
«Il tribunale, dopo aver accertato la veridicità delle circostanze allegate dall’interessato, provvede in camera di consiglio con decreto motivato.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 21 · impronta 9665101d4bc5
Nei casi di assoluta urgenza la richiesta può essere presentata al presidente del tribunale competente, che può autorizzare l’allontanamento per un massimo di tre giorni oltre al tempo di viaggio. 1 origine · 1 vettore
«Nei casi di assoluta urgenza la richiesta può essere presentata al presidente del tribunale competente ai sensi dell’articolo 5, il quale può autorizzare il richiedente ad allontanarsi per un periodo non superiore a tre giorni, oltre al tempo necessario per il viaggio.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 21 · impronta 9665101d4bc5
Il decreto del tribunale viene comunicato al procuratore della Repubblica e all’interessato, i quali hanno facoltà di presentare ricorso per cassazione per violazione di legge. 1 origine · 1 vettore
«Il decreto previsto dai commi 3 e 4 è comunicato al procuratore della Repubblica ed all’interessato che possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 21 · impronta 9665101d4bc5
Del decreto viene data comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza preposta alla vigilanza, la quale informa quella del luogo di destinazione e stabilisce le modalità e l’itinerario del viaggio. 1 origine · 1 vettore
«Del decreto è altresì data notizia all’autorità di pubblica sicurezza che esercita la vigilanza sul soggiornante obbligato, la quale provvede ad informare quella del luogo dove l’interessato deve recarsi e a disporre le modalità e l’itinerario del viaggio.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 21 · impronta 9665101d4bc5
La sorveglianza speciale comincia a decorrere dal giorno in cui il decreto è comunicato all’interessato e cessa di diritto allo scadere del termine nel decreto stesso stabilito, se il sorvegliato speciale non abbia, nel frattempo, commesso un reato. 1 origine · 1 vettore
«La sorveglianza speciale comincia a decorrere dal giorno in cui il decreto è comunicato all’interessato e cessa di diritto allo scadere del termine nel decreto stesso stabilito, se il sorvegliato speciale non abbia, nel frattempo, commesso un reato.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 22 · impronta 9665101d4bc5
Se nel corso del termine stabilito il sorvegliato commette un reato per il quale riporti successivamente condanna e la sorveglianza speciale non debba cessare, il tribunale verifica d’ufficio se la commissione di tale reato possa costituire indice della persistente pericolosità dell’agente. 1 origine · 1 vettore
«Se nel corso del termine stabilito il sorvegliato commette un reato per il quale riporti successivamente condanna e la sorveglianza speciale non debba cessare, il tribunale verifica d’ufficio se la commissione di tale reato possa costituire indice della persistente pericolosità dell’agente» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 22 · impronta 9665101d4bc5
L’esecuzione della sorveglianza speciale resta sospesa durante il tempo in cui l’interessato è sottoposto alla misura della custodia cautelare. 1 origine · 1 vettore
«L’esecuzione della sorveglianza speciale resta sospesa durante il tempo in cui l’interessato è sottoposto alla misura della custodia cautelare.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 22 · impronta 9665101d4bc5
L’esecuzione della sorveglianza speciale resta sospesa durante il tempo in cui l’interessato è sottoposto a detenzione per espiazione di pena. 1 origine · 1 vettore
«L’esecuzione della sorveglianza speciale resta sospesa durante il tempo in cui l’interessato è sottoposto a detenzione per espiazione di pena.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 22 · impronta 9665101d4bc5
Se persiste la pericolosità sociale, il tribunale emette decreto con cui ordina l’esecuzione della misura di prevenzione, il cui termine di durata continua a decorrere dal giorno in cui il decreto stesso è comunicato all’interessato, salvo quanto stabilito dal comma 2 del presente articolo. 1 origine · 1 vettore
«Se persiste la pericolosità sociale, il tribunale emette decreto con cui ordina l’esecuzione della misura di prevenzione, il cui termine di durata continua a decorrere dal giorno in cui il decreto stesso è comunicato all’interessato, salvo quanto stabilito dal comma 2 del presente articolo.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 23 · impronta 9665101d4bc5
Se invece la pericolosità sociale è cessata, il tribunale emette decreto con cui revoca il provvedimento di applicazione della misura di prevenzione. 1 origine · 1 vettore
«Se invece la pericolosità sociale è cessata, il tribunale emette decreto con cui revoca il provvedimento di applicazione della misura di prevenzione» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 23 · impronta 9665101d4bc5
Il tempo trascorso in custodia cautelare seguita da condanna o in espiazione di pena detentiva, anche se per effetto di conversione di pena pecuniaria, non è computato nella durata dell’obbligo del soggiorno. 1 origine · 1 vettore
«Il tempo trascorso in custodia cautelare seguita da condanna o in espiazione di pena detentiva, anche se per effetto di conversione di pena pecuniaria, non è computato nella durata dell’obbligo del soggiorno.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 23 · impronta 9665101d4bc5
L’obbligo del soggiorno cessa di diritto se la persona obbligata è sottoposta a misura di sicurezza detentiva. 1 origine · 1 vettore
«L’obbligo del soggiorno cessa di diritto se la persona obbligata è sottoposta a misura di sicurezza detentiva.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 23 · impronta 9665101d4bc5
Se alla persona obbligata a soggiornare è applicata la libertà vigilata, la persona stessa vi è sottoposta dopo la cessazione dell’obbligo del soggiorno. 1 origine · 1 vettore
«Se alla persona obbligata a soggiornare è applicata la libertà vigilata, la persona stessa vi è sottoposta dopo la cessazione dell’obbligo del soggiorno.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 23 · impronta 9665101d4bc5
L’organo che ha adottato il provvedimento di applicazione deve valutare, anche d’ufficio, la persistenza della pericolosità sociale dell’interessato nel momento dell’esecuzione della misura. 1 origine · 1 vettore
«l’organo che ha adottato il provvedimento di applicazione debba valutare, anche d’ufficio, la persistenza della pericolosità sociale dell’interessato nel momento dell’esecuzione della misura» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 24 · impronta 9665101d4bc5
Le disposizioni contenute nel titolo si applicano ai soggetti di cui all’articolo 4. 1 origine · 1 vettore
«Le disposizioni contenute nel presente titolo si applicano: a) ai soggetti di cui all’articolo 4;» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 24 · impronta 9665101d4bc5
Le disposizioni si applicano alle persone fisiche e giuridiche segnalate al Comitato per le sanzioni delle Nazioni Unite quando vi sono fondati elementi per ritenere che i fondi o le risorse possano essere dispersi, occultati o utilizzati per il finanziamento di organizzazioni o attività terroristiche, anche internazionali. 1 origine · 1 vettore
«b) alle persone fisiche e giuridiche segnalate al Comitato per le sanzioni delle Nazioni Unite, o ad altro organismo internazionale competente per disporre il congelamento di fondi o di risorse economiche, quando vi sono fondati elementi per ritenere che i fondi o le risorse possano essere dispersi, occultati o utilizzati per il finanziamento di organizzazioni o attività terroristiche, anche internazionali.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 24 · impronta 9665101d4bc5
Nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera i), la misura di prevenzione patrimoniale della confisca può essere applicata relativamente ai beni nella disponibilità dei medesimi soggetti. 1 origine · 1 vettore
«Nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera i), la misura di prevenzione patrimoniale della confisca può essere applicata relativamente ai beni, nella disponibilità dei medesimi soggetti» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 24 · impronta 9665101d4bc5
La confisca può essere applicata relativamente ai beni che possono agevolare, in qualsiasi modo, le attività di chi prende parte attiva a fatti. 1 origine · 1 vettore
«che possono agevolare, in qualsiasi modo, le attività di chi prende parte attiva a fatti di» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 24 · impronta 9665101d4bc5
Secondo la Corte Costituzionale con sentenza 24 gennaio - 27 febbraio 2019, n. 24, è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 16 del d.lgs. n. 159 del 2011 nella parte in cui stabilisce che le misure di prevenzione del sequestro e della confisca si applichino anche ai soggetti indicati nell’art. 1, comma 1, lettera a). 1 origine · 1 vettore
«La Corte Costituzionale, con sentenza 24 gennaio - 27 febbraio 2019, n. 24 (in G.U. 1ª s.s. 6/3/2019, n. 10), ha dichiarato "l’illegittimità costituzionale dell’art. 16 del d.lgs. n. 159 del 2011, nella parte in cui stabilisce che le misure di prevenzione del sequestro e della confisca, disciplinate dagli articoli 20 e 24, si applichino anche ai soggetti indicati nell’art. 1, comma 1, lettera a)".» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 25 · impronta 9665101d4bc5
Nei confronti delle persone indicate all’articolo 16 possono essere proposte dal procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove dimora la persona, dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, dal questore o dal direttore della Direzione investigativa antimafia le misure di prevenzione patrimoniali. 1 origine · 1 vettore
«Nei confronti delle persone indicate all’articolo 16 possono essere proposte dal procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove dimora la persona, dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, dal questore o dal direttore della Direzione investigativa antimafia le misure di prevenzione patrimoniali di cui al presente titolo.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 25 · impronta 9665101d4bc5
Nei casi previsti dall’articolo 4, comma 1, lettere c), i), i-bis) e i-ter), le funzioni e le competenze spettanti al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto sono attribuite anche al procuratore della Repubblica presso il tribunale nel cui circondario dimora la persona, previo coordinamento con il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto. 1 origine · 1 vettore
«Nei casi previsti dall’articolo 4, comma 1, lettere c), i), i-bis) e i-ter), le funzioni e le competenze spettanti al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto sono attribuite anche al procuratore della Repubblica presso il tribunale nel cui circondario dimora la persona, previo coordinamento con il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 25 · impronta 9665101d4bc5
Il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto cura che non si arrechi pregiudizio alle attività di indagine condotte anche in altri procedimenti, attraverso il raccordo informativo con il questore e con il direttore della Direzione investigativa antimafia. 1 origine · 1 vettore
«Il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto, attraverso il raccordo informativo con il questore e con il direttore della Direzione investigativa antimafia relativamente alle misure di prevenzione di cui al presente titolo, cura che non si arrechi pregiudizio alle attività di indagine condotte anche in altri procedimenti.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 26 · impronta 9665101d4bc5
Il questore territorialmente competente e il direttore della Direzione investigativa antimafia sono tenuti a dare immediata comunicazione dei nominativi delle persone fisiche e giuridiche nei cui confronti sono disposti gli accertamenti personali o patrimoniali. 1 origine · 1 vettore
«il questore territorialmente competente e il direttore della Direzione investigativa antimafia sono tenuti a: a) dare immediata comunicazione dei nominativi delle persone fisiche e giuridiche nei cui confronti sono disposti gli accertamenti personali o patrimoniali previsti dall’articolo 19;» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 26 · impronta 9665101d4bc5
Il questore e il direttore della Direzione investigativa antimafia devono tenere costantemente aggiornato e informato il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto sullo svolgimento delle indagini. 1 origine · 1 vettore
«b) tenere costantemente aggiornato e informato il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto sullo svolgimento delle indagini;» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 26 · impronta 9665101d4bc5
Il procuratore nei dieci giorni successivi comunica all’autorità proponente l’eventuale sussistenza di pregiudizi per le indagini preliminari in corso. 1 origine · 1 vettore
«Il procuratore nei dieci giorni successivi comunica all’autorità proponente l’eventuale sussistenza di pregiudizi per le indagini preliminari in corso.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 26 · impronta 9665101d4bc5
In caso di pregiudizi per le indagini preliminari, il procuratore concorda con l’autorità proponente modalità per la presentazione congiunta della proposta. 1 origine · 1 vettore
«In tali casi, il procuratore concorda con l’autorità proponente modalità per la presentazione congiunta della proposta.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 26 · impronta 9665101d4bc5
Le misure di prevenzione personali e patrimoniali possono essere richieste e applicate disgiuntamente. 1 origine · 1 vettore
«Le misure di prevenzione personali e patrimoniali possono essere richieste e applicate disgiuntamente e, per le misure di prevenzione patrimoniali, indipendentemente dalla pericolosità sociale del soggetto proposto per la loro applicazione al momento della richiesta della misura di» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 26 · impronta 9665101d4bc5
Il procedimento di prevenzione patrimoniale può essere iniziato anche in caso di morte del soggetto nei confronti del quale potrebbe essere disposta la confisca. 1 origine · 1 vettore
«Il procedimento di prevenzione patrimoniale può essere iniziato anche in caso di morte del soggetto nei confronti del quale potrebbe essere disposta la confisca; in tal caso la richiesta di applicazione della misura di prevenzione può essere proposta nei riguardi dei successori a titolo universale o particolare entro il termine di cinque anni dal decesso.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 27 · impronta 9665101d4bc5
Il procedimento di prevenzione patrimoniale può essere iniziato o proseguito anche in caso di assenza, residenza o dimora all’estero della persona alla quale potrebbe applicarsi la misura di prevenzione. 1 origine · 1 vettore
«Il procedimento di prevenzione patrimoniale può essere iniziato o proseguito anche in caso di assenza, residenza o dimora all’estero della persona alla quale potrebbe applicarsi la misura di prevenzione, su proposta dei soggetti di cui all’articolo 17 competenti per il luogo di ultima dimora dell’interessato, relativamente ai beni che si ha motivo di ritenere che siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 27 · impronta 9665101d4bc5
Il procedimento può essere iniziato o proseguito allorché la persona è sottoposta ad una misura di sicurezza detentiva o alla libertà vigilata. 1 origine · 1 vettore
«Agli stessi fini il procedimento può essere iniziato o proseguito allorché la persona è sottoposta ad una misura di sicurezza detentiva o alla libertà vigilata. Art. 19 Indagini patrimoniali 1.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 27 · impronta 9665101d4bc5
I soggetti competenti procedono, anche a mezzo della guardia di finanza o della polizia giudiziaria, ad indagini sul tenore di vita, sulle disponibilità finanziarie e sul patrimonio. 1 origine · 1 vettore
«I soggetti di cui all’articolo 17, commi 1 e 2, procedono, anche a mezzo della guardia di finanza o della polizia giudiziaria, ad indagini sul tenore di vita, sulle disponibilità finanziarie e sul patrimonio dei soggetti indicati all’articolo 16 nei cui confronti possa essere proposta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza con o senza divieto od obbligo di soggiorno, nonché, avvalendosi della guardia di finanza o della polizia giudiziaria, ad indagini sull’attività economica facente capo agli stessi soggetti allo scopo anche di individuare le fonti di reddito.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 27 · impronta 9665101d4bc5
Le indagini sono effettuate anche nei confronti del coniuge, dei figli e di coloro che nell’ultimo quinquennio hanno convissuto con i soggetti indicati al comma 1. 1 origine · 1 vettore
«Le indagini sono effettuate anche nei confronti del coniuge, dei figli e di coloro che nell’ultimo quinquennio hanno convissuto con i soggetti indicati al comma 1 nonché nei confronti delle persone fisiche o giuridiche, società, consorzi od associazioni, del cui patrimonio i soggetti medesimi risultano poter disporre in tutto o in parte, direttamente o indirettamente.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 28 · impronta 9665101d4bc5
I soggetti di cui all’articolo 17, commi 1 e 2, possono richiedere ad ogni ufficio della pubblica amministrazione informazioni e copia della documentazione ritenuta utile. 1 origine · 1 vettore
«I soggetti di cui all’articolo 17, commi 1 e 2, possono richiedere, direttamente o a mezzo di ufficiali o agenti di polizia giudiziaria, ad ogni ufficio della pubblica amministrazione, ad ogni ente creditizio nonché alle imprese, società ed enti di ogni tipo informazioni e copia della documentazione ritenuta utile ai fini delle indagini nei confronti dei soggetti di cui ai commi 1, 2 e 3.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 28 · impronta 9665101d4bc5
Previa autorizzazione del procuratore della Repubblica o del giudice procedente, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere al sequestro della documentazione. 1 origine · 1 vettore
«Previa autorizzazione del procuratore della Repubblica o del giudice procedente, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere al sequestro della documentazione ((di cui al primo periodo)) con le modalità di cui agli articoli 253, 254, e 255 del codice di procedura penale.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 28 · impronta 9665101d4bc5
Nel corso del procedimento per l’applicazione di una misura di prevenzione il tribunale può procedere ad ulteriori indagini. 1 origine · 1 vettore
«Nel corso del procedimento per l’applicazione di una delle misure di prevenzione iniziato nei confronti delle persone indicate nell’articolo 16, il tribunale, ove necessario, può procedere ad ulteriori indagini oltre quelle già compiute a norma dei commi che precedono.» — prefettura-interno-gov-it-sites-default-files-2024-10-modello-f6af32e1, p. 28 · impronta 9665101d4bc5
Il testo è stato verificato contro i fatti elencati, estratti dall'atto qui sopra. Non ha ancora una corroborazione da fonti indipendenti.
I 38 fatti verificati nel testo
L'INFORMAZIONE ANTIMAFIA (art. 84, comma 3 del D.L.gs 159/2011) Attesta la sussistenza o meno delle cause di decadenza, sospensione o divieto di cui all'art. 67 del D.
Lgs. 159/2011 e la sussistenza o meno di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi delle società o imprese interessate .
CASI IN CUI VA RICHIESTA L'INFORMAZIONE ANTIMAFIA L'informazione antimafia è acquisita, mediante consultazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia da parte dei soggetti di cui all'articolo 97, comma 1 del D.
Lgs. 159/2011 (Enti Pubblici/Stazioni Appaltanti), debitamente accreditati, prima di stipulare, approvare o autorizzare contratti, subcontratti, o prima di rilasciare o consentire concessioni o erogazioni, qualora il valore sia: in materia di opere, lavori pubblici e pubbliche forniture: pari o superiore a quello determinato dalla legge in attuazione delle direttive comunitarie.
In particolare: in materia di opere e lavori pubblici, la soglia comunitaria è di € 5.548.000,00, IVA esclusa; in materia di servizi, la soglia comunitaria è di € 221.000,00, IVA esclusa; in materia di servizi sociali di cui all'art. 35 lett. d) del D.
IX, la soglia comunitaria è di € 750.000,00 € IVA esclusa; in materia di forniture, la soglia comunitaria è € 221.000,00, IVA esclusa; per le forniture di beni da aggiudicarsi dalle amministrazioni di cui al D.
Lgs. 50/2016 (di recepimento delle due direttive comunitarie 2004/17/CE e 2004/18/CE modificate con regolamento UE 1177/2009). per concessioni di acque pubbliche o di beni demaniali per lo svolgimento di attività imprenditoriali e per la concessione di contributi, finanziamenti e agevolazioni su mutuo o altre erogazioni dello stesso tipo per lo svolgimento di attività imprenditoriali: superiore a € 150.000,00;
Tali importi si applicano solo agli appalti che gli enti pubblici aggiudicano per scopi relativi all'esercizio delle loro attività (art. 20 Direttiva 2004/17/CE).
L'informazione antimafia va sempre richiesta, qualunque sia l'importo del contratto, subcontratto, finanziamento o erogazione, nell'ipotesi prevista dall'art. 100 del D.
Per i rapporti tra soggetti pubblici, pubbliche amministrazioni, enti pubblici, enti e Aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico, le società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, concessionari di opere pubbliche o di servizi pubblici, contraenti generali di cui all'art. 194 del Dlgs.
Per i provvedimenti, gli atti ed i contratti e le erogazioni il cui valore complessivo non superi i 150.000 euro;
Per la verifica dei requisiti di partecipazione alle gare pubbliche previsti dall'art. 80, comma del D.
Lgs. 159/2011) L'informazione antimafia è conseguita esclusivamente mediante consultazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia da parte dei soggetti di cui all'articolo 97, comma 1 del D.
L'informazione antimafia è rilasciata dal Prefetto soltanto nei seguenti casi: qualora dalla consultazione della Banca dati nazionale emerga la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67 o dei tentativi d'infiltrazione mafiosa di cui all'art. 84, comma 4 del D.
Lgs. 159/2011; qualora la consultazione della Banca dati nazionale sia eseguita per un soggetto che risulti non censito; qualora la Banca dati nazionale non sia in grado di funzionare regolarmente a causa di eventi eccezionali.
PROCEDIMENTO DI RILASCIO DELL'INFORMAZIONE ANTIMAFIA Il rilascio dell'informazione antimafia sarà immediatamente conseguente alla consultazione della Banca dati nazionale, quando non emergeranno a carico dei soggetti censiti la sussistenza di cause ostative ex art. 67 o i tentativi d'infiltrazione mafiosa di cui all'art. 84, comma 4 del D.
L'immediato rilascio dell'informazione antimafia non sarà possibile qualora dalla consultazione della Banca dati nazionale emergerà che l'impresa non è censita o la sussistenza di cause ostative ex art. 67 o i tentativi d'infiltrazione mafiosa di cui all'art. 84, comma 4 del D.
Lgs. 159/2011, debitamente accreditati, dovranno inserire scrupolosamente nella Banca dati nazionale tutti i dati relativi alla richiesta d'informazione antimafia indicati dagli artt. 91, comma 4 del D.
Per l'inserimento dei dati suddetti nella Banca dati nazionale, i soggetti elencati dall'art. 97 comma 1 del DL.gs 159/2011 dovranno acquisire: la dichiarazione sostitutiva d'iscrizione alla C.C.I.A.A. contenente tutti i componenti di cui all'art. 85 del D.
Lgs. 159/2011, nonché il numero del codice fiscale e della partita IVA dell'impresa stessa ; la dichiarazione sostitutiva redatta dai soggetti di cui all'art. 85 del D.
Lgs. 15/11/2012, n.218) Si avvisano gli Enti Pubblici/Stazioni appaltanti e i soggetti di cui all' art. 97 comma 1 del D.
Lgs. 159/2011, che dal 07/01/2016 la Banca Dati Nazionale Unica della documentazione antimafia, è pienamente operativa.
Lgs. 159/2011 e successive modifiche ed integrazioni, la comunicazione e l'informazione antimafia sono conseguite MEDIANTE CONSULTAZIONE DELLA B.D.N.A. da parte dei soggetti di cui all'art. 97, comma 1 del D.
MODALITA' DI ACCREDITAMENTO ALLA BANCA DATI NAZIONALE UNICA DELLA DOCUMENTAZIONE ANTIMAFIA I soggetti aventi sede a Savona o Provincia, indicati dall'art. 97, comma 1 del D.
Lgs. 159/2011, potranno richiedere, all'Ufficio Informatico di questa Prefettura ( [email protected] ) gli accrediti per la consultazione della Banca dati Nazionale, attraverso la modulistica scaricabile dall'apposita sezione contenuta nel sito della Prefettura di Savona alla voce "BDNA - Banca Dati Nazionale Antimafia.
LA "Comunicazione" antimafia consiste nell'attestazione della sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67 D.
Contratti di appalto di opere e lavori pubblici, servizi pubblici e pubbliche forniture, per opere e lavori pubblici di valore superiore a € 150.000.00 ed inferiore di € 5.225.000,00 (IVA esclusa); in materia di servizi e forniture € 209.000,00 (IVA esclusa) (ad esclusione dei contratti riguardanti le diverse tipologie di attività suscettibili di infiltrazione mafiosa di cui al co.7 dell'art. 91 D.
Per le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali applicare la direttiva 2004/17/CE (come modificata dal Regolamento UE n. 12517/2011): Opere e Lavori Pubblici: inferiore a € 5.225.000.00 Forniture e Servizi: inferiore a € 418.000,00.
Tali importi si applicano solo agli appalti che gli enti aggiudicano per scopi relativi all'esercizio delle loro attività (art. 15 Direttiva 2014/25/CE).
La documentazione antimafia (comunicazione o informazione antimafia) non è richiesta nei seguenti casi (art. 83, co. 3 D.
Lgs. 159/2011): Per i rapporti fra i soggetti pubblici di cui al comma 1 art. 83 D.
Procedimento di rilascio della comunicazione antimafia (artt. 23 e 24 del D.P.C.M. 30 ottobre 2014, n. 193) I soggetti con sede a Savona e provincia , indicati dall'art. 97, comma 1 del D.
La comunicazione antimafia è acquisita mediante conseguente consultazione della Banca Dati Nazionale, da parte dei soggetti di cui all'art. 97, comma 1, debitamente autorizzati, salvo i casi di cui all'art. 88 commi 2, 3 e 3 bis.
Termini per il rilascio della comunicazione antimafia Qualora dalla consultazione della Banca Dati Nazionale Unica emerga la sussistenza di cause ostative ex art. 67 del D.
Lgs. 159/2011 per le quali sia necessario effettuare ulteriori verifiche, la comunicazione antimafia è rilasciata entro 30 giorni dalla data della consultazione della BDNA.
Decorso il termine suddetto, gli Enti Pubblici/Stazioni Appaltanti procedono anche in assenza della comunicazione antimafia, previa acquisizione dell' autocertificazione di cui all'art. 89 del D.
La revoca e il recesso si applicano anche quando la sussistenza delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'art. 67 è accertata successivamente alla stipula del contratto, alla concessione di lavori o all'autorizzazione al subcontratto.
Le comunicazioni antimafia hanno una validità di 6 mesi dalla data dell'acquisizione salvo che non siano intercorse modificazioni dell'assetto societario (art. 86, co. 3 D.